29. ott, 2021

Il diavolo e le sue bugie “ufficiali”-

Il diavolo e le sue bugie “ufficiali”-Fatti una domanda e datti una risposta.
La questione dell’immunità naturale e della sua superiorità su quella esile ed effimera conferita da i vaccini, è stata accertata e provata, al di là di qualsiasi ragionevole dubbio, come si direbbe in un tribunale. E anzi, ora si comincia a dimostrare, che i vaccini somministrati dopo l’acquisizione dell’immunità naturale sono in grado di distruggerla indebolendo per sempre il sistema immunitario. Perciò al di là di quello che si può pensare in generale dei preparati a mRna, vaccinare chi ha già un’immunità naturale è scientificamente stupido e dannoso a tutti gli effetti, tranne che per i profitti di Big Pharma. Proprio per questo non è più un fatto medico, ma politico, una cartina di tornasole della eterogenesi dei fini della pandemia: la vaccinazione ancorché inutile e dannosa ha il valore di un atto di obbedienza cieca che prescinde dalle circostanze e dai fatti del mondo reale. Il problema è che la democrazia si fonda proprio su una contrattazione tra le esigenze individuali e quelle della società e di volta in volta viene raggiunta una soluzione, un compromesso dopo aver soppesato quei bisogni in conflitto e aver deciso, attraverso un consenso generale, cosa dovrebbe avere la priorità.
In questo caso non vi è stato nulla di tutto di tutto questo: grazie al fatto la società è ormai dominata da stratosferici accumuli di ricchezza e di potere è stata creata una realtà fittizia che nulla a che vedere con la scienza, nella quale una sindrome influenzale praticamente asintomatica nell’80 per cento delle persone, ha svolto il ruolo della peste e in base a questa mistificazione e alla manipolazione dei dati, i Parlamenti sono stati di fatto esautorati facendo venire meno la dialettica politica mentre lo stesso discorso pubblico è stato reso impossibile dalle censure e dal fatto che la quasi totalità parte dell’informazione è in mano agli stessi creatori del matrix pandemico. Se anche il covid fosse davvero una peste e non un malanno stagionale di gravita inferiore a quello dell’influenza è evidente come il sole che tutte le decisioni sono state prese in assenza totale di dibattito e di contrattazione e che dunque siamo di fronte a un dissolvimento della democrazia, dei suoi strumenti e della sua stessa ragion d’essere. In questo quadro le imposizioni vaccinali non sono una scelta consapevole ma un diktat in uno stato di eccezione dal quale è difficile se non impossibile tornare indietro Il fatto è che se davvero, come nella peste bubbonica, morisse il 50 per cento delle persone infettate e non una percentuale di 0 virgola qualcosa negli anziani, di 0,0 qualcosa negli anziani curati e di 0 virgola 000 qualcosa nelle persone sane sotto i 60 anni, a nessuno verrebbe in mente di rifiutare il vaccino: la contrattazione democratica tra interessi individuali e interessi sociali sarebbe stata immediata vista la loro assoluta convergenza. Invece in questa condizione di pandemia artefatta chi rifiuta il vaccino e immediatamente anche un nemico della narrazione, un infedele, uno che non è caduto nella trappola della paura e che un domani potrebbe puntare il dito contro autori e complici della mistificazione: al potere non gliene frega nulla di vaccinarlo, tanto sa benissimo che non serve a nulla, se non semmai a farlo stare meglio, ma vuole emarginarlo e impoverirlo per diminuirle la capacità di agire nella società e farne un paria.
Ecco perché è particolarmente pericoloso per questa cupola pandemica che la maggiore opposizione organizzata alle imposizioni vaccinali venga dal mondo del lavoro perché se una parte cospicua dell’economia produttiva non si piega, le cose potrebbero mettersi al brutto per la narrazione e soprattutto per gli scopi di ingegneria sociale che essa si propone. Il punto debole di tutta la narrazione sono stati proprio il divieto di cura durato praticamente due anni e adesso il tentativo di non tenere conto dell’immunità naturale abolendo d’un tratto un secolo di ricerca medica. Questo è davvero un vaglio: chi finge di credere che solo il vaccino serva contro il covid andando contro ogni cognizione scientifica è o un imbecille o un servo del potere o entrambe le cose che non è poi così difficile. E questa clamorosa debolezza narrativa riesce stanare l’antidemocratico e il finto progressista anche sotto tonnellate di politicamente corretto, di antifascismo da tastiera e clientelismo da sedicenti filosofi minchia, piccoli e inutili prof che gli scatta la firma come scattava la viulenza all’ Abbatantuono re della fossa del Milan. O magari decenni di critiche al capitalismo senza averlo mai compreso.

 

El diablo y sus mentiras "oficiales" - Hágase una pregunta y dése una respuesta.
La cuestión de la inmunidad natural y su superioridad sobre la esbelta y efímera conferida por las vacunas ha sido comprobada y probada, más allá de toda duda razonable, como se diría en un tribunal de justicia. De hecho, ahora está comenzando a demostrar que las vacunas administradas después de la adquisición de la inmunidad natural pueden destruirla, debilitando el sistema inmunológico para siempre. Por lo tanto, más allá de lo que se podría pensar en general de las preparaciones de ARNm, vacunar a quienes ya tienen inmunidad natural es científicamente estúpido y dañino en todos los aspectos, excepto en los beneficios de las grandes farmacéuticas. Precisamente por eso ya no es un hecho médico, sino político, una prueba de fuego de la heterogénesis de los fines de la pandemia: la vacunación, aunque sea inútil y nociva, tiene el valor de un acto de obediencia ciega e independiente. de las circunstancias y hechos del mundo real. El problema es que la democracia se basa precisamente en una negociación entre las necesidades individuales y las de la sociedad y de vez en cuando se llega a una solución, a un compromiso después de sopesar esas necesidades en conflicto y decidir, mediante un consenso general, qué debe tener prioridad.
En este caso no hubo nada de todo esto: gracias a que la sociedad ahora está dominada por acumulaciones estratosféricas de riqueza y poder, se ha creado una realidad ficticia que nada tiene que ver con la ciencia, en la que un síndrome gripal prácticamente asintomático en 80 por ciento de las personas, jugó el papel de la peste y sobre la base de esta mistificación y la manipulación de los datos, los parlamentos fueron de hecho privados de la dialéctica política mientras que el discurso público en sí mismo se hizo imposible por la censura y el hecho de que casi toda la información está en manos de los propios creadores de la matriz pandémica. Aunque el covid fuera realmente una plaga y no una enfermedad estacional de menor gravedad que la gripe, es evidente como el sol que todas las decisiones se tomaron en total ausencia de debate y negociación y que por tanto estamos ante una democracia de disolución, su herramientas y su propia razón de ser. En este contexto, las imposiciones de vacunación no son una elección consciente, sino un diktat en un estado de excepción del que es difícil, si no imposible, retroceder, ya que si, como en la peste bubónica, el 50 por ciento de las personas infectadas y no infectadas murió.un porcentaje de 0 punto algo en ancianos, 0.0 algo en ancianos tratados y 0 punto 000 algo en personas sanas menores de 60 años, nadie pensaría en rechazar la vacuna: la negociación democrática entre intereses individuales e intereses sociales su convergencia absoluta hubiera sido inmediato. Por otro lado, en esta condición de pandemia artificial quien rechaza la vacuna es inmediatamente también enemigo de la narrativa, un infiel, que no ha caído en la trampa del miedo y que algún día podría señalar con el dedo a los autores y cómplices de la mistificación: en el poder no tiene nada. le importa un comino vacunarlo, sabe muy bien que es inútil, si no para hacerlo sentir mejor, pero quiere marginarlo y empobrecerlo en para disminuir su capacidad de actuar en sociedad y convertirlo en un paria.
Por eso es particularmente peligroso para esta cúpula pandémica que la mayor oposición organizada a la imposición de vacunas provenga del mundo laboral porque si una gran parte de la economía productiva no se pliega, las cosas podrían volverse mal para la narración y sobre todo para los propósitos. de ingeniería social que propone. El punto débil de toda la narrativa fue precisamente la prohibición del tratamiento que duró prácticamente dos años y ahora el intento de ignorar la inmunidad natural aboliendo repentinamente un siglo de investigación médica. Esto es realmente un colador: quien finge creer que solo la vacuna es útil contra el covid yendo en contra de todo conocimiento científico es un idiota o un sirviente del poder o ambos, lo cual no es tan difícil. Y esta sensacional debilidad narrativa se las arregla para eliminar a los antidemocráticos y a los falsos progresistas incluso bajo toneladas de antifascismo y clientelismo políticamente correctos y de teclado por parte de filósofos de mierda autoproclamados, profesores pequeños e inútiles que chasquean su firma como la violencia contra el gobierno. Abbatantuono rey del hoyo de Milán. O tal vez décadas de criticar al capitalismo sin siquiera entenderlo.

 

The devil and his "official" lies - Ask yourself a question and give yourself an answer.
The question of natural immunity and its superiority over the thin and ephemeral one conferred by vaccines has been ascertained and proven, beyond any reasonable doubt, as one would say in a court of law. Indeed, it is now beginning to demonstrate that vaccines administered after the acquisition of natural immunity are able to destroy it, weakening the immune system forever. Therefore, beyond what one might think in general of mRna preparations, vaccinating those who already have natural immunity is scientifically stupid and harmful in all respects, except for the profits of Big Pharma. Precisely for this reason it is no longer a medical fact, but a political one, a litmus test of the heterogenesis of the aims of the pandemic: vaccination, even if useless and harmful, has the value of an act of blind obedience that is independent of the circumstances and facts of the real world. The problem is that democracy is based precisely on a bargaining between individual needs and those of society and from time to time a solution is reached, a compromise after weighing those conflicting needs and deciding, through a general consensus, what should have priority.
In this case there was none of all this: thanks to the fact that society is now dominated by stratospheric accumulations of wealth and power, a fictitious reality has been created that has nothing to do with science, in which a flu syndrome practically asymptomatic in 80 per cent of people, it played the role of the plague and on the basis of this mystification and the manipulation of data, the Parliaments were in fact deprived of the political dialectic while the public discourse itself was made impossible by the censorship and by the fact that almost all of the information is in the hands of the creators of the pandemic matrix themselves. Even if covid were really a plague and not a seasonal illness of a severity lower than that of influenza, it is evident as the sun that all decisions were taken in the total absence of debate and bargaining and that therefore we are facing a dissolution democracy, its tools and its very raison d'etre. In this context, vaccination impositions are not a conscious choice but a diktat in a state of exception from which it is difficult if not impossible to go back.The fact is that if, as in the bubonic plague, 50 percent of infected and uninfected people died. a percentage of 0 point something in the elderly, 0.0 something in the elderly treated and 0 point 000 something in healthy people under 60, no one would think to refuse the vaccine: the democratic bargaining between individual interests and social interests their absolute convergence would have been immediate. On the other hand, in this condition of artificial pandemic, those who refuse the vaccine are immediately also an enemy of the narrative, an infidel, one who has not fallen into the trap of fear and who one day could point the finger at authors and accomplices of the mystification: in power they do not have any. he doesn't give a damn about vaccinating him, he knows very well that it is useless, if not to make him feel better, but he wants to marginalize and impoverish him in order to diminish his ability to act in society and make him a pariah.
This is why it is particularly dangerous for this pandemic dome that the greatest organized opposition to vaccine impositions comes from the world of work because if a large part of the productive economy does not fold, things could turn bad for the storytelling and especially for the purposes of social engineering that it proposes. The weak point of the whole narrative was precisely the prohibition of treatment which lasted practically two years and now the attempt to ignore natural immunity by abolishing suddenly a century of medical research. This is really a sieve: whoever pretends to believe that only the vaccine is useful against covid going against all scientific knowledge is either an imbecile or a servant of power or both which is not that difficult. And this sensational narrative weakness manages to flush out the anti-democratic and the fake progressive even under tons of politically correct, keyboard anti-fascism and clientelism by self-styled fucking philosophers, small and useless profs who snap his signature as the violence to the Abbatantuono king of pit of Milan. Or maybe decades of criticizing capitalism without ever understanding it.