19. feb, 2022

Donbass, comincia l’evacuazione: Putin spiazza l'occidente.

Donbass, comincia l’evacuazione: Putin spiazza l'occidente.
Putin o meglio il gruppo dirigente russo sta ancora una volta dimostrando la sua superiorità su un’occidente in caduta libera e diretto da cupole di poteri oligarchici. Gli americani pensavano che scatenando la truppaglia nazista che si era raccolta lungo il fronte del Donbass avrebbero costretto la Russia ad intervenire e questa sarebbe stata la scusa buona per interrompere definitivamente il Nord Stream 2, sostituirsi ai russi come fornitore principale di gas e interrompere i rapporti dell’Europa con Mosca. D’altro canto se di fronte ai cannoneggiamenti sui civili di cui le nazi canaglie e i loro tutori sono espertissimi, Putin non avrebbe potuto sottrarsi a un’invasione dal momento che abbandonare i concittadini russi ai massacri sarebbe stato un segno di debolezza. Certo la Nato non ha mai avuto intenzione di intervenire davvero per non essere letteralmente fatta a pezzi, ma questo piano di escalation della tensione–come potrebbero facilmente dimostrare tutte le mosse sul mercato dell’energia–era preparato da tempo. Mosca lo sapeva e ha agito con una mossa creativa: in questi anni ha preparato e messo a punto un piano di evacuazione di cui in realtà erano trapelati alcuni brandelli: l’insistenza di Putin sul fatto che la Russia non aveva bisogno di altro territorio e l’affermazione di voler ospitare chiunque volesse volesse trasferirsi in Russia dal Donbass suggerivano questo possibile sbocco. E adesso di fronte ai cannoneggiamenti ucraini contro i civili di Lugansk quel piano si è attivato e il governo della Repubblica Popolare di Donetsk ha dato l’annuncio della evacuazione.
Le cose in realtà sono meno complicate di quanto non sembri a prima vista: ci sono circa 3,2 milioni di residenti nella Repubblica popolare di Donetsk e 1,4 milioni nella Repubblica popolare di Lugansk, per un totale di circa 4,6 milioni di residenti. Può sembrare un numero enorme, ma già parte di queste persone, circa un milione si è già trasferito sul suolo russo negli ultimi anni, problemi di spazio non ce ne sono di certo in Russia e oltretutto il Paese sta attualmente attraversando una grave carenza di manodopera e un’infusione di nuove braccia per giunta russe è molto gradita, mentre tutto è stato predisposto per l’accoglienza. D’altro canto anche senza attraversare i confini l’esercito russo può tenere a bada quello ucraino su tutto il territorio dei secessionisti e Kiev dovrebbe invadere la Russia per poter fermare il tiro: in due parole Mosca può evacuare il Donbass fino che l’Ucraina non ottempererà agli accordi di Mink e questo senza minimamente dare appigli a Washington di gridare all’invasione che anzi sarebbe semmai tutta a carico dell’Ucraina. E potrebbe fare letteralmente a pezzi le truppe ucraine che tentassero di lanciare provocazioni o di interferire con l’evacuazione come prevede il diritto internazionale. Cosa che probabilmente Kiev non tenterà di fare, ma che potrebbe essere nello spirito del battaglione Azov o di altre formazioni neonaziste che ormai agiscono come uno stato nel non stato.
In questo panorama l’occidente rimarrebbe con il cerino in mano: con un Donbass privo di residenti, ma comunque sempre territorio autonomo. L’evacuazione infatti non cambierebbe in alcun modo la posizione negoziale degli sfollati e dei loro rappresentanti rispetto agli accordi di Minsk, bloccando questa situazione fino a quando Kiev non intraprenderà la riforma costituzionale, diventando una federazione e concedendo piena autonomia al Donbass, o fino a quando lo stato ucraino cesserà di esistere e sarà diviso. In questo contesto, pur tenendo conto della follia in cui è sprofondato l’occidente–ulteriori sanzioni contro la Russia diventerebbero ancora più difficili da giustificare, poiché sarebbe insostenibile accusarla di aggressione per aver intrapreso una missione umanitaria a tutela dei propri cittadini o per aver assolto le proprie responsabilità di garante degli accordi di Minsk.

 

Donbass, comienza la evacuación: Putin desplaza a Occidente.
Putin o más bien la dirigencia rusa está demostrando una vez más su superioridad sobre un Occidente en caída libre y dirigido por cúpulas de poderes oligárquicos. Los estadounidenses pensaron que al desatar a las tropas nazis que se habían concentrado a lo largo del frente del Donbass obligarían a Rusia a intervenir y esta sería la buena excusa para acabar definitivamente con Nord Stream 2, sustituir a los rusos como principal proveedor de gas y cortar relaciones con Europa. con Moscú. Por otro lado, si se hubiera enfrentado a los bombardeos sobre civiles en los que los rebeldes nazis y sus guardianes son muy expertos, Putin no podría haber escapado a una invasión ya que abandonar a sus ciudadanos rusos a las masacres habría sido un signo de debilidad. Por supuesto, la OTAN nunca tuvo la intención de intervenir para no ser literalmente destrozada, pero este plan para escalar la tensión, como todos los movimientos en el mercado energético podrían demostrar fácilmente, se había estado preparando durante algún tiempo. Moscú lo sabía y actuó con una movida creativa: en los últimos años ha elaborado y puesto a punto un plan de evacuación del que en realidad se habían filtrado algunos jirones: la insistencia de Putin en que Rusia no necesitaba más territorio y la afirmación de que quería acoger a cualquiera que quería mudarse a Rusia desde Donbass sugirió este posible resultado. Y ahora, ante los bombardeos ucranianos contra civiles de Lugansk, ese plan se ha activado y el gobierno de la República Popular de Donetsk ha anunciado la evacuación.
En realidad, las cosas son menos complicadas de lo que parece a primera vista: hay alrededor de 3,2 millones de residentes en la República Popular de Donetsk y 1,4 millones en la República Popular de Lugansk, para un total de alrededor de 4,6 millones de residentes. Puede parecer un número enorme, pero ya algunas de estas personas, alrededor de un millón, ya se han mudado a suelo ruso en los últimos años, ciertamente no hay problemas de espacio en Rusia y, además, el país está experimentando actualmente una grave escasez de mano de obra. una infusión de nuevas armas rusas es muy bienvenida, mientras que todo se ha preparado para la bienvenida. Por otro lado, incluso sin cruzar las fronteras, el ejército ruso puede mantener a raya al ejército ucraniano en todo el territorio de los secesionistas y Kiev tendría que invadir Rusia para poder detener los disparos: en dos palabras, Moscú puede evacuar a los Donbass hasta que Ucrania no cumplirá con los acuerdos de Mink y esto sin darle en lo más mínimo un pretexto a Washington para gritar sobre la invasión que, en todo caso, correría a cargo íntegramente de Ucrania. Y podría, literalmente, destrozar a las tropas ucranianas que intentaran provocar o interferir en la evacuación, como exige el derecho internacional. Lo que Kiev probablemente no intentará hacer, pero que podría estar en el espíritu del batallón Azov u otras formaciones neonazis que ahora actúan como un estado dentro de un no estado.
En ese panorama, Occidente se quedaría con el partido en la mano: con un Donbass sin residentes, pero aún como territorio autónomo. De hecho, la evacuación no cambiaría en modo alguno la posición negociadora de los desplazados y sus representantes con respecto a los acuerdos de Minsk, bloqueando esta situación hasta que Kiev acomete la reforma constitucional, convirtiéndose en federación y otorgando plena autonomía al Donbass, o hasta cuando el estado ucraniano deja de existir y se divide. En este contexto, incluso teniendo en cuenta la locura en la que se ha sumido Occidente, sería aún más difícil justificar nuevas sanciones contra Rusia, ya que sería insostenible acusarla de agresión por haber emprendido una misión humanitaria para proteger a sus ciudadanos o por haber absuelto de sus responsabilidades como garante de los acuerdos de Minsk.

 

Donbass, evacuation begins: Putin displaces the West.
Putin or rather the Russian leadership is once again demonstrating its superiority over a West in free fall and directed by domes of oligarchic powers. The Americans thought that by unleashing the Nazi troops that had gathered along the Donbass front they would force Russia to intervene and this would be the good excuse to permanently terminate Nord Stream 2, replace the Russians as the main gas supplier and cut off relations. Europe with Moscow. On the other hand, if faced with the shelling on civilians of which the rogue Nazis and their guardians are very expert, Putin could not have escaped an invasion since abandoning his Russian citizens to the massacres would have been a sign of weakness. Of course, NATO never really intended to intervene so as not to be literally torn apart, but this plan to escalate the tension - as all the moves on the energy market could easily demonstrate - had been in preparation for some time. Moscow knew this and acted with a creative move: in recent years it has prepared and fine-tuned an evacuation plan of which some shreds had actually leaked: Putin's insistence that Russia did not need any more territory and the assertion that he wanted to host anyone who wanted to move to Russia from Donbass suggested this possible outcome. And now, in the face of Ukrainian shelling against Lugansk civilians, that plan has been activated and the government of the Donetsk People's Republic has announced the evacuation.
Things are actually less complicated than they seem at first glance: there are about 3.2 million residents in the Donetsk People's Republic and 1.4 million in the Lugansk People's Republic, for a total of about 4.6 million. residents. It may seem like a huge number, but already some of these people, about a million have already moved to Russian soil in recent years, there are certainly no space problems in Russia and moreover the country is currently experiencing a serious shortage of manpower. and an infusion of new Russian arms is very welcome, while everything has been set up for the welcome. On the other hand, even without crossing the borders, the Russian army can keep the Ukrainian army at bay throughout the territory of the secessionists and Kiev would have to invade Russia to be able to stop the shooting: in two words, Moscow can evacuate the Donbass until Ukraine it will not comply with the Mink agreements and this without in the least giving Washington a pretext to shout about the invasion which, if anything, would be entirely borne by Ukraine. And it could literally tear apart Ukrainian troops who attempted to provoke or interfere with the evacuation as required by international law. Which Kiev probably won't try to do, but which could be in the spirit of the Azov battalion or other neo-Nazi formations that now act as a state within a non-state.
In this panorama, the West would remain with the match in hand: with a Donbass without residents, but still an autonomous territory. In fact, the evacuation would in no way change the negotiating position of the displaced persons and their representatives with respect to the Minsk agreements, blocking this situation until Kiev undertakes constitutional reform, becoming a federation and granting full autonomy to the Donbass, or until when the Ukrainian state ceases to exist and is divided. In this context, even taking into account the madness in which the West has sunk - further sanctions against Russia would become even more difficult to justify, since it would be untenable to accuse her of aggression for having undertaken a humanitarian mission to protect its citizens or for having acquitted their responsibilities as guarantor of the Minsk agreements.

 

Donbass, l'évacuation commence : Poutine déplace l'Occident.
Poutine ou plutôt le leadership russe démontre une fois de plus sa supériorité sur un Occident en chute libre et dirigé par des dômes de puissances oligarchiques. Les Américains pensaient qu'en lâchant les troupes nazies qui s'étaient rassemblées le long du front du Donbass, ils obligeraient la Russie à intervenir et ce serait le bon prétexte pour arrêter définitivement Nord Stream 2, remplacer les Russes comme principal fournisseur de gaz et couper les relations avec l'Europe. avec Moscou. En revanche, face aux bombardements de civils dont les voyous nazis et leurs gardiens sont très experts, Poutine n'aurait pas pu échapper à une invasion car abandonner ses citoyens russes aux massacres aurait été un signe de faiblesse. Bien sûr, l'OTAN n'a jamais vraiment eu l'intention d'intervenir pour ne pas être littéralement déchirée, mais ce plan d'escalade de la tension - comme tous les mouvements sur le marché de l'énergie pourraient facilement le démontrer - était en préparation depuis un certain temps. Moscou le savait et a agi avec créativité : ces dernières années, elle a préparé et peaufiné un plan d'évacuation dont quelques lambeaux avaient en fait fuité : l'insistance de Poutine sur le fait que la Russie n'avait plus besoin de territoire et l'affirmation qu'il voulait accueillir n'importe qui qui voulait déménager en Russie depuis le Donbass a suggéré cette issue possible. Et maintenant, face aux bombardements ukrainiens contre les civils de Lougansk, ce plan a été activé et le gouvernement de la République populaire de Donetsk a annoncé l'évacuation.
Les choses sont en réalité moins compliquées qu'il n'y paraît à première vue : il y a environ 3,2 millions d'habitants dans la République populaire de Donetsk et 1,4 million dans la République populaire de Lougansk, pour un total d'environ 4,6 millions d'habitants. Cela peut sembler un nombre énorme, mais déjà certaines de ces personnes, environ un million ont déjà déménagé sur le sol russe ces dernières années, il n'y a certainement pas de problèmes d'espace en Russie et de plus le pays connaît actuellement une grave pénurie de main-d'œuvre. une infusion de nouvelles armes russes est la bienvenue, alors que tout a été mis en place pour l'accueil. En revanche, même sans franchir les frontières, l'armée russe peut tenir à distance l'armée ukrainienne sur tout le territoire des sécessionnistes et Kiev devrait envahir la Russie pour pouvoir arrêter les tirs : en deux mots, Moscou peut évacuer Donbass jusqu'à l'Ukraine, il ne respectera pas les accords de Mink et cela sans donner le moins du monde un prétexte à Washington pour crier à l'invasion qui, le cas échéant, serait entièrement supportée par l'Ukraine. Et cela pourrait littéralement déchirer les troupes ukrainiennes qui ont tenté de provoquer ou d'interférer avec l'évacuation comme l'exige le droit international. Ce que Kiev n'essaiera probablement pas de faire, mais qui pourrait être dans l'esprit du bataillon Azov ou d'autres formations néo-nazies qui agissent désormais comme un État dans un non-État.
Dans ce panorama, l'Occident resterait le match en main : avec un Donbass sans habitants, mais toujours un territoire autonome. En fait, l'évacuation ne changerait en rien la position de négociation des personnes déplacées et de leurs représentants vis-à-vis des accords de Minsk, bloquant cette situation jusqu'à ce que Kiev entreprenne une réforme constitutionnelle, devienne une fédération et accorde une pleine autonomie au Donbass, ou jusqu'à quand l'État ukrainien cesse d'exister et est divisé. Dans ce contexte, même en tenant compte de la folie dans laquelle l'Occident a sombré - de nouvelles sanctions contre la Russie deviendraient encore plus difficiles à justifier, car il serait intenable de l'accuser d'agression pour avoir entrepris une mission humanitaire de protection de ses citoyens ou pour s'être acquittés de leurs responsabilités de garant des accords de Minsk.

 

Донбасс, начинается эвакуация: Путин вытесняет Запад.
Путин, а точнее российское руководство, в очередной раз демонстрирует свое превосходство над Западом, находящимся в свободном падении и направляемым куполами олигархической власти. Американцы думали, что, выпустив нацистские войска, собравшиеся вдоль Донбасского фронта, они вынудят Россию вмешаться, и это станет хорошим предлогом для того, чтобы навсегда прекратить «Северный поток — 2», заменить россиян в качестве основного поставщика газа и разорвать отношения с Европой. с Москвой. С другой стороны, столкнувшись с обстрелами мирных жителей, в которых нацисты-отступники и их опекуны прекрасно разбираются, Путин не смог бы избежать вторжения, поскольку бросить своих российских граждан на расправу было бы признаком слабости. Конечно, НАТО никогда особо не собиралась вмешиваться, чтобы не быть буквально разорванной на части, но этот план эскалации напряженности — как легко могли продемонстрировать все движения на энергетическом рынке — готовился уже некоторое время. Москва знала об этом и действовала творчески: в последние годы она подготовила и отладила план эвакуации, некоторые обрывки которого действительно просочились: настойчивость Путина в том, что России не нужна больше территория, и утверждение, что он хочет принять у себя кого угодно. кто хотел переехать в Россию из Донбасса предположил такой возможный исход. И вот теперь, в условиях украинских обстрелов мирных жителей Луганска, этот план был активирован, и правительство Донецкой Народной Республики объявило об эвакуации.
На самом деле все не так сложно, как кажется на первый взгляд: в Донецкой Народной Республике проживает около 3,2 млн. жителей, в Луганской Народной Республике - 1,4 млн., всего около 4,6 млн. жителей. Может показаться, что это огромное количество, но уже часть этих людей, около миллиона уже перебрались на российскую землю за последние годы, проблем с космосом в России точно нет и тем более страна в настоящее время испытывает серьезную нехватку рабочей силы. вливание новых российских вооружений очень приветствуется, пока все готово для приема. С другой стороны, даже не пересекая границы, российская армия может держать украинскую армию в страхе на всей территории сепаратистов, и Киев должен будет вторгнуться в Россию, чтобы иметь возможность остановить стрельбу: двумя словами, Москва может эвакуировать Донбасс до тех пор, пока Украина не будет выполнять Минские договоренности и это нисколько не давая Вашингтону повода кричать о вторжении, которое, если что, целиком и полностью будет нести Украина. И это могло буквально разорвать украинские войска, которые пытались спровоцировать или помешать эвакуации, как того требует международное право. Чего Киев, скорее всего, делать не будет, но что могло бы быть в духе батальона «Азов» или других неонацистских формирований, которые сейчас действуют как государство в негосударстве.
В этой панораме Запад остался бы с матчем в руках: с Донбассом без жителей, но все же автономной территорией. По сути, эвакуация никоим образом не изменит переговорную позицию переселенцев и их представителей в отношении Минских соглашений, заблокировав эту ситуацию до проведения Киевом конституционной реформы, превращения в федерацию и предоставления Донбассу полной автономии, или до тех пор, пока Украинское государство прекращает свое существование и разделяется. В этом контексте, даже принимая во внимание то безумие, в которое впал Запад, дальнейшие санкции против России станет еще труднее оправдать, поскольку несостоятельно будет обвинять ее в агрессии за то, что она взяла на себя гуманитарную миссию по защите своих граждан или за выполнение своих обязанностей гаранта Минских соглашений.