3. ago, 2022

In memoria di "Gaia".

In memoria di "Gaia".
Un piccolo viaggio mi ha impedito di scrivere qualcosa della morte a 103 anni di James Lovelock, lo scienziato britannico che insieme a Carl Sagan e Lynn Margulis ha impostato la teoria di Gaia , ovvero l’idea di un pianeta come sistema organico auto-organizzato. Un’idea così affascinante, anzi troppo affascinante che è stata ben presto trasformata in una favola per bambini senza alcun rigore scientifico. E del resto con la cultura americana che domina l’occidente e vuole dominare il mondo non si scherza: ciò che non è merda lo diviene ben presto.
Alla fine degli anni ’60, la NASA chiese a Lovelock se poteva costruire un dispositivo in grado di misurare la composizione del gas delle atmosfere di Marte e Venere, perché l’agenzia spaziale statunitense voleva vedere se la vita è possibile .Per rispondere a questa domanda, Lovelock ha dovuto prima rivolgere la sua attenzione a un pianeta in cui la vita era fuori dubbio, la Terra è così arrivò a scoprire che la chimica, per esempio quella dell’atmosfera, non era in grado di spiegare perché non vi fossero alcune reazioni, per esempio tra ossigeno e metano o perché la salinità degli oceani non cambia, nonostante il continuo apporto di sali o perché si sia potuta sviluppare la vita quattro miliardi di anni fa quando la radiazione solare era del 30 per cento inferiore a quella attutale e la temperatura media avrebbe dovuto essere sottozero. Lovelock stava cercando di comprendere tutto questo quando ebbe l’incontro con Carl Sagan il quale aveva appena presentato una rivoluzionaria ricerca biologica, secondo la quale gli organismi multicellulari, gli antenati di tutti i funghi, le piante e gli animali, si sono evoluti non attraverso la mutazione e la selezione, ma attraverso la cooperazione e la simbiosi. Dodici editori scientifici avevano precedentemente rifiutato la pubblicazione dell’opera perché scuoteva un dogma fondamentale del darwinismo: la lotta per l’esistenza come unico motore dell’evoluzione.
Insomma le condizioni del pianeta sono determinate da quella sottile “pellicola organica” che lo avvolge e che crea le condizioni della possibilità di vita: così questa nuova di Terra idea venne chiamata Gaia. Un nome azzeccato che alla fine però si rivelò persino troppo evocativo e venne spesso fraintesa come un’idea confusa e romantica della buona Madre Terra, Lovelock e sua moglie Margulis si sono opposti a tale banalizzazione fin dall’inizio, così come all’idea che Gaia è un unico essere vivente: “L’ipotesi Gaia è scienza rigorosa. afferma che la superficie del nostro pianeta si comporta come un sistema fisiologico per certi aspetti limitati. Questi elementi fisiologicamente regolati includono la temperatura, la composizione dei gas reattivi nell’atmosfera, compreso l’ossigeno, e il pH, cioè l’equilibrio di acidi e basi”. Resa ridicola da questa intrusione del disneysmo, la teoria è stata attaccata come fiabesca e offensiva per il darwinismo, ovvero per la teoria sociale che pretende di poter spiegare tutta la vita.
Ovviamente questa idea ha in sé un aspetto di estremo dinamismo, di continua mutazione che viene in qualche modo compensata e fatto proprio dall’intera biomassa, ma essa si è invece trasformata nel suo esatto contrario, ovvero in un’idea dell’immutabilità a cominciare dalla vulgata secondo la quale l’intera palla di roccia che ruota attorno alla sua stessa sia viva e che dunque qualsiasi cambiamento apportato dagli uomini sia di per sé un male, quasi che la specie umana, creata dalla stessa vita, sia una sorta di parassita per il semplice fatto di adattare l’ambiente invece di dover adattare i corpi ad esso. Forse Gaia voleva proprio questo, visto che ci prova da eoni con un costante aumento di encefalizzazione. Troppo piccola ahimè visto che Gaia si è trasformata in una fiaba dentro la quale trovano collocazione anche le fiabe climatiche che servono alla sopravvivenza del sistema e della sua base socio – darwiniana.

In memory of "Gaia".
A little trip prevented me from writing something about the 103-year-old death of James Lovelock, the British scientist who, together with Carl Sagan and Lynn Margulis, set up the theory of Gaia, or rather the idea of ​​a planet as a self-organized organic system. An idea so fascinating, indeed too fascinating that it was soon transformed into a children's story without any scientific rigor. And besides, with the American culture that dominates the West and wants to dominate the world, you don't mess around: what isn't shit soon becomes so.
In the late 1960s, NASA asked Lovelock if he could build a device that could measure the gas composition of the atmospheres of Mars and Venus, because the US space agency wanted to see if life is possible. question, Lovelock first had to turn his attention to a planet where life was beyond doubt, the Earth so he came to discover that chemistry, for example that of the atmosphere, was unable to explain why there were no reactions, for example between oxygen and methane or because the salinity of the oceans does not change, despite the continuous supply of salts or because life could have developed four billion years ago when solar radiation was 30 percent lower than actual and the average temperature should have been below zero. Lovelock was trying to understand all this when he met Carl Sagan who had just presented a groundbreaking biological research, according to which multicellular organisms, the ancestors of all fungi, plants and animals, evolved not through mutation and selection, but through cooperation and symbiosis. Twelve scientific publishers had previously refused the publication of the work because it shaken a fundamental dogma of Darwinism: the struggle for existence as the only engine of evolution.
In short, the conditions of the planet are determined by that thin "organic film" that surrounds it and that creates the conditions for the possibility of life: so this new idea of ​​Earth was called Gaia. An apt name that in the end turned out to be even too evocative and was often misunderstood as a confused and romantic idea of ​​the good Mother Earth, Lovelock and his wife Margulis opposed this trivialization from the beginning, as well as the idea that Gaia is a single living being: “The Gaia hypothesis is rigorous science. states that the surface of our planet behaves like a physiological system in some limited ways. These physiologically regulated elements include the temperature, the composition of reactive gases in the atmosphere, including oxygen, and the pH, that is, the balance of acids and bases ". Made ridiculous by this intrusion of disneysmo, the theory has been attacked as a fairy tale and offensive to Darwinism, that is, to the social theory that claims to be able to explain all life.
Obviously this idea has in itself an aspect of extreme dynamism, of continuous mutation that is somehow compensated and made by the entire biomass, but it has instead transformed into its exact opposite, that is, an idea of ​​immutability to begin with. from the vulgate according to which the entire ball of rock that revolves around its own is alive and that therefore any change made by men is in itself an evil, as if the human species, created by life itself, is a sort of parasite for the simple fact of adapting the environment instead of having to adapt the bodies to it. Maybe Gaia wanted just that, as she has been trying for eons with a steady increase in encephalization. Too small, alas, given that Gaia has turned into a fairy tale which also includes the climatic fairy tales that serve for the survival of the system and its socio-Darwinian base.

En mémoire de "Gaïa".
Un petit voyage m'a empêché d'écrire quelque chose sur la mort à 103 ans de James Lovelock, le scientifique britannique qui, avec Carl Sagan et Lynn Margulis, a mis en place la théorie de Gaïa, ou plutôt l'idée d'une planète comme un système organique auto-organisé. Une idée si fascinante, voire trop fascinante qu'elle s'est vite transformée en conte pour enfants sans aucune rigueur scientifique. Et puis, avec la culture américaine qui domine l'Occident et veut dominer le monde, on ne plaisante pas : ce qui n'est pas de la merde le devient vite.
À la fin des années 1960, la NASA a demandé à Lovelock s'il pouvait construire un appareil capable de mesurer la composition en gaz des atmosphères de Mars et de Vénus, car l'agence spatiale américaine voulait voir si la vie était possible. Question, Lovelock a d'abord dû tourner son attention sur une planète où la vie ne faisait aucun doute, la Terre alors il en vint à découvrir que la chimie, par exemple celle de l'atmosphère, était incapable d'expliquer pourquoi il n'y avait pas de réactions, par exemple entre l'oxygène et le méthane ou parce que la salinité des océans ne pas changé, malgré l'approvisionnement continu en sels ou parce que la vie aurait pu se développer il y a quatre milliards d'années lorsque le rayonnement solaire était inférieur de 30 % à la réalité et que la température moyenne aurait dû être inférieure à zéro. Lovelock essayait de comprendre tout cela lorsqu'il rencontra Carl Sagan qui venait de présenter une recherche biologique révolutionnaire, selon laquelle les organismes multicellulaires, les ancêtres de tous les champignons, plantes et animaux, n'évoluaient pas par mutation et sélection, mais par coopération et symbiose. Douze éditeurs scientifiques avaient auparavant refusé la publication de l'ouvrage car il ébranlait un dogme fondamental du darwinisme : la lutte pour l'existence comme seul moteur de l'évolution.
En bref, les conditions de la planète sont déterminées par ce mince "film organique" qui l'entoure et qui crée les conditions de possibilité de la vie : ainsi cette nouvelle idée de la Terre s'appelait Gaïa. Un nom juste qui s'est finalement avéré même trop évocateur et a souvent été mal compris comme une idée confuse et romantique de la bonne Terre Mère, Lovelock et sa femme Margulis se sont opposés dès le début à cette banalisation, ainsi qu'à l'idée que Gaïa est un être vivant unique : « L'hypothèse Gaïa est une science rigoureuse. déclare que la surface de notre planète se comporte comme un système physiologique à certains égards limités. Ces éléments physiologiquement régulés comprennent la température, la composition des gaz réactifs dans l'atmosphère, y compris l'oxygène, et le pH, c'est-à-dire l'équilibre des acides et des bases". Rendue ridicule par cette intrusion du disneysme, la théorie a été attaquée comme un conte de fées et offensante pour le darwinisme, c'est-à-dire pour la théorie sociale qui prétend pouvoir expliquer toute vie.
Évidemment, cette idée a en elle-même un aspect de dynamisme extrême, de mutation continue qui est en quelque sorte compensée et réalisée par l'ensemble de la biomasse, mais elle s'est plutôt transformée en son exact contraire, c'est-à-dire une idée d'immuabilité pour commencer à partir de la vulgate selon laquelle toute la boule de roche qui tourne autour de la sienne est vivante et que donc tout changement opéré par les hommes est en soi un mal, comme si l'espèce humaine, créée par la vie elle-même, était une sorte de parasite pour les simples fait d'adapter l'environnement au lieu de devoir y adapter les corps. Peut-être que Gaia voulait exactement cela, car elle essaie depuis des éternités avec une augmentation constante de l'encéphalisation. Trop petit, hélas, étant donné que Gaïa s'est transformée en conte de fées qui comprend aussi les contes de fées climatiques qui servent à la survie du système et de sa base socio-darwinienne.

En memoria de "Gaia".
Un pequeño viaje me impidió escribir algo sobre la muerte a los 103 años de James Lovelock, el científico británico que, junto a Carl Sagan y Lynn Margulis, planteó la teoría de Gaia, o más bien la idea de un planeta como un sistema orgánico auto-organizado. Una idea tan fascinante, demasiado fascinante, que pronto se transformó en un cuento infantil sin ningún rigor científico. Y además, con la cultura americana que domina occidente y quiere dominar el mundo, uno no se anda con rodeos: lo que no es mierda pronto lo es.
A fines de la década de 1960, la NASA le preguntó a Lovelock si podía construir un dispositivo que pudiera medir la composición gaseosa de las atmósferas de Marte y Venus, porque la agencia espacial estadounidense quería ver si la vida era posible. a un planeta donde la vida estaba fuera de toda duda, la Tierra por lo que llegó a descubrir que la química, por ejemplo la de la atmósfera, no podía explicar por qué no había reacciones, por ejemplo entre el oxígeno y el metano o porque la salinidad de los océanos no no cambiará, a pesar del suministro continuo de sales o porque la vida podría haberse desarrollado hace cuatro mil millones de años cuando la radiación solar era un 30 por ciento más baja que la actual y la temperatura promedio debería haber estado bajo cero. Lovelock estaba tratando de entender todo esto cuando conoció a Carl Sagan, quien acababa de presentar una investigación biológica pionera, según la cual los organismos multicelulares, los ancestros de todos los hongos, plantas y animales, evolucionaron no a través de mutación y selección, sino a través de la cooperación y la simbiosis. Doce editoriales científicas habían rechazado previamente la publicación de la obra porque sacudía un dogma fundamental del darwinismo: la lucha por la existencia como único motor de la evolución.
En definitiva, las condiciones del planeta están determinadas por esa delgada “película orgánica” que lo envuelve y que crea las condiciones para la posibilidad de la vida: así se llamó Gaia a esta nueva idea de la Tierra. Un nombre acertado que al final resultó ser incluso demasiado evocador y muchas veces malinterpretado como una idea confusa y romántica de la buena Madre Tierra, Lovelock y su esposa Margulis se opusieron desde el principio a esta banalización, así como a la idea de que Gaia es un solo ser vivo: “La hipótesis de Gaia es ciencia rigurosa. establece que la superficie de nuestro planeta se comporta como un sistema fisiológico en algunos aspectos limitados. Estos elementos regulados fisiológicamente incluyen la temperatura, la composición de los gases reactivos de la atmósfera, incluido el oxígeno, y el pH, es decir, el equilibrio de ácidos y bases”. Puesta en ridículo por esta intrusión del disneysmismo, la teoría ha sido atacada como un cuento de hadas y ofensiva para el darwinismo, es decir, para la teoría social que pretende ser capaz de explicar toda la vida.
Obviamente esta idea tiene en sí misma un aspecto de dinamismo extremo, de mutación continua que de alguna manera es compensada y realizada por toda la biomasa, pero en cambio se ha transformado en su opuesto exacto, es decir, una idea de inmutabilidad para empezar. la vulgata según la cual toda la bola de roca que gira alrededor de sí misma está viva y que, por tanto, cualquier cambio hecho por los hombres es en sí mismo un mal, como si la especie humana, creada por la vida misma, fuera una especie de parásito de los simples hecho de adaptar el entorno en lugar de tener que adaptar los cuerpos a él. Quizás Gaia quería exactamente eso, ya que lo ha estado intentando durante eones con un aumento constante de la encefalización. Demasiado pequeño, ay, dado que Gaia se ha convertido en un cuento de hadas que incluye también los cuentos de hadas climáticos que sirven para la supervivencia del sistema y su base sociodarwiniana.