19. ott, 2021

Le grandi diaboliche Ipocrisie mondiali.

Le grandi diaboliche Ipocrisie mondiali.
Gli occidentali sono divenuti così ignoranti su se stessi e sugli altri che spesso non capiscono più le basi del loro mestiere di imperialisti. Nonostante la profusione di denaro nel mantenere in piedi sistemi di intelligenze gigantesche e reti di attivisti attivi o mantenuti in sonno pressoché in ogni Paese, c’è stato grande stupore nei giorni scorsi per la riuscita del test cinese sulla nuova arma ipersonica capace di colpire qualsiasi obiettivo sul pianeta senza che possa essere intercettata. Gli Usa non hanno ancora queste armi e si sono fatti battere dai Russi che hanno agito con grande anticipo, ma non pensavano che anche i cinesi entrassero alla grande in questo settore. Sono stati trascinati in questo da un doppio pregiudizio, uno culturale e razziale, l’altro politico secondo cui un paese asiatico e comunista (sia pure nei termini in cui questa parola può essere coniugata col confucianesimo) non può battere capitalisti bianchi e per giunta anglosassoni. Eppure basterebbe vedere quanti nomi cinesi ci sono nella ricerca americana ( a parte quelli di ogni altra etnia) per rendersi conto di una situazione che si va ribaltando. E che per così dire il liberismo non è proprio un sistema che produce intelligenza, ma una profonda stupidità sociale.
Certo il disastro ha vecchie radici, risale a quando quando gli Usa si sono ritirati da diversi trattati sulla limitazione delle armi nucleari nella convinzione che la Russia non avrebbe potuto mai più competere con gli States, mentre con la Cina non ci si è nemmeno degnati di fare patti in questo senso, nemmeno quando esistevano buoni rapporti, fatti salvi i vari trattati di non proliferazione nucleare che non hanno mai contato una minchia per nessuno e sono soltanto carburante per una buona volontà puramente ipotetica, ma soprattutto per impedire nuovi arrivi nel club nucleare. E adesso arriva la realtà: ossia che le molte, provocazioni hanno indotto la Cina a ricostruire e ad aumentare il proprio arsenale nucleare, dotandolo di mezzi per poterlo usare con estrema efficienza. Naturalmente l’appassiona domanda dei giornali cretini è che cosa vuole farne la Cina del nuovi arsenali? Esattamente quello che ne fanno gli Usa ( gli unici per peraltro hanno effettivamente usato armi atomiche) o la Russia o gli altri membri palesi o occulti del club nucleare: se ne servono come deterrenza, ossia come garanzia di reciproca distruzione nel caso qualcuno attaccasse.
Non è cosa da poco per Washington che ormai dagli anni ’90 ha coltivato la strategia del first strike, ovvero del primo colpo, visto che la Russia era militarmente agonizzante e la Cina sembrava troppo primitiva per contare qualcosa, dunque si poteva azzardare di colpire per primi senza subire una totale distruzione. Ma adesso Washington si ritrova in una posizione invertita nella quale gli avversari hanno armi più efficienti di quelle americane. Questa è la premessa per comprendere come in questo momento gli Usa non siano disposti a morire per Taiwan, mentre fino a qualche tempo era disposti a far morire gli altri per l’isola. E questo senza dire che la crisi che infuria negli states a causa della narrazione pandemica la quale ha rotto molti equilibri che forse non si era pensato rompesse , consiglierebbe una riappacificazione con la Cina di Xi che pure ha i suoi problemi. Tra l’altro solo una minoranza degli americani ritiene che sia giusto entrare in guerra per Taiwan, mente gli abitanti dell’isola che sono cinesi a tutti gli effetti sono sempre più attratti da un ritorno nella casa comune non fosse altro perché potrebbero sviluppare ancora di più la propria economia senza i lacci e lacciuoli finora imposti da Washington, anche rinunciando a una democrazia farsa come quella che regna a Taipei dove il potere è in mano ai militari.
Sarebbe una situazione onorevole per tutti, Taiwan in cambio di una moratoria sulle armi ipersoniche e sul riarmo in generale, prima che anche solo per caso possa scoccare una scintilla nel mar cinese meridionale dando fuoco alle polveri atomiche o una qualunque altra formulazione accettabile da entrambe le parti. Ma Washington cedendo di fatto l’isola a Pechino perderebbe la residua credibilità nel pacifico, anzi sul tutto il pianeta e in pratica dissolverebbe gran parte della propria influenza. E quindi resiste in qualche modo facendo finta di non capire che Russia e Cina stanno costruendo un nuovo mondo che va oltre quello occidentale ormai devastato da un capitalismo senza più freno, dove enormi ricchezze e infinte povertà bruciano dentro la fine di un sistema.

 

The great diabolical hypocrisies of the world.
Westerners have become so ignorant of themselves and others that they often no longer understand the basics of their craft as imperialists. Despite the profusion of money in maintaining gigantic intelligence systems and networks of activists active or kept asleep in almost every country, there has been great amazement in recent days for the success of the Chinese test on the new hypersonic weapon capable of hitting any target on the planet without it being intercepted. The US does not yet have these weapons and has let itself be beaten by the Russians who have acted very early, but they did not think that the Chinese were also entering this sector in a big way. They have been dragged into this by a double prejudice, one cultural and racial, the other political according to which an Asian and communist country (albeit in the terms in which this word can be conjugated with Confucianism) cannot beat white and Anglo-Saxon capitalists. . Yet it would be enough to see how many Chinese names there are in American research (apart from those of any other ethnicity) to realize a situation that is being reversed. And that, so to speak, liberalism is not really a system that produces intelligence, but a profound social stupidity.
Of course, the disaster has old roots, it dates back to when the US withdrew from various treaties on the limitation of nuclear weapons in the belief that Russia could never compete with the States again, while China was not even deigned to make pacts in this sense, even when good relations existed, without prejudice to the various nuclear non-proliferation treaties that have never counted a shit for anyone and are only fuel for a purely hypothetical goodwill, but above all to prevent new arrivals in the nuclear club . And now comes the reality: that the many provocations have led China to rebuild and increase its nuclear arsenal, providing it with the means to be able to use it with extreme efficiency. Of course, the passionate question of the stupid newspapers is what does China want to do with the new arsenals? Exactly what the USA do with it (the only ones, however, have actually used atomic weapons) or Russia or the other overt or occult members of the nuclear club: they use it as a deterrence, that is, as a guarantee of mutual destruction in case someone attacks.
It is no small thing for Washington, which since the 90s has cultivated the first strike strategy, or the first strike, given that Russia was militarily agonizing and China seemed too primitive to count for anything, so one could dare to strike for first without undergoing total destruction. But now Washington finds itself in an inverted position in which opponents have more efficient weapons than America's. This is the premise for understanding how at this moment the US is unwilling to die for Taiwan, while until recently it was willing to have others die for the island. And this without saying that the crisis raging in the states due to the pandemic narrative which has broken many balances that perhaps had not been thought to break, would suggest a reconciliation with Xi's China which also has its problems. Among other things, only a minority of Americans believe that it is right to go to war for Taiwan, while the inhabitants of the island who are Chinese in all respects are increasingly attracted to a return to the common home if only because they could develop more plus its own economy without the snares and snares imposed so far by Washington, even renouncing a sham democracy like the one that reigns in Taipei where power is in the hands of the military.
It would be an honorable situation for all, Taiwan in exchange for a moratorium on hypersonic weapons and rearmament in general, before even by chance a spark can be set off in the South China Sea by igniting atomic powders or any other formulation acceptable to both. set off. But by effectively ceding the island to Beijing, Washington would lose its residual credibility in the Pacific, indeed on the whole planet, and would practically dissolve much of its influence. And so he resists in some way by pretending not to understand that Russia and China are building a new world that goes beyond the Western one, now devastated by an unbridled capitalism, where enormous wealth and infinite poverty burn within the end of a system.

 

Las grandes hipocresías diabólicas del mundo.
Los occidentales se han vuelto tan ignorantes de sí mismos y de los demás que a menudo ya no comprenden los fundamentos de su oficio como imperialistas. A pesar de la profusión de dinero en el mantenimiento de gigantescos sistemas de inteligencia y redes de activistas activos o dormidos en casi todos los países, ha habido un gran asombro en los últimos días por el éxito de la prueba china sobre la nueva arma hipersónica capaz de dar en el blanco a cualquier objetivo. planeta sin que sea interceptado. Estados Unidos aún no tiene estas armas y se ha dejado vencer por los rusos que han actuado muy temprano, pero no pensaban que los chinos también estuvieran entrando a lo grande en este sector. Han sido arrastrados a esto por un doble prejuicio, uno cultural y racial, el otro político según el cual un país asiático y comunista (aunque en los términos en que esta palabra se puede conjugar con confucianismo) no puede vencer a los capitalistas blancos y anglosajones. . Sin embargo, sería suficiente ver cuántos nombres chinos hay en la investigación estadounidense (además de los de cualquier otra etnia) para darse cuenta de una situación que se está revirtiendo. Y que, por así decirlo, el liberalismo no es realmente un sistema que produce inteligencia, sino una profunda estupidez social.
Por supuesto, el desastre tiene raíces antiguas, se remonta a cuando Estados Unidos se retiró de varios tratados sobre la limitación de las armas nucleares en la creencia de que Rusia nunca podría volver a competir con los Estados, mientras que China ni siquiera se dignó a hacer pactos en Este sentido, aun cuando existieron buenas relaciones, sin perjuicio de los diversos tratados de no proliferación nuclear que nunca han contado una mierda para nadie y son solo combustible para una buena voluntad puramente hipotética, pero sobre todo para evitar nuevas llegadas al club nuclear. Y ahora llega la realidad: que las múltiples provocaciones han llevado a China a reconstruir y aumentar su arsenal nuclear, dotándola de los medios para poder utilizarlo con extrema eficiencia. Por supuesto, la pregunta apasionante de los estúpidos periódicos es ¿qué quiere hacer China con los nuevos arsenales? Exactamente lo que hacen los Estados Unidos con él (los únicos, sin embargo, han usado realmente armas atómicas) o Rusia u otros miembros abiertos u ocultos del club nuclear: lo usan como disuasión, es decir, como garantía de destrucción mutua. en caso de que alguien ataque.
No es poca cosa para Washington, que desde los años 90 ha cultivado la estrategia del primer ataque, o el primer ataque, dado que Rusia estaba agonizando militarmente y China parecía demasiado primitiva para contar nada, por lo que uno podría atreverse a atacar primero sin sufrir. destrucción total. Pero ahora Washington se encuentra en una posición invertida en la que los oponentes tienen armas más eficientes que las de Estados Unidos. Esta es la premisa para entender cómo en este momento Estados Unidos no está dispuesto a morir por Taiwán, mientras que hasta hace poco estaba dispuesto a que otros murieran por la isla. Y esto sin decir que la crisis que asola los estados debido a la narrativa de la pandemia que ha roto muchos equilibrios que tal vez no se pensaba romper, sugeriría una reconciliación con la China de Xi, que también tiene sus problemas. Entre otras cosas, solo una minoría de estadounidenses cree que es correcto ir a la guerra por Taiwán, mientras que los habitantes de la isla que son chinos en todos los aspectos se sienten cada vez más atraídos por un regreso a la casa común aunque solo sea porque podrían desarrollarse más. más su propia economía sin las trampas y trampas impuestas hasta ahora por Washington, incluso renunciando a una democracia falsa como la que reina en Taipei donde el poder está en manos de los militares.
Sería una situación honorable para todos, Taiwán a cambio de una moratoria sobre las armas hipersónicas y el rearme en general, antes incluso de que por casualidad pueda estallar una chispa en el Mar de China Meridional al encender polvos atómicos o cualquier otra formulación aceptable para ambos. activar. Pero Washington, al ceder efectivamente la isla a Pekín, perdería su credibilidad residual en el Pacífico, de hecho en todo el planeta, y prácticamente disolvería gran parte de su influencia. Y por eso resiste de alguna manera pretendiendo no entender que Rusia y China están construyendo un mundo nuevo que va más allá del occidental, ahora devastado por un capitalismo desenfrenado, donde arden enormes riquezas y pobreza infinita dentro del fin de un sistema.