8. ago, 2021

L`abracadabra del Diavolo nei Social.

L`abracadabra del Diavolo nei Social.
Quando i social vogliono esercitare un’illecita censura di appellano ad alcune formule magiche, ad abracadabra che nella loro intenzione possono giustificare la censura in nome di ipotetiche regole della community che sarebbero state violate, anche se il più volte si tratta proprio di una pura e semplice menzogna. Ad ogni modo una delle frasi preferite è che vengono presentati “argomenti divisivi”. In questo modo sembra quasi che i social non prendano posizione, ma in realtà non ci potrebbe essere espressione migliore per illustrare il livello di degrado culturale nel quale sguazzano, ossia la versione american pop della falsa democrazia: infatti ogni argomento è di per sé stesso divisivo, se non lo fosse non sarebbe un argomento, qualunque aspetto razionale od emotivo della vita unisce e divide allo stesso tempo per cui è fin troppo chiaro che la community alla quale ci si riferisce non è propriamente umana, ma formata da zombi e aspiranti tali privi di qualsiasi argomentazione e motivazione. Se non sapessimo che la frase è utilizzata semplicemente per coprire una volontà censoria si direbbe che è questa la nuova promessa del sistema, il nuovo patto sociale che promette piena libertà di parlare di gattini, purché ovviamente se ne parli bene, ma di nient’altro perché tutto ciò che ha senso nella vita può dividere e ai social le vite con un senso non piacciono.
Altra frase ricorrente che ormai sentiamo insistentemente da un anno e mezzo, ma che è stata messa a punto già da prima è l’accusa di fare “disinformazione in campo medico e scientifico”. Non si tratta di una frase banale e buttata lì tanto per trovare una formulazione qualunque, ma è stata attentamente studiata per fornire una via d”uscita in caso la narrazione pandemica saltasse e i narratori più assidui e più determinanti rischiassero un bel calcio in culo della storia: come si può notare è stata completamente abbandonata la definizione di fake news con la quale erano cominciate le esercitazione della censura sul web, perché ciò sarebbe molto compromettente e pericoloso per i social. Per esempio se uno mettesse insieme dei dati ufficiali e mostrasse che essi dicono l’esatto contrario rispetto all’interpretazione ufficiale, l’accuse di dare notizie false potrebbe esporre You tube, Facebook e compagnia alla necessitò di comprovare provare l’accusa di falsità e dunque al pericolo di dover finalmente ammettere. Al contrario “disinformazione” è molto più sfumato e non si riferisce direttamente alla realtà e men che meno alla verità, bensì appunto all’informazione ufficiale e a ciò che essa dice in campo medico – scientifico che peraltro potrebbe anche essere totalmente fuorviante, come è accaduto molto spesso nel campo della scienza: la volontà censoria non cambia minimamente, anzi forse si aggrava facendo riferimento a un’autorità senza appello che nella scienza per sua intrinseca natura non esiste, ma da un punto di vista formale sgrava da qualsiasi responsabilità diretta e appare credibile ai più ottusi.
Ma queste formulazioni non basate sulla realtà, ma sulla “conformità” ottengono.anche un altro effetto, quello di trasferire il discorso da un piano razionale dove possono essere esaminate varie ipotesi a uno puramente cultuale e fideistico. capace di innescare un processo di regressione ed evocare un mondo dove esistono solo bene e male: in questo universo primitivo si può solo parteggiare non ragionare. C’è una frase che viene attribuita a Voltaire e che dovrebbe metterci in guardia e farci molta più paura di un virus dell’influenza: “Chi ti fa credere assurdità ti fa anche fare mostruosità”. Pensiamoci tutte le volte che sentiamo le frasette magiche della vergogna.

 El abracadabra del diablo en las redes sociales. Cuando las redes sociales quieren ejercer una censura ilegal, apelan a unas fórmulas mágicas, a un abracadabra que en su intención puede justificar la censura en nombre de hipotéticas reglas comunitarias que habrían sido violadas, aunque más de una vez sea solo un puro y simple mentira. Sin embargo, una de las frases favoritas es que se presentan "argumentos divisivos". De esta manera casi parece que las redes sociales no toman posición, pero en realidad no podría haber mejor expresión para ilustrar el nivel de degradación cultural en el que se revuelcan, esa es la versión pop estadounidense de la falsa democracia: de hecho, cada El argumento en sí mismo es divisivo., si no lo fuera no sería un argumento, cualquier aspecto racional o emocional de la vida une y divide al mismo tiempo por lo que es muy claro que la comunidad a la que nos referimos no es realmente humana. , pero compuesto por zombis y aspirantes a tales privados de argumentos y motivaciones. Si no supiéramos que la frase se usa simplemente para encubrir un testamento de censura, diríamos que esta es la nueva promesa del sistema, el nuevo pacto social que promete plena libertad para hablar de gatitos, siempre y cuando por supuesto hablan bien, pero nada más, porque todo lo que tiene sentido en la vida se puede dividir y las redes sociales no le gustan las vidas con sentido. Otra frase recurrente que venimos escuchando con insistencia desde hace año y medio, pero que se ha desarrollado antes es la acusación de "desinformación en el ámbito médico y científico". Esta no es una oración banal lanzada solo para encontrar alguna formulación, sino que ha sido cuidadosamente estudiada para proporcionar una salida en caso de que se salte la narrativa de la pandemia y los narradores más asiduos y decisivos se arriesguen a una buena patada en el trasero de la historia. : como ves, se ha abandonado por completo la definición de fake news con la que comenzaron los ejercicios de censura en la web, porque sería muy comprometedora y peligrosa para las redes sociales. Por ejemplo, si uno reuniera datos oficiales y mostrara que dicen exactamente lo contrario de la interpretación oficial, la acusación de dar noticias falsas podría exponer a You tube, Facebook y compañía a la necesidad de probar la acusación de falsedad y, por lo tanto, la peligro de finalmente tener que admitir. Por el contrario, la "desinformación" tiene muchos más matices y no se refiere directamente a la realidad y menos a la verdad, sino a la información oficial y a lo que dice en el ámbito médico-científico que, además, también podría resultar totalmente engañoso. , como sucedió muy a menudo en el campo de la ciencia: la voluntad de censurar no cambia en lo más mínimo, por el contrario quizás se agrava al referirse a una autoridad sin apelación que en la ciencia por su naturaleza intrínseca no existe, pero desde un punto de vista formal, alivia cualquier responsabilidad directa y parece creíble a los más obtusos. Pero estas formulaciones no basadas en la realidad, sino en la "conformidad" obtienen también otro efecto, el de trasladar el discurso de un plano racional donde se pueden examinar diversas hipótesis a uno puramente culto y fideísta. capaz de desencadenar un proceso de regresión y evocar un mundo donde solo existen el bien y el mal: en este universo primitivo solo se puede tomar partido y no razonar. Hay una frase que se le atribuye a Voltaire y que debería advertirnos y hacernos mucho más temerosos de un virus de la gripe: "Quien te hace creer lo absurdo también te hace monstruosidades". Pensemos en ello cada vez que escuchemos las frases mágicas de la vergüenza.

The devil's abracadabra in social media. When social networks want to exercise illegal censorship, they appeal to some magic formulas, to abracadabra who in their intention can justify the censorship in the name of hypothetical community rules that would have been violated, even if more than once it is just a pure and simple lie. However one of the favorite phrases is that "divisive arguments" are presented. In this way it almost seems that social networks do not take a position, but in reality there could be no better expression to illustrate the level of cultural degradation in which they wallow, that is the American pop version of false democracy: in fact, every argument is in itself divisive. , if it were not it would not be an argument, any rational or emotional aspect of life unites and divides at the same time for which it is all too clear that the community to which we refer is not really human, but made up of zombies and aspiring such deprived of any arguments and motivations. If we didn't know that the phrase is used simply to cover up a censorship will, we would say that this is the new promise of the system, the new social pact that promises full freedom to talk about kittens, as long as of course they speak well, but nothing else. because everything that has meaning in life can divide and social networks don't like lives with meaning. Another recurring phrase that we have been hearing insistently for a year and a half, but which has been developed before is the accusation of "misinformation in the medical and scientific fields". This is not a trivial sentence thrown in just to find any formulation, but it has been carefully studied to provide a way out in case the pandemic narrative is skipped and the most assiduous and decisive narrators risk a good kick in the ass of the story. : as you can see, the definition of fake news with which the censorship exercises began on the web has been completely abandoned, because this would be very compromising and dangerous for social media. For example, if one were to put together official data and show that they say the exact opposite of the official interpretation, the accusation of giving false news could expose You tube, Facebook and company to the need to prove the accusation of falsehood and hence the danger of finally having to admit. On the contrary, "disinformation" is much more nuanced and does not refer directly to reality and even less to the truth, but rather to official information and to what it says in the medical-scientific field which could also be totally misleading, as it happened. very often in the field of science: the will to censor does not change in the slightest, on the contrary perhaps it is aggravated by referring to an authority without appeal which in science by its intrinsic nature does not exist, but from a formal point of view relieves any direct responsibility and appears credible to the most obtuse. But these formulations not based on reality, but on "conformity" also obtain another effect, that of transferring the discourse from a rational plane where various hypotheses can be examined to a purely cultic and fideistic one. capable of triggering a process of regression and evoking a world where only good and evil exist: in this primitive universe one can only take sides and not reason. There is a phrase that is attributed to Voltaire and that should warn us and make us much more afraid of a flu virus: "Whoever makes you believe absurdity also makes you monstrosities". Let's think about it every time we hear the magic phrases of shame.