24. ago, 2021

Scienza diabolica= corpus dottrinale.

Scienza diabolica= corpus dottrinale.
Non di rado i più imbecilli del parterre pandemico si scagliano con veemenza contro chi resiste alle vaccinazioni, certo senza portare alcuna argomentazione dal momento che non ne hanno, ma buttando loro addosso l’accusa di essere senza neuroni, condizione esistenziale che essi conoscono alla perfezione: il dottor Freud oltre un secolo fa ha scoperto quale soddisfazione sia gettare sugli altri la tara delle proprie disgraziate condizioni. Lo spettacolo sarebbe anche esilarante per la tranche de vie che offre questo pianeta delle scimmie che vive berciando delle briciole del potere, se non fosse che la realtà è esattamente contraria: esiste una correlazione inversa inverso tra cultura e disponibilità a vaccinarsi. Più alta è la prima, più è bassa la seconda. Una ricerca della Carnegie Mellon University e dell’Università di Pittsburgh condotta tramite intervista su 5 milioni di persone, dunque piuttosto consistente, ha dato come risultato che i più restii a vaccinarsi e a cambiare idea in proposito sono proprio coloro che hanno un dottorato di ricerca.
La cosa francamente non mi stupisce affatto e non mi sorprende neanche che questo studio dia in qualche modo ragione a un’osservazione che ho fatto tempo fa su questo, ovvero che sono i ceti più umili e meno acculturati ad essere più scettici riguardo alle balle pandemiche: infatti dalla ricerca emerge una curva a U, come è facile vedere nella tabella pubblicata in alto, nella quale si osserva che la poca disponibilità a farsi prendere per il naso e dunque a farsi iniettare preparati sperimentali è presente al massimo grado sia nei livelli bassi di istruzione che nei massimi. Generalmente i fini dicitori della narrazione pandemica diffondono l’idea che l’esitazione vaccinale diminuisca con il livello di istruzione e invece devono sbattere il muso nella realtà contraria. Ma naturalmente le loro considerazioni grossolane sono in qualche modo autoreferenti, nascono proprio all’interno di un ceto di medio livello di istruzione che di solito è informato in maniera superficiale delle cose, ma non ha poi la minima idea di come esse funzionino nella realtà, possono spaziare o ritengono di poterlo fare, ma sempre rimanendo estranei al cuore dei problemi senza tuttavia accorgersene. Cosi scambiano la scienza per un corpus dottrinale nel quale non deve esistere discussione, la confondono tout court con l’autorità che è il suo esatto opposto. Le persone meno istruite invece hanno più attenzione verso l’esperienza empirica e personale senza essere infarcite di pseudo concetti o di informazioni insufficienti e ambigue che spesso compiono più danni dell’ignoranza quando essa è consapevole di se stessa. In questi gruppi la maggiore disponibilità a vaccinarsi viene stimolata esclusivamente dalle restrizioni cui si va incontro essendo la vita sociale delle persone meno istruite più a contatto reale con gli altri che nel resto della popolazione diciamo così più colta che vive in maniera più virtuale e più astratta.
L’articolo sulla testata online in cui si dà notizia di questa ricerca prosegue con altre considerazioni sui numeri dello studio, ma anche sulle infezioni da coronavirus le quali tuttavia sono definite da strumenti diagnostici dichiarati ufficialmente inadatti a tale compito e sono anzi fuorvianti potendo dare risultati positivi in presenza di moltissimi virus. Eppure non c’è il minimo segnale che questa contraddizione sia colta e che induca a qualche riflessione. Ecco esattamente cosa si intende sulla istruzione di mezza tacca e sulla disponibilità vaccinale: la capacità di vivere dentro un equivoco senza accorgersene. E magari di dire che sono i non vaccinati a mettere in pericolo i vaccinati. Lo dicono così senza accorgersi che stanno soltanto dicendo che i vaccini non servono a nulla, proprio come le loro teste vuote.

 

Diabolical science = doctrinal corpus. Not infrequently the most imbeciles of the pandemic parterre lash out vehemently against those who resist vaccinations, certainly without bringing any arguments since they have none, but throwing on them the accusation of being without neurons, an existential condition that they know perfectly well : Dr. Freud discovered over a century ago what satisfaction it is to throw the tare of one's own unfortunate condition upon others. The show would also be hilarious for the tranche de vie offered by this planet of the apes that lives by yelling at the crumbs of power, were it not that the reality is exactly the opposite: there is an inverse inverse correlation between culture and willingness to get vaccinated. The higher the former, the lower the latter. A research by Carnegie Mellon University and the University of Pittsburgh conducted through an interview on 5 million people, therefore quite substantial, has shown that the most reluctant to get vaccinated and to change their minds are precisely those who have a PhD. This frankly does not surprise me at all and it does not surprise me either that this study somehow gives reason to an observation I made some time ago on this, namely that it is the humbler and less cultured classes who are more skeptical about pandemic lies. : in fact, a U-shaped curve emerges from the research, as it is easy to see in the table published above, in which it is observed that the lack of willingness to be taken by the nose and therefore to be injected with experimental preparations is present to the maximum degree both in the low levels of education than in the maximums. Generally, the talkers of the pandemic narrative spread the idea that vaccination hesitation decreases with the level of education and instead they must bang their noses in the opposite reality. But of course their crude considerations are somewhat self-referring, they arise precisely within a middle-level education class that is usually superficially informed about things, but has not the slightest idea of ​​how they work in reality, they may wander or believe they can do it, but always remaining outside the heart of the problems without however realizing it. Thus they mistake science for a doctrinal corpus in which there should be no discussion, they confuse it tout court with authority which is its exact opposite. Less educated people, on the other hand, pay more attention to empirical and personal experience without being stuffed with pseudo concepts or insufficient and ambiguous information that often do more damage than ignorance when it is aware of itself. In these groups the greater willingness to vaccinate is stimulated exclusively by the restrictions that are encountered since the social life of the less educated people is more in real contact with others than in the rest of the population, let's say more educated, who live in a more virtual and more abstract way. . The article in the online newspaper in which this research is announced continues with other considerations on the numbers of the study, but also on coronavirus infections which, however, are defined by diagnostic tools officially declared unsuitable for this task and are indeed misleading as they can give results. positive in the presence of many viruses. Yet there is not the slightest sign that this contradiction is grasped and that it leads to some reflection. Here is exactly what is meant about half-a-notch education and vaccination availability: the ability to live within a misunderstanding without realizing it. And maybe to say that it is the unvaccinated who endanger the vaccinated. They say it without realizing that they are only saying that vaccines are useless, just like their empty heads.
 
Ciencia diabólica = corpus doctrinal. No pocas veces los más imbéciles del parterre pandémico arremeten con vehemencia contra los que se resisten a las vacunas, ciertamente sin aportar ningún argumento ya que no tienen ninguno, pero arrojándoles la acusación de carecer de neuronas, condición existencial que conocen perfectamente: el Dr. Freud descubrió hace más de un siglo la satisfacción de arrojar la cizaña de la propia condición desafortunada sobre los demás. El espectáculo también sería divertidísimo por el tramo de vida que ofrece este planeta de los simios que vive de arrancar migajas de poder, si no fuera porque la realidad es exactamente lo contrario: existe una correlación inversa inversa entre cultura y disposición a vacunarse. . Cuanto mayor es el primero, menor es el segundo. Una investigación de la Universidad Carnegie Mellon y la Universidad de Pittsburgh realizada a través de una entrevista a 5 millones de personas, por tanto bastante sustancial, ha demostrado que los más reacios a vacunarse y cambiar de opinión son precisamente los que tienen un doctorado. Francamente, esto no me sorprende en absoluto y tampoco me sorprende que este estudio de alguna manera dé razón a una observación que hice hace algún tiempo sobre esto, a saber, que son las clases más humildes y menos cultas las que son más escépticas sobre las mentiras pandémicas. : de hecho, de la investigación surge una curva en forma de U, como se puede ver fácilmente en la tabla publicada anteriormente, en la que se observa que la falta de voluntad para ser tomado por la nariz y por lo tanto para ser inyectado con preparaciones experimentales está presente en el grado máximo tanto en los niveles educativos bajos como en los máximos. Generalmente, los que hablan de la narrativa de la pandemia difunden la idea de que la vacilación en la vacunación disminuye con el nivel de educación y, en cambio, deben golpearse la nariz en la realidad opuesta. Pero, por supuesto, sus crudas consideraciones son un tanto autorreferentes, surgen precisamente dentro de una clase de educación media que suele estar informada superficialmente sobre las cosas, pero que no tiene la menor idea de cómo funcionan en la realidad, pueden divagar o creer. pueden hacerlo, pero permaneciendo siempre ajenos al meollo de los problemas sin sin embargo darse cuenta. Así, confunden la ciencia con un corpus doctrinal en el que no debe haber discusión, la confunden tout court con la autoridad, que es exactamente lo contrario. Las personas menos educadas, en cambio, prestan más atención a la experiencia empírica y personal sin llenarse de pseudoconceptos o información insuficiente y ambigua que muchas veces hace más daño que la ignorancia cuando es consciente de sí misma. En estos grupos, la mayor disposición a vacunarse se ve estimulada exclusivamente por las restricciones encontradas ya que la vida social de las personas menos educadas está más en contacto real con otras que en el resto de la población, digamos más educada, que vive en una zona. forma más virtual y más abstracta. El artículo del diario online en el que se da a conocer esta investigación prosigue con otras consideraciones sobre los números del estudio, pero también sobre las infecciones por coronavirus que, sin embargo, están definidas por herramientas de diagnóstico oficialmente declaradas no aptas para esta tarea y que, de hecho, son engañosas como pueden. dan resultados positivos en presencia de muchos virus. Sin embargo, no hay la menor señal de que esta contradicción sea comprendida y de que lleve a alguna reflexión. Esto es exactamente lo que se quiere decir con la educación de media muesca y la disponibilidad de vacunas: la capacidad de vivir dentro de un malentendido sin darse cuenta. Y quizás decir que son los no vacunados quienes ponen en peligro a los vacunados. Lo dicen así sin darse cuenta de que solo dicen que las vacunas son inútiles, como sus cabezas vacías.