9. gen, 2022

Covid, l'effetto collaterale della barbarie.

Covid, l'effetto collaterale della barbarie.
La prima volta che pronosticai la fine dell’emergenza pandemica entro una manciata di settimane si era nella primavera del 2020. Non oseranno turbare le vacanze pasquali, pensavo. Poi arriverà l’estate e amen, tutto finito, un giorno racconteremo ai nipotini di quella primavera lontana in cui giravamo con la pezza sul naso come tanti giapponesini. Il primo disincanto non impediva però che a scadenze regolari, il natale, l’estate successiva e così via, l’ottimismo riprendesse corpo, ma forse si trattava soltanto del rifiuto di accettare che si era scivolati nelle sabbie mobili dell’irrazionale e ad ogni minimo movimento della logica ci si trovava più bloccati di prima. Anche oggi, mentre i virologi televisivi non cessano di gongolarsi con scenari apocalittici e tutto il sistema mediatico ormai allenato alla bisogna riesce a conteggiare duecentomila nuovi appestati al giorno, il tarlo della fiducia sussurra che Omicron non è Omega ma ci somiglia sempre più, mentre perfino alcuni medici che già militavano nella narrazione catastrofista ora sostengono che proprio il crescendo rossiniano evidenzia che il dramma è alle sue battute finali.
Ma tutta questa altalena di previsioni tetre o positive (“non esistono ottimisti e pessimisti, solo imbecilli allegri e imbecilli tristi”), prescindeva dal fatto ormai evidente che non abbiamo mai avuto a che fare con un guaio che ci è piovuto addosso bensì con qualcosa che ancora non sappiamo come sia nato ma che fin dall’inizio è stato utilizzato per scopi che resteranno ancora per lungo tempo inconfessabili. La strana gazzarra terroristica orchestrata fin dalle prime settimane del 2020 quando ancora non c’era un solo decesso attribuibile al covid, i divieti di eseguire autopsie e di assistenza domiciliare ai pazienti, la contemporanea scomparsa delle influenze stagionali, la demonizzazione dei medici che suggerivano l’uso di farmaci sintomatici già noti e gli inusitati quanto cervellotici divieti che andavano inasprendosi in misura proporzionale alla loro evidente inutilità, permettevano a chiunque di capire, ancora prima che comparissero sulla scena gli alchimisti di Pfizer&sodali, che l’approccio delle autorità al problema era così anomalo e stupido da apparire sospetto.
Poi però ecco la soluzione tanto attesa, una doppia dose di siero e saremo a posto per l’oggi e per il domani. Naturalmente erano consentiti solo i preparati delle ditte euroatlantiche, quelle su cui la speculazione finanziaria cominciava a fare montagne di quattrini, mentre quelli russo o cubano, essendo frutto del lavoro di aziende di Stato, erano rigorosamente tenuti fuori dalla porta e ciò illumina forse più di ogni altra cosa, insieme alla pilotata demolizione del sistema sanitario pubblico, quanto ai nostri governi interessi salvare vite. In quei giorni c’erano in giro pochi no-vax e in verità pochi sono rimasti anche oggi, poiché pochi possono dubitare del fatto che i vaccini costituiscano una tappa fondamentale nell’impervia storia della medicina ed abbiano salvato gran parte dell’umanità da patologie invalidanti e mortali. Coloro che dubitano dell’efficacia dei sieri anti-covid non sono no-vax, benché così ci si ostini a chiamarli, per il semplice fatto che quei sieri non sono vaccini. E questo lo si è capito anche grazie alle incongruenze ed alle contraddizioni dell’apparato mediatico arruolato per sparare su chi non accettava inoculazioni al buio, la cui pericolosità viene pervicacemente nascosta da quella fetta di ‘medici’ che periodicamente nella storia ha anteposto l’interessata disciplina verso l’autorità alla deontologia. Come si può definire vaccino una roba che non impedisce di ammalarsi (e talvolta morire) a causa del patogeno contro cui è stato realizzato, né di contagiare gli altri e la cui efficacia, quand’anche ne abbia una, dura solo pochi mesi?
Esiste invece un diffuso timore verso i pretesi sieri anti-covid che è fenomeno spontaneo ed in crescita a fronte di una pletora di effetti collaterali di varia gravità che hanno già causato un numero di decessi superiore a quello di tutti i veri vaccini messi insieme. Ed i governi, oltre che scellerati, sono anche abbastanza ottusi da non capire che è proprio la loro cocciutaggine nel negare relazioni tra siero e complicazioni anche mortali ad alimentare il sospetto e in definitiva a palesarli come banda di piazzisti senza scrupoli al guinzaglio dei poteri finanziari. E’ qui inutile elencare tutto ciò che in questi due anni ha reso la narrazione ufficiale sulla pandemia un’infamia senza precedenti, anche prescindendo dai diagrammi sui contagi costruiti sul test Pcr che perfino il prof. Mullis che l’ha ideato (nonché l’Oms in un impeto d’onestà)sostiene che non serve, così come viene utilizzato, per una qualsiasi diagnosi. 

Tanto è già stato detto e dimostrato intorno al conteggio ‘creativo’ dei decessi, laddove si risulta vittime covid anche se morti di tutt’altro ma trovati ‘positivi’ sulla base del suddetto inattendibile esame. E sul fatto che è tutt’oggi vietato conoscere i termini dei contratti stipulati tra gli stati acquirenti e le aziende produttrici e che queste controllano di fatto gli organismi locali e internazionali da cui dipendono le autorizzazioni per lo smercio dei loro prodotti, in un meccanismo in cui controllato e controllore coincidono e che in fondo rappresenta l’anima del barbarico universo neoliberista.
Il passaporto vaccinale apparso qui da noi nella seducente veste di ‘green’, sinonimo di ‘incontaminato’ unito alla sacralità dello stranierismo, costituisce un momento aggiuntivo che non ha più nulla a che vedere con la pandemia ma che svolge la doppia funzione di riversare ogni responsabilità sui cittadini e di obbligare di fatto a farsi inoculare dosi successive di roba che sarebbe bellissimo se fosse semplicemente inutile. Come è stato già osservato, il lasciapassare di regime non serve a contenere la diffusione del virus ma al contrario sono le cifre sparacchiate sui contagi a giustificare l’esistenza di un documento che permette tutto ciò che non ha mai avuto bisogno di permessi. Ora siamo alla persecuzione vera e propria, la cui ferocia è inversamente proporzionale alla forza numerica di chi la subisce, atteggiamento tipico di un sistema politico meschino e vigliacco, verso il quale ogni gesto di disobbedienza e di contrasto non solo passivo diventa doveroso e prezioso. Questa deriva che nemmeno un lustro addietro sarebbe stata considerata la trama di uno scadente racconto distopico può ancora riservare surreali sorprese nella misura in cui ci mostriamo rassegnati ad accettare quelle odierne. Non è chiaro se dietro questi eventi vi sia la volontà di irreggimentare le masse e di renderle docile strumento di disegni autoritari, come da più parti si sostiene. O se addirittura ciò preluda ad un conflitto di vaste dimensioni, di cui vi sono abbondanti avvisaglie ma a cui non si potrebbe mai giungere senza aver prima soffocato ogni voce critica in un clima di terrore strisciante, di povertà sempre più diffusa, di smantellamento della sovranità popolare e delle relative istituzioni.
Naturalmente c’è anche chi si dedica a tali progetti su scala planetaria ed ha sufficiente potere o ambizione da crederli realizzabili, ma talvolta sembra lecito respingere questi scenari con una rasoiata alla Occam e immaginarne di altri assai più prosaici, in cui funzionari untuosi e servili sono disposti a sacrificare i beni di generazioni di cittadini e addirittura, come vediamo, i corpi e le vite dei bambini al profitto di quel ceto possidente che riempie loro la greppia. Non è la prima volta che la storia presenta simili degenerazioni. Forse è tutto qui e mentre immaginiamo che nella testa degli omuncoli di regime capaci solo di genuflessioni vi sia chissà quale disegno, c’è soltanto la mediocrità privata della coscienza.

 

Covid, el efecto secundario de la barbarie.
La primera vez que predije el final de la emergencia por la pandemia dentro de unas semanas fue en la primavera de 2020. No se atreverán a perturbar las vacaciones de Semana Santa, pensé. Luego llegará el verano y amén, por todas partes, un día les contaremos a nuestros nietos aquella primavera lejana en la que andábamos con el parche en la nariz como tantos japoneses. El primer desencanto, sin embargo, no impidió que el optimismo recuperara su cuerpo a intervalos regulares, Navidad, el verano siguiente, etc., pero tal vez fuera sólo una negativa a aceptar que uno se había deslizado en las arenas movedizas de lo irracional y a la menor movimiento de la lógica estábamos más atascados que antes. Todavía hoy, mientras los virólogos de la televisión no cesan de regodearse con escenarios apocalípticos y todo el sistema mediático ya entrenado al punto consigue contabilizar doscientas mil nuevas víctimas de la peste al día, la carcoma de la confianza susurra que Omicron no es Omega sino que es más y más. más como nosotros, mientras que incluso algunos médicos que ya estaban activos en la narrativa catastrófica ahora argumentan que el crescendo de Rossini muestra que el drama está en sus etapas finales.
Pero todo este vaivén de pronósticos sombríos o positivos ("no hay optimistas y pesimistas, sólo tontos felices y tontos tristes"), al margen del hecho ya evidente de que nunca hemos tenido que lidiar con un problema que nos ha llovido encima sino con algo que aún no sabemos cómo nació pero que desde un principio se utilizó para fines que permanecerán inconfesables durante mucho tiempo. El extraño motín terrorista orquestado desde las primeras semanas de 2020 cuando aún no había un solo muerto atribuible al covid, las prohibiciones de realizar autopsias y atención domiciliaria a los pacientes, la desaparición simultánea de las influencias estacionales, la satanización de los médicos que sugerían el ' El uso de drogas sintomáticas ya conocidas y las insólitas y bizarras prohibiciones que iban escalando en proporción a su evidente inutilidad, permitían comprender, incluso antes de que aparecieran en escena los alquimistas de Pfizer & Associates, que el abordaje del problema por parte de las autoridades era tan anómalo y estúpido como para parecer sospechoso.
Pero entonces aquí está la solución tan esperada, una dosis doble de suero y estaremos bien para hoy y mañana. Eso sí, sólo se permitían los preparados de las firmas euroatlánticas, aquellas sobre las que la especulación financiera comenzaba a generar montañas de dinero, mientras que las rusas o cubanas, al ser fruto del trabajo de empresas estatales, se mantenían estrictamente. por la puerta y esto ilumina quizás más que todo lo demás, junto con el derribo pilotado del sistema de salud pública, en lo que a nuestros gobiernos se refiere para salvar vidas. En aquellos días había pocas vacunas contra las vacunas y en verdad pocas quedan aún hoy, ya que pocos pueden dudar de que las vacunas son un hito en la historia impenetrable de la medicina y han salvado a gran parte de la humanidad de patologías incapacitantes y mortales. Los que dudan de la eficacia de los sueros anticovid no son no vacunas, aunque insistan en llamarlos así, por el simple hecho de que esos sueros no son vacunas. Y esto también se entendió gracias a las inconsistencias y contradicciones del aparato mediático alistado para fusilar a oscuras a quienes no aceptaban las inoculaciones, cuyo peligro es ocultado obstinadamente por esa tajada de 'médicos' que periódicamente a lo largo de la historia ha puesto en primer lugar al interesado. .disciplina hacia la autoridad a la deontología. ¿Cómo se puede definir una vacuna como algo que no evita que uno enferme (y en ocasiones muera) por el patógeno contra el que fue creada, o infecte a otros y cuya eficacia, aunque la tenga, dure unos pocos ¿meses?
En cambio, existe un temor generalizado a los supuestos sueros anticovid, que es un fenómeno espontáneo y creciente frente a una plétora de efectos secundarios de diversa gravedad que ya han causado un número de muertes mayor que el de todas las vacunas reales combinadas. Y los gobiernos, además de los villanos, también son lo suficientemente tontos como para no entender que es su terquedad en negar relaciones entre suero e incluso complicaciones fatales lo que alimenta la sospecha y finalmente los revela como una banda de vendedores sin escrúpulos atados a los poderes financieros. . De nada sirve aquí enumerar todo lo que en estos dos años ha hecho de la narrativa oficial sobre la pandemia una infamia sin precedentes, aun dejando de lado los diagramas de contagio construidos sobre la prueba PCR que hasta el prof. Mullis, quien lo concibió (así como la OMS en un arrebato de honestidad) argumenta que no es necesario, tal como se usa, para ningún diagnóstico. 

Ya se ha dicho y demostrado mucho sobre el conteo 'creativo' de muertes, donde se encuentran víctimas de covid incluso si murieron de otra cosa pero se encontraron 'positivos' sobre la base del examen poco confiable mencionado anteriormente. Y sobre el hecho de que sigue prohibido conocer los términos de los contratos estipulados entre los estados compradores y las empresas manufactureras y que éstas efectivamente controlan a los organismos locales e internacionales de los que dependen las autorizaciones para la comercialización de sus productos, en un mecanismo en el que controlado y controlador coinciden y que básicamente representa el alma del bárbaro universo neoliberal.
El pasaporte vacunal que apareció aquí bajo la seductora apariencia de 'verde', sinónimo de 'no contaminado' combinado con la sacralidad de la extranjeridad, constituye un momento adicional que ya no tiene nada que ver con la pandemia pero que cumple la doble función de derramar toda la responsabilidad sobre los ciudadanos y obligarles a que se les inyecten dosis sucesivas de cosas que serían maravillosas si fueran simplemente inútiles. Como ya se ha señalado, el pase de régimen no sirve para contener la expansión del virus sino que por el contrario son las cifras dispersas de contagios las que justifican la existencia de un documento que permite todo aquello que nunca ha necesitado permisos. Ahora estamos ante la persecución real, cuya ferocidad es inversamente proporcional a la fuerza numérica de quienes la sufren, actitud propia de un sistema político mezquino y cobarde, frente al cual todo acto de desobediencia y conflicto, no sólo pasivo, se torna obediente y precioso. Esta deriva que hace ni una década hubiera sido considerada la trama de un pobre cuento distópico todavía puede reservar sorpresas surrealistas en la medida en que nos mostramos resignados a aceptar las de hoy. No está claro si detrás de estos hechos existe la voluntad de regimentar a las masas y convertirlas en dócil instrumento de los designios autoritarios, como muchos pretenden. O incluso si se trata de un preludio de un conflicto de vastas dimensiones, del que abundan los indicios pero al que nunca se podría llegar sin antes sofocar toda voz crítica en un clima de terror progresivo, de pobreza cada vez más extendida, de desmantelamiento de la soberanía. Instituciones populares y afines.
Por supuesto que también hay quienes se dedican a este tipo de proyectos a escala planetaria y tienen el poder o la ambición suficiente para creerlos factibles, pero a veces parece legítimo rechazar estos escenarios con una navaja de Occam e imaginar otros mucho más prosaicos, en los que grasientos y funcionarios serviles están dispuestos a sacrificar los bienes de generaciones de ciudadanos e incluso, como vemos, los cuerpos y vidas de los niños en beneficio de esa clase terrateniente que llena sus cunas. No es la primera vez que la historia experimenta degeneraciones similares. Quizás eso es todo y mientras imaginamos que en la cabeza de los homúnculos del régimen capaces sólo de genuflexiones hay quién sabe qué designio, sólo existe la mediocridad privada de la conciencia.

 

Covid, the side effect of barbarism.
The first time I predicted the end of the pandemic emergency within a few weeks was in the spring of 2020. They won't dare to disturb the Easter holidays, I thought. Then summer will come and amen, all over, one day we will tell our grandchildren about that distant spring when we walked around with the patch on our noses like so many Japanese people. The first disenchantment, however, did not prevent optimism from regaining its body at regular intervals, Christmas, the following summer and so on, but perhaps it was only a refusal to accept that one had slipped into the quicksand of the irrational and at every slightest movement of logic we were more stuck than before. Even today, while television virologists do not cease to gloat with apocalyptic scenarios and the whole media system now trained to the point manages to count two hundred thousand new plague victims a day, the woodworm of trust whispers that Omicron is not Omega but is more and more like us, while even some doctors who were already active in the catastrophic narrative now argue that the Rossini crescendo shows that the drama is in its final stages.
But all this swing of gloomy or positive forecasts ("there are no optimists and pessimists, only happy fools and sad idiots"), regardless of the now evident fact that we have never had to deal with a problem that has rained on us but with something that we still do not know how it was born but that from the beginning it was used for purposes that will remain unspeakable for a long time. The strange terrorist riot orchestrated since the first weeks of 2020 when there was still not a single death attributable to the covid, the bans on performing autopsies and home care for patients, the simultaneous disappearance of seasonal influences, the demonization of doctors who suggested the '' use of already known symptomatic drugs and the unusual and bizarre prohibitions that were escalating in proportion to their evident uselessness, allowed anyone to understand, even before the Pfizer & associates alchemists appeared on the scene, that the authorities' approach to the problem was so anomalous and stupid as to appear suspicious.
But then here's the long-awaited solution, a double dose of serum and we'll be fine for today and tomorrow. Of course, only the preparations of the Euro-Atlantic firms were allowed, those on which financial speculation was beginning to make mountains of money, while the Russian or Cuban ones, being the result of the work of state-owned companies, were strictly kept out of the door and this illuminates perhaps more than everything else, along with the piloted demolition of the public health system, as far as our governments are concerned to save lives. In those days there were few no-vaxes around and in truth few remain even today, as few can doubt that vaccines are a milestone in the impervious history of medicine and have saved much of humanity from pathologies. disabling and deadly. Those who doubt the efficacy of anti-covid serums are not no-vaxes, although they persist in calling them so, for the simple fact that those serums are not vaccines. And this was also understood thanks to the inconsistencies and contradictions of the media apparatus enlisted to shoot those who did not accept inoculations in the dark, whose danger is stubbornly hidden by that slice of 'doctors' who periodically throughout history has placed the interested party first. discipline towards the authority to deontology. How can you define a vaccine as a stuff that does not prevent you from getting sick (and sometimes dying) due to the pathogen against which it was created, or from infecting others and whose effectiveness, even if it has one, lasts only a few months?
Instead, there is a widespread fear of the alleged anti-covid serums which is a spontaneous and growing phenomenon in the face of a plethora of side effects of varying severity which have already caused a number of deaths greater than that of all real vaccines combined. And governments, as well as villains, are also dull enough not to understand that it is their stubbornness in denying relations between serum and even fatal complications that feeds the suspicion and ultimately reveals them as a band of unscrupulous touts on the leash of financial powers. . It is useless here to list everything that in these two years has made the official narrative on the pandemic an unprecedented infamy, even leaving aside the contagion diagrams built on the PCR test that even prof. Mullis, who conceived it (as well as WHO in a fit of honesty) argues that it is not needed, as it is used, for any diagnosis. 

So much has already been said and demonstrated around the 'creative' counting of deaths, where covid victims are found even if they died of something else but found 'positive' on the basis of the aforementioned unreliable examination. And on the fact that it is still forbidden to know the terms of the contracts stipulated between the purchasing states and the manufacturing companies and that these actually control the local and international organizations on which the authorizations for the marketing of their products depend, in a mechanism in whose controlled and controller coincide and which basically represents the soul of the barbaric neoliberal universe.
The vaccine passport that appeared here in the seductive guise of 'green', synonymous with 'uncontaminated' combined with the sacredness of foreignism, constitutes an additional moment that no longer has anything to do with the pandemic but which performs the double function of pouring out every responsibility on citizens and to actually force them to be injected with successive doses of stuff that would be wonderful if it were simply useless. As has already been noted, the regime pass does not serve to contain the spread of the virus but on the contrary it is the scattered figures on infections that justify the existence of a document that allows everything that has never needed permits. Now we are at the real persecution, whose ferocity is inversely proportional to the numerical strength of those who suffer it, an attitude typical of a petty and cowardly political system, towards which every act of disobedience and conflict, not only passive, becomes dutiful and precious. This drift that not even a decade ago would have been considered the plot of a poor dystopian tale can still reserve surreal surprises to the extent that we show ourselves resigned to accepting today's ones. It is not clear whether behind these events there is the will to regiment the masses and make them a docile instrument of authoritarian designs, as is claimed by many. Or even if this is a prelude to a conflict of vast dimensions, of which there are abundant signs but which could never be reached without having first stifled every critical voice in a climate of creeping terror, of increasingly widespread poverty, of the dismantling of sovereignty. popular and related institutions.
Of course there are also those who dedicate themselves to such projects on a planetary scale and have sufficient power or ambition to believe them feasible, but sometimes it seems legitimate to reject these scenarios with an Occam razor and imagine others much more prosaic, in which greasy and servile officials they are willing to sacrifice the goods of generations of citizens and even, as we see, the bodies and lives of children for the profit of that landowning class that fills their cribs. It is not the first time that history has experienced similar degenerations. Perhaps that's all and while we imagine that in the heads of the homunculi of the regime capable only of genuflections there is who knows what design, there is only the private mediocrity of conscience.