19. set, 2021

Quando il diavolo inciampa.

Quando il diavolo inciampa.
Prove crescenti e sempre nuovi studi mostrano che l’immunità naturale al Covid è molto più forte e duratura di quella conferita dai vaccini, cosa che peraltro era nota già da da decenni ma gli esperti affermano che il Cdc americano sta ignorando tutto quanto sappiamo e sta alterando i dati per supportare l’imposizione dei preparati genetici anti Covid. Almeno questa è l’accusa che il dottor Marty Makary , professore di chirurgia e politica sanitaria presso la John Hopkins University, ha rivolto martedì scorso ai Cdc ovvero quella di “manipolare le linee guida sulla salute pubblica relative ai vaccini e all’immunità naturale per supportare una narrativa politica”. Egli tra le altre cose dice che i Centri per il controlla e la prevenzione delle malattie forinosce indicazioni del tutto diverse per ciò che riguarda altre malattie: l’immunità naturale è sempre considerata migliore rispetto a quella vaccinale e si sconsiglia la vaccinazione a chi ha già avuto la malattia.
La questione non è certo da poco visto che riguarda decine di milioni di persone nei soli Stati Uniti: secondo un articolo del 13 settembre del British medical Journal, quando è iniziato a metà dicembre 2020, il lancio dei vaccini anti covid più di un quarto degli americani – 91 milioni – era stato già infettato dal virus Sars -CoV-2, e questo secondo le stesse stime del Cdc. Poi la percentuale delle persone naturalmente immunizzate è salita al 44% Ma considerare buona l’immunità naturale avrebbe significato rinunciare a un numero stratosferico di dosi dei preparati a mRna e per questo il Cdc ha buttato all’aria tutte le conoscenze scientifiche accumulate sostenendo la vaccinazione per tutti indipendentemente dalla precedente infezione. Sul suo sito web, l’agenzia a gennaio ha giustificato questa decisione affermando che l’immunità naturale “varia da persona a persona” e “gli esperti non sanno ancora per quanto tempo qualcuno è protetto”. Davvero una sfacciataggine senza precedenti perché il minimo che si possa dire e che la stessa incertezza vale anche per i vaccini. Ma questa è per l’appunto la scienza alla Fauci: il 10 settembre il dottor Sanjay Gupta sulla Cnn ha chiesto al capo consulente medico del presidente Biden, se le persone risultate positive al virus dovrebbero comunque ricevere un vaccino. Gupta ha citato dati recenti da Israele che suggeriscono che le persone che si sono riprese dal Covid hanno una protezione migliore e un rischio inferiore di contrarre la variante Delta , rispetto a quelle con l’ immunità indotta dal vaccino a due dosi di Pfizer-BioNTech .
“Non ho una risposta per te su questo”, ha detto Fauci . “Questo è qualcosa di cui dovremo discutere per quanto riguarda la durata della risposta immunitaria.” E’ del tutto evidente che si tratta di una pietosa bugia, anche perché è stato provato che per quando riguardo un virus assai simile, il Sar Cov 1 l’immunità naturale dura almeno 17 anni. Ma poi già nel novembre 2020, importanti studi hanno mostrato che le cellule B e T della memoria immunitaria si formano in risposta all’infezione naturale e le cellule della memoria rispondono producendo anticorpi anche contro le varianti. Inoltre uno studio finanziato dal National Institutes of Health e condotto dal La Jolla Institute for Immunology, ha trovato “risposte immunitarie durevoli” nel 95% dei 200 partecipanti fino a otto mesi dopo l’infezione. Anche uno dei più grandi studi fino ad oggi, pubblicato su Science nel febbraio 2021, ha scoperto che sebbene gli anticorpi siano diminuiti in otto mesi, le cellule B di memoria sono aumentate nel tempo e l’emivita delle cellule T CD8+ e CD4+ di memoria suggerisce una presenza costante. E infine in uno studio della New York University pubblicato il 3 maggio scorso gli autori hanno studiato il contrasto tra l’immunità vaccinale e l’immunità da precedenti infezioni in relazione alla stimolazione dell’immunità innata delle cellule T, che è più duratura dell’immunità adattativa attraverso i soli anticorpi prodotti inseguito al vaccino. Gli autori hanno concluso: “L’analisi dei repertori dei recettori delle cellule B e T ha rivelato che mentre la maggior parte delle cellule B e T clonali nei pazienti COVID-19 erano cellule effettrici, nei soggetti vaccinati, le cellule espanse clonalmente erano principalmente cellule di memoria circolanti”. Ciò significa che l’immunità naturale trasmette molta più immunità innata, mentre il vaccino stimola principalmente l’immunità adattativa, poiché le cellule effettrici innescano una risposta innata più rapida e duratura, mentre la risposta della memoria richiede una modalità adattiva che è più lenta a rispondere.

Potrei citare anche molti altri studi sul tema che peraltro era già stato indagato prima del covid, ma il fatto che tutto questo non venga preso in considerazione dal Cdc, peraltro esso stesso produttore in proprio di vaccini tanto per ribadire la totale confusione di ruoli tra controllori e controllati, dimostra che le cosiddette autorità mediche, non abbiano alcun altro scopo che vendere vaccini e per fare questo sono disposte a fare qualunque cosa, anche quelle più pericolose per la salute pur di realizzare profitti.

Nessuna sicurezza se non quella di dover subire ogni giorno lo stesso ricatto, o i diritti o il posto, o il salario o la dignità, e adesso o il Green Pass o il licenziamento, che tanto il mercato degli schiavi è aperto a tutte le ore.

 

When the devil stumbles. Growing evidence and ever new studies show that natural immunity to Covid is much stronger and more lasting than that conferred by vaccines, which has been known for decades but experts say that the American CDC is ignoring everything we know and is altering the data to support the imposition of anti-Covid genetic preparations. At least this is the accusation that Dr. Marty Makary, professor of surgery and health policy at John Hopkins University, made last Tuesday to the CDC, namely that of "manipulating public health guidelines relating to vaccines and natural immunity to support a political narrative ”. Among other things, he says that the Centers for the control and prevention of forino diseases have completely different indications as regards other diseases: natural immunity is always considered better than vaccination and vaccination is not recommended for those who already have had the disease. The issue is certainly not a small one given that it affects tens of millions of people in the United States alone: ​​according to a September 13 article in the British medical Journal, when the launch of anti-covid vaccines began in mid-December 2020, more than a quarter of Americans - 91 million - had already been infected with the Sars-CoV-2 virus, according to the same estimates by the CDC. Then the percentage of naturally immunized people rose to 44% But considering natural immunity to be good would have meant giving up a stratospheric number of doses of mRna preparations and for this reason the CDC threw away all the scientific knowledge accumulated by supporting vaccination for all regardless of previous infection. On its website, the agency justified this decision in January by stating that natural immunity "varies from person to person" and "experts do not yet know how long someone is protected". Truly unprecedented impudence because the least that can be said is that the same uncertainty also applies to vaccines. But this is precisely the science at Fauci: on 10 September, Dr. Sanjay Gupta on CNN asked President Biden's chief medical consultant if people who tested positive for the virus should still receive a vaccine. Gupta cited recent data from Israel suggesting that people who have recovered from Covid have better protection and a lower risk of contracting the Delta variant than those with Pfizer-BioNTech two-dose vaccine-induced immunity. “I don't have an answer for you on this,” Fauci said. "This is something we will have to discuss regarding the duration of the immune response." It is quite clear that this is a pitiful lie, also because it has been proven that when it comes to a very similar virus, Sar Cov 1 natural immunity lasts at least 17 years. But then already in November 2020, important studies showed that the B and T cells of the immune memory are formed in response to natural infection and the memory cells respond by producing antibodies even against the variants. In addition, a study funded by the National Institutes of Health and conducted by the La Jolla Institute for Immunology found "durable immune responses" in 95% of 200 participants up to eight months after infection. Even one of the largest studies to date, published in Science in February 2021, found that although antibodies decreased in eight months, memory B cells increased over time and the half-life of memory CD8 + and CD4 + T cells. suggests a constant presence. And finally, in a New York University study published on May 3, the authors studied the contrast between vaccine immunity and immunity from previous infections in relation to the stimulation of innate T cell immunity, which is longer lasting than adaptive immunity through only the antibodies produced following the vaccine. The authors concluded: “Analysis of the B and T cell receptor repertoires revealed that while most clonal B and T cells in COVID-19 patients were effector cells, in vaccinated subjects, clonally expanded cells were mainly circulating memory cells ". This means that natural immunity transmits much more innate immunity, while the vaccine primarily stimulates adaptive immunity, as effector cells trigger a faster and more lasting innate response, while the memory response requires an adaptive mode that is slower to answer.

I could also cite many other studies on the subject which had already been investigated before the covid, but the fact that all this is not taken into consideration by the CDC, which is itself a producer of vaccines just to reiterate the total confusion of roles between controllers and controlled, it shows that the so-called medical authorities have no other purpose than to sell vaccines and to do this they are willing to do anything, even the most dangerous to health, to make a profit.No security except that of having to suffer the same blackmail every day, or the rights or the job, or the salary or the dignity, and now either the Green Pass or the dismissal, since the slave market is open at all hours.

 

 

Cuando el diablo tropieza. La evidencia creciente y los estudios siempre nuevos muestran que la inmunidad natural a Covid es mucho más fuerte y más duradera que la conferida por las vacunas, algo que se conoce desde hace décadas, pero los expertos dicen que los CDC estadounidenses están ignorando todo lo que sabemos y están alterando los datos para respaldar la imposición de preparaciones genéticas anti-Covid. Al menos esta es la acusación que el Dr. Marty Makary, profesor de cirugía y política de salud en la Universidad John Hopkins, hizo el martes pasado a los CDC, a saber, la de "manipular las pautas de salud pública relacionadas con las vacunas y la inmunidad natural para apoyar una narrativa política". . Entre otras cosas, dice que los Centros de Control y Prevención de Enfermedades Forinos tienen indicaciones completamente diferentes en cuanto a otras enfermedades: la inmunidad natural siempre se considera mejor que la vacunación y no se recomienda la vacunación para quienes ya tenían la enfermedad. Ciertamente, el problema no es pequeño dado que afecta a decenas de millones de personas solo en los Estados Unidos: según un artículo del 13 de septiembre en el British Medical Journal, cuando comenzó el lanzamiento de las vacunas contra el covid a mediados de diciembre. En 2020, más de una cuarta parte de los estadounidenses (91 millones) ya habían sido infectados con el virus Sars-CoV-2, según las mismas estimaciones de los CDC. Luego, el porcentaje de personas inmunizadas naturalmente aumentó al 44%. Pero considerar que la inmunidad natural era buena hubiera significado renunciar a un número estratosférico de dosis de preparaciones de ARNm y, por esta razón, los CDC desecharon todo el conocimiento científico acumulado al apoyar la vacunación para todos independientemente. de infección previa. En su sitio web, la agencia justificó esta decisión en enero al afirmar que la inmunidad natural "varía de persona a persona" y "los expertos aún no saben cuánto tiempo alguien está protegido". Verdaderamente un descaro sin precedentes porque lo mínimo que se puede decir es que la misma incertidumbre también se aplica a las vacunas. Pero esta es precisamente la ciencia en Fauci: el 10 de septiembre, el Dr. Sanjay Gupta en CNN le preguntó al consultor médico en jefe del presidente Biden si las personas que dieron positivo al virus aún deberían recibir una vacuna. Gupta citó datos recientes de Israel que sugieren que las personas que se han recuperado de Covid tienen una mejor protección y un menor riesgo de contraer la variante Delta que aquellas con inmunidad inducida por la vacuna de dos dosis de Pfizer-BioNTech. “No tengo una respuesta para ti sobre esto”, dijo Fauci. "Esto es algo que tendremos que discutir con respecto a la duración de la respuesta inmune". Está bastante claro que esto es una mentira lamentable, también porque se ha demostrado que cuando se trata de un virus muy similar, la inmunidad natural de Sar Cov 1 dura al menos 17 años. Pero ya en noviembre de 2020, estudios importantes mostraron que las células B y T de la memoria inmunológica se forman en respuesta a una infección natural y las células de memoria responden produciendo anticuerpos incluso contra las variantes. Además, un estudio financiado por los Institutos Nacionales de Salud y realizado por el Instituto de Inmunología de La Jolla encontró "respuestas inmunes duraderas" en el 95% de 200 participantes hasta ocho meses después de la infección. Incluso uno de los estudios más grandes hasta la fecha, publicado en Science en febrero de 2021, encontró que aunque los anticuerpos disminuyeron en ocho meses, las células B de memoria aumentaron con el tiempo y la vida media de las células T CD8 + y CD4 + de memoria sugiere una presencia constante . Y finalmente, en un estudio de la Universidad de Nueva York publicado el 3 de mayo, los autores estudiaron el contraste entre la inmunidad a la vacuna y la inmunidad de infecciones previas en relación con la estimulación de la inmunidad innata de células T, que es más duradera que la inmunidad adaptativa a través de los únicos anticuerpos. producido después de la vacuna. Los autores concluyeron: “El análisis de los repertorios de receptores de células B y T reveló que mientras que la mayoría de las células B y T clonales en los pacientes con COVID-19 eran células efectoras, en los sujetos vacunados, las células expandidas clonalmente eran principalmente células de memoria circulantes”. Esto significa que la inmunidad natural transmite mucha más inmunidad innata, mientras que la vacuna estimula principalmente la inmunidad adaptativa, ya que las células efectoras desencadenan una respuesta innata más rápida y duradera, mientras que la respuesta de memoria requiere un modo adaptativo que es más lento para responder.

También podría citar muchos otros estudios sobre el tema que ya habían sido investigados antes del covid, pero el hecho de que todo esto no es tomado en consideración por el CDC, que es en sí mismo un fabricante de vacunas solo para reiterar la total confusión de roles entre controladores y controlados, muestra que las llamadas autoridades médicas no tienen otro propósito que vender vacunas y para ello están dispuestas a hacer cualquier cosa, incluso lo más peligroso para la salud, para obtener ganancias.No hay más seguridad que la de tener que sufrir el mismo chantaje todos los días, o los derechos o el trabajo, o el salario o la dignidad, y ahora o el Pase Verde o el despido, ya que el mercado de esclavos está abierto a todas horas.