10. ago, 2021

Il diavolo ha Facile gioco sull`ignoranza mentale delle persone.

Il diavolo ha Facile gioco sull`ignoranza mentale delle persone.
Qui siamo immersi in un mondo a rovescio , cupo, triste, governato da imbelli individui, abitato da melanconici ipocondriaci individui mascherinati, vergognosi, incarogniti , sottomessi, succubi di un regime che ha fatto sprofondare il Paese in preda a crisi economica, morale e di sistema, con individui senza più orgoglio, futuro, identità obbligati persino a “vendere » il proprio corpo in cambio di una parvenza di liberta.
Da giorni tocca subire le lezioni degli addetti al linciaggio, equipaggiati con una vasta e variegata attrezzatura culturale e morale in aggiunta al sapere scientifico trasfuso loro- probabilmente- tramite vaccinazione.
Non essendo ammesso l’irresponsabile costituirsi di un fronte di opposizione al governo non è il caso di spendersi contro la riforma Cartabia: di conseguenza si limitano il rispetto dello stato di diritto all’anatema lanciato contro cittadini che, non essendo il preparato obbligatorio, non stanno violando alcuna legge.
Men che mai è il caso di guardare alla luna, meglio dunque fermarsi al dito sostenendo la opportunità dell’estensione del green pass ai lavoratori della scuola, tenuti rispettosamente a dare il buon esempio e a sostituirsi, col sacrificio personale e l’abiura a una decisione presa consapevolmente, a misure che non sono state adottate: quelle della messa in sicurezza di scuole e mezzi di trasporto, del reperimento di nuovi spazi e nuove aule, dell’assunzione di personale, della programmazioni di orari scansionati.
E non parliamo della pedagogia mirata a incrementare la percezione dei diritti che fanno da impalcatura alla democrazia doverosamente e inevitabilmente sospesa per via della pandemia, che consisterebbe nel “far decidere a chi sa”, o della libertà che, secondo una massima abusata oltre che da filosofi, da laureati dell’università della strada sui social, va a consumo, si vende e si compra a chilo, si può tirare o restringere in modo che la proprio non superi i confini altrui disegnati dagli stessi che hanno sostituito Schengen col salvacondotto verde.
Questo bagaglio di sapere, in gran parte di seconda e terza mano, costruito sulle esternazioni spericolate della passarella di rappresentanti della comunità scientifica e accademica, è diventato l’arma contundente dell’esecuzione sommaria della plebaglia populista, imbarbarita e retrograda, condizionata da una politica rampante che li spinge dissennatamente in piazze “malate… foriere di sciagura, gravide di presagi inquietanti e di ombre nere, con un pesante retrogusto fascistoide”, colpevole di non fidarsi della Scienza e dei competenti, autori di un inanellarsi di catastrofi ambientali (Seveso, Bhopal, Exxon Valdez), “chimiche” e sanitarie (DDT, talidomide), tecniche (Titanic, Zeppelin), economiche (liberalizzazioni, austerità) tanto per citarne alcune, frutto di teorie, processi e paradigmi che alla verifica si sono rivelati sbagliati, fallaci, insensati per via di una inestinguibile ambizione combinata con la hybris tracotante e sopraffattrice.
Ma come se non bastasse ci vengono servite anche impareggiabili lezioni di storia a cura di chi da mesi usa il termine negazionista a indicare chi esige dati certi su entità e gravità di una epidemia, chi osa contestare le scelte dei governi che si sono avvicendati, o denunciare che ogni presunta recrudescenza sia imputabile alle cattive abitudini dei riottosi, ai comportamenti scriteriati dei corridori nei parchi, alle dissipatezza di organizzatori di barbecue in terrazza, irriguardosi degli sforzi di esecutivi che non hanno investito un quattrino nel rafforzamento degli irrinunciabili reparti di intensiva, del potenziamento della medicina di base, dell’arruolamento di personale medico e paramedico, preferendo dirottare risorse verso le guarnigioni del generale Stato preposto alla campagna militar-vaccinale, in modo che non rimpiangano il dispositivo di armi rimpolpato e rinnovato per compiacere il guardiano del mondo balbettante il suo delirio guerrafondaio.
A destare scandalo in chi abusa di una definizione che designa quella forma più estrema di revisionismo che non si limita a reinterpretare fenomeni e azioni imputabili al fascismo e al nazismo ma si spinge fino a negarne l’esistenza, è la indecorosa equiparazione del lasciapassare e dei suoi effetti progressivi con misure e provvedimenti di apartheid, discriminazione fino alla persecuzione che hanno segnato la storia.
E ecco gente che ha tollerato che la storia venisse scritta da persone mentalmente incapaci, e che poi venisse interpretata dai pacificatori, padri del confronto infame tra carnefici e vittime, Fratelli Cervi e ragazzi di Salò, spiegarci che è aberrante l’equiparazione, questa in particolare, che quella tra fascisti e partigiani o quella effettuata dall’Europarlamento tra comunismo e nazismo sono invece autorizzate.

Sfoggiando referenza familiari di antifascismo e il coretto di Bella Ciao al balcone, si sentono autorizzati a biasimare chi coerentemente con la stessa loro evocazione verbale, osa paragonare le odierne misure con quelle del passato, pur esigendo a gran voce che i disertori vengano riconosciuti, rintracciati e colpiti grazie a un segno identificativo, un marchio della vergogna che contrassegni il loro venir meno a virtù civiche e coesione sociale.
La tesi che sostengono è la stessa di una storiografia che, per assolvere chi vedeva, sapeva, ma girava gli occhi, magari approfittando delle opportunità offerte per liberarsi della concorrenza sleale, finge che il Manifesto della razza degli scienziati e le leggi razziali avessero avuto effetti trascurabili e “sopportabili” e che la condanna della Storia si debba eseguire solo dopo il patto scellerato di Mussolini con Hitler.
E il percorso per creare l’immagine di un nemico pericoloso per il popolo, riluttante a integrarsi nella società, era stato graduale, il processo che doveva alimentare disgusto, nausea, rifiuto aveva cominciato con la riprovazione, poi con l’emarginazione e infine con la criminalizzazione, gli ebrei, come gli antifascisti, prima venivano messi da parte, la carriera bloccata, poi licenziati, espulsi con disonore dall’esercito, sospesi dall’insegnamento, cacciati dalle scuole, ma anche dai circoli culturali o sportivi, in modo da trasmettere il messaggio che era un consorzio civile moralmente sano che si liberava di un bubbone velenoso e dei suoi contagi.
E dire che tutti dovremmo avere i titoli se lo volessimo per riconoscere e chiedere il bando di leggi liberticide, tante ne abbiamo dovute sopportare per autorizzare reazioni, regole e poteri speciali nei casi di emergenza.
Come chiamare infatti le leggi di polizia mirate a imbavagliare e reprimere le proteste di piazza contro Leggi assurde, come chiamare la legge Reale che in nome del contrasto al terrorismo ha limitato diritti costituzionali, come chiamare le disposizioni che per circoscrivere i fenomeni migratori hanno preso di mira gli ultimi, colpevoli di povertà e offesa al decoro.
Come chiamare i corollari alle più di 50 misure “per” l’occupazione che hanno promosso precarietà, insicurezza, restrizione dei diritti sindacali, e che hanno aperto la strada al Jobs Act grazie al quale le multinazionali possono applicare una sorveglianza totale sui dipendenti, sui loro orari e comportamenti fuori dall’azienda, sull’ostracismo alla presenza delle rappresentanze.
È che è proprio così, come per la rana gettata nell’acqua fredda che via via viene riscaldata, crede di abituarsi e resistere e finisce invece bollita. Chi pensa che il contrasto a una misura lesiva dell’autodeterminazione e delle scelte di coscienza sia una battaglia di retroguardia, è dentro al pentolone e pensa di salvarsi perché è in compagnia, perché ha pagato la legna che viene aggiunta al fuoco, perché pensa che il cuoco non possa fare a meno di lui, mentre invece è pronto a spolparlo buttando via anche gli ossicini.

 

The devil has an easy game about people's mental ignorance. Here we are immersed in a world upside down, gloomy, sad, governed by cowardly individuals, inhabited by melancholy hypochondriacs, masked, shameful, incognitous, submissive individuals, subjected to a regime that has plunged the country into the grip of an economic, moral and moral crisis. system, with individuals with no more pride, future, identity forced even to "sell" their bodies in exchange for a semblance of freedom. For days he has had to undergo the lessons of lynching officers, equipped with a vast and varied cultural and moral equipment in addition to the scientific knowledge transfused to them - probably - through vaccination. Since the irresponsible establishment of an opposition front to the government is not allowed, it is not necessary to spend oneself against the Cartabia reform: consequently, respect for the rule of law is limited to the anathema launched against citizens who, not being the obligatory preparation, do not they are violating any law. Let alone look at the moon, so it is better to stop at your finger by supporting the opportunity of extending the green pass to school workers, respectfully required to set a good example and to substitute themselves, with personal sacrifice and the abjuration of a decision. consciously taken to measures that have not been adopted: those of securing schools and means of transport, finding new spaces and new classrooms, hiring staff, scheduling scanned timetables. And we are not talking about pedagogy aimed at increasing the perception of the rights that are the scaffolding of democracy which is dutifully and inevitably suspended due to the pandemic, which would consist in "making those who know decide", or the freedom that, according to a maxim that is abused as well as by philosophers, as graduates of the university of the street on social networks, it goes to consumption, it is sold and bought by the kilo, it can be pulled or tightened so that one's own does not exceed the borders of others drawn by the same ones who replaced Schengen with the green safe conduct. This baggage of knowledge, largely second and third hand, built on the reckless externalizations of representatives of the scientific and academic community, has become the blunt weapon of the summary execution of the populist mob, barbaric and retrograde, conditioned by a political rampant who foolishly pushes them into "sick ... harbingers of disaster, pregnant with disturbing omens and black shadows, with a heavy fascist aftertaste", guilty of not trusting science and the competent, authors of a ringing of environmental catastrophes (Seveso, Bhopal, Exxon Valdez), "chemical" and sanitary (DDT, thalidomide), techniques (Titanic, Zeppelin), economic (liberalization, austerity) just to name a few, the result of theories, processes and paradigms that proved wrong upon verification, fallacious, foolish because of an inextinguishable ambition combined with arrogant and overwhelming hubris. But as if that weren't enough, we are also served unparalleled history lessons by those who for months have used the term denier to indicate those who demand certain data on the extent and severity of an epidemic, those who dare to contest the choices of governments that have alternated, or denounce that any alleged resurgence is attributable to the bad habits of the rioters, the reckless behavior of the runners in the parks, the dissipation of the organizers of barbecues on the terrace, disrespectful of the efforts of executives who have not invested a penny in strengthening the indispensable intensive departments, the strengthening of basic medicine, of the recruitment of medical and paramedical personnel, preferring to divert resources to the garrisons of the general State in charge of the military-vaccination campaign, so that they do not regret the weapons device revamped and renewed to please the guardian of the stammering world his warmongering delirium. What causes scandal in those who abuse a definition that designates that most extreme form of revisionism which is not limited to reinterpreting phenomena and actions attributable to fascism and Nazism but goes so far as to deny their existence, is the indecorous equation of the pass and the its progressive effects with measures and provisions of apartheid, discrimination and persecution that have marked history. And here are people who tolerated that history was written by mentally incapable people, and that it was then interpreted by the peacemakers, fathers of the infamous confrontation between executioners and victims, Fratelli Cervi and boys of Salò, explain to us that the equation is aberrant, this in particular, that that between fascists and partisans or that carried out by the European Parliament between communism and nazism are instead authorized.
Showing off familiar references of anti-fascism and Bella Ciao's choir on the balcony, they feel authorized to blame those who consistently with their verbal evocation, dare to compare today's measures with those of the past, while clamoring for deserters to be recognized, traced and struck thanks to an identifying sign, a mark of shame that marks their failure to civic virtue and social cohesion. The thesis they hold is the same as a historiography which, in order to absolve those who saw, knew, but turned their eyes, perhaps taking advantage of the opportunities offered to get rid of unfair competition, pretends that the Manifesto of the race of scientists and the racial laws had had effects. negligible and "bearable" and that the condemnation of history should be carried out only after Mussolini's infamous pact with Hitler. And the path to create the image of a dangerous enemy for the people, reluctant to integrate into society, had been gradual, the process that had to feed disgust, nausea, rejection had begun with disapproval, then with marginalization and finally with criminalization, Jews, like anti-fascists, were first put aside, their careers blocked, then dismissed, dishonorably expelled from the army, suspended from teaching, expelled from schools, but also from cultural or sports circles, in order to convey the message that it was a morally sound civil consortium getting rid of a poisonous bubo and its infections. And to say that we should all have the titles if we wanted to recognize and ask for the ban on liberticide laws, we have had to endure so many to authorize reactions, rules and special powers in cases of emergency. In fact, how can we call the police laws aimed at gagging and repress the street protests against absurd laws, how can we call the Royal law which in the name of the fight against terrorism has limited constitutional rights, how to call the provisions that have taken to circumscribe migratory phenomena it aims at the least, guilty of poverty and an offense to decency. How to call the corollaries to the more than 50 measures "for" employment that have promoted precariousness, insecurity, restriction of trade union rights, and that have paved the way for the Jobs Act thanks to which multinationals can apply total surveillance on employees, on their schedules and behavior outside the company, on ostracism in the presence of representatives. It is just like that, as with the frog thrown into cold water that is gradually heated, it thinks it gets used to and resist and ends up boiled instead. Anyone who thinks that the contrast to a measure detrimental to self-determination and choices of conscience is a rearguard battle, is inside the cauldron and thinks of saving himself because he is in company, because he has paid for the wood that is added to the fire, because he thinks that the cook cannot do without him, while instead he is ready to remove the meat by throwing away the bones.
 
El diablo tiene un juego fácil sobre la ignorancia mental de la gente. Aquí estamos inmersos en un mundo al revés, lúgubre, triste, gobernado por individuos cobardes, habitado por hipocondríacos melancólicos, individuos enmascarados, vergonzosos, incógnitos, sumisos, sometidos a un régimen que ha sumido al país en las garras de una situación económica, moral. y sistema de crisis moral, con individuos sin más orgullo, futuro, identidad forzados incluso a "vender" sus cuerpos a cambio de una apariencia de libertad. Durante días ha tenido que someterse a las lecciones de los linchadores, dotados de un vasto y variado equipamiento cultural y moral, además de los conocimientos científicos que se les transfunden -probablemente- a través de la vacunación. Como no se permite el establecimiento irresponsable de un frente de oposición al gobierno, no es necesario gastarse en contra de la reforma de Cartabia: en consecuencia, el respeto al estado de derecho se limita al anatema lanzado contra los ciudadanos que, al no ser la preparación obligatoria , no están violando ninguna ley. Y mucho menos mirar a la luna, por eso es mejor detenerse en el dedo apoyando la oportunidad de extender el pase verde a los trabajadores escolares, respetuosamente obligados a dar un buen ejemplo y a sustituirse, por el sacrificio personal y la abjuración de una decisión. .. tomado conscientemente las medidas que no se han adoptado: las de asegurar escuelas y medios de transporte, buscar nuevos espacios y nuevas aulas, contratar personal, programar horarios escaneados. Y no estamos hablando de una pedagogía orientada a incrementar la percepción de los derechos que son el andamiaje de la democracia que se suspende obediente e inevitablemente debido a la pandemia, que consistiría en "hacer decidir a los que saben", o la libertad que, según a una máxima que es abusada tanto como por los filósofos, como egresados ​​de la universidad de la calle en las redes sociales, se va al consumo, se vende y se compra por kilo, se puede tirar o apretar para que el propio no lo haga. sobrepasar las fronteras de otras trazadas por los mismos que sustituyeron a Schengen con el salvoconducto verde. Este bagaje de conocimientos, en gran parte de segunda y tercera mano, construido sobre las exteriorizaciones imprudentes de representantes de la comunidad científica y académica, se ha convertido en el arma contundente de la ejecución sumaria de la mafia populista, bárbara y retrógrada, condicionada por una política desenfrenada que tontamente los empuja a "enfermos ... presagios del desastre, preñados de inquietantes presagios y sombras negras, con un pesado regusto fascista", culpables de desconfiar de la ciencia y de los competentes, autores de un repiqueteo de catástrofes ambientales (Seveso, Bhopal, Exxon Valdez ), "químico" y sanitario (DDT, talidomida), técnicas (Titanic, Zeppelin), económico (liberalización, austeridad) solo por nombrar algunos, el resultado de teorías, procesos y paradigmas que resultaron incorrectos tras la verificación, falaz, tonta porque de una ambición inextinguible combinada con arrogancia y arrogancia abrumadora. Pero por si fuera poco, también nos sirven lecciones de historia incomparables quienes durante meses han utilizado el término negacionista para indicar a quienes exigen ciertos datos sobre la extensión y gravedad de una epidemia, quienes se atreven a cuestionar las elecciones de los gobiernos. que han alternado, o denuncian que cualquier presunto resurgimiento es imputable a las malas costumbres de los alborotadores, el comportamiento imprudente de los corredores en los parques, la disipación de los organizadores de parrilladas en la terraza, irrespetuosos a los esfuerzos de los ejecutivos que no han invirtió un centavo en el fortalecimiento de los indispensables departamentos intensivos, el fortalecimiento de la medicina básica, del reclutamiento de personal médico y paramédico, prefiriendo desviar recursos a las guarniciones del Estado general a cargo de la campaña de vacunación militar, para que no Lamento el dispositivo de armas renovado y renovado para complacer al guardián del mundo tartamudo de su delirio belicista. Lo que provoca escándalo en quienes abusan de una definición que designa esa forma más extrema de revisionismo que no se limita a reinterpretar fenómenos y acciones atribuibles al fascismo y al nazismo sino que llega a negar su existencia, es la indecorosa ecuación del pase y el sus efectos progresivos con medidas y disposiciones de apartheid, discriminación y persecución que han marcado la historia. Y aquí hay gente que toleraba que la historia la escribieran personas mentalmente incapaces, y que luego fuera interpretada por los pacificadores, padres del infame enfrentamiento entre verdugos y víctimas, Fratelli Cervi y los chicos de Salò, nos explican que la ecuación es aberrante. , esto en particular, se autoriza el entre fascistas y partisanos o el realizado por el Parlamento Europeo entre comunismo y nazismo.
 
 Mostrando referencias familiares del antifascismo y del coro de Bella Ciao en el balcón, se sienten autorizados a culpar a quienes consistentemente con su evocación verbal, se atreven a comparar las medidas de hoy con las del pasado, mientras claman por que los desertores sean reconocidos, localizados y reconocidos. golpeados gracias a un signo identificativo, una marca de vergüenza que marca su fracaso en la virtud cívica y la cohesión social. La tesis que sostienen es la misma que una historiografía que, con el fin de absolver a quienes vieron, supieron, pero volvieron la mirada, quizás aprovechando las oportunidades que se ofrecen para librarse de la competencia desleal, pretende que el Manifiesto de la carrera de los científicos y las leyes raciales habían tenido efectos insignificantes y "soportables" y que la condena de la historia sólo debía llevarse a cabo después del infame pacto de Mussolini con Hitler. Y el camino para crear la imagen de un enemigo peligroso para el pueblo, reacio a integrarse en la sociedad, había sido paulatino, el proceso que debía alimentar el asco, las náuseas, el rechazo había comenzado con la desaprobación, luego con la marginación y finalmente con la criminalización, los judíos. , como los antifascistas, primero fueron dejados de lado, bloqueadas carreras, luego despedidos, expulsados ​​deshonrosamente del ejército, suspendidos de la docencia, expulsados ​​de las escuelas, pero también de los círculos culturales o deportivos, para transmitir el mensaje de que era una moral Un consorcio civil sano que se deshaga de un bubón venenoso y sus infecciones. Y para decir que todos deberíamos tener los títulos si quisiéramos reconocer y pedir la prohibición de las leyes liberticidas, hemos tenido que soportar tantos para autorizar reacciones, reglas y poderes especiales en casos de emergencia. De hecho, ¿cómo llamar a las leyes policiales destinadas a amordazar y reprimir las protestas callejeras contra leyes absurdas, cómo llamar a la Real ley que en nombre de la lucha contra el terrorismo tiene derechos constitucionales limitados, cómo llamar a las disposiciones que tienen tomado para circunscribir los fenómenos migratorios apunta como mínimo, culpable de pobreza y delito de la decencia. Cómo llamar los corolarios a las más de 50 medidas "por" el empleo que han promovido la precariedad, la inseguridad, la restricción de los derechos sindicales, y que han allanado el camino a la Ley de Empleo gracias a la cual las multinacionales pueden ejercer una vigilancia total sobre los empleados, en sus horarios y comportamiento fuera de la empresa, sobre el ostracismo en presencia de representantes. Es así, como con la rana arrojada al agua fría que poco a poco se calienta, cree que se acostumbra y resiste y termina hervida en su lugar. Cualquiera que piense que el contraste con una medida que lesiona la autodeterminación y las elecciones de conciencia es una batalla de retaguardia, está dentro del caldero y piensa en salvarse porque está en compañía, porque ha pagado por la leña que se le agrega al fuego. , porque piensa que el cocinero no puede prescindir de él, mientras que en cambio está listo para quitar la carne tirando los huesos.