6. nov, 2021

Quando il diavolo continua a manipolare le masse.

Quando il diavolo continua a manipolare le masse.
In occasione del Cop26, mi spingo a continuare sulla strada della contestazione riflessiva delle idee o pseudo idee che si sono incrostate nelle menti in questi anni e che ora sono diventate la verità ufficiale tanto che alcuni social, tra cui Facebook, hanno annunciato di voler introdurre la censura per chi contesta il riscaldamento climatico. C’è moltissimo lavoro da fare per cominciare a chiarire alcune idee che giacciono nella più assurda vaghezza e cominciare per prima cosa a distinguere tra ecologia ed ecologismo, distinzione impossibile in inglese dove esiste una sola parola e causa di molti fraintendimenti: una delle riviste di riferimento è infatti The Ecologist, tradotta in diverse lingue con il medesimo titolo, e fondata dal miliardario Edward Goldsmith, la quale di fatto cancella completamente la controversie e le discussioni scientifiche, dando l’impressione che esista una sola verità in forma di dogma. Per l’ecologia come disciplina scientifica con una sua metodologia il riscaldamento globale e le sue eventuali cause sono ipotesi di studio, per l’ecologismo è un dogma. Non è un caso che recentemente proprio gli esponenti religiosi cattolici, protestanti, ebrei e mussulmani abbiano lanciato l’appello a salvare il clima assieme a Goldman Sachs che è forse la chiesa più importante di tutte. In realtà nella climatologia le cose non sono affatto così chiare perché il clima stesso non è altro che un’ astrazione (dunque non si può” salvare”) fondata su modelli tutti da sperimentare, modelli che peraltro si basano su dati contradditori a partire dalla misurazione stessa delle temperature e dalla loro congruenza storica.
Il fatto fondamentale è che nel discorso pubblico l’ecologia è entrata attraverso l’ecologismo e le sue varie sette sempre peraltro rappresentate da organizzazioni di origine americana, direttamente prodotte da una elite che gravita in maniera più o meno palese, più o meno nascosta attorno a teorie maltusiane e comunque sempre declinate secondo il canone catastrofista. Oggi siamo arrivati alla più completa ipocrisia, perché attraverso il clima si vuole sdoganare un passaggio a una società autoritaria e impoverita impegnata in una nuova guerra fredda o tiepida con il mondo extra occidentale. Non si tratta di affatto di prendersi cura del pianeta che è un compito di spaventosa complessità, ma solo di ridurre la Co2 di origine antropica nella speranza di non arrivare tra qualche decennio a un aumento di 2 grandi centigradi, tra l’altro non si sa bene rispetto a quale periodo e trascurando qualsiasi altro fattore, come per esempio la radiazione solare e i suoi cicli, gli altri gas serra, il ruolo delle biomasse oceaniche nell’assorbimento di anidride carbonica e altri mille fattori. Ora il problema è che non esistono le tecnologie per arrivare ad emissioni zero di Co2 entro il 2050 e nemmeno ad avvicinarsi lontanamente a tale obiettivo, cosa che peraltro viene esplicitamente detta evidentemente nella convinzione che il baccano mediatico e i drammatici appelli a fare presto confondano a tal punto la gente da non farle capire se se si lavora per uno scopo che si dichiara irraggiungibile, vuol dire che lo scopo reale è un altro.
Ma lasciamo stare questo piccolo particolare e andiamo a capire se la drammatizzazione ha un senso. Anche se il rapporto tra Co2 e riscaldamento non è dimostrato e anzi suscita sempre più perplessità, cosa succederebbe se tra qualche decennio la temperatura media ( altra astrazione molto meno significativa di quanto non si pensi) aumentasse effettivamente di due gradi? La catastrofe che viene annunciata soprattutto da un organo di fatto politico come l’Ipcc? Il livello dei mari aumenterebbe in di centinaia di metri? Migliaia di specie morirebbero? L’umanità sarebbe spazzata via? Essendo due gradi in più una temperatura già ampiamente registrata in passato non sembrerebbe davvero. In realtà l’aumento di livello delle acque sarebbe minimo se non addirittura inesistente perché se il pack del polo Nord e quello del polo Sud si sciogliessero ci sarebbe una diminuzione sia pure leggera del livello di mari (il ghiaccio ha più volume dell’acqua allo stato liquido) compensata dallo scioglimento dei ghiacciai terrestri che a sua volta potrebbe essere controbilanciato da un aumento delle precipitazioni nevose permanenti sull’Antartide e stagionali sui vasti territori continentali asiatici e nordamericani. A un maggior calore corrisponde infatti una maggiore evaporazione e dunque un aumento delle precipitazioni. Inoltre la maggiore copertura nuvolosa favorirebbe un contenimento dell’aumento termico. E’ difficile fare delle previsioni esatte vista la complessità del clima, ma 2 gradi in più non sarebbero certo una catastrofe, tanto più che la Co2 favorirebbe lo sviluppo della vita vegetale che intercetta, mentre climi meno rigidi potrebbero rendere disponibili nuovi territori alla produzione agricola. E’ questa la catastrofe? No di certo e nessuno scienziato in buona fede potrebbe sostenerlo. In realtà ciò che alcuni ricercatori temono è che si sciolga il permafrost alle latitudini elevate liberando nuovi gas serra e favorendo un ulteriore aumento di temperatura secondo un ciclo incontrollato. Ma questa è solo un’ipotesi non troppo credibile visto che questo non è accaduto ( come sappiamo dai campioni di aria fossile) dopo le grandi glaciazioni e i periodi molto caldi che si sono susseguiti. Perché ora dovrebbe accadere ciò che in passato di milioni di anni non è mai accaduto?
Il problema in termini generali è che una certa parte minoritaria di scienziati tenta di sovrapporre tendenze lineari a un andamento ciclico del clima lungo quella faglia che separa, ma in qualche modo anche accavalla l’ecologia come scienza, del tutto sconosciuta all’uomo della strada, all’ecologismo come fede o ideologia o politica che invece pane quotidiano dei media. Ora che ci sia attenzione per l’ambiente è una cosa assolutamente positiva a patto però che questo sia ben consapevole e non manicheo, ovvero sfruttabile dal potere come sta accadendo come sta accadendo oggi. Niente è più pericoloso per il pianeta che un’attenzione sbagliata e suggerita per scopi politici e sociali.
Chissà forse il riscaldamento globale fa crescere l’ipocrisia e la stupidità come un alga che soffoca la vita circostante. si sarà senz’altro questo.

Cuando el diablo sigue manipulando a las masas.
Con motivo de Cop26, me empujo a seguir en el camino de la contestación reflexiva de las ideas o pseudo ideas que se han ido incrustando en las mentes en los últimos años y que ahora se han convertido en la verdad oficial tanto que algunas redes sociales, entre ellas Facebook , han anunciado su intención de introducir la censura para quienes se oponen al calentamiento climático. Queda mucho trabajo por hacer para empezar a aclarar algunas ideas que se encuentran en la vaguedad más absurda y empezar primero a distinguir entre ecología y ecologismo, una distinción imposible en inglés donde solo hay una palabra y la causa de muchos malentendidos: una de las revistas de referencia es en realidad The Ecologist, traducida a varios idiomas con el mismo título, y fundada por el multimillonario Edward Goldsmith, que de hecho borra por completo las polémicas y discusiones científicas, dando la impresión de que solo existe una verdad en forma de dogma. Para la ecología como disciplina científica con metodología propia, el calentamiento global y sus posibles causas son hipótesis de estudio, para la ecología es un dogma. No es casualidad que recientemente clérigos católicos, protestantes, judíos y musulmanes hayan lanzado el llamamiento para salvar el clima junto con Goldman Sachs, que es quizás la iglesia más importante de todas. En realidad, en climatología, las cosas no son tan claras porque el clima en sí no es más que una abstracción (por lo tanto, no se puede "salvar") a partir de modelos para experimentar, modelos que, además, se basan en datos contradictorios a partir de a partir de la medición de temperaturas y su congruencia histórica.
El hecho fundamental es que la ecología ha entrado en el discurso público a través del ecologismo y sus diversas sectas, siempre representadas por organizaciones de origen estadounidense, producidas directamente por una élite que gravita de manera más o menos evidente, más o menos escondida en torno a las teorías malthusianas y en en cualquier caso, siempre declinó según el canon catastrófico. Hoy hemos llegado a la más completa hipocresía, porque a través del clima queremos despejar un paso a una sociedad autoritaria y empobrecida enzarzada en una nueva guerra fría o tibia con el mundo extra-occidental. No se trata en absoluto de cuidar el planeta, que es una tarea de aterradora complejidad, sino solo de reducir el Co2 de origen antropogénico con la esperanza de no alcanzar un aumento de 2 grandes centígrados en unas pocas décadas, entre otros. cosas que no se sabe bien con respecto a qué período y descuidando cualquier otro factor, como la radiación solar y sus ciclos, otros gases de efecto invernadero, el papel de la biomasa oceánica en la absorción de dióxido de carbono y mil factores más. Ahora el problema es que no existen tecnologías para lograr cero emisiones de CO2 para el 2050 y ni siquiera remotamente cerca de este objetivo, que está claramente expresado de manera explícita en la creencia de que el alboroto de los medios y los dramáticos llamados a actuar pronto confunden esto. No hacerles entender si si trabajas para un propósito que se declara inalcanzable, significa que el propósito real es otro.
Pero dejemos este pequeño detalle solo y veamos si la dramatización tiene sentido. Incluso si la relación entre el Co2 y el calentamiento no está probada y, de hecho, suscita cada vez más perplejidad, ¿qué pasaría si en unas pocas décadas la temperatura media (otra abstracción mucho menos significativa de lo que pensamos) realmente aumenta en dos grados? ¿La catástrofe que anuncia sobre todo un organismo político de facto como el IPCC? ¿Subiría el nivel del mar en cientos de metros? ¿Morirían miles de especies? ¿Sería aniquilada la humanidad? Siendo dos grados más, una temperatura ya ampliamente registrada en el pasado no parecería realmente. En realidad, el aumento en el nivel del agua sería mínimo o incluso inexistente porque si los paquetes de los polos norte y sur se derritieran, habría una ligera disminución en el nivel del mar (el hielo tiene más volumen que el agua en estado líquido) compensado por la el derretimiento de los glaciares terrestres, que a su vez podría verse compensado por un aumento de las nevadas permanentes sobre la Antártida y estacionales en los vastos territorios continentales de Asia y América del Norte. De hecho, un mayor calor corresponde a una mayor evaporación y, por tanto, a un aumento de la precipitación. Además, la mayor nubosidad favorecería una contención del incremento térmico. Es difícil hacer predicciones exactas dada la complejidad del clima, pero 2 grados más ciertamente no sería una catástrofe, especialmente porque el Co2 favorecería el desarrollo de la vida vegetal que intercepta, mientras que los climas menos rígidos podrían hacer disponibles nuevos territorios para la agricultura. producción. ¿Es esta la catástrofe? Ciertamente no y ningún científico de buena fe podría apoyarlo. De hecho, lo que algunos investigadores temen es que el permafrost se derrita en latitudes altas, liberando nuevos gases de efecto invernadero y favoreciendo un mayor aumento de temperatura en un ciclo incontrolado. Pero esta es solo una hipótesis no demasiado creíble, ya que esto no sucedió (como sabemos por las muestras de aire fósil) después de las grandes glaciaciones y los períodos muy cálidos que siguieron. ¿Por qué debería pasar ahora lo que nunca ha pasado en los últimos millones de años?
El problema en términos generales es que una cierta minoría de científicos intenta superponer tendencias lineales a una tendencia cíclica del clima a lo largo de esa falla que separa, pero que de alguna manera también se superpone a la ecología como ciencia, completamente desconocida para el hombre de la calle. el ecologismo como fe o ideología o política en lugar del pan de cada día de los medios de comunicación. Ahora que hay atención al medio ambiente, es algo absolutamente positivo siempre que, sin embargo, este sea muy consciente y no maniqueo, es decir, explotable por el poder como está sucediendo como está sucediendo hoy. Nada es más peligroso para el planeta que la atención incorrecta y sugerida con fines políticos y sociales.
Quién sabe, tal vez el calentamiento global haga crecer la hipocresía y la estupidez como un alga que sofoca la vida circundante. sin duda será esto.

When the devil continues to manipulate the masses.
On the occasion of Cop26, I push myself to continue on the path of reflective contestation of the ideas or pseudo ideas that have become encrusted in the minds in recent years and that have now become the official truth so much that some social networks, including Facebook, have announced that they want to introduce censorship for those who contest climate warming. There is a lot of work to be done to begin to clarify some ideas that lie in the most absurd vagueness and to begin first to distinguish between ecology and ecologism, an impossible distinction in English where there is only one word and the cause of many misunderstandings: one of the magazines of reference is in fact The Ecologist, translated into several languages ​​with the same title, and founded by the billionaire Edward Goldsmith, which in fact completely erases the controversies and scientific discussions, giving the impression that there is only one truth in the form of dogma. For ecology as a scientific discipline with its own methodology, global warming and its possible causes are hypotheses for study, for ecology it is a dogma. It is no coincidence that recently Catholic, Protestant, Jewish and Muslim clerics have launched the appeal to save the climate together with Goldman Sachs which is perhaps the most important church of all. In reality, in climatology things are not so clear at all because the climate itself is nothing more than an abstraction (therefore it cannot be "saved") based on models to be experimented, models which, moreover, are based on contradictory data starting from measurement of temperatures and their historical congruence.
The fundamental fact is that ecology has entered the public discourse through ecologism and its various sects, always represented by organizations of American origin, directly produced by an elite that gravitates in a more or less evident way, more or less hidden around to Malthusian theories and in any case always declined according to the catastrophic canon. Today we have arrived at the most complete hypocrisy, because through the climate we want to clear a passage to an authoritarian and impoverished society engaged in a new cold or lukewarm war with the extra-Western world. It is not a question of taking care of the planet at all, which is a task of frightening complexity, but only of reducing the Co2 of anthropogenic origin in the hope of not reaching an increase of 2 large centigrade in a few decades, among other things it is not known. well with respect to which period and neglecting any other factor, such as solar radiation and its cycles, other greenhouse gases, the role of ocean biomass in the absorption of carbon dioxide and a thousand other factors. Now the problem is that there are no technologies to achieve zero CO2 emissions by 2050 and not even remotely close to this goal, which is clearly stated explicitly in the belief that the media uproar and the dramatic calls to act soon confuse this. I point people not to make them understand if if you work for a purpose that is declared unattainable, it means that the real purpose is another.
But let's leave this little detail alone and let's see if the dramatization makes sense. Even if the relationship between Co2 and heating is not proven and indeed arouses more and more perplexity, what would happen if in a few decades the average temperature (another abstraction much less significant than we think) actually increases by two degrees? The catastrophe that is announced above all by a political de facto body like the IPCC? Would the sea level rise in hundreds of meters? Would Thousands of Species Die? Would humanity be wiped out? Being two degrees more, a temperature already widely recorded in the past would not really seem. In reality, the increase in water level would be minimal if not even non-existent because if the North and South Pole packs melted there would be a slight decrease in sea level (ice has more water volume at the liquid state) offset by the melting of terrestrial glaciers which in turn could be counterbalanced by an increase in permanent snowfall over Antarctica and seasonal over the vast Asian and North American continental territories. In fact, greater heat corresponds to greater evaporation and therefore an increase in precipitation. Furthermore, the greater cloud cover would favor a containment of the thermal increase. It is difficult to make exact predictions given the complexity of the climate, but 2 degrees more would certainly not be a catastrophe, especially as Co2 would favor the development of the plant life it intercepts, while less rigid climates could make new territories available for agricultural production. . Is this the catastrophe? Certainly not and no bona fide scientist could support it. In fact, what some researchers fear is that permafrost will melt at high latitudes, releasing new greenhouse gases and favoring a further increase in temperature in an uncontrolled cycle. But this is only a not too credible hypothesis since this did not happen (as we know from fossil air samples) after the great glaciations and the very hot periods that followed. Why should what happen now what has never happened in the past millions of years?
The problem in general terms is that a certain minority of scientists try to superimpose linear trends on a cyclical trend of the climate along that fault that separates, but also somehow overlap ecology as a science, completely unknown to the man in the street. , to ecologism as faith or ideology or politics instead of the daily bread of the media. Now that there is attention to the environment, it is an absolutely positive thing provided, however, that this is well aware and not Manichean, that is, exploitable by power as it is happening as it is happening today. Nothing is more dangerous for the planet than wrong and suggested attention for political and social purposes.
Who knows maybe global warming makes hypocrisy and stupidity grow like an alga that suffocates the surrounding life. it will certainly be this.