11. set, 2021

La razza umana si è instupidita.

La razza umana si è instupidita o sono tutti furbi che si credono di sapere tutto, non perchè ne sono convinti, ma perchè è conveniente?

Hans Mohl è stato il più noto presentatore di programmi sia radiofonici che televisivi sulla salute e sulla medicina nei Paesi di lingua tedesca: dal 1964 al 1993 ha condotto migliaia di trasmissioni di grande successo su varie emittenti.Egli è ricordato per due cose essenziali la battaglia per migliorare le condizioni dei pazienti psichiatrici e per aver stimolato ricerche sull’impatto delle sue stesse trasmissioni: si è scoperto così che il giorno dopo i suoi programmi, un notevole numero di pazienti si presentava agli studi dei propri medici lamentando gli stessi dei sintomi illustrati nella trasmissione di Mohl. Questa forma di ipocondria era già conosciuta negli studenti di medicina alle prime armi seriamente convinti di avere lo stesso quadro clinico studiato durante l’ultimo corso. Solo quando essi scoprono di essere tutti timorosi di avere il medesimo quadro clinico capiscono il meccanismo nel quale erano stati intrappolati e la realtà torna a prendere il sopravvento. Del resto tutti in un modo o nell’altro siamo stati vittime, magari solo per qualche ora, di questo effetto psicologico: quante volte leggendo un’enciclopedia medica siamo stati presi dal panico? Ma con la pandemia questo è diventato di massa: quando ci fanno vedere o chi dicono come si diffondo gli organismi patogeni, attraverso le ferite, oppure attraverso gli starnuti, i colpi di tosse, tremiamo. E’ sempre stato così e magari pure lo sapevamo eppure il solo fatto di sentirlo quasi quotidianamente se non in ogni momento ci fa parere che il pericolo sia aumentato e incomba su di noi.
Se poi i toni sono allarmistici fino all’estremo limite il risultato sarà un panico continuo che serpeggia sottopelle, alle volte persino patetico, alle volte tenuto nascosto, ma presente e attivo nel mantenere in vita l’effetto covid. E a questo effetto collaborano nuove e inquietanti definizioni, magari non ben spiegate, magari illustrate in maniera volutamente errata o anche in maniera da suscitare il maggior panico possibile. Una decina di anni fa alcuni delegati dell’Onu cascarono mani e piedi in una beffa, firmando una petizione per la messa la bando di una sostanza altamente pericolosa, il DHMO, un solvente economico che, se inalato, può portare alla morte anche in piccole quantità, che si trova nelle nelle cellule tumorali ed è il componente principale delle piogge acide. Tutto assolutamente vero, salvo che DHMO non è altro che il monossido di diidrogeno, ovvero un termine tecnico per indicare l’acqua, ma a causa della designazione tecnico-astratta, anche l’elemento principale della vita suona come una sostanza pericolosa Per anni questo scherzo è stato usato per dimostrare come fosse facile creare paure e costruire una tesi complottista sul niente, ma in realtà questo vale e ancora di più per chi vuole costruire e imporre tesi ufficiali partendo dalla pura normalità.
Così termini come incidenza, variante delta o super diffusore, spesso non sono altro che nomi destinati a dare alle cose un un suono pericoloso e fanno parte di un gergo scientifico politicizzato studiato proprio per permettere agli esperti autoproclamati di coronavirus e che sono poi soltanto dei personaggi di secondo piano, se non proprio dei falliti che si prendono la rivincita con le bugie, non essendoci riusciti con la verità, di incidere meglio sulla fantasia del pubblico e instaurare quei meccanismi di ipocondria acquisita che mantengono sempre un minimo di paura in circolo. Qualcosa di molto comodo per poi spacciare numeri fasulli e costruiti ad arte, una volta che la ragione è stata anche parzialmente appannata dai timori. La loro tracotanza e la loro evasività sulle domande fondamentali è tale che forse sono convinti che tutti si perdano in un bicchiere di DHMO e non arrivino mai a cogliere la sostanza principale del loro eloquio, ovvero l’aria fritta.

Has the human race become stupid or are they all smart who think they know everything, not because they are convinced, but because it is convenient?

Hans Mohl was the best-known presenter of both radio and television programs on health and medicine in German-speaking countries: from 1964 to 1993 he conducted thousands of highly successful programs on various broadcasters. He is remembered for two essential things the battle to improve the conditions of psychiatric patients and to have stimulated research on the impact of his own transmissions: it was thus discovered that the day after his programs, a considerable number of patients presented to their doctors' offices complaining of the same symptoms as illustrated in Mohl's transmission. This form of hypochondria was already known in novice medical students who were seriously convinced that they had the same clinical picture studied during the last course. Only when they discover that they are all afraid of having the same clinical picture do they understand the mechanism in which they were trapped and reality returns to take over. After all, in one way or another we have all been victims, perhaps only for a few hours, of this psychological effect: how many times have we been panicked while reading a medical encyclopedia? But with the pandemic this has become mass: when they show us or who they say how pathogenic organisms spread, through wounds, or through sneezing, coughing, we tremble. It has always been like this and maybe we also knew it and yet the mere fact of hearing it almost daily if not at all times makes us feel that the danger has increased and hangs over us.
And if the tones are alarmist to the extreme, the result will be a continuous panic that winds under the skin, sometimes even pathetic, sometimes kept hidden, but present and active in keeping the covid effect alive. And to this effect new and disturbing definitions collaborate, perhaps not well explained, perhaps illustrated in a deliberately incorrect way or even in a way that arouses the greatest possible panic. A decade ago some UN delegates fell hands and feet in a joke, signing a petition to ban a highly dangerous substance, DHMO, an economic solvent that, if inhaled, can lead to death even in small quantity, which is found in cancer cells and is the main component of acid rain. All absolutely true, except that DHMO is nothing more than dihydrogen monoxide, which is a technical term for water, but due to the technical-abstract designation, even the main element of life sounds like a dangerous substance For years this joke was used to demonstrate how easy it was to create fears and build a conspiracy thesis on nothing, but in reality this is true and even more so for those who want to build and impose official theses starting from pure normality.
Thus terms such as incidence, delta variant or super diffuser, are often nothing more than names intended to give things a dangerous sound and are part of a politicized scientific jargon designed precisely to allow self-proclaimed experts of coronavirus and who are then only characters. second level, if not really of the failures who take revenge with the lies, not having succeeded with the truth, to better affect the public's imagination and establish those mechanisms of acquired hypochondria that always keep a minimum of fear in circulation. Something very convenient to then peddle fake and artfully constructed numbers, once the reason has also been partially clouded by fears. Their arrogance and their evasiveness on fundamental questions is such that perhaps they are convinced that everyone gets lost in a glass of DHMO and never gets to grasp the main substance of their speech, that is, the fried air.

¿Se ha vuelto estúpida la raza humana o son todos inteligentes los que creen saberlo todo, no porque estén convencidos, sino porque les conviene?

Hans Mohl fue el presentador más conocido de programas de radio y televisión sobre salud y medicina en los países de habla alemana: de 1964 a 1993 dirigió miles de programas de gran éxito en varias emisoras. Se le recuerda por dos cosas esenciales: la batalla por mejorar las condiciones de los pacientes psiquiátricos y por haber estimulado la investigación sobre el impacto de sus propias transmisiones: así se descubrió que al día siguiente de sus programas, un número considerable de pacientes se presentaban a los consultorios de sus médicos quejándose de los mismos síntomas ilustrados en el libro de Mohl. transmisión. Esta forma de hipocondría ya era conocida en estudiantes de medicina novatos que estaban seriamente convencidos de que tenían el mismo cuadro clínico estudiado durante el último curso. Sólo cuando descubren que todos tienen miedo de tener el mismo cuadro clínico comprenden el mecanismo en el que quedaron atrapados y la realidad vuelve a apoderarse de ellos. Después de todo, de una forma u otra todos hemos sido víctimas, quizás solo por unas pocas horas, de este efecto psicológico: ¿cuántas veces hemos entrado en pánico al leer una enciclopedia médica? Pero con la pandemia esto se ha vuelto masivo: cuando nos muestran o quienes dicen cómo se propagan los organismos patógenos, a través de heridas, o por estornudos, toses, temblamos. Siempre ha sido así y quizás también lo sabíamos y sin embargo el solo hecho de escucharlo casi a diario, si no en todo momento, nos hace sentir que el peligro ha aumentado y se cierne sobre nosotros.
Y si los tonos son alarmistas al extremo, el resultado será un pánico continuo que recorre bajo la piel, a veces hasta patético, a veces oculto, pero presente y activo para mantener vivo el efecto covid. Y a este efecto colaboran nuevas e inquietantes definiciones, quizás no bien explicadas, quizás ilustradas de manera deliberadamente incorrecta o incluso de una manera que despierte el mayor pánico posible. Hace una década algunos delegados de la ONU se echaron a andar en broma, firmando una petición para prohibir una sustancia altamente peligrosa, DHMO, un solvente económico que, si se inhala, puede conducir a la muerte incluso en pequeña cantidad, que se encuentra en las células cancerosas y es el principal componente de la lluvia ácida. Todo absolutamente cierto, excepto que DHMO no es más que monóxido de dihidrógeno, que es un término técnico para el agua, pero debido a la designación técnica-abstracta, incluso el elemento principal de la vida suena como una sustancia peligrosa. Durante años, esta broma se usó para demostrar qué fácil fue crear miedos y construir una tesis de conspiración sobre la nada, pero en realidad esto es cierto y más para quienes quieren construir e imponer tesis oficiales partiendo de la pura normalidad.
Por lo tanto, términos como incidencia, variante delta o superdifusor, a menudo no son más que nombres destinados a dar un sonido peligroso a las cosas y forman parte de una jerga científica politizada diseñada precisamente para permitir que los autoproclamados expertos en coronavirus y que entonces son solo personajes en segundo lugar. Nivel, si no realmente, de los fracasos que se vengan con la mentira, al no haber acertado con la verdad, para afectar mejor la imaginación del público y establecer esos mecanismos de hipocondría adquirida que siempre mantienen en circulación un mínimo de miedo. Algo muy conveniente para luego vender números falsos y artísticamente construidos, una vez que la razón también ha sido nublada parcialmente por los miedos. Su arrogancia y su evasión en cuestiones fundamentales es tal que tal vez estén convencidos de que todos se pierden en un vaso de DHMO y nunca llegan a captar la sustancia principal de su discurso, es decir, el aire frito.