11. gen, 2022

Organizzare la lotta alla Menzogna.

Organizzare la lotta alla Menzogna.
Ci sono attori che hanno conquistato un certo successo interpretando killer freddamente feroci, grazie alla loro maschera inespressiva e imperscrutabile, altri, meno talentuosi, sono stati scelti da produzioni minori per il ruolo di aguzzini del racket, quelli che tagliano un dito alla volta ai debitori, gli bruciano il bar e li pestano a morte in un crescendo di algida indifferenza.
A noi è capitato uno che ha avuto un bravo press agent che lo ha propagandato, ma che adesso si dimostra come il solito cane sopravvalutato, a conferma che non ci meritiamo neppure un sicario di vaglia che dia un po’ di smalto alle sue imprese.
In altri episodi, presentati come doveroso risarcimento al pubblico pagante che esigeva un aiuto per districarsi nella tortuosa sceneggiatura, leggendo con difficoltà il suo gobbo immaginario, il guitto che ci è stato assegnato ha ripetuto a macchinetta la sua epica personale meritevole di Telegatto: sono il migliore perché riconosco e denuncio i colpevoli dell’impennata pandemica, i maledetti novax che stiamo intercettando per vaccinarli dai 50 anni in su, sono il migliore in modo perché sto rimettendo in moto l’economia, sono il migliore perché ho minimizzato, sic, i problemi della presenza a scuola degli alunni in modo da garantire l’accesso all’istruzione.
Pare che sia venuto il momento di disdire l’abbonamento e cercarci un’altra serie più realistica del trionfo inarrestabile di un regime bastardo, arruffone ma spavaldo grazie all’acquiescenza di alcuni sudditi e il consenso coatto di molti ricattati, con sceneggiatori più capaci di quelli che hanno scritto le tappe di una escalation miserabile.
Prima era stato il tempo delle raccomandazioni e delle carote, per transitare poi nella persuasione morale che avrebbe dovuto convincere anche i più riottosi a esprimere senso civico e spirito di servizio salvando se stessi e gli altri. Non ha funzionato e la tappa successiva è consistita nella ferocia delle misure intimidatrici e ricattatorie, nella censura a qualsiasi forma di comunicazione non allineata alla narrazione ufficiale, per sfociare inesorabilmente nella istituzione della tessera di adesione al partito unico della nazione, un documento a punti che gli adepti devono conquistarsi con atti di fede che sconfinano sempre di più nel sacrificio personale e della propria prole.
Ma non basta, ormai la perseveranza del delirio dei decisori e della comunità scientifica a pieno servizio ha assunto connotati patologici, tanto che tecnici revisionisti che prendono atto della inefficacia dei prodotti vaccinali, dei loro effetti dannosi, non si sottraggono all’obbligo di continuare a portar acqua e sostegno alle misure governative, tanto che i rappresentanti dei partiti pur consapevoli della china pericolosa scivolano imperterriti verso il baratro di menzogne e compromessi, tanto che la stampa sfida il ridicolo impegnata unicamente nel consolidamento del mito novax in veste di necessario capro espiatorio utile a distrarre il popolino e a esonerare i potenti.
I Media si mettono in concorrenza tra loro nella tenzone su chi dipinge a tinte più fosche la genia maligna, che immagina “l’iniezione come un sordido espediente per inoculare microchip in grado di controllare la vita degli uomini, renderli schiavi”, come se tra le forme di futura servitù non sia ipotizzabile l’obbligo a una somministrazione ogni quattro mesi, una setta raffazzonata e credulona, ma abbastanza “resistente da mettere in gioco i sistemi sanitari statali”, fino ad ora perfettamente oliati, efficienti, funzionali tanto da non aver bisogno di ulteriori investimenti indirizzati unicamente all’approvvigionamento dei vaccini che pesa sulle decisioni dell’esecutivo come l’ulteriore nodo scorsoio dei cravattari imperiali.
“L’eterno inganno che credere sia molto più importante che sapere”.
Come se la continua richiesta che viene dai gradini più elevati della società, dai suoi sacerdoti, non sia quella di ripetere un quotidiano atto di fede per celebrare la Scienza, pronti a immolarsi per la sua verità, cui è imprescindibile credere come ai dogmi della nuova religione del progresso e della tecnica, tanto che si può, anzi si deve rinunciare al libero arbitrio arretrato a eresia, alla democrazia che consiste nel far decidere a chi sa, alla libertà equipaggiata di confini, paletti, fili spinati e sensi unici regolati da una pass giustamente equiparato alla patente, ai diritti declinati secondo graduatorie e ridimensionati in forma di licenze arbitrarie e concessioni discrezionali.
Eppure dovrebbe illuminare anche i più riottosi che malgrado l’impegno sovrannaturale dei Migliori, malgrado le serti progressive e salvifiche dei sieri magici, malgrado la generosa persecuzione dei disertori e il successo della campagna militar-vaccinale l’emergenza virale resti emergenza, mentre si è invece aggravata quella sociale creando un vulnus insanabile e determinando effetti irreversibili. 

Se come è evidente c’è una volontà perversa nel non intervenire per riparare i danni di tagli di personale, posti letto e presìdi ospedalieri, di privatizzazioni a discapito della medicina del territorio e della medicina d’emergenza, grazia all’applicazione di una logica aziendalistica che lucra sulla malattia, se un problema sanitario è diventato l’occasione per demolire stato sociale e stato di diritto.
Ogni giorno chi, come me, si sente obbligato a contribuire a un minimo di controinformazione che buchi il muro di omertoso appoggio all’establishment politico e sanitario, si sente apostrofare con la pressante richiesta di indicare una strada concreta e operativa per la “resistenza” a un regime che ha istituito di fatto un trattamento sanitario obbligatorio in violazione della Costituzione, che per applicare uno strumento discriminatorio senza una vera valenza sanitaria ha modificato le leggi vigenti, a cominciare da quelle a tutela della privacy, che ha adottato leggi speciali per ostacolare e reprimere il diritto a manifestare e ad esprimersi pubblicamente, già censurato grazie ai servizi di una stampa largamente finanziata da aiuti pubblici. Che ha aggirato e poi svuotato delle sue funzioni il Parlamento, che permette a un presidente di promuovere menzogne evidenti, favorito dal possesso delle leve di controllo che controllano e dirigono l’appoggio dei partiti della coalizione, esercitando un potere che sfugge a qualsiasi forma di controllo democratico.
La prima cosa che mi viene in mente sarebbe quella, ovvia, di contribuire, ognuno di noi, alla creazione di un blocco compatto di opposizione, che si prepari a delegittimare la cerchia dominante in occasione delle elezioni che forse prima o poi ci saranno, demistificando l’eterna di minaccia per il popolo, come se non fosse già a pieno titolo al potere, e demolendo il mito del “male minore, che resta sempre un male, si tratti di tecnici, competenti o nuovi arrivati apparentemente estranei al potere consolidato. Ma sappiamo che ormai l’utopia si è ridotta a uno straccetto di democrazia irraggiungibile quanto la rivoluzione.
Perciò bisogna cominciare a equipaggiarsi con una cassetta degli attrezzi della quale deve far parte la disobbedienza civile.
Non è semplice, richiede di essere informati per controbattere a richieste e pretese ufficiali immotivate e illegittime quando non illegali: a questo scopo è necessario creare una rete di soggetti che mettano a disposizione la loro competenza e esperienza per dare sostegno professionale alla lotta, da condurre anche per via giudiziaria. E’ quasi rimane organizzarsi per produrre una controinformazione scientifica, ma ciononostante dovremmo mobilitarci in modo che qualcuno possa esibire dati e conoscenze che smentiscano le litanie dei sacerdoti della casta scientifica ufficiale, anche se l’ambito di pubblicazione e visibilità è più angusta.
E come in anni e anni passati quando la solidarietà era un valore condiviso oggi sostituito dalla carità, è necessario realizzare iniziative di sostegno per chi è sottoposto a un accanimento sociale, perdendo lavoro, reddito, casa, istruzione, come succedeva quando c’erano le leghe, i sindacati che finanziavano le lotte operaie con la raccolta di fondi e aiuti collettivi, le casse peote che mettevano insieme soldi, viveri e tempo libero per aiutare chi non aveva accesso ai servizi comuni.
Non ultimo, è necessario dar luogo a un coordinamento dei comitati e dei singoli soggetti che si sono già materializzati sul territorio, in modo da esigere in forma unitaria la decadenza delle misure eccezionali, coercitive e discriminatrici, il reintegro immediato nell’incarico e nello stipendio di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori incostituzionalmente e ingiustamente sospesi. È così che si fa la lotta di classe, insieme e intrepidi, e questa lo è.

 

Organize the fight against lies.
There are actors who have achieved some success playing coldly ferocious killers, thanks to their inexpressive and inscrutable mask, others, less talented, have been chosen from minor productions for the role of torturers of the racketeer, those who cut off one finger at a time to the debtors. , they burn their bar and beat them to death in a crescendo of icy indifference.
We have had one who had a good press agent who promoted him, but who now proves himself to be the usual overrated dog, confirming that we don't even deserve a money order killer who gives a little polish to his businesses. .
In other episodes, presented as due compensation to the paying public who demanded help to extricate themselves from the tortuous script, reading his imaginary hunchback with difficulty, the hunchback assigned to us repeated his personal epic worthy of Telegatto with the machine: I am the best because I recognize and denounce the culprits of the pandemic surge, the damn novax we are intercepting to vaccinate them aged 50 and over, I am the best so because I am restarting the economy, I am the best because I have minimized, sic, i problems with the presence of pupils at school in order to guarantee access to education.
It seems that the time has come to unsubscribe and look for another more realistic series of the unstoppable triumph of a bastard regime, unruly but swashbuckling thanks to the acquiescence of some subjects and the forced consent of many blackmailed, with writers more capable of those who have written the stages of a miserable escalation.
First it was the time of recommendations and carrots, to then pass into the moral persuasion that should have convinced even the most rebellious to express a civic sense and a spirit of service, saving themselves and others. It did not work and the next step consisted in the ferocity of the intimidating and blackmailing measures, in the censorship of any form of communication not aligned with the official narrative, to inevitably lead to the institution of the membership card to the single party of the nation, a point document that the adepts must conquer themselves with acts of faith that encroach more and more on the personal sacrifice and sacrifice of one's own offspring.
But this is not enough, by now the perseverance of the delirium of decision-makers and of the scientific community at full service has taken on pathological connotations, so much so that revisionist technicians who take note of the ineffectiveness of vaccine products, of their harmful effects, do not escape the obligation to continue to bring water and support to government measures, so much so that the representatives of the parties, although aware of the dangerous slope, slide undeterred towards the abyss of lies and compromises, so much so that the press challenges the ridicule engaged only in the consolidation of the novax myth as a necessary useful scapegoat to distract the populace and exonerate the powerful.
The Media compete with each other in the battle over who paints the evil race in the darkest hues, which imagines "injection as a sordid expedient to inoculate microchips capable of controlling men's lives, making them slaves", as if between the forms of future servitude it is not conceivable the obligation to be administered every four months, a botched and gullible sect, but "resistant enough to put state health systems into play", until now perfectly oiled, efficient, functional so much that needing further investments aimed solely at the procurement of vaccines which weighs on the executive's decisions as the further slip-knot of the imperial tie-makers.
"The eternal deception that believing is much more important than knowing".
As if the continuous request that comes from the highest steps of society, from its priests, is not that of repeating a daily act of faith to celebrate Science, ready to sacrifice themselves for its truth, which it is essential to believe as the dogmas of the new religion of progress and technology, so much so that one can, indeed must renounce free will backward to heresy, democracy which consists in making those who know decide, freedom equipped with borders, poles, barbed wires and one-way streets governed by a pass rightly equated to driving license, to rights declined according to rankings and resized in the form of arbitrary licenses and discretionary concessions.
And yet it should enlighten even the most rebellious that despite the supernatural commitment of the Best, despite the progressive and salvific serts of the magic serums, despite the generous persecution of deserters and the success of the military-vaccination campaign, the viral emergency remains an emergency, while instead the social one worsened by creating an incurable vulnus and causing irreversible effects. 

If, as is evident, there is a perverse will in not intervening to repair the damage caused by cuts in personnel, beds and hospital facilities, privatizations to the detriment of local medicine and emergency medicine, thanks to the application of a logic corporate law that profits on illness, if a health problem has become an opportunity to demolish the welfare state and the rule of law.
Every day those who, like me, feel obliged to contribute to a minimum of counter-information that pierces the wall of conspiratorial support for the political and health establishment, hears himself addressed with the pressing request to indicate a concrete and operational path for "resistance" to a regime that has effectively instituted compulsory health treatment in violation of the Constitution, which in order to apply a discriminatory instrument without real health value has modified the laws in force, starting with those protecting privacy, which has adopted special laws to hinder and suppress the right to demonstrate and express oneself publicly, already censored thanks to the services of a press largely financed by public aid. Which has bypassed and then emptied Parliament of its functions, which allows a president to promote obvious lies, favored by the possession of the control levers that control and direct the support of the coalition parties, exercising a power that escapes any form of democratic control.
The first thing that comes to mind would be, of course, to contribute, each of us, to the creation of a compact block of opposition, which is preparing to delegitimize the dominant circle on the occasion of the elections that perhaps sooner or later there will be, demystifying the eternal threat to the people, as if they were not already fully in power, and demolishing the myth of the “lesser evil, which always remains an evil, whether it is technical, competent or newcomers apparently unrelated to consolidated power. But we know that utopia has now been reduced to a shred of democracy as unattainable as the revolution.
Therefore, one must begin to equip oneself with a toolbox of which civil disobedience must be part.
It is not simple, it requires to be informed in order to counter unmotivated and illegitimate when not illegal official requests and claims: for this purpose it is necessary to create a network of subjects who make their expertise and experience available to give professional support to the fight, to be conducted also by judicial means. It almost remains to organize to produce scientific counter-information, but nevertheless we should mobilize so that someone can exhibit data and knowledge that contradict the litanies of the priests of the official scientific caste, even if the scope of publication and visibility is narrower.
And as in the past years and years when solidarity was a shared value today replaced by charity, it is necessary to carry out initiatives to support those who are subjected to social fury, losing their jobs, income, homes, education, as it happened when there were leagues, the trade unions that financed the workers' struggles with the collection of funds and collective aid, the casse peote that put together money, food and free time to help those who did not have access to common services.
Last but not least, it is necessary to coordinate the committees and individual subjects who have already materialized in the territory, so as to require the forfeiture of exceptional, coercive and discriminatory measures, the immediate reinstatement in the post and salary of all female workers and all workers unconstitutionally and unjustly suspended. This is how class struggle is done, together and fearless, and this is it.

 

Organizar la lucha contra la mentira.
Hay actores que han logrado cierto éxito interpretando a asesinos fríamente feroces, gracias a su máscara inexpresiva e inescrutable, otros, menos talentosos, han sido elegidos de producciones menores para el papel de torturadores del mafioso, esos que cortan un dedo a la vez. a los deudores, les queman la barra y los matan a golpes en un crescendo de gélida indiferencia.
Hemos tenido uno que tuvo un buen agente de prensa que lo promocionó, pero que ahora demuestra ser el perro sobrevalorado de siempre, confirmando que ni siquiera merecemos un asesino de giros postales que le da un poco de lustre a sus hazañas.
En otros episodios, presentados como la debida compensación al público que pagaba y que pedía ayuda para desenredarse del tortuoso guión, leyendo a duras penas su imaginario jorobado, el jorobado que nos encomendaban repetía su epopeya personal digna de Telegatto con la máquina: Soy el mejor porque reconozco y denuncio a los culpables del repunte de la pandemia, los malditos novax que estamos interceptando para vacunarlos de 50 años en adelante, soy el mejor pues porque estoy reiniciando la economía, soy el mejor porque he minimizado, sic, yo problemas de presencia del alumnado en la escuela para garantizar el acceso a la educación.
Parece que ha llegado el momento de darse de baja y buscar otra serie más realista del imparable triunfo de un régimen bastardo, revoltoso pero bravucón gracias a la aquiescencia de algunos temas y al forzado consentimiento de muchos chantajeados, con escritores más capaces de los que han escrito las etapas de una miserable escalada.
Primero fue el tiempo de las recomendaciones y las zanahorias, para luego pasar a la persuasión moral que debió convencer hasta a los más rebeldes para expresar un sentido cívico y un espíritu de servicio, salvándose a sí mismos ya los demás. No funcionó y la siguiente etapa consistió en la ferocidad de las medidas intimidatorias y chantajistas, en la censura de cualquier forma de comunicación no alineada con la narrativa oficial, para conducir inexorablemente a la institución del carné al partido único de la nación, documento puntual que los adeptos deben vencerse a sí mismos con actos de fe que invadan cada vez más el sacrificio personal y el sacrificio de la propia descendencia.
Pero esto no es suficiente, a estas alturas la perseverancia del delirio de los decisores y de la comunidad científica en pleno servicio ha adquirido connotaciones patológicas, tanto que los técnicos revisionistas que toman nota de la ineficacia de los productos vacunales, de sus nocivos efectos, no escapan a la obligación de seguir llevando agua y apoyo a las medidas gubernamentales, tanto que los representantes de los partidos, aunque conscientes de la peligrosa pendiente, se deslizan impertérritos hacia el abismo de las mentiras y los compromisos, tanto que los la prensa desafía el ridículo dedicado únicamente a la consolidación del mito del novax como chivo expiatorio útil y necesario para distraer a la población y exonerar a los poderosos.
Los medios compiten entre sí en la batalla por quién pinta con los tonos más oscuros a la raza malvada, que imagina "la inyección como un sórdido expediente para inocular microchips capaces de controlar vidas humanas, esclavizándolas", como entre las formas de la futura servidumbre. no es concebible la obligatoriedad de administrarse cada cuatro meses, secta chapucera y crédula, pero "lo suficientemente resistente como para poner en juego los sistemas estatales de salud", hasta ahora perfectamente engrasada, eficiente, funcional tanto como para no necesitar más inversiones destinadas únicamente a la adquisición de vacunas que pesan en las decisiones del ejecutivo como el nudo corredizo más de las corbatas imperiales.
"El eterno engaño de que creer es mucho más importante que saber".
Como si la petición continua que viene de los más altos escalones de la sociedad, de sus sacerdotes, no fuera la de repetir un acto de fe diario para celebrar la Ciencia, dispuestos a sacrificarse por su verdad, que es imprescindible creer como dogmas de la nueva religión del progreso y de la técnica, tanto que se puede, más aún, se debe renunciar al libre albedrío relegado a la herejía, a la democracia que consiste en hacer decidir a quien sabe, a la libertad dotada de fronteras, postes, alambradas y calles de sentido único gobernadas por un pase justamente equiparado al permiso de conducir, a derechos declinados según jerarquizaciones y redimensionados en forma de licencias arbitrarias y concesiones discrecionales.
Y, sin embargo, debe iluminar incluso a los más rebeldes que, a pesar del compromiso sobrenatural de los Mejores, a pesar de los servos progresivos y salvíficos de los sueros mágicos, a pesar de la generosa persecución de los desertores y del éxito de la campaña de vacunación militar, la emergencia viral sigue siendo una emergencia, mientras que la social se agudizó creando un vulnus incurable y provocando efectos irreversibles. 

Si, como es evidente, existe una voluntad perversa de no intervenir para reparar los daños causados ​​por los recortes de personal, camas e instalaciones hospitalarias, privatizaciones en detrimento de la medicina local y de urgencias, gracias a la aplicación de una ley societaria lógica que lucran con la enfermedad, si un problema de salud se ha convertido en una oportunidad para demoler el estado de bienestar y el estado de derecho.
Todos los días quien, como yo, se siente en la obligación de contribuir con un mínimo de contrainformación que traspasa el muro de apoyo conspirativo al estamento político y sanitario, se oye dirigirse con el apremiante pedido de señalar una vía concreta y operativa para la “resistencia”. “a un régimen que efectivamente ha instituido la obligatoriedad del tratamiento en salud en violación de la Constitución, que para aplicar un instrumento discriminatorio sin real valor sanitario ha modificado las leyes vigentes, comenzando por las de protección de la intimidad, que ha adoptado leyes especiales para obstaculizar y reprimir el derecho a manifestarse y expresarse públicamente, ya censurado gracias a los servicios de una prensa financiada en gran parte por ayudas públicas. Lo cual ha soslayado y luego vaciado de funciones al Parlamento, que permite a un presidente promover mentiras manifiestas, favorecido por la posesión de las palancas de control que controlan y dirigen el apoyo de los partidos de coalición, ejerciendo un poder que escapa a cualquier forma de control democrático.
Lo primero que se nos viene a la mente sería, por supuesto, contribuir, cada uno de nosotros, a la creación de un bloque compacto de oposición, que se prepara para deslegitimar al círculo dominante con motivo de las elecciones que quizás tarde o temprano será, desmitificando la eterna amenaza al pueblo, como si no estuviera ya en pleno poder, y derribando el mito del “mal menor, que siempre sigue siendo un mal, ya sea técnico, competente o recién llegado aparentemente ajeno al poder consolidado”. . Pero sabemos que la utopía se ha reducido ahora a una pizca de democracia tan inalcanzable como la revolución.
Por tanto, hay que empezar a equiparse con una caja de herramientas de la que la desobediencia civil debe formar parte.
No es simple, requiere estar informado para contrarrestar solicitudes y reclamos oficiales desmotivados e ilegítimos, cuando no ilegales: para ello es necesario crear una red de sujetos que pongan a disposición sus conocimientos y experiencia para dar apoyo profesional. a la lucha, que se llevará a cabo también por vía judicial. Falta casi organizarse para producir contrainformación científica, pero sin embargo debemos movilizarnos para que alguien pueda exhibir datos y conocimientos que contradigan las letanías de los sacerdotes de la casta científica oficial, aunque el ámbito de publicación y visibilidad sea más reducido.
Y como en los años pasados ​​y años en que la solidaridad era un valor compartido hoy sustituido por la caridad, es necesario realizar iniciativas de apoyo a quienes están sometidos al furor social, perdiendo trabajo, ingresos, hogar, educación, como sucedió cuando no eran las ligas, los sindicatos que financiaban las luchas obreras con la recaudación de fondos y ayudas colectivas, las casse peote que juntaban dinero, comida y tiempo libre para ayudar a los que no tenían acceso a los servicios comunes.
Por último, pero no menos importante, es necesario coordinar los comités y sujetos individuales que ya se han materializado en el territorio, a fin de exigir la caducidad de las medidas excepcionales, coercitivas y discriminatorias, la inmediata reincorporación al puesto y salario de todas las trabajadoras y todos los trabajadores suspendidos inconstitucional e injustamente. Así se hace la lucha de clases, juntos y sin miedo, y así es.