18. ago, 2021

Spezzare l`ipnosi diabolica.

Spezzare l`ipnosi diabolica.
Alle volte mi chiedo che senso abbia fornire dati e numeri per smascherare la falsa pandemia, visto che anche un bambino capirebbe che ci si sta rendendo gioco di lui, ma alle volte ho la sensazione che proprio le evidenze che confutano le versioni ufficiali vengano rifiutate in quanto provocano incertezza e questa rende molte persone profondamente e inconsciamente ostili verso la più evidente delle verità. I numeri, i ragionamenti, le incongruenze delle versioni ufficiali cominceranno a contare solo dopo che l’incantesimo della paura sarà spezzato: la disponibilità a guardare i dati è solo il secondo passo per riconoscere che il re è nudo. Solo testimoniando quotidianamente e senza incertezze o concessioni, senza la timidezza e la cautela con cui spesso viene introdotto il dissenso (tipo io mi sono vaccinato, ma sono contro ecc ecc.), solo riunendo le voci e spezzando l’illusione del consenso generale si potrà cominciare ad ottenere l’ascolto. Quindi sopportando l’assalto continuo dei cretini che in un modo o nell’altro non vogliono essere destati dal loro beato sonno. Diventa perciò evidente il motivo della ferrea censura che l’informazione mainstream ha decreto nei confronti delle voci dissenzienti: non perché facciano disinformazione, me proprio perché sono le uniche a informare.
Questo mi è diventato più chiaro quando ho notato che molti iniziano a fare domande dopo essersi vaccinati ed aver perciò riacquistato una qualche sicurezza: questo fa riacquistare la capacità di ragionare e dunque di capire che erano molto più al sicuro da qualsiasi punto di vista, compreso quello sociale, prima di farsi la puntura. È per questo che il potere sta creando una sotto narrazione angosciosa sulle “varianti” e sta alimentando un’assurda l’isteria sui non vaccinati. Il dubbio può anche essere creato quando l’esperienza personale non corrisponde alla propaganda che è stata nutrita: quando qualcuno che conosciamo subisce delle gravi conseguenze avverse dopo il vaccino, oppure rischia di perdere il lavoro senza il pass vaccinale o al contrario sta perdendo la propria attività a causa dei medesimi, ma quasi mai questo cambiamento di atteggiamento assume un’espressione per cos’ dire pubblica.
D’altra parte per poter combattere questa battaglia bisogna per prima cosa capire che qui non si sta affatto parlando di salute pubblica o di virus esistenti o meno: si tratta di comprendere se si vuole rimanere dentro una società basata sull’uguaglianza giuridica e sui diritti inalienabili o se, in nome di una falsa sicurezza consentiremo ad essere ridotti a una società di padroni e servi. Stiamo in un certo assistendo a una sorta di referendum globale sulla libertà, solo che a questa consultazione storica non basta mettere una scheda nell’urna, ma prendere parte attiva alla battaglia: non c’è possibilità di sedersi semplicemente a margine di questo referendum, il l silenzio è una scelta. Chi sceglie il silenzio sta, in effetti, segnalando che la propria libertà vale meno del disagio di parlare e affrontare le conseguenze. Stanno, in effetti, legittimando l’uso dell’intimidazione da parte di un sistema e stanno dimostrando che funziona. La disapprovazione per tutto ciò che sta accadendo intorno a noi è irrilevante a meno che non venga espressa ad alta voce al lavoro, a casa, a scuola, in chiesa, in palestra, al centro commerciale, per strada: è così che funziona la democrazia nella sua forma più grezza quando le istituzioni della democrazia liberale cessano di funzionare. Insomma bisogna smetterla di avere paura della paura altrui e anche di essere in minoranza. Il fatto è che stare da soli è psicologicamente doloroso e poiché moltissimi nutrono dubbi che non osano confessare nemmeno a stessi: molte persone, come sappiamo dagli Ash experiments annulleranno il proprio giudizio e si morderanno la lingua per evitare il disagio di distinguersi dalla mandria. L’effetto è così potente che può persino indurre ricordi completamente falsi, in cui le persone credono sinceramente , solo per evitare il disagio di avere convinzioni che non vanno di pari passo con l’opinione pubblicamente espressa dal gregge, sappiamo che la mente è malleabile e che ingannerà anche se stessa per proteggersi dal disagio di avere opinioni che non sono in sintonia con la folla. Molte persone annulleranno il proprio giudizio e si morderanno la lingua per evitare il disagio di distinguersi dalla mandria. L’effetto è così potente che può persino indurre ricordi completamente falsi, in cui le persone credono sinceramente , solo per evitare il disagio di avere convinzioni che non vanno di pari passo con l’opinione pubblicamente espressa dal gregge: così udire delle voci che amplificano i dubbi inconfessabili contribuisce in maniera potente a dissipare l’incantesimo. La cecità del pensiero di gruppo viene spezzata solo quando un numero sufficiente di voci si alza per sfidare l’illusione del conformismo. Il dissenso visibile priva il gregge del conforto e della sicurezza che cerca nel consenso e quando esso diventa abbastanza udibile nel chiasso, quando non accetta di essere messo da parte, la narrativa politicamente corretta perde il suo monopolio, costringe i membri della mandria a fermarsi sui loro passi e valutare da che parte girare per trovare il proprio centro di gravità e quello della mandria stessa: nessuno può correre in due direzioni contemporaneamente. Risolvere questo dilemma è ciò che costringe il cervello a iniziare a pensare. Da questo punto di vista non abbiamo bisogno di essere d’accordo gli uni con gli altri per sfidare i regimi che hanno preso il posto delle democrazie. Non abbiamo bisogno di parlare con una sola voce. Per rompere l’illusione, abbiamo semplicemente bisogno di abbastanza persone per spezzare in maniera avvertibile il consenso.
Gli esperimenti fatti in passato dimostrano che in gruppo basta il 10 per cento di opinioni in dissenso per riorientare l’insieme, a patto però che quel 10 per cento sia udibile. Ora possiamo tranquillamente presumere anche solo da quelle che vengono chiamate “esitazioni vaccinali” che in realtà almeno un terzo abbondante della popolazione nutre forti dubbi intorno alla narrazione pandemica e una percentuale parecchio più alta è contraria alle vaccinazioni rese obbligatorie de facto. Ma se questa massa non trova abbastanza voci di dissenso credibili e riconoscibili è come se valesse lo 0,1 per cento. Se così non fosse il potere non avrebbe creato tanti strumenti di controllo per suturare in ogni modo l’informazione indipendente dal mainstream anche quando essa viene persino dai maggiori esperti mondiali di virus e vaccini. Dunque il problema è dare voce a chi non ha il coraggio di alzarla pubblicamente.

Break the diabolical hypnosis.
Sometimes I wonder what sense it makes to provide data and numbers to unmask the false pandemic, since even a child would understand that he is being made fun of, but sometimes I have the feeling that the evidence that refutes the official versions is rejected in how much they cause uncertainty and this makes many people deeply and unconsciously hostile towards the most evident of truths. The numbers, the reasoning, the inconsistencies of the official versions will begin to count only after the spell of fear is broken: the willingness to look at the data is only the second step to recognizing that the king is naked. Only by witnessing daily and without uncertainties or concessions, without the shyness and caution with which dissent is often introduced (like I am vaccinated, but I am against etc. etc.), only by gathering the voices and breaking the illusion of general consent does it can begin to get a hearing. So enduring the constant onslaught of idiots who in one way or another do not want to be awakened from their blissful sleep. Therefore, the reason for the iron censorship that mainstream information has decreed against dissenting voices becomes clear: not because they misinform, but precisely because they are the only ones to inform.
This became clearer to me when I noticed that many start asking questions after getting vaccinated and therefore regaining some confidence: this makes them regain the ability to reason and therefore to understand that they were much safer from any point of view, including the social one, before getting the shot. This is why the power is creating a distressing sub-narrative on "variants" and is fueling an absurd hysteria about the unvaccinated. Doubt can also be created when personal experience does not match the propaganda that has been fed: when someone we know suffers serious adverse consequences after the vaccine, or risks losing their job without a vaccination pass or on the contrary is losing their own activity because of the same, but this change of attitude almost never takes on a public expression, so to speak.
On the other hand, in order to fight this battle, we must first understand that we are not talking about public health or existing viruses at all: it is a question of understanding whether we want to remain within a society based on legal equality and rights. inalienable or if, in the name of a false security, we allow us to be reduced to a society of masters and servants. We are in a certain context witnessing a sort of global referendum on freedom, only this historical consultation is not enough to put a ballot in the ballot box, but to take an active part in the battle: there is no possibility to simply sit on the sidelines of this referendum, silence is a choice. Those who choose silence are, in effect, signaling that their freedom is worth less than the discomfort of speaking and dealing with the consequences. They are, in effect, legitimizing the use of intimidation by a system and are proving that it works. Disapproval of everything that is happening around us is irrelevant unless it is expressed aloud at work, at home, at school, at church, in the gym, at the mall, on the street - this is how democracy works. in its crudest form when the institutions of liberal democracy cease to function. In short, we must stop being afraid of the fear of others and also of being in the minority. The fact is that being alone is psychologically painful and since many have doubts that they do not dare to confess even to themselves: many people, as we know from the Ash experiments, will cancel their judgment and bite their tongues to avoid the discomfort of standing out from the herd. The effect is so powerful that it can even induce completely false memories, in which people sincerely believe, just to avoid the discomfort of having beliefs that don't go hand in hand with the publicly expressed opinion of the flock, we know that the mind is malleable. and that she will also deceive herself to protect herself from the discomfort of having opinions that are not in tune with the crowd. Many people will override their judgment and bite their tongues to avoid the discomfort of standing out from the herd. The effect is so powerful that it can even induce completely false memories, in which people sincerely believe, just to avoid the discomfort of having beliefs that don't go hand in hand with the publicly expressed opinion of the flock: thus hearing voices that amplify the unspeakable doubts contribute in a powerful way to dispel the spell. The blindness of groupthink is broken only when a sufficient number of voices are raised to challenge the illusion of conformity. Visible dissent deprives the flock of the comfort and security it seeks in consent, and when it becomes audible enough in the din, when it does not agree to be sidelined, the politically correct narrative loses its monopoly, forces the members of the herd to pause on their steps and evaluate which way to turn to find their own center of gravity and that of the herd itself: no one can run in two directions at the same time. Solving this dilemma is what forces the brain to start thinking. From this point of view we do not need to agree with each other to challenge the regimes that have taken the place of democracies. We don't need to speak with one voice. To break the illusion, we simply need enough people to noticeably break the consensus.
The experiments carried out in the past show that in a group 10 percent of dissenting opinions are enough to reorient the whole, provided however that that 10 percent is audible. Now we can safely assume even just from what are called "vaccination hesitations" that in reality at least a large third of the population has strong doubts about the pandemic narrative and a much higher percentage is opposed to vaccinations made mandatory de facto. But if this mass does not find enough credible and recognizable voices of dissent, it is as if it were worth 0.1 percent. If this were not the case, power would not have created so many tools of control to suture information independent of the mainstream in every way, even when it even comes from the world's leading experts on viruses and vaccines. So the problem is to give a voice to those who do not have the courage to raise it publicly.

Rompe la hipnosis diabólica.
A veces me pregunto qué sentido tiene aportar datos y números para desenmascarar la falsa pandemia, ya que hasta un niño entendería que se están burlando de él, pero a veces tengo la sensación de que la evidencia que refuta las versiones oficiales es rechazada en la forma en que En gran medida causan incertidumbre y esto hace que muchas personas sean profunda e inconscientemente hostiles hacia la más evidente de las verdades. Los números, el razonamiento, las inconsistencias de las versiones oficiales comenzarán a contar solo después de que se rompa el hechizo del miedo: la voluntad de mirar los datos es solo el segundo paso para reconocer que el rey está desnudo. Solo presenciando a diario y sin incertidumbres ni concesiones, sin la timidez y la cautela con la que a menudo se introduce la disidencia (como si me vacunen, pero estoy en contra, etc., etc.), solo reuniendo las voces y rompiendo la ilusión del consenso general. puede empezar a conseguir una audiencia. Soportando así la embestida constante de idiotas que de una forma u otra no quieren ser despertados de su feliz sueño. Por tanto, queda claro el motivo de la férrea censura que ha decretado la información dominante contra las voces disidentes: no porque desinforman, sino precisamente porque son las únicas que informan.
Esto se me hizo más claro cuando noté que muchos comienzan a hacer preguntas después de vacunarse y por lo tanto recuperan algo de confianza: esto les hace recuperar la capacidad de razonar y por lo tanto comprender que estaban mucho más seguros desde cualquier punto de vista, incluido el social. antes de recibir la inyección. Es por eso que el poder está creando una sub-narrativa angustiosa sobre "variantes" y está alimentando una histeria absurda sobre los no vacunados. La duda también se puede crear cuando la experiencia personal no coincide con la propaganda que se ha alimentado: cuando alguien que conocemos sufre graves consecuencias adversas tras la vacuna, o corre el riesgo de perder su trabajo sin pase de vacunación o por el contrario está perdiendo la propia actividad por culpa de lo mismo, pero este cambio de actitud casi nunca adquiere una expresión pública, por así decirlo.
Por otro lado, para librar esta batalla, primero debemos entender que no estamos hablando de salud pública ni de virus existentes en absoluto: se trata de entender si queremos permanecer dentro de una sociedad basada en la igualdad jurídica y los derechos. . inalienable o si, en nombre de una falsa seguridad, permitimos quedar reducidos a una sociedad de amos y servidores. Estamos en un cierto contexto asistiendo a una especie de referéndum global sobre la libertad, solo que esta consulta histórica no es suficiente para poner una boleta en las urnas, sino para tomar parte activa en la batalla: no hay posibilidad de simplemente sentarse en la urna. Al margen de este referéndum, el silencio es una opción. Aquellos que eligen el silencio están, en efecto, señalando que su libertad vale menos que la incomodidad de hablar y lidiar con las consecuencias. De hecho, están legitimando el uso de la intimidación por parte de un sistema y están demostrando que funciona. La desaprobación de todo lo que sucede a nuestro alrededor es irrelevante a menos que se exprese en voz alta en el trabajo, en casa, en la escuela, en la iglesia, en el gimnasio, en el centro comercial, en la calle; así es como funciona la democracia. En su forma más cruda cuando las instituciones de la democracia liberal dejan de funcionar. En definitiva, debemos dejar de tener miedo al miedo a los demás y también a estar en minoría. El caso es que estar solo es psicológicamente doloroso y como muchos tienen dudas que no se atreven a confesarse ni siquiera a sí mismos: muchas personas, como sabemos por los experimentos de Ash, anularán su juicio y se morderán la lengua para evitar la incomodidad de estar de pie. fuera de la manada. El efecto es tan poderoso que incluso puede inducir recuerdos completamente falsos, en los que la gente cree sinceramente, solo para evitar la incomodidad de tener creencias que no van de la mano con la opinión públicamente expresada del rebaño, sabemos que la mente es maleable. y que también se engañará a sí misma para protegerse de la incomodidad de tener opiniones que no están en sintonía con la multitud. Muchas personas anularán su juicio y se morderán la lengua para evitar la incomodidad de sobresalir de la manada. El efecto es tan poderoso que incluso puede inducir recuerdos completamente falsos, en los que la gente cree sinceramente, solo para evitar la incomodidad de tener creencias que no van de la mano con la opinión públicamente expresada del rebaño: escuchar así voces que amplifican las indecibles dudas contribuyen de manera poderosa a disipar el hechizo. La ceguera del pensamiento grupal se rompe solo cuando se levanta un número suficiente de voces para desafiar la ilusión de conformidad. La disidencia visible priva al rebaño de la comodidad y la seguridad que busca en el consentimiento, y cuando se vuelve lo suficientemente audible en el estruendo, cuando no acepta ser marginada, la narrativa políticamente correcta pierde su monopolio, obliga a los miembros del rebaño a hacer una pausa. sobre sus pasos y evalúan en qué dirección girar para encontrar su propio centro de gravedad y el del propio rebaño: nadie puede correr en dos direcciones al mismo tiempo. Resolver este dilema es lo que obliga al cerebro a empezar a pensar. Desde este punto de vista, no necesitamos estar de acuerdo entre nosotros para desafiar a los regímenes que han tomado el lugar de las democracias. No necesitamos hablar con una sola voz. Para romper la ilusión, simplemente necesitamos suficientes personas para romper notablemente el consenso.
Los experimentos realizados en el pasado muestran que en un grupo el 10 por ciento de las opiniones disidentes son suficientes para reorientar el conjunto, siempre que ese 10 por ciento sea audible. Ahora podemos asumir con seguridad incluso a partir de las llamadas "vacilaciones sobre la vacunación" que en realidad al menos un gran tercio de la población tiene serias dudas sobre la narrativa de la pandemia y un porcentaje mucho mayor se opone a que las vacunas sean obligatorias de facto. Pero si esta masa no encuentra suficientes voces de disidencia creíbles y reconocibles, es como si valiera el 0,1 por ciento. Si este no fuera el caso, el poder no habría creado tantas herramientas de control para suturar información independiente de la corriente principal en todos los sentidos, incluso cuando proviene de los principales expertos mundiales en virus y vacunas. Entonces el problema es dar voz a quienes no tienen el valor de alzarla públicamente.

Brisez l'hypnose diabolique.
Parfois je me demande quel sens cela a de fournir des données et des chiffres pour démasquer la fausse pandémie, puisque même un enfant comprendrait qu'on se moque de lui, mais parfois j'ai le sentiment que les preuves qui réfutent les versions officielles sont rejetées dans la façon dont beaucoup ils causent l'incertitude et cela rend beaucoup de gens profondément et inconsciemment hostiles envers la plus évidente des vérités. Les chiffres, les raisonnements, les incohérences des versions officielles ne commenceront à compter qu'une fois le charme de la peur rompu : la volonté de regarder les données n'est que la deuxième étape pour reconnaître que le roi est nu. Ce n'est qu'en témoignant quotidiennement et sans incertitudes ni concessions, sans la timidité et la prudence avec lesquelles les dissidences sont souvent introduites (comme si je suis vacciné, mais je suis contre etc. etc.), qu'en rassemblant les voix et en brisant l'illusion du consensus général ne fait peut commencer à obtenir une audience. Donc supporter l'assaut constant d'idiots qui d'une manière ou d'une autre ne veulent pas être réveillés de leur sommeil bienheureux. Par conséquent, la raison de la censure de fer que l'information grand public a décrété contre les voix dissidentes devient claire : non pas parce qu'elles désinforment, mais précisément parce qu'elles sont les seules à informer.
Cela m'est devenu plus clair lorsque j'ai remarqué que beaucoup se posent des questions après s'être fait vacciner et donc reprendre confiance en eux : cela leur fait retrouver la capacité de raisonner et donc de comprendre qu'ils étaient beaucoup plus en sécurité à tout point de vue, y compris social, avant de tirer. C'est pourquoi le pouvoir crée un sous-récit désolant sur les "variantes" et alimente une hystérie absurde à propos des non vaccinés. Le doute peut aussi naître lorsque l'expérience personnelle ne correspond pas à la propagande qui a été alimentée : lorsqu'une personne que l'on connaît subit de graves conséquences néfastes après le vaccin, ou risque de perdre son emploi sans carte de vaccination ou au contraire perd sa propre activité à cause de la même chose, mais ce changement d'attitude ne prend presque jamais une expression publique, pour ainsi dire.
D'autre part, pour mener cette bataille, il faut d'abord comprendre qu'il ne s'agit pas du tout de santé publique ou de virus existants : il s'agit de comprendre si l'on veut rester dans une société fondée sur l'égalité juridique et les droits inaliénable ou si, au nom d'une fausse sécurité, on se laisse réduire à une société de maîtres et de serviteurs. On assiste dans un certain contexte à une sorte de référendum mondial sur la liberté, seule cette consultation historique ne suffit pas pour mettre un bulletin dans les urnes, mais pour participer activement à la bataille : il n'y a pas de possibilité de simplement s'asseoir sur le en marge de ce référendum, le silence est un choix. Ceux qui choisissent le silence signalent en effet que leur liberté vaut moins que l'inconfort de parler et de faire face aux conséquences. Ils légitiment en effet le recours à l'intimidation par un système et prouvent que cela fonctionne. La désapprobation de tout ce qui se passe autour de nous n'est pas pertinente à moins qu'elle ne soit exprimée à haute voix au travail, à la maison, à l'école, à l'église, au gymnase, au centre commercial, dans la rue - c'est ainsi que fonctionne la démocratie. les institutions de la démocratie libérale cessent de fonctionner. Bref, il faut arrêter d'avoir peur de la peur des autres et aussi d'être en minorité. Le fait est qu'être seul est psychologiquement douloureux et puisque beaucoup ont des doutes qu'ils n'osent pas se confesser même à eux-mêmes : beaucoup de gens, comme nous le savons d'après les expériences Ash, annuleront leur jugement et se mordront la langue pour éviter l'inconfort de se tenir debout. hors du troupeau. L'effet est si puissant qu'il peut même induire des souvenirs complètement faux, auxquels les gens croient sincèrement, juste pour éviter l'inconfort d'avoir des croyances qui ne vont pas de pair avec l'opinion publiquement exprimée du troupeau, nous savons que l'esprit est malléable et qu'elle se trompera aussi pour se protéger de l'inconfort d'avoir des opinions qui ne sont pas en accord avec la foule. Beaucoup de gens passeront outre leur jugement et se mordront la langue pour éviter l'inconfort de se démarquer du troupeau. L'effet est si puissant qu'il peut même induire des souvenirs complètement faux, auxquels les gens croient sincèrement, juste pour éviter l'inconfort d'avoir des croyances qui ne vont pas de pair avec l'opinion publiquement exprimée du troupeau : ainsi entendre des voix qui amplifient les doutes indicibles contribuent de manière puissante à dissiper le charme. L'aveuglement de la pensée de groupe n'est brisé que lorsqu'un nombre suffisant de voix s'élève pour défier l'illusion de conformité. La dissidence visible prive le troupeau du confort et de la sécurité qu'il recherche dans le consentement, et lorsqu'il devient suffisamment audible dans le vacarme, lorsqu'il n'accepte pas d'être mis à l'écart, le récit politiquement correct perd son monopole, oblige les membres du troupeau à faire une pause sur ses pas et évaluer dans quel sens se tourner pour trouver son propre centre de gravité et celui du troupeau lui-même : personne ne peut courir dans deux directions à la fois. Résoudre ce dilemme est ce qui force le cerveau à commencer à réfléchir. De ce point de vue, nous n'avons pas besoin d'être d'accord les uns avec les autres pour défier les régimes qui ont pris la place des démocraties. Nous n'avons pas besoin de parler d'une seule voix. Pour briser l'illusion, nous avons simplement besoin de suffisamment de personnes pour briser sensiblement le consensus.
Les expériences menées dans le passé montrent que dans un groupe 10 % d'opinions dissidentes suffisent à réorienter l'ensemble, à condition toutefois que ces 10 % soient audibles. Maintenant, nous pouvons supposer en toute sécurité, même à partir de ce que l'on appelle les « hésitations vaccinales », qu'en réalité au moins un grand tiers de la population a de forts doutes sur le récit de la pandémie et un pourcentage beaucoup plus élevé est opposé aux vaccinations rendues obligatoires de facto. Mais si cette masse ne trouve pas assez de voix dissidentes crédibles et reconnaissables, c'est comme si elle valait 0,1%. Si ce n'était pas le cas, le pouvoir n'aurait pas créé autant d'outils de contrôle pour suturer l'information indépendamment du courant dominant de toutes les manières, même lorsqu'elle vient même des plus grands experts mondiaux sur les virus et les vaccins. Le problème est donc de donner la parole à ceux qui n'ont pas le courage de la soulever publiquement.