28. set, 2021

Inganni diabolici.

Inganni diabolici.
Francamente mi chiedo come le persone possano sopportare le prese in giro in modo così assurdo e scoperto: da parecchio tempo ormai non c’è spot che non inneggi alla disinfezione contro i virus in maniera del tutto inutile alla protezione personale, ma tale da inquinare ancora di più i mari, oppure faccia riferimento a una presunta sostenibilità del medesimo prodotto di prima o una vaga protezione dell’ambiente. Beninteso si tratta fin troppo chiaramente di balle allo stato puro, totalmente indimostrabili, ma di cui nessun chiederà ragione. Basta essere trendy senza fare nessuno sforzo e molta gente sarà mentalmente satolla e grata per questa via d’uscita dalle proprie responsabilità. Magari una vocina in fondo all’encefalo griderà che si tratta solo di balle, ma la fatica di non credere e di acquisire in maniera critica le informazioni è cosa che per i più non vale la pena. Del resto non siamo di fronte alla seconda più grande balla del secolo dopo la pandemia, ovvero alla famosa transizione ecologica dove la Co2 che è una gas vitale per la biomassa diventerà colpevole di qualsiasi nequizia climatica e dovrà essere drasticamente ridotto? Peccato che l’Europa di Co2 di origine antropica ne produca solo il 15% del totale e che ci vorranno molti anni, non meno di venti, prima di poterne risparmiare qualche punto percentuale peraltro del tutto superfluo in termini globali attraverso le rinnovabili e il nucleare, necessario per colmare le limitazioni delle prime. In compenso attraverso il sistema delle quote Co2 i prezzi dell’energia saliranno alle stelle, tenendo al freddo la gente che non potrà permettersi i nuovi prezzi, mentre si farà una nuova strage di piccole e medie industrie in favore dei mega gruppi che è poi lo scopo finale.
Tutto questo senza alcuno straccio di prova che la Co2 di origine antropica sia all’origine del riscaldamento globale. la cui misura è peraltro discussa e discutibile visto che la metà delle temperature non è realmente misurata, ma solo stimata : si tratta di un’ipotesi climatica che si scontra con altre di cui però l’informazione non ci fa più sapere nulla e bisogna andare per pubblicazioni scientifiche settoriali se si vuole avere un quadro realistico della situazione. E’ un altro campo in cui la scienza non la fanno gli scienziati, ma i media padronali. Però cosa c’entrano le api in tutto questo? C’entrano perché l’appello a salvare le api sta dilagando, ma naturalmente senza alcuna cognizione di causa sul problema e sulle sue soluzioni, si tratta come al solito di semplici suggestioni...Anzi gira persino uno spot, credo di Greenpeace, in cui si allude al fatto che le povere api siano vittime del riscaldamento globale: quindi niente più veleni e diserbanti che sarebbe molto arduo proibire vista la potenza di chi li produce, ma la temperatura in rialzo è diventato il nemico sebbene le api mellifere abbiano prosperato tranquillamente durante periodi assai più caldi e siano peraltro insetti di origine africana.Ora però se uno va a vedere si accorge che effettivamente quest’anno ci sono stati problemi per le api come gli apicultori di mezza Europa confermano, ma le difficoltà derivano dal fatto che a fine inverno e inizio primavera le temperature sono state più basse della media e hanno rallentato o diradato le fioriture e messo in crisi gli operosi insetti. Insomma per la ragione diametralmente opposta a quella suggerita sia pure non in modo del tutto esplicito. Peraltro il fatto che le api siano in crisi è tema su cui si può dibattere: basta andare nel sito della Fao per verificare l’andamento della popolazione di api in ambito globale per scoprire che nel periodo 1961 – 2017 è aumentata di almeno tre volte:(vedere grafico).
E allora dobbiamo cominciare a scegliere se salvare il pianeta dai veleni che produciamo oppure vogliamo ingrassare i consigli di amministrazione e gli azionisti stando pedissequamente dietro al loro ecologismo che guarda da una parte ai profitti e agli assetti di potere e dall’altra a soluzioni maltusiane. Se vogliamo insomma essere persone responsabili o essere trendy come le pecore.

 

Devilish deceptions.
Frankly, I wonder how people can endure teasing in such an absurd and open way: for a long time now there has been no commercial that does not praise disinfection against viruses in a completely useless way for personal protection, but one that still pollutes more the seas, or refers to an alleged sustainability of the same product as before or a vague protection of the environment. Of course, this is all too clearly pure lies, totally indemonstrable, but which no one will ask about. Just be trendy without making any effort and many people will be mentally sated and grateful for this way out of their responsibilities. Maybe a little voice in the back of the brain will scream that it is just bullshit, but the effort of not believing and critically acquiring information is something that for most people is not worth it. After all, aren't we facing the second biggest lie of the century after the pandemic, or the famous ecological transition where CO2, which is a vital gas for biomass, will become guilty of any climatic negligence and will have to be drastically reduced? Too bad that Europe of anthropogenic CO2 produces only 15% of the total and that it will take many years, no less than twenty, before being able to save a few percentage points, which is completely superfluous in global terms through renewables and nuclear power. , necessary to overcome the limitations of the former. On the other hand, through the Co2 quota system, energy prices will skyrocket, keeping people who cannot afford the new prices in the cold, while a new massacre of small and medium-sized industries will be made in favor of mega groups which is final purpose.
All this without any shred of evidence that anthropogenic CO2 is at the origin of global warming. the measure of which is also discussed and questionable given that half of the temperatures are not really measured, but only estimated: it is a climatic hypothesis that clashes with others of which, however, the information no longer lets us know anything and we must go for sectoral scientific publications if you want to have a realistic picture of the situation. It is another field in which science is not made by scientists, but by the corporate media. But what do bees have to do with all of this? They have something to do with it because the appeal to save bees is spreading, but of course without any knowledge of the cause of the problem and its solutions, as usual it is simply suggestions ... which alludes to the fact that poor bees are victims of global warming: therefore no more poisons and herbicides that it would be very difficult to prohibit given the power of those who produce them, but the rising temperature has become the enemy although honey bees have prospered quietly during much warmer periods and they are, moreover, insects of African origin.Now however if one goes to see one realizes that indeed this year there have been problems for the bees as the beekeepers of half of Europe confirm, but the difficulties derive from the fact that a late winter and early spring temperatures were lower than average and slowed down or thinned out the blooms and put the industrious insects in crisis. In short, for the diametrically opposite reason to that suggested, albeit not in a completely explicit way. Moreover, the fact that bees are in crisis is a topic on which we can discuss: just go to the FAO website to check the trend of the bee population globally to discover that in the period 1961 - 2017 it increased at least three times: (see graph).
And then we must begin to choose whether to save the planet from the poisons we produce or we want to fatten the boards of directors and shareholders by slavishly following their ecology which looks on the one hand to profits and power structures and on the other to Malthusian solutions. In short, if we want to be responsible people or be trendy like sheep.

 

Engaños diabólicos.
Francamente, me pregunto cómo la gente puede soportar las burlas de una manera tan absurda y abierta: desde hace mucho tiempo no hay ningún comercial que no elogie la desinfección contra virus de una manera completamente inútil para la protección personal, sino uno que aún contamina más el mares, o se refiere a una supuesta sostenibilidad del mismo producto que antes o una vaga protección del medio ambiente. Por supuesto, esto son mentiras puras con demasiada claridad, totalmente indemostrables, pero sobre las que nadie preguntará. Simplemente manténgase a la moda sin hacer ningún esfuerzo y muchas personas estarán mentalmente saciadas y agradecidas por esta forma de salir de sus responsabilidades. Tal vez una vocecita en la parte posterior del cerebro grite que es solo una mierda, pero el esfuerzo de no creer y adquirir información críticamente es algo que para la mayoría de la gente no vale la pena. Después de todo, ¿no estamos ante la segunda mayor mentira del siglo después de la pandemia, o la famosa transición ecológica donde el CO2, que es un gas vital para la biomasa, será culpable de cualquier negligencia climática y tendrá que ser reducido drásticamente? Lástima que la Europa del CO2 antropogénico produzca solo el 15% del total y que se necesiten muchos años, no menos de veinte, antes de poder ahorrar unos pocos puntos porcentuales, lo cual es completamente superfluo en términos globales a través de las renovables y la energía nuclear. , necesario para superar las limitaciones del primero. Por otro lado, a través del sistema de cuotas de Co2, los precios de la energía se dispararán, manteniendo a las personas que no pueden pagar los nuevos precios en el frío, mientras que se realizará una nueva masacre de pequeñas y medianas industrias a favor de los megagrupos que es definitiva. objetivo.
Todo esto sin ninguna prueba de que el CO2 antropogénico esté en el origen del calentamiento global. cuya medida también es discutida y cuestionable dado que la mitad de las temperaturas no se miden realmente, sino solo se estiman: es una hipótesis climática que choca con otras de las que, sin embargo, la información ya no nos deja saber nada y debemos ir para publicaciones científicas sectoriales si desea tener una imagen realista de la situación. Es otro campo en el que la ciencia no la hacen los científicos, sino los medios corporativos. Pero, ¿qué tienen que ver las abejas con todo esto? Tienen algo que ver con eso porque el llamado a salvar a las abejas se está extendiendo, pero por supuesto sin ningún conocimiento de la causa del problema y sus soluciones, como es habitual, se trata de simples sugerencias ... lo que alude a la El hecho de que las abejas pobres son víctimas del calentamiento global: por lo tanto, no más venenos y herbicidas que sería muy difícil prohibir dado el poder de quienes los producen, pero el aumento de temperatura se ha convertido en el enemigo aunque las abejas melíferas han prosperado tranquilamente durante mucho más cálido. períodos y son, además, insectos de origen africano, pero ahora si uno va a ver uno se da cuenta de que efectivamente este año ha habido problemas para las abejas como confirman los apicultores de media Europa, pero las dificultades derivan del hecho de que un Las temperaturas de finales del invierno y principios de la primavera fueron más bajas que el promedio y ralentizaron o adelgazaron las floraciones y pusieron en crisis a los laboriosos insectos. En definitiva, por la razón diametralmente opuesta a la sugerida, aunque no de forma completamente explícita. Además, el hecho de que las abejas estén en crisis es un tema sobre el que podemos debatir: basta con ir al sitio web de la FAO para comprobar la tendencia de la población de abejas a nivel mundial y descubrir que en el período 1961 - 2017 aumentó al menos tres veces: ( ver gráfico).
Y luego debemos comenzar a elegir si salvar al planeta de los venenos que producimos o queremos engordar a las juntas directivas y accionistas siguiendo servilmente su ecología que mira por un lado las ganancias y las estructuras de poder y por el otro a las estructuras maltusianas. soluciones. En definitiva, si queremos ser personas responsables o estar a la moda como ovejas.