22. feb, 2022

Il Dado è tratto-Grande Putin.

Il Dado è tratto-Grande Putin.
Putin ha passato il rubicone: ha riconosciuto ufficialmente le repubbliche del Donbass, ovvero Donetzk e Lugansk e – come permesso dal diritto internazionale – si appresta a mandare contingenti di pace che proprio in queste ore stanno entrando nei territori secessionisti. Il leader russo, in ottemperanza agli accordi di Minsk che peraltro solo lui ha rispettato, non aveva mai riconosciuto il Donbass nella speranza che i mastini di Washington cessassero di abbaiare e sbavare, ma adesso la misura e colma e con la minaccia di una guerra che nel “manifesto” della truppaglia ucronazi accalcatasi al fronte, dovrebbe fare pulizia etnica, ha deciso di abbandonare ogni cautela. Tanto più che ormai qualunque concessione, qualunque atto di pace, qualunque pazienza non sarebbe sufficiente a fermare gli Usa e la canea delle sue scimmiette suicide europee. Il rubicone che egli ha deciso di traversare è la famigerata dottrina Wolfowitz, disegnata poco dopo la caduta del Berlino in quel fatale 1992 dove tutto il terribile mondo che conosciamo ha presso avvio: essa proclamava che “il primo obiettivo degli Stati Uniti è prevenire il riemergere di un nuovo rivale, sia sul territorio dell’ex Unione Sovietica o altrove…”; affermava che a nessuna potenza regionale doveva essere permesso di accumulare potenza e risorse “sufficienti per generare potenza globale”; si proponeva di creare “un meccanismo per dissuadere i potenziali concorrenti dall’aspirare anche a diventare una potenza regionale “.
Erano tempi in cui difficilmente poteva immaginare che qualcuno potesse lanciate il guanto di sfida agli Usa, ma poi il declino delle società occidentali in mano a uno liberismo senza più freni, sempre più portato a vedere a nel popolo un nemico e un accumulo senza limite di ricchezze come unico valore fondante, ha invece cambiato le regole del gioco: la Cina è diventata la prima economia del mondo mentre la Russia ha riacquisito la propria potenza grazie alla sconfitta della fazione amerikana a Mosca. Eppure nonostante lo scacco subito in Siria, in Afghanistan e in Crimea la dottrina ha in qualche modo funzionato creando abbastanza caos da rendere la vita difficile sia a Mosca, Pechino e Teheran, da tenere sotto tutela un’Europa che ha senso solo col collegamento con l’Asia buttandole di traverso l’Ucraina, una mossa enormemente facilitata da una governance ambigua e scollegata sia dagli interessi dei vari Paesi che dal consenso. E in qualche modo anche gli altri hanno esitato a rompere questo incantesimo demente. Ma Putin è stato portato al punto di dover dire basta e lo ha fatto in una data facile da ricordare 22 – 2- 2022.
Il leader russo ha accompagnato il riconoscimento delle repubbliche del Donbass con uno storico discorso che ha scatenato un vero e proprio torrente di verità sulla vicenda Ucraina. Dopo aver lungamente citati i profondi rapporti culturali e umani tra i due Paesi e addebitato all’occidente la colpa di aver soffiato sul fuoco del nazionalismo ucraino per dividere ciò che la storia aveva unito: “Ben prima del 2014, gli Stati Uniti e i paesi della UE hanno sistematicamente spinto l’Ucraina a ridurre e limitare la cooperazione economica con la Russia. Noi, in qualità di principale partner commerciale ed economico dell’Ucraina, abbiamo suggerito di discutere i problemi emergenti secondo il triangolo Ucraina-Russia-UE. Ma ogni volta ci veniva detto che la Russia non c’entrava niente, e che la questione riguardava solo l’UE e l’Ucraina. I paesi occidentali hanno di fatto respinto i ripetuti appelli al dialogo della Russia.
Passo dopo passo, l’Ucraina è stata trascinata in un pericoloso gioco geopolitico che ha lo scopo di trasformare il Paese in una barriera tra Europa e Russia, in un trampolino di lancio contro la Russia. Neanche nel febbraio 2014 si è pensato agli interessi del popolo ucraino. E’ stato semplicemente e cinicamente sfruttato il legittimo malcontento pubblico, causato da acuti problemi socio-economici, errori e azioni prive di logica da parte delle autorità dell’epoca. 

I paesi occidentali hanno interferito direttamente negli affari interni dell’Ucraina e hanno sostenuto il colpo di Stato. I gruppi nazionalisti radicali sono serviti da ariete. I loro slogan, l’ideologia e la sfacciata russofobia sono diventati in larga misura elementi che definiscono la politica ucraina. Il progetto anti-Russia è stato respinto da milioni di Ucraini. Il popolo della Crimea e gli abitanti di Sebastopoli hanno fatto la loro scelta storica, e la gente del sud-est ha cercato pacificamente di difendere la propria posizione. Eppure, tutti loro, compresi i bambini, sono stati etichettati come separatisti e terroristi. Sono stati minacciati di pulizia etnica e di uso della forza militare. E gli abitanti di Donetsk e Lugansk hanno preso le armi per difendere le loro case, la loro lingua e le loro vite. Quale altra scelta potevano avere dopo le sommosse che hanno travolto le città dell’Ucraina, dopo l’orrore e la tragedia del 2 maggio 2014 a Odessa, dove i neonazisti ucraini hanno bruciato vive le persone, facendone una nuova Khatyn? I seguaci di Bandera erano pronti a compiere lo stesso massacro in Crimea, a Sebastopoli, Donetsk e Lugansk. Anche ora non abbandonano questi piani. Stanno aspettando il loro momento. Ma il loro momento non verrà.”
No, non verrà e oggi finalmente le menzogne e le stronzate occidentali hanno finito di funzionare. L’idea che gli Usa e le sue colonie occupate militarmente portino democrazia piuttosto che morte e povertà sta agonizzando, la stessa egemonia assoluta americana sta per tirare le cuoia. Può darsi che ci voglia un po’ prima che gli europei si rendano conto che imporre ulteriori sanzioni alla Russia è un modo sicuro per pagare un’enormità l’energia mentre la gente si congela al buio e ad un certo punto capiranno che non hanno altra scelta che concedere le garanzie di sicurezza che la Russia ha richiesto. Sarà una curva di apprendimento piuttosto ripida per chi da molti anni anni non fa che ripetere all’infinito lo stesso rosario di bugie costruite per portare acqua al mondo finanziario e multinazionale. Può anche che non ce la facciano, assieme al luridume mediatico a cui si accompagnano, ad uscire dalla loro miserabile cultura e allora toccherà ai popoli imporre la pace e riprendersi la libertà.

 

El dado lo saca el Gran Putin.
Putin ha pasado el rubicon: ha reconocido oficialmente las repúblicas de Donbass, es decir Donetzk y Lugansk y -tal como lo permite el derecho internacional- se dispone a enviar fuerzas de paz que ahora mismo están entrando en los territorios secesionistas. El líder ruso, en cumplimiento de los acuerdos de Minsk que, además, solo él respetaba, nunca había reconocido al Donbass con la esperanza de que los mastines de Washington dejaran de ladrar y babear, pero ahora la medida está colmada y con la amenaza de una guerra que en el "manifiesto" de las tropas ukronazis agolpadas en el frente, debería hacer limpieza étnica, ha decidido abandonar toda cautela. Tanto más cuanto que ahora cualquier concesión, cualquier acto de paz, cualquier paciencia no sería suficiente para detener a los EE.UU. y al perro de sus monos suicidas europeos. El rubí que ha decidido cruzar es la infame doctrina Wolfowitz, trazada poco después de la caída de Berlín en aquel fatal 1992 donde está a punto de comenzar todo el terrible mundo que conocemos: proclamaba que "el primer objetivo de Estados Unidos es impedir el resurgimiento de un nuevo rival, ya sea en el territorio de la antigua Unión Soviética o en otro lugar...”; afirmó que no se debe permitir que ninguna potencia regional acumule poder y recursos "suficientes para generar poder global"; propuso crear "un mecanismo para disuadir a potenciales competidores de aspirar también a convertirse en una potencia regional".
Eran tiempos en los que difícilmente podría haber imaginado que alguien pudiera arrojar el guante a EE.UU., pero luego la decadencia de las sociedades occidentales en manos de un liberalismo desenfrenado, llevó cada vez más a ver en el pueblo un enemigo y una acumulación ilimitada de riqueza como el único valor fundacional, ha cambiado las reglas del juego: China se ha convertido en la primera economía del mundo mientras que Rusia ha recuperado su poder gracias a la derrota de la facción estadounidense en Moscú. Sin embargo, a pesar de los reveses sufridos en Siria, Afganistán y Crimea, la doctrina ha funcionado de alguna manera creando suficiente caos como para dificultar la vida tanto en Moscú, Beijing y Teherán, para mantener una Europa que solo tiene sentido al conectarse con Asia dejando a un lado a Ucrania. un movimiento enormemente facilitado por una gobernanza ambigua desconectada tanto de los intereses de los distintos países como del consenso. Y de alguna manera, los demás también han dudado en romper este hechizo loco. Pero Putin fue llevado al punto de tener que decir basta y lo hizo en una fecha fácil de recordar 22 - 02-2022.
El líder ruso acompañó el reconocimiento de las repúblicas del Donbass con un histórico discurso que desató un auténtico torrente de verdad sobre el asunto de Ucrania. Después de haber citado durante mucho tiempo las profundas relaciones culturales y humanas entre los dos países y haber culpado a Occidente de haber encendido el fuego del nacionalismo ucraniano para dividir lo que la historia había unido: "Mucho antes de 2014, Estados Unidos y los países de la UE han empujado sistemáticamente a Ucrania reducir y limitar la cooperación económica con Rusia. Nosotros, como principal socio comercial y económico de Ucrania, hemos sugerido discutir los problemas emergentes de acuerdo con el triángulo Ucrania-Rusia-UE. Pero cada vez nos dijeron que Rusia no tenía nada que ver con eso, y que el problema solo afectaba a la UE y Ucrania. Los países occidentales han rechazado efectivamente los repetidos llamamientos de Rusia al diálogo.
Paso a paso, Ucrania se ha visto envuelta en un peligroso juego geopolítico que pretende convertir al país en una barrera entre Europa y Rusia, en un trampolín contra Rusia. Incluso en febrero de 2014, no se pensó en los intereses del pueblo ucraniano. El legítimo descontento público causado por agudos problemas socioeconómicos, errores y falta de lógica por parte de las autoridades de la época fue simple y cínicamente explotado. 

Los países occidentales interfirieron directamente en los asuntos internos de Ucrania y apoyaron el golpe. Los grupos nacionalistas radicales sirvieron como ariete. Sus lemas, ideología y rusofobia flagrante se han convertido en gran medida en elementos definitorios de la política ucraniana. El proyecto contra Rusia fue rechazado por millones de ucranianos. La gente de Crimea y los habitantes de Sebastopol hicieron su elección histórica, y la gente del sureste trató pacíficamente de defender su posición. Sin embargo, todos ellos, incluidos los niños, han sido etiquetados como separatistas y terroristas. Fueron amenazados con limpieza étnica y el uso de la fuerza militar. Y los habitantes de Donetsk y Lugansk tomaron las armas para defender sus hogares, su idioma y sus vidas. ¿Qué otra opción podrían tener después de los disturbios que asolaron las ciudades de Ucrania, después del horror y la tragedia del 2 de mayo de 2014 en Odessa, donde los neonazis ucranianos quemaron vivas a personas, convirtiéndolas en una nueva Khatyn? Los seguidores de Bandera estaban listos para llevar a cabo la misma masacre en Crimea, Sebastopol, Donetsk y Lugansk. Incluso ahora no abandonan estos planes. Están esperando su momento. Pero su hora no llegará".
No, no vendrá y hoy las mentiras y tonterías occidentales finalmente se acabaron. La idea de que Estados Unidos y sus colonias ocupadas militarmente traen democracia en lugar de muerte y pobreza está muriendo, la hegemonía absoluta de Estados Unidos está a punto de morir. Puede pasar un tiempo antes de que los europeos se den cuenta de que imponer más sanciones a Rusia es una forma segura de pagar una gran cantidad de energía mientras la gente se congela en la oscuridad y en algún momento se darán cuenta de que no tienen otra opción que otorgar la seguridad. garantías que Rusia ha solicitado. Será una curva de aprendizaje bastante empinada para aquellos que durante muchos años han estado repitiendo una y otra vez la misma sarta de mentiras construidas para traer agua al mundo financiero y multinacional. Puede que tampoco logren, junto con la basura mediática que acompañan, salir de su miserable cultura y luego les tocará a los pueblos imponer la paz y recuperar su libertad.

 

Le dé est tiré par le Grand Poutine.
Poutine a passé le rubicon : il a officiellement reconnu les républiques du Donbass, c'est-à-dire Donetzk et Lougansk et - comme le permet le droit international - s'apprête à envoyer des casques bleus qui pénètrent en ce moment même dans les territoires sécessionnistes. Le dirigeant russe, dans le respect des accords de Minsk que, d'ailleurs, lui seul respectait, n'avait jamais reconnu le Donbass dans l'espoir que les dogues de Washington cesseraient d'aboyer et de baver, mais désormais la mesure est remplie et avec la menace d'une guerre qui dans le "manifeste" des troupes ukronazies entassées au front, elle doit faire un nettoyage ethnique, elle a décidé d'abandonner toute prudence. D'autant plus que désormais aucune concession, aucun acte de paix, aucune patience ne suffiraient à arrêter les États-Unis et le chien de ses singes suicidaires européens. Le rubicon qu'il a décidé de franchir est l'infâme doctrine Wolfowitz, dessinée peu après la chute de Berlin dans cette fatale année 1992 où tout le monde terrible que nous connaissons est sur le point de commencer : elle proclamait que « le premier objectif des États-Unis est de empêcher la réapparition d'un nouveau rival, que ce soit sur le territoire de l'ex-Union soviétique ou ailleurs... » ; il a affirmé qu'aucune puissance régionale ne devrait être autorisée à accumuler de la puissance et des ressources "suffisantes pour générer une puissance mondiale"; il a proposé de créer "un mécanisme pour dissuader les concurrents potentiels d'aspirer également à devenir une puissance régionale".
C'étaient des moments où il aurait difficilement pu imaginer que quelqu'un puisse jeter le gant aux États-Unis, mais ensuite le déclin des sociétés occidentales aux mains d'un libéralisme débridé, a de plus en plus conduit à voir dans le peuple un ennemi et une accumulation illimitée de richesses comme seule valeur fondatrice, a au contraire changé les règles du jeu : la Chine est devenue la première économie du monde tandis que la Russie a retrouvé son pouvoir grâce à la défaite de la faction américaine à Moscou. Pourtant, malgré les revers subis en Syrie, en Afghanistan et en Crimée, la doctrine a en quelque sorte fonctionné en créant suffisamment de chaos pour rendre la vie difficile à la fois à Moscou, à Pékin et à Téhéran, pour garder une Europe qui n'a de sens qu'en se connectant à l'Asie en écartant l'Ukraine, un mouvement énormément facilité par une gouvernance ambiguë déconnectée à la fois des intérêts des différents pays et du consensus. Et d'une manière ou d'une autre, les autres ont également hésité à briser ce sort insensé. Mais Poutine a été amené à en dire assez et l'a fait à une date facile à retenir le 22 - 02-2022.
Le dirigeant russe a accompagné la reconnaissance des républiques du Donbass d'un discours historique qui a déclenché un véritable torrent de vérité sur l'affaire ukrainienne. Après avoir longuement cité les relations culturelles et humaines profondes entre les deux pays et reproché à l'Occident d'avoir soufflé le feu du nationalisme ukrainien pour diviser ce que l'histoire avait uni : « Bien avant 2014, les États-Unis et les pays de l'UE ont systématiquement poussé l'Ukraine réduire et limiter la coopération économique avec la Russie. En tant que principal partenaire commercial et économique de l'Ukraine, nous avons suggéré de discuter des problèmes émergents selon le triangle Ukraine-Russie-UE. Mais à chaque fois, on nous a dit que la Russie n'y était pour rien et que la question ne concernait que l'UE et l'Ukraine. Les pays occidentaux ont effectivement rejeté les appels répétés de la Russie au dialogue.
Pas à pas, l'Ukraine a été entraînée dans un jeu géopolitique dangereux qui vise à faire du pays une barrière entre l'Europe et la Russie, un tremplin contre la Russie. Même en février 2014, les intérêts du peuple ukrainien n'ont pas été pris en compte. Le mécontentement public légitime causé par des problèmes socio-économiques aigus, des erreurs et des actions sans logique des autorités de l'époque a été simplement et cyniquement exploité. 

Les pays occidentaux se sont directement ingérés dans les affaires intérieures de l'Ukraine et ont soutenu le coup d'État. Les groupes nationalistes radicaux ont servi de bélier. Leurs slogans, leur idéologie et leur russophobie flagrante sont largement devenus des éléments déterminants de la politique ukrainienne. Le projet anti-Russie a été rejeté par des millions d'Ukrainiens. Les habitants de Crimée et les habitants de Sébastopol ont fait leur choix historique, et les habitants du Sud-Est ont tenté pacifiquement de défendre leur position. Pourtant, tous, y compris les enfants, ont été qualifiés de séparatistes et de terroristes. Ils ont été menacés de nettoyage ethnique et de recours à la force militaire. Et les habitants de Donetsk et Lougansk ont ​​pris les armes pour défendre leurs maisons, leur langue et leur vie. Quel autre choix pourraient-ils avoir après les émeutes qui ont balayé les villes d'Ukraine, après l'horreur et la tragédie du 2 mai 2014 à Odessa, où des néo-nazis ukrainiens ont brûlé vifs des gens, faisant d'eux un nouveau Khatyn ? Les partisans de Bandera étaient prêts à commettre le même massacre en Crimée, à Sébastopol, à Donetsk et à Lougansk. Même maintenant, ils n'abandonnent pas ces plans. Ils attendent leur moment. Mais leur heure ne viendra pas."
Non, ça ne viendra pas et aujourd'hui, les mensonges et les conneries occidentales sont enfin terminés. L'idée que les États-Unis et leurs colonies occupées militairement apportent la démocratie plutôt que la mort et la pauvreté est en train de mourir, l'hégémonie absolue de l'Amérique elle-même est sur le point de mourir. Il faudra peut-être un certain temps avant que les Européens se rendent compte qu'imposer de nouvelles sanctions à la Russie est un moyen infaillible de payer une somme énorme pour l'énergie pendant que les gens gèlent dans le noir et à un moment donné ils se rendront compte qu'ils n'ont pas d'autre choix que d'accorder la sécurité garanties demandées par la Russie. Ce sera une courbe d'apprentissage assez abrupte pour ceux qui, depuis de nombreuses années, répètent encore et encore la même série de mensonges construits pour apporter de l'eau au monde financier et multinational. Ils n'y arriveront peut-être pas non plus, avec la saleté médiatique qu'ils accompagnent, de sortir de leur misérable culture et ce sera alors aux peuples d'imposer la paix et de reprendre leur liberté.

 

Жребий вытягивает Великий Путин.
Путин прошел рубикон: он официально признал республики Донбасса, то есть Донецкую и Луганскую, и - в соответствии с международным правом - готовится отправить миротворцев, которые прямо сейчас входят на сепаратистские территории. Российский лидер в соответствии с минскими соглашениями, которые к тому же соблюдал только он, никогда не признавал Донбасс в надежде, что вашингтонские доги перестанут лаять и пускать слюни, но сейчас мера наполняется и угрозой войны, которая в «манифесте» укронацистских войск, столпившихся на фронте, следует провести этническую чистку, было решено отказаться от всякой осторожности. Тем более, что теперь ни уступки, ни акта мира, ни терпения не хватит, чтобы остановить США и собаку их европейских обезьян-самоубийц. Рубикон, который он решил перейти, — это печально известная доктрина Вулфовица, начертанная вскоре после падения Берлина в том фатальном 1992 году, когда вот-вот начнется весь известный нам ужасный мир: она провозглашала, что «первой целью Соединенных Штатов является не допустить повторного появления нового соперника, будь то на территории бывшего Советского Союза или где-либо еще…»; он подтвердил, что ни одной региональной державе не должно быть позволено накапливать власть и ресурсы, «достаточные для создания глобальной власти»; он предложил создать «механизм, чтобы отговорить потенциальных конкурентов также стремиться стать региональной державой».
Это были времена, когда он вряд ли мог представить, что кто-то может бросить перчатку США, но тогда упадок западных обществ в руках разнузданного либерализма все чаще приводил к тому, что в народе видели врага и неограниченное накопление богатства как единственная основополагающая ценность вместо этого изменила правила игры: Китай стал первой экономикой в ​​мире, а Россия восстановила свою власть благодаря поражению американской группировки в Москве. Тем не менее, несмотря на неудачи, понесенные в Сирии, Афганистане и Крыму, доктрина каким-то образом сработала, создав достаточно хаоса, чтобы осложнить жизнь и в Москве, и в Пекине, и в Тегеране, сохранить Европу, которая имеет смысл только путем соединения с Азией, отбросив Украину в сторону, шагу, которому чрезвычайно способствовало двусмысленное управление, не связанное как с интересами различных стран, так и с консенсусом. И почему-то остальные тоже не решались разрушить это безумное заклинание. Но Путин был доведен до того, что ему нужно было сказать достаточно, и сделал это в легко запоминающуюся дату 22 февраля 2022 года.
Российский лидер сопроводил признание республик Донбасса исторической речью, которая обрушила на Украину настоящий поток правды. Долго ссылаясь на глубокие культурные и человеческие отношения между двумя странами и обвиняя Запад в том, что он раздул огонь украинского национализма, чтобы разделить то, что объединила история: «Ещё до 2014 года США и страны ЕС систематически толкали Украину сократить и ограничить экономическое сотрудничество с Россией. Мы, как основной торгово-экономический партнер Украины, предложили обсуждать возникающие проблемы по треугольнику Украина-Россия-ЕС. Но каждый раз нам говорили, что Россия здесь ни при чем, а вопрос касается только ЕС и Украины. Западные страны фактически отвергли неоднократные призывы России к диалогу.
Шаг за шагом Украина втягивается в опасную геополитическую игру, целью которой является превращение страны в барьер между Европой и Россией, в трамплин против России. Даже в феврале 2014 года об интересах украинского народа не думали. Законное общественное недовольство, вызванное острыми социально-экономическими проблемами, ошибками и нелогичными действиями тогдашней власти, просто и цинично эксплуатировалось. 

Западные страны напрямую вмешивались во внутренние дела Украины и поддержали переворот. Радикальные националистические группы служили тараном. Их лозунги, идеология и откровенная русофобия во многом стали определяющими элементами украинской политики. Антироссийский проект был отвергнут миллионами украинцев. Народ Крыма и жители Севастополя сделали свой исторический выбор, а жители Юго-Востока пытались мирно отстоять свою позицию. Однако всех их, включая детей, заклеймили как сепаратистов и террористов. Им угрожали этническими чистками и применением военной силы. А жители Донецка и Луганска с оружием в руках защищали свои дома, свой язык и свою жизнь. Какой у них был другой выбор после беспорядков, охвативших города Украины, после ужаса и трагедии 2 мая 2014 года в Одессе, где украинские неонацисты заживо сожгли людей, устроив из них новую Хатынь? Бандеровцы были готовы устроить такую ​​же бойню в Крыму, Севастополе, Донецке и Луганске. Даже сейчас они не отказываются от этих планов. Они ждут своего момента. Но их время не придет».
Нет, не придет, и сегодня западная ложь и чушь наконец закончились. Идея о том, что США и их оккупированные военными колонии несут демократию, а не смерть и нищету, умирает, сама абсолютная гегемония Америки вот-вот умрет. Возможно, пройдет какое-то время, прежде чем европейцы поймут, что введение новых санкций против России — это верный способ заплатить огромную сумму за энергию, пока люди мерзнут в темноте и в какой-то момент поймут, что у них нет другого выбора, кроме как предоставить безопасность. гарантии, которые запросила Россия. Это будет довольно крутая кривая обучения для тех, кто в течение многих лет повторял снова и снова одну и ту же цепочку лжи, созданную для того, чтобы наполнить водой финансовый и многонациональный мир. Они также могут не успеть вместе с сопровождаемой ими медийной грязью выбраться из своей жалкой культуры, и тогда народы должны будут навязать мир и вернуть себе свободу.

The die is drawn by the Great Putin.
Putin has passed the rubicon: he has officially recognized the republics of Donbass, that is Donetzk and Lugansk and - as allowed by international law - is preparing to send peacekeepers who are entering the secessionist territories right now. The Russian leader, in compliance with the Minsk agreements which, moreover, only he respected, had never recognized the Donbass in the hope that the Washington mastiffs would stop barking and drooling, but now the measure is filled and with the threat of a war that in the "manifesto" of the Ukronazi troops crowded at the front, it should do ethnic cleansing, it has decided to abandon all caution. All the more so since now any concession, any act of peace, any patience would not be enough to stop the US and the dog of its European suicide monkeys. The rubicon that he has decided to cross is the infamous Wolfowitz doctrine, drawn shortly after the fall of Berlin in that fatal 1992 where the whole terrible world we know is about to start: it proclaimed that "the first objective of the United States is to prevent the re-emergence of a new rival, whether on the territory of the former Soviet Union or elsewhere ... "; he affirmed that no regional power should be allowed to accumulate power and resources "sufficient to generate global power"; he proposed to create "a mechanism to dissuade potential competitors from also aspiring to become a regional power".
Those were times when he could hardly have imagined that someone could throw the gauntlet to the US, but then the decline of Western societies in the hands of an unbridled liberalism, increasingly led to see in the people an enemy and an unlimited accumulation of wealth as the only founding value, has instead changed the rules of the game: China has become the first economy in the world while Russia has regained its power thanks to the defeat of the Amerikan faction in Moscow. Yet despite the setbacks suffered in Syria, Afghanistan and Crimea, the doctrine has somehow worked by creating enough chaos to make life difficult both in Moscow, Beijing and Tehran, to keep a Europe that makes sense only by connecting with Asia by throwing Ukraine aside, a move enormously facilitated by an ambiguous governance disconnected both from the interests of the various countries and from consensus. And somehow the others have hesitated to break this insane spell as well. But Putin was brought to the point of having to say enough and did it on an easy to remember date 22 - 02-2022.
The Russian leader accompanied the recognition of the Donbass republics with a historic speech that unleashed a veritable torrent of truth on the Ukraine affair. After having long cited the deep cultural and human relations between the two countries and blamed the West for having blown the fire of Ukrainian nationalism to divide what history had united: "Well before 2014, the United States and the countries of EU have systematically pushed Ukraine to reduce and limit economic cooperation with Russia. We, as Ukraine's main trading and economic partner, have suggested discussing the emerging problems according to the Ukraine-Russia-EU triangle. But each time we were told that Russia had nothing to do with it, and that the issue concerned only the EU and Ukraine. Western countries have effectively rejected Russia's repeated calls for dialogue.
Step by step, Ukraine has been drawn into a dangerous geopolitical game that aims to turn the country into a barrier between Europe and Russia, into a stepping stone against Russia. Even in February 2014, the interests of the Ukrainian people were not thought of. The legitimate public discontent caused by acute socio-economic problems, errors and logic-less actions by the authorities of the time was simply and cynically exploited. 

Western countries directly interfered in Ukraine's internal affairs and supported the coup. Radical nationalist groups served as a battering ram. Their slogans, ideology and blatant Russophobia have largely become defining elements of Ukrainian politics. The anti-Russia project was rejected by millions of Ukrainians. The people of Crimea and the inhabitants of Sevastopol made their historical choice, and the people of the Southeast tried peacefully to defend their position. Yet all of them, including children, have been labeled as separatists and terrorists. They were threatened with ethnic cleansing and the use of military force. And the inhabitants of Donetsk and Lugansk took up arms to defend their homes, their language and their lives. What other choice could they have after the riots that swept the cities of Ukraine, after the horror and tragedy of May 2, 2014 in Odessa, where Ukrainian neo-Nazis burned people alive, making them a new Khatyn? Bandera's followers were ready to carry out the same massacre in the Crimea, Sevastopol, Donetsk and Lugansk. Even now they do not abandon these plans. They are waiting for their moment. But their time will not come. "
No, it won't come and today the Western lies and bullshit are finally done. The idea that the US and its militarily occupied colonies bring democracy rather than death and poverty is dying, America’s absolute hegemony itself is about to die. It may be a while before Europeans realize that imposing further sanctions on Russia is a surefire way to pay a huge amount for energy while people freeze in the dark and at some point they will realize that they have nothing else. choice than to grant the security guarantees that Russia has requested. It will be a rather steep learning curve for those who for many years have been repeating over and over the same string of lies built to bring water to the financial and multinational world. They may also not make it, together with the media filth they accompany, to get out of their miserable culture and then it will be up to the peoples to impose peace and take back their freedom.