11. ago, 2021

Quando il diavolo brucia nella sua stessa menzogna.

Quando il diavolo brucia nella sua stessa menzogna.
Nonostante la schiacciante linea di fuoco vaccinale, in sempre più paesi ci si sta rendendo conto che l’immunità di gregge non può essere ottenuta attraverso la vaccinazione, ma che solo le difese che si creano a contatto col virus reale possono conferire una buona robusta immunità generale. Questo fino a due anni era l’abc della scienza medica visto che è praticamente impossibile ottenere lo sviluppo di difese efficaci in caso di malattie respiratorie con vaccinazioni che non creano immunità nel portale di ingresso, cioè nelle vie aeree superiori, ma solo nel sangue. Un problema che è stato sempre alla base della scarsa efficacia dei vaccini anti influenzali cosa questa tenuta sempre seminascosta perché significa almeno un miliardo di dosi l’anno e guadagni stratosferici a cui tutto il mondo sanitario partecipa, magari solo con qualche briciola. Quel tanto che basta per tenere in piedi la giostra.
Per fortuna ogni tanto qualcuno rompe la ignobile coltre di silenzio che circonda queste ovvietà colpendo la scienza dei folli profitti: in questo caso si tratta del capo epidemiologo dell’Islanda, Þórólfur Guðnason, che si è trovato di fronte a una situazione del tutto imprevedibile, cioè con una popolazione vaccinata al 93 per cento e contemporaneamente la più grande ondata di Covid dall’inizio della narrazione pandemica. A questo punto Guðnason esprime la sua delusione per il fatto che l’immunità di gregge non sia stata raggiunta con la vaccinazione e sostiene che bisogna raggiungere l’immunità collettiva facendo circolare il virus, ottenendo cosi una buona difesa contro il coronavirus e anche le sue varianti; si tratta solo di curare tempestivamente le persone che per età o per altre patologie potrebbero avere forme più severe della malattia. Egli non ha fatto che ripetere ciò che qualche giorno fa aveva sostenuto il ricercatore Elías Eyþórsson, dell’Ospedale universitario nazionale d’Islanda: “Odio portare cattive notizie, ma l’Islanda (il 93% della popolazione di età pari o superiore a 16 anni è vaccinata) sta vivendo la sua più grande ondata di Covid-19 fino ad oggi. In questo momento, penso che sia irragionevole presumere che una maggiore copertura vaccinale porterà all’immunità di gregge”.
Già tutti odiano portare notizie che posano deprimere gli enormi profitti di Big Pharma, ma pare che l’Islanda voglia sottrarsi all’inutile rito della terza dose che si tra già rivelando un flop in Israele. Ma non è detto che vinca il buon senso: è da un anno e mezzo che viene quotidianamente sconfitto.
Nota:Più che alla commedia siamo alla farsa perché l’Oms ha cambiato per la terza volta definizione di immunità di gregge nell’arco di un anno: dapprincipio essa veniva definita come la percentuale di popolazione immunizzata sia naturalmente, sia con i vaccini sufficiente a fermare l’estensione del contagio. Poi nell’ottobre dell’anno scorso, in vista e in aiuto delle massicce campagne vaccinali è stata presa in considerazione solo l’immunità conferita dai vaccini, anche se il livello di questa era pressoché sconosciuto, mentre più o meno un mese e mezzo fa quando si è visto che le campagne vaccinali aumentavano i contagi si è ritornati a considerare anche l’immunità naturale. Insomma scienza a la carte che dipende dal menù di Big Pharma.

La conclusione che si può trarre da tutto questo è che vaccinare un gran numero di persone già naturalmente protette  per contatto diretto o immunità crociata è certamente controproducente e non c’è la minima evidenza che migliori le difese e aumenti la cosiddetta immunità di gregge o di gruppo ( vedi nota). In realtà è probabile che sia proprio il contrario. La quota di vaccinazione totalitaria prevista al minimo del 70% non può essere giustificata da nulla, solo dal fatto che i nostri soldi vengono trasferiti nelle casse dei produttori di vaccini e dei loro investitori che poi rappresentano la finanza e dunque nel senso più proprio il sistema nel quale viviamo. In queste condizioni è assolutamente assurdo l’indebita pressione che si fa sulla vaccinazione, anzi è di fatto immorale perché in nuovi studi confermano che molte persone non sono affatto indifese contro il coronavirus e questo vale in particolare per i bambini che molto spesso hanno raffreddori causati dai coronavirus “normali”. Vaccinare i bambini è quindi tanto più irresponsabile, anche se ovviamente è un enorme affare anche perché i rischi da vaccino sono più alti di quelli portati dalla malattia e in particolare il rischio di contrarre miocarditi.

 

Cuando el diablo arde en su propia mentira. A pesar de la abrumadora línea de fuego de las vacunas, cada vez más países se están dando cuenta de que la inmunidad colectiva no se puede lograr mediante la vacunación, sino que solo las defensas creadas en contacto con el virus real pueden conferir una buena inmunidad robusta. Hasta dos años este fue el abc de la ciencia médica ya que es prácticamente imposible obtener el desarrollo de defensas efectivas en el caso de enfermedades respiratorias con vacunas que no crean inmunidad en el portal de entrada, es decir, en las vías respiratorias superiores, pero solo en la sangre. Un problema que siempre ha estado en la raíz de la baja eficacia de las vacunas antigripales, que siempre se mantiene medio oculto porque significa al menos mil millones de dosis al año y ganancias estratosféricas en las que participa todo el mundo de la salud, quizás solo con unos pocos. migas. Lo suficiente para mantener el carrusel en pie. Afortunadamente, de vez en cuando alguien rompe el innoble manto de silencio que rodea estas trivialidades golpeando la ciencia de las ganancias locas: en este caso es el epidemiólogo jefe de Islandia, Þórólfur Guðnason, quien se encontró frente a una situación completamente impredecible, que es decir, con una población vacunada al 93 por ciento y simultáneamente la ola más grande de Covid desde el comienzo de la narrativa de la pandemia. En este punto Guðnason expresa su decepción porque no se ha logrado la inmunidad colectiva con la vacunación y argumenta que la inmunidad colectiva debe lograrse haciendo circular el virus, obteniendo así una buena defensa contra el coronavirus y también sus variantes; sólo se trata de tratar con prontitud a las personas que, por la edad u otras patologías, pudieran padecer formas más graves de la enfermedad. No hizo más que repetir lo que hace unos días el investigador Elías Eyþórsson, del Hospital Universitario Nacional de Islandia había argumentado: “Odio traer malas noticias, pero Islandia (el 93% de la población de 16 y más años está vacunada) está experimentando su mayor ola de Covid-19 hasta la fecha. En este momento, creo que no es razonable suponer que una mayor cobertura de vacunación conducirá a la inmunidad colectiva ". Ya todo el mundo odia traer noticias que puedan deprimir las enormes ganancias de las grandes farmacéuticas, pero parece que Islandia quiere escapar del rito inútil de la tercera dosis que ya está demostrando ser un fracaso en Israel. Pero el sentido común no necesariamente gana: ha sido derrotado todos los días durante un año y medio. Nota: Somos más una farsa que una comedia porque la OMS cambió la definición de inmunidad colectiva por tercera vez en el espacio de un año: en un principio se definió como el porcentaje de la población inmunizada tanto de forma natural como con vacunas suficientes para detener la propagación de la infección. Luego, en octubre del año pasado, en vista y en apoyo de las campañas de vacunación masiva, solo se consideró la inmunidad conferida por las vacunas, aunque el nivel de esta era casi desconocido, mientras que hace más o menos un mes y medio cuando Se observó que las campañas de vacunación aumentaron el número de infecciones, también se consideró la inmunidad natural. En definitiva, ciencia a la carta que depende del menú de las grandes farmacéuticas.

 La conclusión que se puede extraer de todo esto es que vacunar a un gran número de personas que ya están naturalmente protegidas por contacto directo o inmunidad cruzada es ciertamente contraproducente y no hay la menor evidencia de que mejore las defensas y aumente la denominada inmunidad de manada o de grupo. (ver nota). En realidad, es probable que sea todo lo contrario. La cuota de vacunación total prevista en un mínimo del 70% no puede justificarse por nada, solo por el hecho de que nuestro dinero se transfiera a las arcas de los productores de vacunas y sus inversores, que luego representan la financiación y, por lo tanto, en el sentido más adecuado, el sistema en que vivimos. En estas condiciones la presión indebida sobre la vacunación es absolutamente absurda, de hecho es realmente inmoral porque en nuevos estudios confirman que muchas personas no están del todo indefensas frente al coronavirus y esto es especialmente cierto para los niños que muy a menudo tienen resfriados provocados por "normales". " coronavirus. Por lo tanto, vacunar a los niños es aún más irresponsable, incluso si obviamente es un gran negocio también porque los riesgos de la vacuna son más altos que los provocados por la enfermedad y, en particular, el riesgo de contraer miocarditis.

 

 When the devil burns in his own lie. Despite the overwhelming vaccine line of fire, more and more countries are realizing that herd immunity cannot be achieved through vaccination, but that only the defenses created in contact with the real virus can confer good robust immunity. general. Up to two years this was the abc of medical science since it is practically impossible to obtain the development of effective defenses in the case of respiratory diseases with vaccinations that do not create immunity in the entrance portal, that is, in the upper airways, but only in the blood. A problem that has always been at the root of the low efficacy of flu vaccines, which is always kept half-hidden because it means at least a billion doses a year and stratospheric earnings in which the whole healthcare world participates, perhaps only with a few crumbs. Just enough to keep the carousel standing. Fortunately, every now and then someone breaks the ignoble blanket of silence that surrounds these trivia by hitting the science of insane profits: in this case it is the chief epidemiologist of Iceland, Þórólfur Guðnason, who found himself faced with a completely unpredictable situation, that is, with a population vaccinated at 93 percent and simultaneously the largest wave of Covid since the beginning of the pandemic narrative. At this point Guðnason expresses his disappointment that herd immunity has not been achieved with vaccination and argues that collective immunity must be achieved by circulating the virus, thus obtaining a good defense against the coronavirus and also its variants; it is only a question of promptly treating people who, due to age or other pathologies, could have more severe forms of the disease. He did nothing but repeat what a few days ago the researcher Elías Eyþórsson, of the National University Hospital of Iceland had argued: “I hate bringing bad news, but Iceland (93% of the population aged 16 or over years is vaccinated) is experiencing its biggest wave of Covid-19 to date. Right now, I think it's unreasonable to assume that increased vaccination coverage will lead to herd immunity. " Already everyone hates to bring news that could depress Big Pharma's enormous profits, but it seems that Iceland wants to escape the useless rite of the third dose that is already proving to be a flop in Israel. But common sense does not necessarily win: it has been defeated every day for a year and a half. Note: We are more of a farce than comedy because WHO changed the definition of herd immunity for the third time in the space of a year: at first it was defined as the percentage of the population immunized both naturally and with vaccines sufficient to stop the spread of the infection. Then in October of last year, in view of and in aid of the massive vaccination campaigns, only the immunity conferred by vaccines was considered, even if the level of this was almost unknown, while more or less a month and a half ago when it was seen that vaccination campaigns increased the number of infections, natural immunity was also considered. In short, a la carte science that depends on the Big Pharma menu.

The conclusion that can be drawn from all this is that vaccinating large numbers of people already naturally protected by direct contact or cross immunity is certainly counterproductive and there is not the slightest evidence that it improves defenses and increases so-called herd or herd immunity. group (see note). In reality it is likely to be quite the opposite. The total vaccination quota envisaged at a minimum of 70% cannot be justified by anything, only by the fact that our money is transferred to the coffers of vaccine producers and their investors who then represent the finance and therefore in the most proper sense the system in which we live. In these conditions the undue pressure on vaccination is absolutely absurd, indeed it is actually immoral because in new studies they confirm that many people are not at all defenseless against the coronavirus and this is especially true for children who very often have colds caused from "normal" coronaviruses. Vaccinating children is therefore all the more irresponsible, even if obviously it is a huge business also because the risks from the vaccine are higher than those brought by the disease and in particular the risk of contracting myocarditis.