2. nov, 2021

Quando il diavolo è paragonabile a un avvoltoio.

Quando il diavolo è paragonabile a un avvoltoio.
Subito dopo il G20 è cominciata un’altra kermesse internazionale ancora più grande, quella del Cop 26, ovvero la conferenza dell’Onu sul cambiamento climatico che si tiene a Glasgow e che ha visto convergere sull’aeroporto ben 400 jet privati con intasamenti dell’aria incredibili ed emissioni di Co2 stratosferiche che fanno da giusto coronamento al piano di diminuire le emissioni antropiche di questo gas. Sono i miliardari che piombano come avvoltoi sulla nuova emergenza fasulla che dovrebbe dare l’avvio concreto al grande reset e costituire la salvezza del sistema di sfruttamento che hanno messo in piedi e che ormai non può più convivere con la democrazia. Possiamo facilmente immaginare che parte delle restrizioni, delle emergenze e delle confische di libertà passino gradualmente da una pandemia mediatica inesistente che diventerà endemica, ad un altro tipo di spoliazione, questa volta più sul versante della proprietà e dei beni comuni in nome di un altro allarme costruito a tavolino. E non sarà difficile visto che molte persone sono ormai abituate solo a ripetere il copia e incolla del potere senza riflettere, il che è una conseguenza della passività portata dai mezzi di comunicazioni di massa,dall’ablazione di ogni capacità critica e di una disastrosa mancanza di conoscenza e più ancora di volontà di conoscenza, si consegna per pigrizia mentale e senso di impotenza ai cosiddetti “esperti”.
Quindi non può stupire che la conferenza dell’Onu sia dedicata al cosiddetto “cambiamento climatico” un’espressione che in realtà non ha nessun significato, è solo un contenitore vuoto perché l’unica cosa che sappiamo con assoluta certezza del clima terrestre è che esso è in continuo e ciclico cambiamento: non c’è alcuna “normalità” a cui fare riferimento. Quale sarebbe il periodo rispetto al quale stiamo cambiando? Le temperature più alte dell’inizio del secolo e fino agli anni 40? O le diminuzioni delle stesse dal 1940 al 1975 oppure l’aumento dal ’75 al ’98 o la stabilità dal ’98 ad oggi? E ho scelto date recenti, avrei potuto citare la piccola glaciazione iniziata nel Seicento o il periodo caldo medioevale quando si faceva il vino in Estonia o il “massimo” dell’era romana, ma mi sono fermato al solo ‘900. La questione nominale è tutt’altro che peregrina perché con la semplicità e la verità con cui l’imperatore viene indicato come nudo, mette in luce il carattere puramente ideologico del dibattito che per quello che concerne il discorso pubblico è ben lontano dalla scienza e dalle sue problematiche, ma affine piuttosto ai desideri della cupola di potere cleptocrate alle prese con la sua stessa sopravvivenza e dunque con un revisione dell’intera economia, presentata sotto forma di allarme climatico e imposto dall”egemonia informativa del sistema.La cosa singolare è che vengono del tutto trascurati i fattori importanti e vitali dell’avvelenamento planetario per concentrarsi solo sulla Co2 un gas naturalmente presente in atmosfera, che entra nel ciclo vitale del pianeta. In realtà la Co2 è solo uno dei gas serra, un fenomeno dovuto per i 2/3 al vapore acqueo mentre l’anidride carbonica di origine antropica è solo una piccola parte si quella che entra nel circolo della biomassa terrestre. Per giunta non c’è alcuna dimostrazione di un rapporto diretto tra quantità di Co2 in atmosfera e aumento delle temperature.
I problemi riguardo al cambiamento climatico sono in realtà tantissimi sono tutti assolutamente nascosti da infinite chiacchiere giornalistiche: solo quando si passa a uno studio della materia, ci si rende come abbiamo a che fare con una serie di ipotesi e di “modelli” diversi fra loro e contradditori nelle quali le perentorie sicurezze dell’ideologia catastrofista appaiono infantili e grottesche, anzi di carattere millenaristico e perciò di facile attecchimento nel nichilismo contemporaneo. Io stesso in questo caso posso essere un caso di scuola, visto che fino a qualche hanno fa non mettevo in discussione il dogma e solo quando per caso ho iniziato a leggere qualche ricerca ho capito che esistono una serie di condizioni che non rendono possibile avere una precisa idea delle temperature medie effettive per un periodo di tempo sufficientemente lungo per dire che tra qualche decennio andremo a fuoco e che infine molte condizioni tendono ad esaltare l’aumento delle temperature a causa di situazioni del tutto estranee al clima in sé. Uno degli esempi più banali è il fatto che le temperature medie sono spesso solo stimate e non misurate oppure che le stazioni meteo degli aeroporti le quali decenni fa erano lontane dalle città, adesso rientrano nella bolla di calore delle aree urbane, aumentando mediamente di un grado centigrado la loro misurazione: fossero dieci chilometri più lontane le medie sarebbero diverse. 

Ma su queste cose e moltre altre cose qualcuno ci gioca e quel qualcuno è certamente l’Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) forum climatico all’interno dell’Onu creato nel 1990 non per studiare il clima, ma per studiare il riscaldamento climatico, dunque già orientato a una tesi, il che per un organismo che non svolge attività di ricerca, ma solo di “valutazione” è una sorta di peccato originale. E del resto fra i cinque presidenti di questo organismo succedutisi nel tempo nessuno è stato un climatologo, ma si sono alternati un meteorologo norvegese, un chimico britannico, un ingegnere indiano, un amministratore sudanese e un economista sud coreano che è significativamente in carica. Inoltre sebbene questo organismo abbia ricevuto un Nobel per la pace, non si sa bene a che titolo, ha molte ombre da nascondere: nel 2009 è stato diffuso un carteggio via e-mail tra vari scienziati e consulenti di IPCC che ha messo in dubbio la credibilità dell’organismo. Alcuni passaggi delle lettere suggerivano che gli scienziati si fossero adoperati per modificare o nascondere alcuni dati e per ostacolare l’uscita di articoli che non condividevano e loro tesi ideologiche sul clima. Lo scandalo è però ovviamente soffocato, ma continua ad aleggiare attorno a questo organismo il cui compito specifico è quello di far credere urbi et orbi che il riscaldamento globale sia la tesi prevalente nella scienza, cosa del tutto falsa. Forse potremmo anche divertirci parlando dei ghiacciai imalaiani che avrebbero dovuto scomparire entro il 2035 secondo uno studio del presidente indiano dell’Ipcc. Questo fu davvero troppo da far digerire e così si disse che c’era stato un errore di stampa, che il 2035 era in realtà il 2350. Ma attenzione perché ciò che leggiamo tutti i giorni ha esattamente lo stesso valore.
Se ritenessi che un chiarimento su questi temi potesse servire a qualcosa, sarei felice di chiarire tutti gli equivoci intorno alla climatologia dei ricchi, ma dal momento che sarebbe inutile mi astengo: nulla si può fare contro le credenze superstiziose e dunque con l’ignoranza programmatica secondo la quale il riscaldamento globale è una certezza. In realtà si può essere sicuri di una cosa: questi zombi che vanno dietro ai pifferai faranno la fine che si sono scelta.

 

Cuando el diablo es comparable a un buitre.
Inmediatamente después del G20, comenzó otro evento internacional aún mayor, el de la COP 26, o la conferencia de la ONU sobre el cambio climático celebrada en Glasgow y que vio a 400 jets privados converger en el aeropuerto con la obstrucción de las increíbles emisiones atmosféricas y estratosféricas de CO2 que son el coronación del plan de reducción de las emisiones antropogénicas de este gas. Son los multimillonarios que se abalanzan como buitres sobre la nueva falsa emergencia que debe dar el inicio concreto al gran reinicio y constituir la salvación del sistema de explotación que han instalado y que ya no puede vivir con la democracia. Fácilmente podemos imaginar que parte de las restricciones, emergencias y confiscaciones de la libertad pasan paulatinamente de una pandemia mediática inexistente que se volverá endémica, a otro tipo de despojo, esta vez más del lado de la propiedad y los bienes comunes en nombre de otra alarma construida en la mesa. Y no será difícil ya que mucha gente ahora está acostumbrada a repetir simplemente el copiar y pegar del poder sin pensar, lo cual es consecuencia de la pasividad que traen los medios de comunicación, la ablación de toda capacidad crítica y un desastroso desconocimiento y desconocimiento. aún más la voluntad de saber, se entrega a los llamados "expertos" debido a la pereza mental y una sensación de impotencia.
Por eso no es de extrañar que la conferencia de la ONU esté dedicada al llamado "cambio climático" una expresión que en realidad no tiene sentido, es solo un recipiente vacío porque lo único que sabemos con absoluta certeza sobre el clima de la tierra es que está en continuo y cíclico cambio: no hay “normalidad” a la que referirse. ¿Cuál sería el período contra el que estamos cambiando? ¿Las temperaturas más altas de principios de siglo y hasta los 40? ¿O los descensos de los mismos de 1940 a 1975 o el aumento del '75 al '98 o la estabilidad del '98 a la actualidad? Y elegí fechas recientes, podría haber mencionado la pequeña glaciación que comenzó en el siglo XVII o el período cálido medieval cuando se elaboraba vino en Estonia o el "máximo" de la época romana, pero me detuve solo en el siglo XX. La cuestión nominal es todo menos extraña porque con la sencillez y la verdad con que se señala desnudo al emperador, se pone de manifiesto el carácter puramente ideológico del debate que, en lo que concierne al discurso público, está lejos de la ciencia y sus problemas, sino más bien afín a la deseos de la cúpula del poder cleptocrático luchando por su propia supervivencia y por lo tanto con una revisión de toda la economía, presentada en forma de alarma climática e impuesta por la hegemonía de la información del sistema.Los factores importantes y vitales del envenenamiento planetario son completamente descuidados centrarse únicamente en el CO2, un gas presente de forma natural en la atmósfera, que entra en el ciclo de vida del planeta. En realidad, el Co2 es solo uno de los gases de efecto invernadero, un fenómeno debido en 2/3 al vapor de agua, mientras que el dióxido de carbono de origen antropogénico es solo una pequeña parte del que ingresa al círculo de biomasa de la tierra. Además, no hay evidencia de una relación directa entre la cantidad de Co2 en la atmósfera y el aumento de temperatura.
Los problemas relacionados con el cambio climático son en realidad muchos y todos están absolutamente ocultos por una interminable charla periodística: solo cuando pasamos a un estudio del tema, nos damos cuenta de cómo estamos lidiando con una serie de diferentes hipótesis y "modelos" y contradicciones en que las certezas perentorias de la ideología catastrófica parecen infantiles y grotescas, incluso de carácter milenario y, por tanto, fáciles de enraizar en el nihilismo contemporáneo. En este caso yo mismo puedo ser un caso de escuela, ya que hasta hace unos años no cuestionaba el dogma y solo cuando por casualidad comencé a leer algunas investigaciones entendí que hay una serie de condiciones que no lo hacen posible. tener una idea precisa de las temperaturas medias reales durante un período de tiempo lo suficientemente largo como para decir que en unas décadas estaremos en llamas y que finalmente muchas condiciones tienden a exaltar el aumento de temperaturas debido a situaciones completamente ajenas a la el clima en sí. Uno de los ejemplos más triviales es el hecho de que las temperaturas promedio a menudo solo se estiman y no se miden o que las estaciones meteorológicas de los aeropuertos que estaban lejos de las ciudades hace décadas ahora caen en la burbuja de calor de las áreas urbanas, aumentando en un grado en promedio. centígrados: si estuvieran diez kilómetros más lejos, las medias serían diferentes. 

Pero en estas cosas y muchas otras cosas alguien juega con él y ese alguien ciertamente es el foro climático del IPCC (Grupo Intergubernamental sobre Cambio Climático) dentro de la ONU creado en 1990 no para estudiar el clima, sino para estudiar el calentamiento global, por lo tanto ya orientado hacia una tesis, que para un organismo que no investiga, sino sólo de "evaluación" es una especie de pecado original. Y después de todo, entre los cinco presidentes de este organismo que se han sucedido a lo largo del tiempo, nadie ha sido climatólogo, sino un meteorólogo noruego, un químico británico, un ingeniero indio, un administrador sudanés y un economista surcoreano que es significativamente en oficina alternada. Además, aunque este organismo ha recibido un Premio Nobel de la Paz, no se sabe por qué título, tiene muchas sombras que esconder: en 2009 se circuló una correspondencia por correo electrónico entre varios científicos y consultores del IPCC que cuestionaba la credibilidad del organismo. Algunos pasajes de las cartas sugirieron que los científicos habían tomado medidas para modificar u ocultar algunos datos y obstaculizar la publicación de artículos que no compartían y sus tesis ideológicas sobre el clima. El escándalo, sin embargo, está obviamente sofocado, pero sigue rondando en torno a este organismo cuya tarea específica es hacer creer a la gente que el calentamiento global es la tesis imperante en la ciencia, lo cual es completamente falso. Quizás también podríamos divertirnos hablando de los glaciares del Himalaya que deberían haber desaparecido para el 2035 según un estudio del presidente indio del IPCC. Esto fue realmente demasiado para digerir y por eso se dijo que había habido un error de impresión, que 2035 era en realidad 2350. Pero tenga cuidado porque lo que leemos todos los días tiene exactamente el mismo valor.
Si pensara que una aclaración sobre estos temas podría ser de alguna utilidad, me complacería aclarar todos los malentendidos en torno a la climatología de los ricos, pero como sería inútil, me abstengo: no se puede hacer nada contra las creencias supersticiosas y por lo tanto. con ignorancia programática, que el calentamiento global es una certeza. De hecho, puedes estar seguro de una cosa: estos zombis que persiguen a los flautistas terminarán en la forma que elijan.

 

When the devil is comparable to a vulture.
Immediately after the G20, another even larger international event began, that of COP 26, or the UN conference on climate change held in Glasgow and which saw 400 private jets converge on the airport with clogging of the incredible air and stratospheric CO2 emissions that are the right crowning of the plan to reduce anthropogenic emissions of this gas. They are the billionaires who swoop like vultures on the new bogus emergency that should give the concrete start to the great reset and constitute the salvation of the exploitation system they have set up and which can no longer live with democracy. We can easily imagine that part of the restrictions, emergencies and confiscations of freedom gradually pass from a non-existent media pandemic that will become endemic, to another type of dispossession, this time more on the side of property and common goods in the name of another alarm. built at the table. And it will not be difficult since many people are now used to just repeating the copy and paste of power without thinking, which is a consequence of the passivity brought by the mass media, the ablation of all critical capacity and a disastrous lack of knowledge and even more of the will to know, it is handed over to the so-called "experts" due to mental laziness and a sense of helplessness.
So it is not surprising that the UN conference is dedicated to the so-called "climate change" an expression that actually has no meaning, it is just an empty container because the only thing we know with absolute certainty about the earth's climate is that it it is in continuous and cyclical change: there is no “normality” to refer to. What would be the period against which we are changing? The highest temperatures of the beginning of the century and up to the 40s? Or the decreases of the same from 1940 to 1975 or the increase from '75 to '98 or the stability from '98 to today? And I chose recent dates, I could have mentioned the little glaciation that began in the seventeenth century or the medieval warm period when wine was made in Estonia or the "maximum" of the Roman era, but I stopped at only the twentieth century. The nominal question is anything but strange because with the simplicity and truth with which the emperor is indicated as naked, it highlights the purely ideological character of the debate which, as far as public discourse is concerned, is far from science and problems, but rather akin to the desires of the kleptocratic power dome struggling with its own survival and therefore with a revision of the entire economy, presented in the form of a climate alarm and imposed by the information hegemony of the system. the important and vital factors of planetary poisoning are completely neglected to focus only on CO2, a gas naturally present in the atmosphere, which enters the life cycle of the planet. In reality, Co2 is only one of the greenhouse gases, a phenomenon due for 2/3 to water vapor while carbon dioxide of anthropogenic origin is only a small part of the one that enters the earth's biomass circle. Furthermore, there is no evidence of a direct relationship between the amount of Co2 in the atmosphere and the increase in temperatures.
The problems regarding climate change are actually many and they are all absolutely hidden by endless journalistic chatter: only when we move on to a study of the subject, we realize how we are dealing with a series of different hypotheses and "models" and contradictions in which the peremptory certainties of the catastrophic ideology appear infantile and grotesque, indeed of a millenarian character and therefore easy to take root in contemporary nihilism. In this case I myself can be a case of school, since until a few years ago I did not question the dogma and only when by chance I started reading some research did I understand that there are a series of conditions that do not make it possible to have a precise idea of ​​the actual average temperatures for a period of time long enough to say that in a few decades we will be on fire and that finally many conditions tend to exalt the increase in temperatures due to situations completely unrelated to the climate itself. One of the most trivial examples is the fact that average temperatures are often only estimated and not measured or that airport weather stations that were far from cities decades ago now fall into the heat bubble of urban areas, increasing by one degree on average. their measurement centigrade: if they were ten kilometers further away, the averages would be different. 

But on these things and many other things someone plays with it and that someone is certainly the IPCC (Intergovernmental Group on Climate Change) climate forum within the UN created in 1990 not to study the climate, but to study global warming, therefore already oriented towards a thesis, which for an organism that does not carry out research, but only of "evaluation" is a sort of original sin. And after all, among the five presidents of this body that have succeeded each other over time, no one has been a climatologist, but a Norwegian meteorologist, a British chemist, an Indian engineer, a Sudanese administrator and a South Korean economist who is significantly in office alternated. Furthermore, although this body has received a Nobel Peace Prize, it is not known for what reason, it has many shadows to hide: in 2009 an e-mail correspondence was circulated between various scientists and consultants of the IPCC that questioned the credibility of the body. Some passages in the letters suggested that scientists had taken steps to modify or hide some data and to hinder the release of articles they did not share and their ideological theses on climate. The scandal, however, is obviously stifled, but continues to hover around this organism whose specific task is to make people believe that global warming is the prevailing thesis in science, which is completely false. Perhaps we could also have fun talking about the Himalayan glaciers that should have disappeared by 2035 according to a study by the Indian president of the IPCC. This was really too much to digest and so it was said that there had been a printing error, that 2035 was actually 2350. But be careful because what we read every day has exactly the same value.
If I thought that a clarification on these issues could be of any use, I would be happy to clarify all the misunderstandings around the climatology of the rich, but since it would be useless, I abstain: nothing can be done against superstitious beliefs and therefore with programmatic ignorance. that global warming is a certainty. In fact, you can be sure of one thing: these zombies who go after the pipers will end up in the way they chose.