24. ago, 2021

La mitologia del diavolo.

La mitologia del diavolo.
Sono ormai decenni che Big Pharma fa enormi affari con i vaccini, mentre il resto della famacopea ha fatto pochi progressi a parte lo spuntare di molti farmaci inutili e non di rado sostanzialmente peggiori di quelli vecchi. Spesso ha mosso le sue pedine per lanciare allarmi ingiustificati e vendere dosi vaccinali a miliardi come accadde con la suina e l’anno scorso ha trovato una santa alleanza con una serie di interessi economici finanziari decisi a imporre una nuova ingegneria sociale sfruttando la paura della malattia e l’evocazione della morte. Una delle chiavi del successo di questa operazione persino nell’ambiente medico dove ci sarebbero tutte le conoscenze necessarie a comprendere la mistificazione e anche il pericolo di iniettare miliardi di dosi di sostanze genetiche mai usate prima, è stata proprio la fama ormai più che centenaria dei vaccini come pallottola magica contro batteri e virus. Ora sarebbe sciocco essere contrari per principio alle vaccinazioni che hanno debellato alcune malattie come il vaiolo ( per la cronaca in Cina l’antivaiolosa era pratica secoli prima che fosse “inventata” in occidente) e che certamente hanno un ruolo importante nella battaglia per la salute, ma sarebbe altrettanto sciocco pensare che siano una soluzione infallibile a quasi tutto e che non esista un prezzo da pagare. Inoltre è ormai noto che la vaccinazione contro alcuni patogeni, specie quelli che colpiscono l’apparato respiratorio – tipo l’antinfluenzale – costituiscono più un fatto commerciale che una reale protezione perché non concentrano le difese nelle aree di attacco, ma nel sangue. In generale però si tende ad attribuire ai vaccini un’influsso sull’aumento della vita media e dello stato di salute molto superiore a quello reale.
Prendiamo ad esempio questa tabella 1 del Cdc americano che mostra il tasso di mortalità dal 1900 al 2000 in un ambiente in gran parte omogeneo.
Come si può facilmente vedere la diminuzione della mortalità è in gran parte dovuta alla maggiore igiene e soprattutto all’evoluzione sociale e dell’assistenza che ha consentito una drastica riduzione della mortalità perinatale dal 30 all’ 1,4 per cento. La cosa è anche dimostrata dal picco della famosa epidemia spagnola diffusasi in tempo di guerra e causato dallo stesso virus della suina che nel 2009, in condizioni del tutto diverse, non provocò una mortalità superiore al normale. Inoltre malattie endemiche ed epidemiche come la peste, il colera, la malaria, la febbre tifoide, la sifilide, la lebbra e la tubercolosi sono scomparse o quasi nelle civiltà a maggiore benessere a causa di fattori ambientali, nutrizionali e igienici, nonché per l’introduzione degli antibiotici, indipendentemente dalle vaccinazioni le quali per tali malattie non esistono o sono scarsamente efficaci. Dunque posiamo senz’altro dire il farmaco più efficace è la diffusione di condizioni di vita migliori e in qualche modo la maggiore eguaglianza sociale, ma questo disturba molto l’ideologia neo liberista per cui si fa finta che ogni progresso sia dovuto all’introduzioni di farmaci, vaccini e tecniche di vario tipo e che siano stati solo queste tecniche a cambiare la storia della malattia. Ma si potrà notare la piccola crescita della mortalità che si è avuta dopo gli anni ’90 quando le condizioni di vita della popolazione generale e la qualità dell’assistenza generale cominciarono, sia pure lentamente a cedere: basta poco .
Proprio le condizioni di vita hanno portato anche alla diminuzione drastica di mortalità delle malattie infantili che, a prescindere dalle vaccinazioni era già calata enormemente. Prendiamo la tabella 2(cliccarci sopra per ingrandirla) e vediamo che già prima dell’introduzione delle vaccinazioni obbligatorie la mortalità per queste infezioni era in Italia al minimo: nel 1900 in Italia morirono quasi 7500 persone di morbillo, mentre nel 1980, quattro anni prima che fosse disponibile il vaccino i decessi furono 18 pure su una popolazione aumentata del 60% e successivamente sono arrivati a zero nonostante il fatto che la vaccinazione fosse scarsamente praticata fino al 2000. La stessa cosa si può dire della pertosse. Con queste osservazioni non si vuole negare l’importanza della vaccinazione, ma si vuol rilevare come sia falso, anzi costituisca una sorta di ideologia commerciale attribuire ai vaccini tutto il merito della scomparsa delle malattie infettive. Il che non è poco perché è proprio su questo giudizio – pregiudizio che si sono basate le campagne per la vaccinazione universale di malattie che già avevano una mortalità irrilevante e per le quali sarebbe stato molto più utile riservare la vaccinazione a soggetti particolarmente esposti, con un guadagno netto di efficienza e un grandissimo risparmio per la sanità.

Dunque non c’è alcun dubbio che l’enfasi vaccinale e la sempre maggiore richiesta di vaccinazioni universali abbia più un contenuto profitto che scientifico tanto che molto spesso, valga per il morbillo e la pertosse, le vaccinazioni universali sono state sostenute da bugie e bufale di ogni genere e da affermazioni che in realtà non sono provate da alcuno studio: d’altronde Big Pharma paga l’80 per cento della ricerca medica e il 90 di quella farmacologica quindi sarà molto improbabile avere una diffusa letteratura scientifica indipendente per quando concerne le maggiori fonti di reddito delle multinazionali farmaceutiche. In realtà i movimenti anti vaccino sono stati sempre marginali e con un seguito statisticamente scarso: la loro demonizzazione come possibili fonti di diffusione delle malattie è più il segno di voler eliminare ogni discussione proprio nel momento in cui il progresso delle conoscenze ha cominciato a contestare l’efficacia assoluta dei vaccini e a valutare i possibili effetti negativi o impropri che fino a qualche tempo prima erano del tutto ignorati, soprattutto in vista di creare una immunizzazione efficace come quella naturale. Un ripensamento avrebbe significato diecine di miliardi in meno di profitti. Eppure per esempio accade che in aree dove la percentuale di una vaccinazione è molto alta si sviluppano epidemie proprio tra i vaccinati. Insomma siamo andati avanti tantissimo, ma fingiamo di essere ancora all’epoca di Jenner perché questo significa un enorme reddito per le case farmaceutiche.
Se esistesse una cultura medica molti camici bianchi si renderebbero conto che proprio l’aumento delle conoscenze rende impossibile considerare i vaccini come una panacea universale, così come è sciocco prescrivere antibiotici sempre e comunque senza per questo negare il ruolo degli antibiotici: solo che esiste un limite oltre il quale il vantaggio si trasforma in svantaggio. Il fatto sostanziale è che i medici, soprattutto quelli più giovani non hanno più una cultura medica, ma una cultura meramente tecnica: fai questi esami e prendi questi farmaci, così come detta l’informatore medico che come un commesso viaggiatore viene a magnificare un prodotto approvato da altri medici che sono lautamente compensati per farli entrare nelle farmacopee dei servizi pubblici ( vedi Bugie scandali e medicina. Ma come si fa a fidarsi di questi?.)
La mia personale impressione è che siano proprio gli interessi a fare da tappo all’evoluzione della medicina che a parte qualche ambito, sembra essere rimasta indietro rispetto all’aumento delle conoscenze e alla nuova visione del bioma e del viroma complessivo. In un altro post magari cercherò di spiegare il perché questo avvenga, sotto l’influsso di quale mentalità e sub cultura dello scientismo: sta di fatto che la nostra visione del mondo biologico è molto più ampia rispetto a un secolo e mezzo, il rapporto tra il corpo e la vita microbiologica e assolutamente più complessa di ciò cej si poteva immaginare un secolo e mezzo fa, eppure ragioniamo ancora nei termini in cui ragionava Pasteur, ma abbiano armi molto più potenti. Tanto potenti da autodistruggerci.
La più grande novità in tema di medicina è a mio parere la crescente consapevolezza che il corpo umano è un sistema ecologico complesso nel quale convivono miliardi di organismi (il microbioma, formato da batteri, miceti, virus) in equilibrio dinamico con l’ospite.

 

The mythology of the devil.
Big Pharma has been doing huge deals with vaccines for decades now, while the rest of the famacopoeia has made little progress aside from popping up many useless drugs and not infrequently substantially worse than the old ones. He has often moved his pawns to raise unjustified alarms and sell vaccine doses by the billions as happened with swine and last year he found a holy alliance with a series of economic and financial interests determined to impose a new social engineering by exploiting the fear of the disease. and the evocation of death. One of the keys to the success of this operation even in the medical environment where there would be all the necessary knowledge to understand the mystification and also the danger of injecting billions of doses of genetic substances never used before, was precisely the more than centennial fame of the vaccines as a magic bullet against bacteria and viruses. Now it would be foolish to be opposed in principle to vaccinations that have eradicated certain diseases such as smallpox (for the record in China, the poultry house was practical centuries before it was "invented" in the West) and which certainly play an important role in the battle for health. , but it would be equally foolish to think that they are a foolproof solution to almost everything and that there is no price to pay. Furthermore, it is now known that vaccination against some pathogens, especially those that affect the respiratory system - such as the flu - are more of a commercial fact than a real protection because they do not concentrate the defenses in the attack areas, but in the blood. In general, however, there is a tendency to attribute to vaccines an influence on the increase in the average life span and health status much higher than the real one.
Take for example this table 1 of the American CD which shows the mortality rate from 1900 to 2000 in a largely homogeneous environment.
As you can easily see, the decrease in mortality is largely due to greater hygiene and above all to social evolution and assistance which has allowed a drastic reduction in perinatal mortality from 30 to 1.4 percent. This is also demonstrated by the peak of the famous Spanish epidemic which spread in time of war and caused by the same swine virus which in 2009, in completely different conditions, did not cause a mortality higher than normal. Furthermore, endemic and epidemic diseases such as plague, cholera, malaria, typhoid fever, syphilis, leprosy and tuberculosis have almost disappeared in civilizations with greater well-being due to environmental, nutritional and hygienic factors, as well as to introduction of antibiotics, regardless of vaccinations which do not exist or are scarcely effective for these diseases. So we can certainly say the most effective drug is the spread of better living conditions and in some way greater social equality, but this greatly disturbs the neo-liberal ideology for which it is pretended that all progress is due to the introduction of drugs, vaccines and various types of techniques and that it was only these techniques that changed the history of the disease. But it will be possible to note the small increase in mortality that occurred after the 90s when the living conditions of the general population and the quality of general care began, albeit slowly, to yield: it doesn't take much.
Living conditions have also led to a drastic decrease in mortality from childhood diseases which, regardless of vaccinations, had already dropped enormously. We take table 2 (click on it to enlarge it) and we see that even before the introduction of compulsory vaccinations mortality from these infections was at a minimum in Italy: in 1900 in Italy almost 7,500 people died of measles, while in 1980, four years earlier that the vaccine was available, the deaths were also 18 in a population increased by 60% and subsequently reached zero despite the fact that vaccination was scarcely practiced until 2000. The same thing can be said of whooping cough. With these observations, we do not want to deny the importance of vaccination, but we want to point out that it is false, indeed it constitutes a sort of commercial ideology to attribute to vaccines all the credit for the disappearance of infectious diseases. This is no small feat because it is precisely on this judgment - prejudice that the campaigns for the universal vaccination of diseases that already had an insignificant mortality and for which it would have been much more useful to reserve the vaccination to particularly exposed subjects, with a net efficiency gain and huge savings for healthcare.

So there is no doubt that the vaccination emphasis and the increasing demand for universal vaccinations have more of a profit than scientific content, so much so that very often, it applies to measles and whooping cough, universal vaccinations have been supported by lies and hoaxes. of all kinds and from statements that in reality are not proven by any study: on the other hand, Big Pharma pays 80 percent of medical research and 90 percent of pharmacological research, so it will be very unlikely to have a widespread independent scientific literature regarding major sources of income of pharmaceutical multinationals. In reality, the anti-vaccine movements have always been marginal and with a statistically poor follow-up: their demonization as possible sources of disease spread is more the sign of wanting to eliminate any discussion right at the moment when the progress of knowledge has begun to challenge the absolute effectiveness of vaccines and to evaluate the possible negative or improper effects that until some time before were completely ignored, especially in view of creating an effective immunization like the natural one. An afterthought would have meant tens of billions less in profits. Yet, for example, it happens that in areas where the percentage of a vaccination is very high, epidemics develop among the vaccinated. In short, we have come a long way, but let's pretend we are still in Jenner's time because this means a huge income for the pharmaceutical companies.
If there was a medical culture, many white coats would realize that precisely the increase in knowledge makes it impossible to consider vaccines as a universal panacea, just as it is foolish to prescribe antibiotics always and in any case without denying the role of antibiotics: only that there is a limit beyond which the advantage turns into a disadvantage. The essential fact is that doctors, especially younger ones, no longer have a medical culture, but a purely technical culture: do these tests and take these drugs, as the medical informant says who like a traveling salesman comes to magnify a product approved by other doctors who are lavishly compensated for getting them into public service pharmacopoeias (see Lies, scandals and medicine. But how can you trust these ?.)
My personal impression is that it is precisely interests that act as a cap to the evolution of medicine which, apart from some areas, seems to have fallen behind with respect to the increase in knowledge and the new vision of the biome and the overall virome. In another post maybe I will try to explain why this happens, under the influence of which mentality and sub-culture of scientism: the fact is that our vision of the biological world is much broader than in a century and a half, the relationship between the body and microbiological life is absolutely more complex than we could have imagined a century and a half ago, yet we still think in the terms Pasteur thought, but they have much more powerful weapons. Powerful enough to self-destruct.
In my opinion, the biggest news in terms of medicine is the growing awareness that the human body is a complex ecological system in which billions of organisms coexist (the microbiome, made up of bacteria, fungi, viruses) in dynamic equilibrium with the host.

 

La mitología del diablo.
Las grandes farmacéuticas han estado haciendo grandes acuerdos con las vacunas durante décadas, mientras que el resto de la famacopea ha avanzado poco, aparte de la aparición de muchos medicamentos inútiles y, a menudo, sustancialmente peores que los antiguos. A menudo ha movido sus peones para dar alarmas injustificadas y vender dosis de vacunas por miles de millones como sucedió con los cerdos y el año pasado encontró una alianza sagrada con una serie de intereses económicos y financieros decididos a imponer una nueva ingeniería social explotando el miedo a los cerdos. enfermedad. y la evocación de la muerte. Una de las claves del éxito de esta operación incluso en el ámbito médico donde habría todo el conocimiento necesario para comprender la mistificación y también el peligro de inyectarse miles de millones de dosis de sustancias genéticas nunca antes utilizadas, fue precisamente la más que centenaria fama. de las vacunas como una bala mágica contra bacterias y virus. Ahora bien, sería una tontería oponerse en principio a las vacunas que han erradicado ciertas enfermedades como la viruela (que conste en China, el gallinero era práctico siglos antes de que fuera "inventado" en Occidente) y que ciertamente juegan un papel importante. en la batalla por la salud., pero sería igualmente tonto pensar que son una solución infalible para casi todo y que no hay precio que pagar. Además, ahora se sabe que la vacunación contra algunos patógenos, especialmente los que afectan el sistema respiratorio, como la gripe, es más un hecho comercial que una protección real porque no concentran las defensas en las áreas de ataque, sino en la zona de ataque. sangre. En general, sin embargo, existe una tendencia a atribuir a las vacunas una influencia en el aumento del promedio de vida y del estado de salud mucho mayor que el real.
Tomemos, por ejemplo, esta tabla 1 del CD estadounidense que muestra la tasa de mortalidad de 1900 a 2000 en un entorno en gran parte homogéneo.
Como se puede ver fácilmente, la disminución de la mortalidad se debe en gran parte a una mayor higiene y sobre todo a la evolución y asistencia social que ha permitido una drástica reducción de la mortalidad perinatal del 30 al 1,4 por ciento. Así lo demuestra también el pico de la famosa epidemia española que se extendió en tiempo de guerra y provocada por el mismo virus porcino que en 2009, en condiciones completamente distintas, no provocó una mortalidad superior a la normal. Además, enfermedades endémicas y epidémicas como la peste, el cólera, la malaria, la fiebre tifoidea, la sífilis, la lepra y la tuberculosis casi han desaparecido en civilizaciones con mayor bienestar debido a factores ambientales, nutricionales e higiénicos, así como a la introducción de antibióticos, independientemente. de vacunas que no existen o son escasamente efectivas para estas enfermedades. Entonces, ciertamente podemos decir que la droga más efectiva es la difusión de mejores condiciones de vida y de alguna manera una mayor igualdad social, pero esto perturba enormemente la ideología neoliberal por la cual se pretende que todo progreso se debe a la introducción de medicamentos, vacunas. y varios tipos de técnicas y que fueron solo estas técnicas las que cambiaron la historia de la enfermedad. Pero sí se podrá notar el pequeño aumento de la mortalidad que se produjo después de los años 90 cuando las condiciones de vida de la población en general y la calidad de la atención general comenzaron, aunque lentamente, a ceder: no hace falta mucho.
Las condiciones de vida también han llevado a una drástica disminución de la mortalidad por enfermedades infantiles que, independientemente de las vacunas, ya se había reducido enormemente. Tomamos la tabla 2 (haga clic en ella para ampliarla) y vemos que incluso antes de la introducción de las vacunas obligatorias, la mortalidad por estas infecciones era mínima en Italia: en 1900 en Italia casi 7500 personas murieron de sarampión, mientras que en 1980, Cuatro años antes de que la vacuna estuviera disponible, las muertes también fueron 18 en una población que aumentó en un 60% y luego llegó a cero a pesar de que la vacunación se practicó mal hasta el año 2000. Lo mismo puede decirse de la tos ferina. Con estas observaciones no queremos negar la importancia de la vacunación, pero queremos señalar que es falsa, de hecho constituye una especie de ideología comercial para atribuir a las vacunas todo el mérito de la desaparición de enfermedades infecciosas. Esto no es poca cosa porque es precisamente en este juicio -prejuicio que las campañas por la vacunación universal de enfermedades que ya tenían una mortalidad insignificante y para las que hubiera sido mucho más útil reservar la vacunación a sujetos particularmente expuestos, con un ganancia neta de eficiencia y grandes ahorros para el cuidado de la salud.

Así que no hay duda de que el énfasis en la vacunación y la creciente demanda de vacunaciones universales tienen más beneficio que contenido científico, tanto es así que muy a menudo, se aplica al sarampión y la tos ferina, las vacunas universales han sido apoyadas por mentiras y engaños. de cualquier tipo y a partir de afirmaciones que en realidad no están comprobadas por ningún estudio: por otro lado, Big Pharma paga el 80 por ciento de la investigación médica y el 90 por ciento de la investigación farmacológica, por lo que será muy poco probable que se cuente con una literatura científica independiente generalizada sobre principales fuentes de ingresos de las multinacionales farmacéuticas. En realidad, los movimientos antivacunas siempre han sido marginales y con un seguimiento estadísticamente pobre: ​​su demonización como posibles focos de propagación de enfermedades es más el signo de querer eliminar cualquier discusión justo en el momento en que se inicia el avance del conocimiento. cuestionar la efectividad absoluta de las vacunas y evaluar los posibles efectos negativos o impropios que hasta un tiempo antes eran completamente ignorados, especialmente en vista de crear una inmunización efectiva como la natural. Una ocurrencia tardía habría significado decenas de miles de millones menos en ganancias. Sin embargo, por ejemplo, sucede que en áreas donde el porcentaje de vacunación es muy alto, se desarrollan epidemias entre los vacunados. En resumen, hemos recorrido un largo camino, pero supongamos que todavía estamos en la época de Jenner porque esto significa un ingreso enorme para las compañías farmacéuticas.
Si existiera una cultura médica, muchos batas blancas se darían cuenta de que precisamente el aumento de conocimientos imposibilita considerar las vacunas como una panacea universal, así como es una tontería prescribir antibióticos siempre y en todo caso sin negar el papel de los antibióticos: sólo que hay un límite más allá del cual la ventaja se convierte en desventaja. Lo esencial es que los médicos, sobre todo los más jóvenes, ya no tienen una cultura médica, sino una cultura puramente técnica: haz estas pruebas y toma estos medicamentos, como dice el informante médico que como un viajante de comercio viene a magnificar un producto aprobado por otros. médicos que son generosamente compensados ​​por incorporarlos a las farmacopeas de servicio público (ver Mentiras, escándalos y medicina. ¿Pero cómo puedes confiar en ellos?).
Mi impresión personal es que son precisamente los intereses los que actúan como un tope a la evolución de la medicina que, aparte de algunas áreas, parece haberse quedado atrás con respecto al incremento del conocimiento y la nueva visión del bioma y del viroma en general. En otro post, quizás intente explicar por qué sucede esto, bajo la influencia de qué mentalidad y subcultura del cientificismo: el caso es que nuestra visión del mundo biológico es mucho más amplia que en siglo y medio, la relación entre el cuerpo y la vida microbiológica es absolutamente más complejo de lo que podríamos haber imaginado hace un siglo y medio, sin embargo, todavía pensamos en los términos que pensaba Pasteur, pero tienen armas mucho más poderosas. Lo suficientemente poderoso como para autodestruirse.
En mi opinión, la mayor novedad en términos de medicina es la creciente conciencia de que el cuerpo humano es un sistema ecológico complejo en el que conviven miles de millones de organismos (el microbioma, formado por bacterias, hongos, virus) en equilibrio dinámico con el huésped.