7. ott, 2021

Vi ricordo che le "mafie" diaboliche ieri le avete votate .

⚠️Vi ricordo che le "mafie" diaboliche ieri le avete votate voi,ora risiedono al potere!
Domani non lamentatevi. Avevate opportunità di uno spiraglio di luce con 1 solo..
Da anni è in corso uno stravolgimento semantico che viene impiegato da chi rivendica una superiorità culturale, sociale e quindi anche morale, al servizio dell’ideologia che ha occupato menti, immaginario collettivo e che sottopone chi non si adegua e non l’accetta a una pratica ormai sempre più esplicita di critica, censura, discriminazione.
Uno dei suoi sacerdoti è il professor Galimberti che ha acquisito notorietà grazie all’uso improprio di studi che dovrebbero contribuire alla crescita della persona umana, alla custodia e manutenzione del pensiero indipendente, dispiegato in rubriche sui giornaloni, comparsate tv, instant book e che ha avuto una più prospera notorietà per aver richiesto con gran foga il Tso per i renitenti al vaccino, subito seguito dai fanatici del green pass che hanno impropriamente equiparato il lasciapassare alla patente dimostrando che la laurea in materie umanistiche non risparmia da squillanti castronerie.
Quel diploma universitario in filosofia di Galimberti, che lo autorizza a sconfinare in tutto lo scibile del bric à brac contemporaneo detenuto da sociologisti, psicoanalisti, opinionisti, cronisti della post antropologia, gli dovrebbe essere tolto con una certa brutalità per via, tanto per cominciare, dall’impiego aberrante del termine cultura, che come si sa definisce quel patrimonio di cognizioni ed esperienze che concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società.
L’ ossimoro usato da filosofo la dice lunga sia sulla sorprendente interpretazione del termine “cultura” alla rovescia, in negativo proprio come è successo alla lotta di classe dei ricchi e potenti condotta contro i poveri e gli sfruttati, che quella che dà dell’odio inteso come rottura delle regole del bon ton, ribellione ai dogmi del politicamente corretto e delle convenzioni relative anche all’outfit, e da condannare unicamente quando reca un marchio indelebile riconducibile all’energumeno arruolato dell’esecutivo, mentre diventa virtù civica se legittima violenta discriminazione, criminalizzazione e punizione di chi si oppone, di chi ha l’ardire di esprimere dubbi, di chi si sottrae per non restare vittima del crollo, ormai prossimo, di una impalcatura di menzogne di regime.
Chiunque si sia posto in una posizione “altra” rispetto a questa sceneggiatura epica recitata dalle autorità, ha provato sulla sua pelle quell’odio, quel risentimento inspiegabile che lo taccia di egoismo e di codardia quando chi si oppone sta scontando e duramente le sue perplessità e pagando e duramente sue convinzioni dovendo rinunciare ben oltre la pizza al chiuso o la visita al museo, al salario, alla socialità, ai viaggi, alla frequenza universitaria.
Qualcuno ha detto che stiamo vivendo l’imposizione di una apocalisse permanente, nella quale i cavalieri e un esercito di stolti benpensanti che sperano di cavarsela mettendosi al loro servizio, alimentano quella che Galimberti chiamerebbe una “cultura” dell’emergenza, che deve tradursi nella difesa del poco che ci è stato concesso minacciato dal terrorismo, dal cambiamento climatico con le sue bombe d’acqua, dal contagio dei no vax, dai cinesi che premono alle frontiere commerciali, dagli islamici che professano un culto incompatibile con la nostra civiltà superiore, dai marziani dei quali sarebbe prossima la venuta, dalle pestilenze che si ripresenteranno periodicamente.
Come si sa si tratta di rischi dei quali siamo corresponsabili, per aver permesso che si affermasse la convinzione che l’inquinamento dei grandi colossi delle sporcizia e dei veleni si possa combattere raccogliendo lattine, comprando auto elettriche o affrontando i mali prodotti dal mercato attraverso meccanismi di mercato, o che le pandemie annunciate da decenni si possano contrastare trasformando la politica in medicalizzazione universale, o la classe dirigente viziosa dovesse essere sostituita da tecnici, militari, autorità dedite alla repressione come strumento di consolidamento delle proprie posizioni, ma anche come espressione della propria indole.Quella di una minoranza che indirizza il risentimento, la violenza, la ferocia dall’alto verso il basso, invidiosa di chi ancora conserva il sogno della libertà e dell’eguaglianza.
Quando i genitori capiranno che NON mandare i loro figli in scuole è alla base della loro salvaguardia intellettuale e culturale…e smetteranno di frignare per un nazipas che ostacolerebbe accesso a quella che da decenni non è altro che palestra di formazione ideologica…sarà sempre troppo tardi. La scuola attuale è studiata per formare legioni di incapaci a crearsi un proprio pensiero autonomo…una scuola di "cretini"...!!!

 

⚠️I remind you that yesterday you voted for the diabolical "mafias", now they reside in power!
Don't complain tomorrow. You had opportunities for a glimmer of light with only 1 ..
For years, a semantic upheaval has been underway which is used by those who claim a cultural, social and therefore also moral superiority, at the service of the ideology that has occupied minds, collective imagination and that subjects those who do not adapt and do not accept them to a an increasingly explicit practice of criticism, censorship, discrimination.
One of his priests is Professor Galimberti who has acquired notoriety thanks to the improper use of studies that should contribute to the growth of the human person, to the custody and maintenance of independent thought, displayed in columns in newspapers, TV appearances, instant books and who has had a more prosperous notoriety for having requested with great enthusiasm the Tso for vaccine dodgers, immediately followed by the green pass fanatics who improperly equated the pass with the driving license demonstrating that the degree in humanities does not spare from shrill nonsense.
Galimberti's university degree in philosophy, which authorizes him to trespass into all the knowledge of contemporary bric à brac held by sociologists, psychoanalysts, opinion leaders, post anthropology chroniclers, should be taken from him with a certain brutality by way, to begin with, from the aberrant use of the term culture, which as we know defines that patrimony of knowledge and experience that contributes to the formation of the individual on an intellectual and moral level and to the acquisition of awareness of the role that belongs to him in society.
The oxymoron used by the philosopher says a lot both on the surprising interpretation of the term "culture" upside down, in negative just as happened to the class struggle of the rich and powerful waged against the poor and the exploited, and the one that gives hate understood as breaking the rules of bon ton, rebellion against the dogmas of politically correct and conventions relating to the outfit, and to be condemned only when it bears an indelible mark attributable to the enlisted energetic executive, while it becomes a civic virtue if it legitimizes violent discrimination , criminalization and punishment of those who oppose it, of those who dare to express doubts, of those who shirk in order not to be the victim of the near collapse of a scaffolding of regime lies.
Anyone who has placed himself in an "other" position with respect to this epic script recited by the authorities, has experienced on his skin that hatred, that inexplicable resentment that accuses him of selfishness and cowardice when those who oppose him are severely serving his perplexities and paying hard for his convictions by having to give up well beyond the pizza indoors or the visit to the museum, salary, social life, travel, university attendance.
Someone said that we are experiencing the imposition of a permanent apocalypse, in which the knights and an army of right-thinking fools who hope to get away with putting themselves at their service, feed what Galimberti would call a "culture" of emergency, which must translate into defense of the little that has been granted to us, threatened by terrorism, by climate change with its water bombs, by the contagion of the no vax, by the Chinese pushing on trade borders, by the Muslims who profess a cult incompatible with our superior civilization, from the Martians whose coming would be near, from the plagues that will recur periodically.
As we know, these are risks for which we are jointly responsible, for having allowed the belief that the pollution of the great giants of dirt and poisons can be fought by collecting cans, buying electric cars or addressing the evils produced by the market through mechanisms market, or that the pandemics announced for decades can be countered by transforming politics into universal medicalization, or the vicious ruling class should be replaced by technicians, soldiers, authorities dedicated to repression as a tool for consolidating their positions, but also as an expression of that of a minority that directs resentment, violence, ferocity from top to bottom, envious of those who still retain the dream of freedom and equality.
When parents understand that NOT sending their children to schools is the basis of their intellectual and cultural safeguard ... and they will stop whining about a nazipas that would hinder access to what for decades has been nothing more than an ideological training ground ... it will always be too late . The current school is designed to form legions of unable to create their own independent thought ... a school of "idiots" ... !!!

 

⚠️Te recuerdo que ayer votaste por las diabólicas "mafias", ¡ahora residen en el poder!
No te quejes mañana. Tuviste oportunidades para un rayo de luz con solo 1 ..
Desde hace años se está produciendo una agitación semántica que es utilizada por quienes reivindican una superioridad cultural, social y por tanto también moral, al servicio de la ideología que ha ocupado mentes, imaginarios colectivos y que somete a quienes no se adaptan y no se adaptan. aceptarlos a una práctica cada vez más explícita de crítica, censura, discriminación.
Uno de sus sacerdotes es el profesor Galimberti, quien ha adquirido notoriedad gracias al uso indebido de estudios que deben contribuir al crecimiento de la persona humana, a la custodia y mantenimiento del pensamiento independiente, desplegados en columnas de periódicos, apariciones en televisión, libros instantáneos y quien ha tenido una notoriedad más próspera por haber pedido con mucho entusiasmo el Tso para los evasores de vacunas, seguido de inmediato por los fanáticos del pase verde que equipararon indebidamente el pase con el carnet de conducir demostrando que la licenciatura en humanidades no escatima en tonterías estridentes.
El título universitario de Filosofía de Galimberti, que le autoriza a traspasar todo el conocimiento del bric à brac contemporáneo que ostentan sociólogos, psicoanalistas, líderes de opinión, cronistas posantropológicos, debe serle arrebatado con cierta brutalidad a modo de, para empezar, de el uso aberrante del término cultura, que como sabemos define ese patrimonio de conocimientos y experiencias que contribuye a la formación del individuo a nivel intelectual y moral ya la toma de conciencia del rol que le corresponde en la sociedad.
El oxímoron utilizado por el filósofo dice mucho tanto sobre la sorprendente interpretación del término "cultura" al revés, en negativo tal como sucedió con la lucha de clases de los ricos y poderosos librada contra los pobres y los explotados, como la que da El odio entendido como romper las reglas del bon ton, la rebelión contra los dogmas de lo políticamente correcto y las convenciones relativas al atuendo, y ser condenado solo cuando lleva una marca imborrable atribuible al enérgico ejecutivo alistado, mientras que se convierte en una virtud cívica si se legitima la discriminación violenta, la criminalización y el castigo de quienes se oponen a ella, de quienes se atreven a expresar dudas, de quienes eluden para no ser víctimas del casi colapso de un andamiaje de mentiras de régimen.
Cualquiera que se haya colocado en una posición "otra" con respecto a este guión épico recitado por las autoridades, ha experimentado en su piel ese odio, ese resentimiento inexplicable que lo acusa de egoísmo y cobardía cuando quienes se le oponen están sirviendo severamente a sus perplejidades. y pagar mucho por sus convicciones al tener que renunciar mucho más allá de la pizza en el interior o la visita al museo, el salario, la vida social, los viajes, la asistencia a la universidad.
Alguien dijo que vivimos la imposición de un apocalipsis permanente, en el que los caballeros y un ejército de tontos rectos que esperan salirse con la suya poniéndose a su servicio, alimentan lo que Galimberti llamaría una "cultura" de emergencia, que debe traducirse en defensa de lo poco que nos ha sido otorgado, amenazado por el terrorismo, por el cambio climático con sus bombas de agua, por el contagio del no vax, por los chinos empujando las fronteras comerciales, por los musulmanes que profesan un culto incompatible con nuestra civilización superior, de los marcianos cuya llegada estaría cerca, de las plagas que se repetirán periódicamente.
Como sabemos, estos son riesgos de los que somos solidarios, por haber permitido creer que la contaminación de los grandes gigantes de la suciedad y los venenos se puede combatir recolectando latas, comprando coches eléctricos o atendiendo los males que produce el mercado a través de mecanismos. mercado, o que las pandemias anunciadas desde hace décadas pueden ser contrarrestadas transformando la política en medicalización universal, o la clase dominante viciosa debe ser reemplazada por técnicos, soldados, autoridades dedicadas a la represión como herramienta para consolidar sus posiciones, pero también como expresión de la de una minoría que dirige el resentimiento, la violencia, la ferocidad de arriba abajo, envidiosa de quienes aún retienen el sueño de libertad e igualdad.
Cuando los padres comprendan que NO enviar a sus hijos a las escuelas es la base de su salvaguarda intelectual y cultural ... y dejarán de quejarse de unos nazipas que obstaculizarían el acceso a lo que durante décadas no ha sido más que un campo de entrenamiento ideológico ... siempre será demasiado tarde. La escuela actual está diseñada para formar legiones de incapaces de crear su propio pensamiento independiente ... una escuela de "idiotas" ... !!!