27. apr, 2022

I vaccini che fanno male al cuore.

I vaccini che fanno male al cuore.
Notizie sempre più devastanti arrivano dal mondo dei vaccini, anche se ovviamente l’informazione generalista non ne parla e si trovano le tracce del delitto solo negli studi scientifici, a volte anche in contrasto con gli obiettivi dei ricercatori. Adesso analogamente ad altre ricerche svolte in Nord America giunge uno studio scandinavo (https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2791253) che mostra come la vaccinazione contro il Covid aumenta il rischio di gravi infiammazioni cardiache fino a 120 volte rispetto al normale: si tratta di un lavoro significativo perché prende in considerazione 23 milioni di cartelle cliniche riguardanti le popolazioni di età superiore ai 12 anni di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia nel periodo che va dall’inizio della vaccinazione di massa nel dicembre 2020 fino al 5 ottobre 2021. Per i giovani maschi di età compresa tra 16 e 24 anni entro 28 giorni da una seconda dose, lo studio ha rilevato una miocardite grave (che richiede il ricovero ospedaliero) circa 5 volte più frequente del normale dopo Pfizer e 14 volte invece dopo una puntura di Moderna. Dal momento che nei Paesi nordici si sono usati vari cocktail di vaccini diversi si è trovato che il rischio maggiore si è avuto dopo una prima dose con Pfizer e una seconda dose di Moderna: in questo caso il rischio raggiunte il massimo, ovvero 120 volte la normalità. Insomma mentre l’incidenza di questa patologia è di 0,097 casi ogni mille persone per i non vaccinati per i vaccinati arriva all’1, 433. di media, ma può superare i 3,687 nei giovani da 16 a 24 anni. Ancora più interessante è il fatto che il medesimo studio è stato costretto a stabilire che il rischio di miocardite e pericardite grave a seguito dell’infezione da Covid era trascurabile, con un solo evento in eccesso circa ogni 100.000 entro 28 giorni dall’infezione. Questo risultato ottenuto su un campione così vasto spazza via ogni tentativo di attribuire al covid le colpe dei vaccini, come i più cinici giocolieri di numeri del circo pandemico tendono a fare.
Ciò che fa gioco nella propaganda vaccinal-politica è che le incidenze di queste infiammazioni cardiache, benché molto superiori al normale appaiono a una prima occhiata di modesta incidenza: sei eventi per 100.000 punture dopo Pfizer e 18 eventi per dopo Moderna. Una seconda dose di Moderna somministrata dopo una prima dose di Pfizer presenta un rischio ancora più elevato: 27 eventi ogni 100.000 dosi. Tuttavia lo studio ha un limite importante perché parla solo delle miocarditi e pericarditi gravissime che portano al ricovero ospedaliero d’urgenza, non quelle molto più numerose curate a casa oppure in ospedale, ma senza degenza e men che meno quelle silenti che non danno sintomi, ma che poi possono portare a morte improvvisa in qualche caso oppure “lavorano” in segreto per indebolire il cuore. Ed è un grave errore che dimostra la volontà di confondere le acque e di coprire i danni da vaccino: le infiammazioni cardiache infatti, anche se domate o guarite spontaneamente, possono portare a conseguenze molto severe nel tempo. Una nuova ricerca ( https://www.cambridge.org/core/journals/cardiology-in-the-young/article/abs/outcomes-for-children-with-acute-myocarditis/FF05BBE0E9114207D68C7EC9C8DD6506) sulla miocardite nei bambini ha rilevato che il 10% dei bambini affetti non ha recuperato completamente, il 12% è morto e un altro 12% richiederà un trapianto di cuore. Secondo un’analisi dei cardiologi tedeschi, la prognosi a lungo termine della miocardite correlata ai virus per gli adulti è piuttosto sfavorevole: quasi il 40% dei pazienti muore entro 10 anni.
Ora la domanda è quante sono effettivamente le infiammazioni cardiache post vaccino a parte i casi gravissimi che richiedono un ricovero e dunque una documentazione ufficiale? Nessuno lo sa anche perché è nota l’ostilità della gran parte dei medici a segnalare e prendere atto delle reazioni avverse che sono come l’ombra di banco delle loro labili coscienze. Si può lecitamente pensare che l’incidenza reale sia di oltre dieci volte maggiore rispetto ai casi più gravi che richiedono il ricovero che è poi generalmente il rapporto che si ha nel campo delle patologie cardiovascolari, ma potrebbe essere anche molto più alto. In questo caso avremmo incidenze enormi che il sistema sanitario nel suo complesso non può ammettere e men che meno tutto il complesso mondo che ruota attorno alla pandemia e all’ossessione vaccinale. Questi dati devono rimanere nascosti per evitare che i sistemi di controllo messi in piedi con il pretesto della pandemia affondino nel fango assieme alle campagne vaccinali.

 

Vaccines that are bad for the heart.
More and more devastating news comes from the world of vaccines, even if obviously the general information does not mention it and traces of the crime are found only in scientific studies, sometimes even in contrast with the objectives of the researchers. Now, similar to other research carried out in North America, comes a Scandinavian study (https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2791253) which shows how vaccination against Covid increases the risk of serious heart inflammation up to 120 times compared to to normal: this is significant work because it takes into account 23 million medical records from populations over 12 years of age in Denmark, Finland, Norway and Sweden in the period from the start of mass vaccination in December 2020 until as of October 5, 2021. For young males aged 16-24 within 28 days of a second dose, the study found severe myocarditis (requiring hospitalization) about 5 times more frequent than normal after Pfizer and 14 times after a sting of Moderna. Since various cocktails of different vaccines were used in the Nordic countries, it was found that the greatest risk occurred after a first dose of Pfizer and a second dose of Moderna: in this case the risk reached the maximum, i.e. 120 times the normality. In short, while the incidence of this disease is 0.097 cases per thousand people for the unvaccinated, for the vaccinated it reaches 1.433 on average, but it can exceed 3,687 in young people aged 16 to 24. Even more interesting is the fact that the same study was forced to establish that the risk of myocarditis and severe pericarditis following Covid infection was negligible, with only one event in excess of approximately every 100,000 within 28 days of infection. This result obtained on such a large sample sweeps away any attempt to blame the vaccines on the covid, as the most cynical number jugglers of the pandemic circus tend to do.
What is at stake in the vaccine-political propaganda is that the incidences of these cardiac inflammations, although much higher than normal, appear at first glance of modest incidence: six events per 100,000 bites after Pfizer and 18 events after Moderna. A second dose of Moderna given after a first dose of Pfizer presents an even higher risk: 27 events per 100,000 doses. However, the study has an important limitation because it speaks only of very serious myocarditis and pericarditis that lead to emergency hospitalization, not the much more numerous ones treated at home or in the hospital, but without hospitalization and even less those silent ones that do not give symptoms, but which can then lead to sudden death in some cases or "work" in secret to weaken the heart. And it is a serious mistake that demonstrates the will to confuse the waters and cover the damage caused by the vaccine: cardiac inflammations in fact, even if tamed or spontaneously healed, can lead to very severe consequences over time. New research (https://www.cambridge.org/core/journals/cardiology-in-the-young/article/abs/outcomes-for-children-with-acute-myocarditis/FF05BBE0E9114207D68C7EC9C8DD6506) on myocarditis in children has found that 10% of affected children did not fully recover, 12% died and another 12% will require a heart transplant. According to an analysis by German cardiologists, the long-term prognosis of virus-related myocarditis for adults is rather unfavorable: almost 40% of patients die within 10 years.
Now the question is how many post-vaccine cardiac inflammations are actually there, apart from the very serious cases that require hospitalization and therefore official documentation? Nobody knows this also because the hostility of most doctors is known to report and take note of adverse reactions that are like the bench shadow of their feeble consciences. One can legitimately think that the real incidence is over ten times greater than in the most serious cases requiring hospitalization, which is generally the ratio that occurs in the field of cardiovascular diseases, but it could also be much higher. In this case, we would have enormous implications that the health system as a whole cannot admit, let alone the whole complex world that revolves around the pandemic and vaccination obsession. These data must remain hidden to prevent the control systems set up under the pretext of the pandemic from sinking in the mud along with the vaccination campaigns.

 

Vacunas que son malas para el corazón.
Del mundo de las vacunas llegan noticias cada vez más devastadoras, aunque obviamente la información general no lo menciona y los rastros del crimen se encuentran solo en estudios científicos, a veces incluso en contraste con los objetivos de los investigadores. Ahora, al igual que otras investigaciones realizadas en Norteamérica, llega un estudio escandinavo (https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2791253) que demuestra cómo la vacunación contra el Covid aumenta hasta 120 veces el riesgo de sufrir una inflamación cardíaca grave. en comparación con lo normal: este es un trabajo significativo porque tiene en cuenta 23 millones de registros médicos de poblaciones mayores de 12 años en Dinamarca, Finlandia, Noruega y Suecia en el período desde el inicio de la vacunación masiva en diciembre de 2020 hasta el 5 de octubre , 2021. Para hombres jóvenes de 16 a 24 años dentro de los 28 días posteriores a una segunda dosis, el estudio encontró miocarditis severa (que requiere hospitalización) aproximadamente 5 veces más frecuente de lo normal después de Pfizer y 14 veces después de una picadura de Moderna. Dado que en los países nórdicos se utilizaron varios cócteles de diferentes vacunas, se encontró que el mayor riesgo se producía después de una primera dosis de Pfizer y una segunda dosis de Moderna: en este caso, el riesgo alcanzó el máximo, es decir, 120 veces la normalidad. En definitiva, mientras que la incidencia de esta enfermedad es de 0,097 casos por mil personas para los no vacunados, para los vacunados alcanza los 1.433 de media, pero puede superar los 3.687 en jóvenes de 16 a 24 años. Aún más interesante es el hecho de que el mismo estudio se vio obligado a establecer que el riesgo de miocarditis y pericarditis grave después de la infección por Covid era insignificante, con solo un evento en exceso de aproximadamente cada 100 000 dentro de los 28 días posteriores a la infección. Este resultado obtenido sobre una muestra tan amplia barre cualquier intento de culpar a la covid de las vacunas, como suelen hacer los más cínicos malabaristas de números del circo pandémico.
Lo que está en juego en la propaganda política de vacunas es que las incidencias de estas inflamaciones cardíacas, aunque mucho más altas de lo normal, a primera vista parecen ser de una incidencia modesta: seis eventos por cada 100.000 picaduras después de Pfizer y 18 eventos después de Moderna. Una segunda dosis de Moderna administrada después de una primera dosis de Pfizer presenta un riesgo aún mayor: 27 eventos por cada 100 000 dosis. Sin embargo, el estudio tiene una limitación importante porque habla sólo de miocarditis y pericarditis muy graves que requieren hospitalización de urgencia, no de las mucho más numerosas tratadas en el domicilio o en el hospital, pero sin hospitalización y menos aún aquellas silentes que no dar síntomas, pero que luego pueden conducir a la muerte súbita en algunos casos o "trabajar" en secreto para debilitar el corazón. Y es un grave error que demuestra la voluntad de confundir las aguas y encubrir los daños causados ​​por la vacuna: las inflamaciones cardíacas, de hecho, incluso si se controlan o se curan espontáneamente, pueden tener consecuencias muy graves con el tiempo. Una nueva investigación (https://www.cambridge.org/core/journals/cardiology-in-the-young/article/abs/outcomes-for-children-with-acute-myocarditis/FF05BBE0E9114207D68C7EC9C8DD6506) sobre la miocarditis en niños descubrió que El 10% de los niños afectados no se recuperó del todo, el 12% falleció y otro 12% requerirá un trasplante de corazón. Según un análisis realizado por cardiólogos alemanes, el pronóstico a largo plazo de la miocarditis relacionada con el virus en adultos es bastante desfavorable: casi el 40 % de los pacientes mueren en 10 años.
Ahora la pregunta es ¿cuántas inflamaciones cardíacas posvacunas hay realmente, aparte de los casos muy graves que requieren hospitalización y por tanto documentación oficial? Nadie sabe esto también porque es conocida la hostilidad de la mayoría de los médicos para informar y tomar nota de las reacciones adversas que son como la sombra del banco de sus débiles conciencias. Se puede pensar legítimamente que la incidencia real es más de diez veces mayor que en los casos más graves que requieren hospitalización, que es generalmente la proporción que se da en el campo de las enfermedades cardiovasculares, pero también podría ser mucho mayor. En este caso tendríamos enormes implicaciones que el sistema sanitario en su conjunto no puede admitir, y mucho menos todo el complejo mundo que gira en torno a la pandemia y la obsesión vacunal. Estos datos deben permanecer ocultos para evitar que los sistemas de control establecidos con el pretexto de la pandemia se hundan en el lodo junto con las campañas de vacunación.

 

Des vaccins mauvais pour le coeur.
Des nouvelles de plus en plus dévastatrices arrivent du monde des vaccins, même si évidemment les informations générales n'en font pas mention et les traces du crime ne se retrouvent que dans les études scientifiques, parfois même en contraste avec les objectifs des chercheurs. Maintenant, similaire à d'autres recherches menées en Amérique du Nord, vient une étude scandinave (https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2791253) qui montre comment la vaccination contre Covid augmente le risque d'inflammation cardiaque grave jusqu'à 120 fois par rapport à la normale : il s'agit d'un travail important car il prend en compte 23 millions de dossiers médicaux de populations de plus de 12 ans au Danemark, en Finlande, en Norvège et en Suède sur la période allant du début de la vaccination de masse en décembre 2020 jusqu'au 5 octobre , 2021. Pour les jeunes hommes âgés de 16 à 24 ans dans les 28 jours suivant une deuxième dose, l'étude a révélé une myocardite sévère (nécessitant une hospitalisation) environ 5 fois plus fréquente que la normale après Pfizer et 14 fois après une piqûre de Moderna. Étant donné que divers cocktails de différents vaccins étaient utilisés dans les pays nordiques, il a été constaté que le plus grand risque survenait après une première dose de Pfizer et une seconde dose de Moderna : dans ce cas, le risque atteignait le maximum, soit 120 fois la normale. Bref, alors que l'incidence de cette maladie est de 0,097 cas pour mille personnes chez les non vaccinés, chez les vaccinés elle atteint 1,433 en moyenne, mais elle peut dépasser 3 687 chez les jeunes de 16 à 24 ans. Encore plus intéressant est le fait que la même étude a été forcée d'établir que le risque de myocardite et de péricardite sévère suite à une infection à Covid était négligeable, avec un seul événement supérieur à environ tous les 100 000 dans les 28 jours suivant l'infection. Ce résultat obtenu sur un si grand échantillon balaie toute tentative de rejeter la responsabilité des vaccins sur le covid, comme ont tendance à le faire les jongleurs de chiffres les plus cyniques du cirque pandémique.
Ce qui est en jeu dans la propagande vaccino-politique, c'est que les incidences de ces inflammations cardiaques, bien que bien supérieures à la normale, semblent à première vue d'incidence modeste : six événements pour 100 000 piqûres après Pfizer et 18 événements après Moderna. Une seconde dose de Moderna administrée après une première dose de Pfizer présente un risque encore plus élevé : 27 événements pour 100 000 doses. Cependant, l'étude a une limite importante car elle ne parle que des myocardites et péricardites très graves qui entraînent une hospitalisation en urgence, pas les beaucoup plus nombreuses traitées à domicile ou à l'hôpital, mais sans hospitalisation et encore moins celles silencieuses qui ne le font pas. donner des symptômes, mais qui peuvent alors conduire à la mort subite dans certains cas ou « travailler » en secret pour affaiblir le cœur. Et c'est une grave erreur qui démontre la volonté de brouiller les pistes et de couvrir les dégâts causés par le vaccin : les inflammations cardiaques en effet, même si elles sont apprivoisées ou guéries spontanément, peuvent entraîner des conséquences très graves dans le temps. Une nouvelle recherche (https://www.cambridge.org/core/journals/cardiology-in-the-young/article/abs/outcomes-for-children-with-acute-myocarditis/FF05BBE0E9114207D68C7EC9C8DD6506) sur la myocardite chez les enfants a révélé que 10 % des enfants touchés ne se sont pas complètement rétablis, 12 % sont décédés et 12 % supplémentaires nécessiteront une transplantation cardiaque. Selon une analyse de cardiologues allemands, le pronostic à long terme de la myocardite virale chez l'adulte est plutôt défavorable : près de 40 % des patients décèdent dans les 10 ans.
Maintenant, la question est de savoir combien d'inflammations cardiaques post-vaccinales sont réellement là, en dehors des cas très graves qui nécessitent une hospitalisation et donc une documentation officielle ? Personne ne le sait d'ailleurs car l'hostilité de la plupart des médecins est connue pour signaler et prendre note des effets indésirables qui sont comme l'ombre de banc de leurs faibles consciences. On peut légitimement penser que l'incidence réelle est plus de dix fois plus élevée que dans les cas les plus graves nécessitant une hospitalisation, ce qui est généralement le ratio qui se produit dans le domaine des maladies cardiovasculaires, mais il pourrait aussi être beaucoup plus élevé. Dans ce cas, nous aurions d'énormes implications que le système de santé dans son ensemble ne peut admettre, sans parler de tout le monde complexe qui tourne autour de la pandémie et de l'obsession de la vaccination. Ces données doivent rester cachées pour éviter que les systèmes de contrôle mis en place sous prétexte de pandémie ne sombrent dans la boue avec les campagnes de vaccination.