8. mar, 2022

Sotto il crollo dell'impero.

Sotto il crollo dell'impero.
Sembra di assistere alla fuga dall’Afghanistan: nessuno aveva previsto e dunque evitato un crollo così rapido delle forze americane che ha trasformato un ritiro ordinato e programmato in un fuggi fuggi. Analogamente Washington sembra non rendersi conto di stare accelerando la fine dell’impero nel tentativo di salvarlo e questo nonostante il fatto che da molti anni si sappia che il principale obiettivo per gli Usa dovrebbe essere quello di impedire una saldatura fra Cina e Russia in una zolla continentale in grado di aggregare attorno a sé molta parte dell’Asia e di altre parti del mondo. Invece nell’ultimo decennio l’amministrazione americana o meglio i poteri che la determinano, non ha fatto altro che lavorare incessantemente perché tale saldatura si verificasse. La hybris del potere che ha spinto a voler tentare l’avventura ucraina per spingere la Russia alla resa e le sanzioni successive non hanno lasciato altre possibilità sia a Mosca che a Pechino e non ne lasceranno ad altri Paesi stanchi di subire un continuo ricatto.
Fino a ora il privilegio monetario di cui gli Usa godono gestendo la moneta di riferimento degli scambi e dunque anche delle riserve, ha consentito agli Usa di imporre politiche neoliberiste al resto del mondo, senza dover usare molta forza militare propria se non per impossessarsi del petrolio del Medio Oriente: nonostante le gigantesche spese militari è il biglietto verso la vera arma decisiva. Ma la recente escalation delle sanzioni statunitensi che bloccano l’Europa, l’Asia e altri paesi dal commercio e dagli investimenti con Russia, Iran e Cina ha imposto enormi costi di opportunità agli alleati degli Stati Uniti. E la recente confisca dell’oro e delle riserve estere del Venezuela, dell’Afghanistan e ora della Russia, ha messo fine all’idea che le partecipazioni in dollari e ora anche le attività in sterline e euro siano un rifugio sicuro per gli investimenti quando le condizioni economiche mondiali diventano precarie. E dire che al di là delle sciocchezze che si dicono su Putin, tutte di infimo livello e perciò stesso apprezzate per la loro primitività, la Russia non aveva mai veramente provato a far decollare davvero la propria industria e la propria agricoltura. Poi Washington ha costretto Mosca a farlo per superare le varie sanzioni e rendersi autosufficiente in molti settori: in pochi anni l’agricoltura è decollata, facendo della Russia il maggior esportatore mondiale di grano, mentre altri settori prima di allora coperti quasi per intero dalle importazioni, si sono rapidamente evoluti. In più l’effetto delle sanzioni che hanno preso in ostaggio dollari, euro e sterline dei miliardari russi, ha reso le piazze finanziarie occidentali un luogo troppo rischiose per detenervi i loro beni e quelle russe invece molto più convenienti e sicure. Avrebbero dovuto essere loro quelli che avrebbero avvicinato la Russia alle fauci occidentali e invece adesso investono in Russia invece che in ville panfili altrove. Qualcosa che del resto sta accadendo in tutto il resto del mondo. Come farà Washington a convincere tutti che è meglio stare alle regole dettate dagli Usa piuttosto che seguire l’interesse nazionale? Infatti è iniziata da qualche tempo la riconversione delle riserve in oro piuttosto che in dollari per essere più liberi dalle grinfie americane.
In tutto questo l’abominevole sottomissione dell’Europa e la drammatica caduta della sua cultura ha fatto sì che i beni russi scaricati per imposizione americana dai disgraziati Paesi di questo continente siano finiti per quattro soldi a Blackstone, Goldman Sachs e compari a stelle e strisce. E’ evidente che tutto questo caos sta favorendo la nascita di un nuovo ordine internazionale, la cui forma è ancora incerta e di determinerà via via che gli eventi si accumuleranno, ma che comunque sarà un ordine multipolare e probabilmente a prevalenza asiatica, almeno fino che l’Europa sarà separata dalla Russia. Nonostante la pessima qualità e il servilismo della politica sia della Ue che dei singoli Paesi che la formano, non è impossibile che la resa dei conti cominci dalla stessa Europa impoverita e sostanzialmente guidata da proconsoli della Nato verso un vero e proprio suicidio. Certo quelli che davvero non capiscono nulla dicono che ora l’Europa è unita nella celebrazione dei combattenti nazisti che si nascondono dietro gli scudi umani mentre vengono dati mille euro ai disgraziati profughi purché si attengano alle verità stabilite. Le cosa stanno esattamente al contrario: la Ue si sta disfacendo in maniera visibile e probabilmente in maniera definitiva mentre diventa sempre più evidente che una futura Europa potrà esistere solo senza la Nato e con l’impero messo finalmente a cuccia dalla storia.

 

Under the collapse of the empire.
It seems that we are witnessing the flight from Afghanistan: no one had foreseen and therefore avoided such a rapid collapse of American forces that it transformed an ordered and planned withdrawal into a stampede. Similarly, Washington does not seem to realize that it is accelerating the end of the empire in an attempt to save it and this despite the fact that for many years it has been known that the main objective for the US should be to prevent a union between China and Russia in a clod continental able to aggregate around itself a large part of Asia and other parts of the world. Instead, in the last decade, the American administration, or rather the powers that determine it, has done nothing but work tirelessly to ensure that this union occurs. The hubris of power that prompted us to attempt the Ukrainian adventure to push Russia to surrender and the subsequent sanctions did not leave any other possibilities for both Moscow and Beijing and will not leave it to other countries tired of undergoing continuous blackmail.
Until now, the monetary privilege enjoyed by the US by managing the reference currency of trade and therefore also of reserves, has allowed the US to impose neoliberal policies on the rest of the world, without having to use a lot of military force of its own if not to take over oil. of the Middle East: despite the gigantic military expenses it is the ticket to the real decisive weapon. But the recent escalation of US sanctions blocking Europe, Asia and other countries from trade and investment with Russia, Iran and China has imposed enormous opportunity costs on US allies. And the recent confiscation of gold and foreign reserves from Venezuela, Afghanistan and now Russia has put an end to the idea that dollar holdings and now sterling and euro assets are a safe haven for investment when world economic conditions become precarious. And to say that beyond the nonsense that is said about Putin, all of the lowest level and therefore himself appreciated for their primitiveness, Russia had never really tried to really get its industry and agriculture off the ground. Then Washington forced Moscow to do so to overcome the various sanctions and make itself self-sufficient in many sectors: in a few years agriculture took off, making Russia the world's largest exporter of wheat, while other sectors previously covered almost entirely by imports , have rapidly evolved. In addition, the effect of the sanctions that have taken the Russian billionaires' dollars, euros and pounds hostage, has made Western financial centers too risky a place to hold their assets and Russian ones, on the other hand, much more convenient and safe. They should have been the ones who would have brought Russia closer to the western jaws and instead are now investing in Russia instead of yacht villas elsewhere. Something that is happening all over the rest of the world. How will Washington convince everyone that it is better to stick to the rules dictated by the US rather than following the national interest? In fact, the conversion of reserves into gold rather than dollars has begun for some time to be freer from American clutches.
In all this the abominable subjugation of Europe and the dramatic fall of its culture has meant that the Russian goods dumped by American imposition from the unfortunate countries of this continent ended up for little money in Blackstone, Goldman Sachs and cronies in the stars and stripes. . It is evident that all this chaos is favoring the birth of a new international order, the form of which is still uncertain and will determine as events accumulate, but which in any case will be a multipolar order and probably predominantly Asian, at least until Europe will be separated from Russia. Despite the poor quality and the servility of politics both of the EU and of the individual countries that form it, it is not impossible that the reckoning begins with an impoverished Europe itself and substantially led by NATO proconsuls towards a real suicide. Of course, those who really don't understand anything say that Europe is now united in the celebration of Nazi fighters who hide behind human shields while a thousand euros are given to the unfortunate refugees as long as they stick to established truths. Things are exactly the opposite: the EU is unraveling visibly and probably definitively while it becomes increasingly evident that a future Europe can only exist without NATO and with the empire finally laid down by history.

 

Sous l'effondrement de l'empire.
Il semble que l'on assiste à la fuite d'Afghanistan : personne n'avait prévu et donc évité un effondrement si rapide des forces américaines qu'il a transformé un retrait ordonné et planifié en bousculade. De même, Washington ne semble pas se rendre compte qu'il accélère la fin de l'empire pour tenter de le sauver et cela malgré le fait que l'on sait depuis de nombreuses années que l'objectif principal des États-Unis devrait être d'empêcher une union entre La Chine et la Russie en une motte continentale capable d'agréger autour d'elle une grande partie de l'Asie et d'autres parties du monde. Au lieu de cela, au cours de la dernière décennie, l'administration américaine, ou plutôt les pouvoirs qui la déterminent, n'ont fait que travailler sans relâche pour que cette union se produise. L'orgueil du pouvoir qui nous a poussés à tenter l'aventure ukrainienne pour pousser la Russie à se rendre et les sanctions qui ont suivi n'ont laissé aucune autre possibilité à Moscou et à Pékin et ne la laisseront pas aux autres pays fatigués de subir un chantage continu.
Jusqu'à présent, le privilège monétaire dont jouissaient les États-Unis en gérant la monnaie de référence du commerce et donc aussi des réserves, a permis aux États-Unis d'imposer des politiques néolibérales au reste du monde, sans avoir à utiliser eux-mêmes beaucoup de force militaire sinon pour s'emparer du pétrole du Moyen-Orient : malgré les dépenses militaires gigantesques c'est le ticket pour la véritable arme décisive. Mais la récente escalade des sanctions américaines empêchant l'Europe, l'Asie et d'autres pays de commercer et d'investir avec la Russie, l'Iran et la Chine a imposé d'énormes coûts d'opportunité aux alliés américains. Et la récente confiscation des réserves d'or et de devises du Venezuela, de l'Afghanistan et maintenant de la Russie a mis fin à l'idée que les avoirs en dollars et maintenant les actifs en livres sterling et en euros sont un refuge sûr pour les investissements lorsque les conditions économiques mondiales deviennent précaires. Et dire qu'au-delà des bêtises que l'on dit sur Poutine, tous du plus bas niveau et donc lui-même apprécié pour leur primitivité, la Russie n'avait jamais vraiment cherché à vraiment faire décoller son industrie et son agriculture. Puis Washington a contraint Moscou à le faire pour surmonter les différentes sanctions et se rendre autosuffisant dans de nombreux secteurs : en quelques années l'agriculture a décollé, faisant de la Russie le premier exportateur mondial de blé, alors que d'autres secteurs auparavant couverts presque entièrement par les importations, ont rapidement évolué. De plus, l'effet des sanctions qui ont pris en otage les dollars, les euros et les livres des milliardaires russes, a fait des places financières occidentales un lieu trop risqué pour détenir leurs actifs et des places russes, en revanche, beaucoup plus pratiques et sûres. Ils auraient dû être ceux qui auraient rapproché la Russie des mâchoires occidentales et qui, à la place, investissent maintenant en Russie au lieu de villas de yacht ailleurs. Quelque chose qui se passe partout dans le reste du monde. Comment Washington va-t-il convaincre tout le monde qu'il vaut mieux s'en tenir aux règles dictées par les États-Unis plutôt que de suivre l'intérêt national ? En fait, la conversion des réserves en or plutôt qu'en dollars a commencé depuis un certain temps à s'affranchir des griffes américaines.
Dans tout cela, l'abominable assujettissement de l'Europe et la chute dramatique de sa culture ont fait que les marchandises russes déversées par l'imposition américaine des malheureux pays de ce continent se sont retrouvées pour peu d'argent chez Blackstone, Goldman Sachs et ses copains dans les stars and stripes. . Il est évident que tout ce chaos favorise la naissance d'un nouvel ordre international, dont la forme est encore incertaine et se déterminera au fur et à mesure que les événements s'accumulent, mais qui en tout cas sera un ordre multipolaire et probablement à prédominance asiatique, du moins jusqu'en Europe sera séparé de la Russie. Malgré la mauvaise qualité et la servilité de la politique de l'UE et des pays qui la composent, il n'est pas impossible que le bilan commence avec une Europe appauvrie elle-même et substantiellement dirigée par les proconsuls de l'OTAN vers un véritable suicide. Bien sûr, ceux qui ne comprennent vraiment rien disent que l'Europe est désormais unie dans la célébration des combattants nazis qui se cachent derrière des boucliers humains alors que mille euros sont donnés aux malheureux réfugiés tant qu'ils s'en tiennent aux vérités établies. C'est exactement l'inverse : l'UE s'effiloche visiblement et probablement définitivement alors qu'il devient de plus en plus évident qu'une Europe future ne peut exister que sans l'OTAN et avec l'empire enfin posé par l'histoire.

 

Bajo el colapso del imperio.
Parece que estamos asistiendo a la huida de Afganistán: nadie había previsto y por lo tanto evitado un colapso tan rápido de las fuerzas estadounidenses que transformó una retirada ordenada y planificada en una estampida. Del mismo modo, Washington no parece darse cuenta de que está acelerando el fin del imperio en un intento por salvarlo y esto a pesar de que desde hace muchos años se sabe que el principal objetivo de EE.UU. debe ser evitar una unión entre China y Rusia en un terrón continental capaz de agrupar en torno suyo gran parte de Asia y otras partes del mundo. En cambio, en la última década, la administración americana, o más bien los poderes que la determinan, no han hecho más que trabajar incansablemente para que esta unión se produzca. La arrogancia de poder que nos impulsó a intentar la aventura ucraniana para obligar a Rusia a rendirse y las sanciones posteriores no dejaron otras posibilidades tanto para Moscú como para Pekín y no la dejarán en manos de otros países cansados ​​de sufrir continuos chantajes.
Hasta ahora, el privilegio monetario del que disfruta EE. UU. al gestionar la moneda de referencia del comercio y, por lo tanto, también de las reservas, le ha permitido imponer políticas neoliberales al resto del mundo, sin tener que usar mucha fuerza militar propia. si no para apoderarse del petróleo del Medio Oriente: a pesar de los gigantescos gastos militares, es el boleto para la verdadera arma decisiva. Pero la reciente escalada de sanciones de EE. UU. que bloquean el comercio y la inversión de Europa, Asia y otros países con Rusia, Irán y China ha impuesto enormes costos de oportunidad a los aliados de EE. UU. Y la reciente confiscación de oro y reservas extranjeras de Venezuela, Afganistán y ahora Rusia ha acabado con la idea de que las tenencias de dólares y ahora los activos en libras esterlinas y euros son un refugio seguro para la inversión cuando las condiciones económicas mundiales se vuelven precarias. Y decir que más allá de las tonterías que se dicen de Putin, todos del más bajo nivel y por lo tanto él mismo apreciado por su primitivismo, Rusia nunca había intentado realmente hacer despegar realmente su industria y su agricultura. Entonces Washington obligó a Moscú a hacerlo para superar las distintas sanciones y hacerse autosuficiente en muchos sectores: en pocos años la agricultura despegó, convirtiendo a Rusia en el mayor exportador mundial de trigo, mientras que otros sectores antes cubiertos casi en su totalidad por importaciones, han evolucionó rápidamente. Además, el efecto de las sanciones que han tomado como rehenes los dólares, euros y libras de los multimillonarios rusos, ha convertido a los centros financieros occidentales en un lugar demasiado arriesgado para guardar sus activos y a los rusos, en cambio, mucho más cómodos y seguros. Deberían haber sido los que habrían acercado a Rusia a las fauces occidentales y, en cambio, ahora están invirtiendo en Rusia en lugar de villas de yates en otros lugares. Algo que está pasando en todo el resto del mundo. ¿Cómo convencerá Washington a todo el mundo de que es mejor ceñirse a las reglas dictadas por EE.UU. en lugar de seguir el interés nacional? De hecho, la conversión de reservas en oro en lugar de dólares ha comenzado desde hace algún tiempo a ser más libre de las garras estadounidenses.
En todo esto el abominable sometimiento de Europa y la caída dramática de su cultura ha significado que los bienes rusos vertidos por imposición estadounidense desde los desafortunados países de este continente terminaron por poco dinero en Blackstone, Goldman Sachs y compinches en las barras y estrellas. . Es evidente que todo este caos está favoreciendo el nacimiento de un nuevo orden internacional, cuya forma aún es incierta y se determinará a medida que se acumulen los acontecimientos, pero que en todo caso será un orden multipolar y probablemente predominantemente asiático, al menos hasta Europa. será separado de Rusia. A pesar de la mala calidad y el servilismo de la política tanto de la UE como de los países individuales que la forman, no es imposible que el ajuste de cuentas comience con una propia Europa empobrecida y sustancialmente dirigida por los procónsules de la OTAN hacia un verdadero suicidio. Eso sí, los que de verdad no entienden nada dicen que Europa se une ahora en la celebración de los combatientes nazis que se esconden tras escudos humanos mientras se dan mil euros a los desafortunados refugiados siempre que se ciñan a las verdades establecidas. Las cosas son exactamente lo contrario: la UE se está desmoronando de manera visible y probablemente definitiva mientras se hace cada vez más evidente que una Europa futura solo puede existir sin la OTAN y con el imperio finalmente establecido por la historia.