15. ago, 2021

Nebbia mentale di una progenie diabolica.

Nebbia mentale di una progenie diabolica.
A molti piace la nebbia che nasconde le cose appena più lontane di qualche metro: così possono camminare senza riuscire a vedere né dietro le spalle, né davanti, né a destra o sinistra, ma giusto quel tanto che serve per non andare a sbattere. La mancanza di visione è il vero cancro della contemporaneità occidentale, ciò che permette di vivere senza mai mettere in discussione i fondamenti del sistema, che rende possibile accontentarsi di slogan orecchiabili e suggestivi invece di spiegazioni. Il fatto che la sfera di visibilità concettuale e politica sia così ristretta e priva di prospettive consente anche di accettare qualsiasi abominio senza ribellarsi come un facile meccanismo di difesa: dopo un po’ che si avanti alla cieca senza sapere dove né perché non ci si può finalmente accorgere di ave sbagliati tutto di ave accettato passo dopo passo la propria rovina. Quella delle idee, degli ideali, ma sempre più spesso anche quella economica. Se adesso ci si ribellasse non lo si potrebbe fare contro questo o contro quello, prendere un capo espiatorio e fingere di fare politica, fingere di essere cittadini, tirandogli e le palle come al Luna Park, bisognerebbe prendere atto della mutazione complessiva del potere e agire di conseguenza sapendo di dover intraprendere una dura battaglia per imporre un nuovo patto sociale, visto che quello esistente è stato definitivamente distrutto dalla falsa pandemia. .
Invece la nebbia protegge dalla prospettiva di prendere davvero parte e lascia spazio per continuare a giocare facendo credere a se stessi che si tratti di una cosa seria ci si aggrappa a spezzoni di roccia che un tempo sarebbero stati rifiutati, ci si ripete che le autorità agiscono per il mostro bene, che il covid non è un’influenza ma un mostro vorace di vite, che i vaccini sono una cosa sempre e comunque buona, che i problemi vengono esclusivamente da chi non è annebbiato e strepita inutilmente che gli stanno levando diritti e libertà, che i salvatori sono in realtà i veri assassini, che dietro un diktat sanitario il divario tra ricchi è poveri è diventato osceno. Molte persone normali preferiscono la nebbia dove possono ancora simulare il passato, alla dura verità. il velo di invisibilità li protegge dalla rabbia intensa e dalla consapevolezza che le ricche élite che gestiscono il mondo e controllano i media mentono loro su tutto e li considerano con disprezzo, tanto più evidente quanto più la loro menzogna è sciatta e facilmente contestabile. Ma questo richiederebbe una risposta commisurata alla propaganda: ovvero la ribellione. Susciterebbe l’esigenza morale di guardare con decisione alla realtà, di fare collegamenti tra ricchezza e potere che sono stati banditi da tempo perché troppo imbarazzanti per gli assetti istituzionali o indagini sull’origine e gli scipi di certa filantropia intellettualmente accattona, ma politicamente iperattiva.
Ma questo spingerebbe inoltre a domandarsi dove prendano i soldi i protagonisti a vario titolo dell’informazione mainstream e dunque quale credibilità abbiano e anche questo permetterebbe di non abbandonarsi completamente alla menzogna, di informarsi e dunque di rendersi conto della narrazione. Per questo la nebbia è benvenuta, ci lascia in pace nella qualità di obbedienti sudditi e nello stesso tempo nasconde i legami della sudditanza. Sembra di essere nel “lungo viaggio nella notte di Eugene O Neil, “la nebbia è dove volevo essere. Era quello che volevo: essere solo con me stesso in un altro mondo dove la verità non è vera e la vita può nascondersi da se stessa… Chi vuole vedere la vita così com’è, se può evitarlo?”
E siccome la nebbia è fredda e umida, ovatta il mondo, ottunde le sensazioni non ci accorgiamo delle catene che si stringono piano piano attorno alle mani e ai piedi sotto forma inizialmente di innocui tamponi: quando finalmente la foschia artificiale che creiamo a nostra difesa si sarà dileguata e tutto sarà limpido, con i contorni netti, potremo guardare il panorama sapendo di non avere più scampo. Qualcuno a quel punto capirà che il problema psicoanalitico non riguardava gli estremisti della libertà, ma i fedeli delle versioni ufficiali ovvero gli estremisti della rimozione.

 

Mental fog of a diabolical progeny. Many like the fog that hides things just a few meters away: so they can walk without being able to see either behind, nor in front, nor to the right or left, but just enough to avoid crashing. The lack of vision is the real cancer of Western contemporaneity, what allows you to live without ever questioning the fundamentals of the system, which makes it possible to be content with catchy and suggestive slogans instead of explanations. The fact that the sphere of conceptual and political visibility is so narrow and lacking in perspectives also allows us to accept any abomination without rebelling as an easy defense mechanism: after a while we go forward blindly without knowing where or why we cannot. finally realizing that he had made a mistake, he had accepted his own ruin step by step. That of ideas, ideals, but increasingly also the economic one. If we were to rebel now we could not do it against this or that, take a scapegoat and pretend to be in politics, pretend to be citizens, throwing balls at them like at the Luna Park, we should take note of the overall mutation of power and act consequently knowing that we have to undertake a tough battle to impose a new social pact, given that the existing one has been definitively destroyed by the false pandemic. . Instead the fog protects you from the prospect of really taking part and leaves room to continue playing by making yourself believe that it is a serious matter you cling to pieces of rock that once would have been rejected, it is repeated that the authorities take action. for the good monster, that the covid is not a flu but a voracious monster of lives, that vaccines are always a good thing, that the problems come exclusively from those who are not clouded and scream uselessly that they are taking away their rights and freedom, that the saviors are actually the real killers, that behind a health diktat the gap between rich and poor has become obscene. Many normal people prefer the fog where they can still simulate the past, to the harsh truth. the veil of invisibility protects them from intense anger and the knowledge that the wealthy elites who run the world and control the media lie to them about everything and regard them with contempt, all the more evident the more sloppy and easily contestable their lie is. But this would require a commensurate response to propaganda: that is, rebellion. It would raise the moral need to look decisively at reality, to make connections between wealth and power that have been banned for some time because they are too embarrassing for institutional arrangements or investigations on the origin and the scipi of a certain intellectually begging but politically hyperactive philanthropy. But this would also lead us to ask ourselves where the protagonists in various capacities of mainstream information get their money and therefore what credibility they have and this would also allow us not to abandon ourselves completely to the lie, to get informed and therefore to become aware of the narrative. For this reason the fog is welcome, it leaves us in peace in the quality of obedient subjects and at the same time hides the bonds of subjection. It feels like being in Eugene O Neil's “long journey into the night,” the fog is where I wanted to be. It was what I wanted: to be alone with myself in another world where the truth is not true and life can hide from itself ... Who wants to see life as it is, if they can avoid it? " And since the fog is cold and humid, it muffles the world, dulls the sensations, we do not notice the chains that tighten slowly around the hands and feet in the form of initially harmless pads: when finally the artificial mist that we create in our defense is it will disappear and everything will be clear, with clear outlines, we will be able to look at the panorama knowing that we will no longer have a chance. At that point someone will understand that the psychoanalytic problem did not concern the extremists of freedom, but the faithful of the official versions or the extremists of repression.
 
Niebla mental de una progenie diabólica. A muchos les gusta la niebla que esconde las cosas a pocos metros de distancia: para que puedan caminar sin poder ver ni detrás, ni por delante, ni a derecha ni a izquierda, pero lo suficiente para evitar chocar. La falta de visión es el verdadero cáncer de la contemporaneidad occidental, lo que permite vivir sin cuestionar jamás los fundamentos del sistema, lo que permite contentarse con consignas pegadizas y sugerentes en lugar de explicaciones. El hecho de que la esfera de visibilidad conceptual y política sea tan estrecha y carente de perspectivas también nos permite aceptar cualquier abominación sin rebelarnos como un mecanismo de defensa fácil: al cabo de un tiempo avanzamos a ciegas sin saber dónde ni por qué no podemos. había cometido un error todo lo que había aceptado paso a paso su propia ruina. El de las ideas, los ideales, pero cada vez más también el económico. Si tuviéramos que rebelarnos ahora no podríamos hacerlo contra esto o aquello, tomar un chivo expiatorio y fingir estar en política, fingir ser ciudadanos, tirarles pelotas como en el Luna Park, deberíamos tomar nota de la mutación general de poder y actuar en consecuencia sabiendo que tenemos que emprender una dura batalla para imponer un nuevo pacto social, dado que el existente ha sido definitivamente destruido por la falsa pandemia. . En cambio la niebla te protege de la perspectiva de participar realmente y deja espacio para seguir jugando haciéndote creer que es un asunto grave que te aferres a pedazos de roca que alguna vez hubieran sido rechazados, se repite que las autoridades actúen. por el monstruo bueno, que el covid no es una gripe sino un monstruo voraz de vidas, que las vacunas siempre son algo bueno, que los problemas vienen exclusivamente de los que no se nublan y gritan inútilmente que les están quitando sus derechos y su libertad , que los salvadores son en realidad los verdaderos asesinos, que detrás de un dictado de salud la brecha entre ricos y pobres se ha vuelto obscena. Mucha gente normal prefiere la niebla, donde todavía pueden simular el pasado, a la cruda verdad. el velo de la invisibilidad los protege de la ira intensa y del conocimiento de que las élites ricas que dirigen el mundo y controlan los medios de comunicación les mienten sobre todo y los miran con desprecio, tanto más evidente cuanto más descuidada y fácilmente discutible es su mentira. Pero esto requeriría una respuesta acorde a la propaganda: es decir, rebelión. Despertaría la necesidad moral de mirar con decisión la realidad, de hacer conexiones entre riqueza y poder que están prohibidas desde hace algún tiempo porque son demasiado embarazosas para los arreglos institucionales o las investigaciones sobre el origen y el scipi de una cierta mendicidad intelectual pero políticamente hiperactiva. filantropía. Pero esto también nos llevaría a preguntarnos de dónde sacan su dinero los protagonistas en diversas capacidades de la información mainstream y por tanto qué credibilidad tienen y esto también nos permitiría no abandonarnos por completo a la mentira, informarnos y por tanto tomar conciencia. de la narrativa. Por eso la niebla es bienvenida, nos deja en paz en la calidad de sujetos obedientes y al mismo tiempo esconde los lazos de sujeción. Se siente como estar en el "largo viaje hacia la noche" de Eugene O Neil, la niebla es donde quería estar. Era lo que quería: estar solo conmigo mismo en otro mundo donde la verdad no es verdad y la vida se puede esconder de sí misma ... ¿Quién quiere ver la vida como es, si puede evitarla? Y como la niebla es fría y húmeda, amortigua el mundo, embota las sensaciones, no notamos las cadenas que se aprietan lentamente alrededor de manos y pies en forma de almohadillas inicialmente inofensivas: cuando finalmente la niebla artificial que creamos en nuestro La defensa es que desaparecerá y todo quedará claro, con trazos claros, podremos mirar el panorama sabiendo que ya no tendremos oportunidad. En ese momento, alguien entenderá que el problema psicoanalítico no concierne a los extremistas de la libertad, sino a los fieles de las versiones oficiales o los extremistas de la represión.
 
 
Brouillard mental d'une progéniture diabolique. Beaucoup aiment le brouillard qui cache les choses à quelques mètres seulement : ils peuvent ainsi marcher sans pouvoir voir ni derrière, ni devant, ni à droite ou à gauche, mais juste assez pour éviter de s'écraser. Le manque de vision est le véritable cancer de la contemporanéité occidentale, ce qui permet de vivre sans jamais remettre en cause les fondamentaux du système, qui permet de se contenter de slogans accrocheurs et suggestifs au lieu d'explications. Le fait que la sphère de visibilité conceptuelle et politique soit si étroite et dépourvue de perspectives nous permet aussi d'accepter n'importe quelle abomination sans se révolter comme un mécanisme de défense facile : au bout d'un moment on avance aveuglément sans savoir où ni pourquoi on ne peut pas finalement s'en rendre compte. il s'était trompé tout en acceptant pas à pas sa propre ruine. Celui des idées, des idéaux, mais de plus en plus aussi l'économique. Si on se rebellait maintenant on ne pourrait pas le faire contre ceci ou cela, prendre un bouc émissaire et faire semblant d'être en politique, se faire passer pour des citoyens, leur lancer des balles comme au Luna Park, il faudrait prendre acte de la mutation globale de pouvoir et agir en conséquence sachant que nous devons mener une rude bataille pour imposer un nouveau pacte social, étant donné que celui qui existe a été définitivement détruit par la fausse pandémie. . Au lieu de cela le brouillard vous protège de la perspective de vraiment participer et laisse de la place pour continuer à jouer en vous faisant croire que c'est une affaire sérieuse que vous vous accrochez à des morceaux de roche qui autrefois auraient été rejetés, on répète que les autorités prennent des mesures. pour le bon monstre, que le covid n'est pas une grippe mais un monstre vorace de vies, que les vaccins sont toujours une bonne chose, que les problèmes viennent exclusivement de ceux qui ne sont pas embrumés et crient inutilement qu'ils leur enlèvent leurs droits et liberté , que les sauveurs sont en fait les vrais tueurs, que derrière un diktat de santé le fossé entre riches et pauvres est devenu obscène. Beaucoup de gens normaux préfèrent le brouillard où ils peuvent encore simuler le passé, à la dure vérité. le voile de l'invisibilité les protège d'une colère intense et de la connaissance que les élites riches qui dirigent le monde et contrôlent les médias leur mentent sur tout et les regardent avec mépris, d'autant plus évident que leur mensonge est plus bâclé et facilement contestable. Mais cela exigerait une réponse proportionnée à la propagande : c'est-à-dire la rébellion. Elle susciterait le besoin moral de porter un regard décisif sur la réalité, de faire des rapprochements entre richesse et pouvoir interdits depuis quelque temps car trop gênants pour des montages institutionnels ou des enquêtes sur l'origine et les scipi d'une certaine mendicité intellectuelle mais politiquement hyperactive philanthropie. Mais cela nous conduirait aussi à nous demander où les protagonistes à divers titres de l'information grand public tirent leur argent et donc quelle crédibilité ils ont et cela nous permettrait aussi de ne pas nous abandonner complètement au mensonge, de s'informer et donc de prendre conscience du récit. Pour cette raison le brouillard est le bienvenu, il nous laisse en paix dans la qualité de sujets obéissants et cache en même temps les liens de sujétion. J'ai l'impression d'être dans le « long voyage dans la nuit » d'Eugene O Neil, le brouillard est là où je voulais être. C'était ce que je voulais : être seul avec moi-même dans un autre monde où la vérité n'est pas vraie et la vie peut se cacher d'elle-même... Qui veut voir la vie telle qu'elle est, s'il peut l'éviter ?" Et comme le brouillard est froid et humide, il étouffe le monde, émousse les sensations, on ne remarque pas les chaînes qui se resserrent lentement autour des mains et des pieds sous forme de coussinets initialement inoffensifs : quand enfin la brume artificielle que l'on crée dans notre la défense c'est qu'il va disparaître et que tout sera clair, avec des contours clairs, on pourra regarder le panorama en sachant qu'on n'aura plus aucune chance. On comprendra alors que le problème psychanalytique ne concernait pas les extrémistes de la liberté, mais les fidèles des versions officielles ou les extrémistes de la répression.