30. lug, 2021

Quando il Diavolo veste Prada-parodia Insulsa governativa.

Quando il Diavolo veste Prada-parodia Insulsa governativa.
“La pandemia esiste e uccide e non si combatte con le chiacchiere filosofiche, ma con i vaccini, la sanità pubblica e le regole, mettendo la salute al primo posto e comunque prima degli affari”.
Toccherà aggiornare l’antico motto: incendiari da giovani, pompieri da vecchi, in rivoluzionari da giovani e badanti del governo da vecchi a leggere le esternazioni, che hanno come bersaglio il tandem politico-sanitario rei di essersi espressi consapevolmente in una Menzogna programmata, dei pensatori che si addentrano nei sentieri impervi del paragone arrischiato tra lasciapassare sanitario e patente, copiando maldestramente lo scemenzaio in rete che equipara vaccini sperimentali e Viagra, peraltro della stessa ditta.
Avrete notato anche voi che chi si abbandona cautamente a qualche critica al governo nel contesto più ampio dell’analisi dell’ideologia neoliberista, esibisce subito le sue credenziali di legalitarismo, invitando all’osservanza di leggi – delle quali una ventina di anni fa proclamava l’iniquità e una decina di anni fa contestava in quanto frutto della collaborazione di prestigiosi studi legali internazionali al servizio delle multinazionali, con governi e parlamenti asserviti, raccomandando tutto il repertorio di misure e prodotti che costituiscono il quadro morale e commerciale della pandeconomia: vaccini, mascherine, salvacondotti, delazione, sanzioni, facendo mostra di una concretezza che ricorda le mozioni congressuali della politica stessa.
È che lo sfoggio di un buonsenso dettato da un lungimirante realismo contro il pensiero visionario e dunque impraticabile e allucinato dei filosofi, ricorda l’ossessione “rottamatrice” del senatore caravan petrol che voleva cancellare dal contesto civile i sapientoni, i gufi, i costituzionalisti e i sovrintendenti che ostacolano la libera iniziativa con insulsi e sterili controlli, o la produzione valoriale dei pensatori del tradimento inglobati nelle task force governative che propagandano il marketing della resa incondizionata alla teocrazia del mercato, e pure le riforme e i programmi scolastici dei politici bipartisan dell’istruzione che hanno perseguito il disegno di demolizione della cultura umanistica, di un sapere e una conoscenza intesi a favorire l’autodeterminazione e la valorizzazione di talenti e vocazioni, per promuovere una formazione specialistica in vista del lavoro che condanna a mansioni ripetitive, subalterne e alienanti.
Non stupisce che i tinelli degli illuminati che da qualche tempo ammettono al marchesato anche sindacalisti un tempo fumantini e oggi educati al bon ton della correttezza e della realpolitik, si adoperino per arruolare i dubbiosi, i critici e gli eretici nell’esercito dei contractor populista e sovranista, per bollarli di fascismo sancendo così il dominio fatale e incontrastabile del “capitalismo”, capace di unire le forze per vincere la lotta di classe alla rovescia con suoi eserciti e con il disarmo dei tentativi riformisti addomesticati e funzionali al sistema.
Dai e dai a forza di parlare della distopia che ha avvalorato l’impossibilità di proporre e tradurre in realtà un’alternativa, si sono convinti che è davvero così, che le regole di mercato sono diventate leggi di natura, che le disuguaglianze altro non sono che effetti collaterali del Progresso che dobbiamo per forza sopportare, che ragioni di sicurezza, dalla difesa dal terrorismo alla profilassi, impongono la limitazione di prerogative, diritti e libertà, che la rivoluzione digitale, a fronte di una sgradita perdita di privacy in qualche caso inderogabile e obbligatoria, salverà dalla fatica del lavoro manuale.
La spiegazione è semplice, chi sarebbe così stupido da rinunciare volontariamente alle comodità di una rendita non solo ideale e morale, chi sarebbe così autolesionista da lasciare l’accogliente tana che i rottami della politica “parlamentare” si sono attrezzati in fondazioni, sindacati convertiti i patronati, riviste, giornali e talk show, case editrici e cascami partitici, chi sarebbe così stolto da rinunciare alla paccottiglia ideale che ha rappresentato il suo repertorio del passato e che è diventata patrimonio del sistema?
Perché è evidente che il successo trionfale dell’ideologia neoliberista che ha occupato e possiede le menti di gran parte degli “intellettuali” ortodossi occidentali consiste nell’aver introiettato principi e parole d’ordine della “controparte".

È particolarmente evidente proprio da noi: l’esproprio di diritti, garanzie, valori identitari che ha conferito i contenuti della lotta degli sfruttati nella discarica dei programmi oligarchici: questione femminile, occupazione giovanile, ambiente, intervento statale in economia, promozione del capitale umano sono diventati i pallini del cronoprogramma del grande reset dei noantri, i nomi delle missioni delle case farmaceutiche, le tappe della via crucis che deve condurre il Paese all’apocalisse della distruzione creativa che deve liberare la remota provincia dell’impero dagli improduttivi, dagli inadeguati, dagli indolenti che non sanno e vogliono cogliere le occasioni della rinascita.
Qualcuno pensa che, ottenebrati dalla paura del virus e ancora di più da quelli che un sociologo in forza al pensiero debole del “ritiro” chiama i fermenti dei margini per denigrare e criminalizzare quelli che avvolti dalla spirale del silenzio, lottano contro il Vaccino, per i diritti del lavoro, senza le referenze, gli appoggi e la protezione dell’establishment, questa cerchia di “moralisti” che da anni occupano lo spazio pubblico non capisca, non veda, non si renda conto, sotto narcosi e soffocati come sono dalla mascherina dell’autocensura. Io temo invece che non sia così, credo che capiscano, vedano e si rendano conto che la loro è una lotta di sopravvivenza per continuare a riempire interstizi e fessure del sistema per garantisce ancora un “ruolo” sopportabile dall’establishment, una visibilità e qualche prebenda anche solo virtuale, la popolarità di qualche commento su twitter, di una colonnina di giornale, di una comparsata in tv.
Sanno bene che la campagna militar-vaccinale, il green pass, il modo nel quale i suoi sistemi di potere stanno affrontando la crisi pandemica e la sua gestione, rivelatori invece di un disegno pensato molto tempo fa, che ha dato i suoi frutti avvelenati e che voglio collaborare a perseguire con la forza delle loro assicurazioni private e delle rassicurazioni dei privati che promettono loro la salvezza in cambio del sacrificio della propria vita.
Naturalmente vi è anche un diffuso moto di resistenza che si fa più consistente in misura proporzionale alle incongruenze che si rivelano nella narrazione ufficiale. Ma svelare gli indubbi interessi economici che maturano a cavallo dell’emergenza sanitaria e della convenienza delle élite finanziarie a perpetuarla avrebbe un valido effetto soltanto se lo si potesse fare con assiduità paragonabile a quella che gli organi d’informazione usano per agitare i loro spettri. Tutti hanno la possibilità di accedere con minimo sforzo ad una lettura diversa della realtà rispetto a quella fatta piovere dall’alto, ma molto spesso più fondamentali dell’informazione sono la frequenza con cui essa viene proposta e il senso di sicurezza che produce il prenderla per buona. Purtroppo da noi ci sono ancora degli illusi che non hanno capito un cazzo, che davvero pensano di sopravvivere ubbidendo a un Berset e a quelli come lui quando invece l’intenzione di far fuori una bella fetta di economia reale è assolutamente palese e addirittura dichiarata. Ma per portare a termine questo piano occorre una certa gradualità: una caduta improvvisa di economia destabilizzerebbe tutto e comincerebbe davvero a creare una resistenza nel senso vero del termine della parola. E’ proprio per questo che per un anno e mezzo c’è stato un tira e molla continuo tra il bastone delle segregazioni e la carota della falsa speranza che così facendo alla fine si sarebbe usciti dal tunnel. Ovviamente non è accaduto perché tutta la pandemia è attentamente gestita in ogni sua fase grazie a strumenti che paradossalmente adesso vengono dichiarati inservibili, ma intanto si è data l’illusione di un possibile ritorno alla normalità evitando contraccolpi troppo bruschi e reazioni forti. E con questa estate si vuole creare uno strumento di controllo che potrà servire anche dopo per qualsiasi occasione, tanto che i pass non hanno nemmeno un riferimento semantico alla vaccinazione. E’ così evidente, eppure sembrano capirlo in pochi. Inoltre altra cosa chiarissima è che si vuole creare una divisione tra la gente in maniera da poter più facilmente portare al disastro programmato del Paese e anche in questo caso molti ci cascano come bambini e collaborano attivamente alla propria stessa rovina.

Non è un caso che i pass vaccinali siano stati lanciati in piena estate dove la “piccola economia” è più vivacemente prosperosa e dove bisogna “sfoltire” ancora parecchio,così come i più che fondati dubbi sul fatto che si materializzino davvero i soldi del recovery o come diavolo si chiama, si può benissimo immaginare che la narrazione pandemica si avvia a trasformarsi in una narrazione endemica collegata anche allo pseudo ecologismo padronale e dunque bisogna sbrigarsi a dare un ulteriore colpo all’economia e ad istituire i mezzi per gestire la nuova fase del reset. L’unica maniera di salvarsi è di chiudere tutto e subito, far trovare improvvisamente il vuoto sotto i piedi del governo e dei partiti politici, che fanno da scudo a quelli infami coniglii mannari di Berset & Co.
Solo facendo fallire il pass e la campagna vaccinale ci si può riprendere un po’ di futuro, alle volte occorre disertare per vincere. Chi ha orecchie per intendere intenda e chi ha occhi per vedere veda, in caso contrario buon funerale ai molti Ottusi inquadrati in un pensiero unico,io di certo non deporro fiori sulle vostre stesse tombe che vi siete auto scavate, al massimo mi permettero di pisciarci sopra.

 

When the Devil wears Prada-parody Insulsa government. "The pandemic exists and kills and is not fought with philosophical chatter, but with vaccines, public health and rules, putting health first and in any case before business". It will be up to update the ancient motto: arsonists as young, firefighters as old, revolutionaries as young and government caregivers as old to read the utterances, which target the political-health tandem guilty of having consciously expressed themselves in a planned lie, of the thinkers who enter the inaccessible paths of the risky comparison between health pass and driving license, clumsily copying the nonsense on the net that equates experimental vaccines and Viagra, by the same company. You will also have noticed that those who cautiously indulge in some criticism of the government in the broader context of the analysis of neoliberal ideology, immediately exhibit their credentials of legalism, inviting the observance of laws - of which twenty years ago they proclaimed the 'inequity and a decade ago contested as the result of the collaboration of prestigious international law firms at the service of multinationals, with enslaved governments and parliaments, recommending the entire repertoire of measures and products that make up the moral and commercial framework of the pandeconomy: vaccines, masks, safe conduct, informing, sanctions, showing a concreteness that recalls the congressional motions of politics itself. It is that the display of common sense dictated by a far-sighted realism against the visionary and therefore impracticable and hallucinated thought of philosophers, recalls the "scrapper" obsession of the senator caravan petrol who wanted to erase pundits, owls, constitutionalists and superintendents who hinder free enterprise with insipid and sterile controls, or the value production of betrayal thinkers incorporated into government task forces that propagate the marketing of unconditional surrender to market theocracy, as well as the reforms and school curricula of bipartisan education politicians who have pursued the design of demolition of the humanistic culture, of a knowledge and knowledge aimed at favoring self-determination and the enhancement of talents and vocations, to promote specialized training in view of work that condemns to repetitive, subordinate and alienating tasks. It is not surprising that the dining rooms of the illuminati who for some time have admitted to the marquisate also trade unionists who were once smokers and now educated in the bon ton of correctness and realpolitik, are working to enlist the doubters, critics and heretics in the army of populist contractors and sovereignist, to brand them with fascism, thus sanctioning the fatal and uncontestable domination of "capitalism", capable of joining forces to win the reverse class struggle with its armies and with the disarmament of reformist attempts that are domesticated and functional to the system. Give and give by dint of talking about the dystopia that has confirmed the impossibility of proposing and translating an alternative into reality, they are convinced that this is really the case, that market rules have become laws of nature, that inequalities are nothing more. what side effects of Progress that we must necessarily endure, what security reasons, from the defense against terrorism to prophylaxis, impose the limitation of prerogatives, rights and freedoms, that the digital revolution, in the face of an unwelcome loss of privacy in some cases unavoidable and mandatory, it will save you from the fatigue of manual labor. The explanation is simple, who would be so stupid as to voluntarily give up the comforts of an income that is not only ideal and moral, who would be so self-defeating as to leave the cozy lair that the wreckage of "parliamentary" politics have equipped themselves in foundations, unions converted patronages, magazines, newspapers and talk shows, publishing houses and party waste, who would be foolish enough to give up the ideal junk that represented his repertoire of the past and that has become the heritage of the system? Because it is evident that the triumphal success of the neoliberal ideology that has occupied and possesses the minds of most of the Western orthodox "intellectuals" consists in having introjected the principles and slogans of the "counterpart".

It is particularly evident from us: the expropriation of rights, guarantees, identity values ​​that has conferred the contents of the struggle of the exploited in the landfill of oligarchic programs: women's issue, youth employment, environment, state intervention in the economy, promotion of human capital are become the dots of the time schedule of the great reset of the noantri, the names of the missions of the pharmaceutical companies, the stages of the way of the cross that must lead the country to the apocalypse of creative destruction that must free the remote province of the empire from the unproductive, the inadequate, from the indolent who do not know and want to seize the opportunities of rebirth. Some think that, darkened by the fear of the virus and even more by those that a sociologist under the weak thought of "withdrawal" calls the ferments of the margins to denigrate and criminalize those who, wrapped in the spiral of silence, fight against the vaccine, for labor rights, without the references, support and protection of the establishment, this circle of "moralists" who have occupied the public space for years does not understand, does not see, does not realize, under narcosis and suffocated as they are by the mask self-censorship. I fear instead that this is not the case, I believe that they understand, see and realize that theirs is a survival struggle to continue to fill in the interstices and cracks in the system to still guarantee a "role" bearable by the establishment, visibility and some even if only virtual, the popularity of a few comments on twitter, a newspaper column, an appearance on TV. They know well that the military-vaccination campaign, the green pass, the way in which its systems of power are dealing with the pandemic crisis and its management, reveal instead of a design thought long ago, which has borne its poisoned and that I want to collaborate in pursuing with the strength of their private insurance and the reassurance of private individuals who promise them salvation in exchange for the sacrifice of their own lives. Of course, there is also a widespread resistance movement that becomes more consistent in proportion to the inconsistencies that are revealed in the official narrative. But unveiling the undoubted economic interests that mature at the turn of the health emergency and the convenience of the financial elites to perpetuate it would have a valid effect only if it could be done with diligence comparable to that which the media use to agitate their specters. Everyone has the possibility of accessing with minimal effort a different reading of reality than that made rain from above, but very often more fundamental than information are the frequency with which it is proposed and the sense of security that takes it for granted. good. Unfortunately, there are still some deluded ones who have not understood shit, who really think they can survive by obeying a Berset and those like him when, on the other hand, the intention to take out a good slice of the real economy is absolutely clear and even declared. But to carry out this plan a certain gradualness is needed: a sudden fall in the economy would destabilize everything and really begin to create resistance in the true sense of the word. It is precisely for this reason that for a year and a half there has been a continuous push and pull between the stick of segregation and the carrot of the false hope that by doing so, in the end, we would get out of the tunnel. Obviously this did not happen because the whole pandemic is carefully managed at every stage thanks to tools that, paradoxically, are now declared useless, but in the meantime the illusion of a possible return to normality has been given, avoiding too sudden repercussions and strong reactions. And with this summer we want to create a control tool that can also be used afterwards for any occasion, so much so that the passes do not even have a semantic reference to vaccination. It is so evident, yet few seem to understand it. Furthermore, another very clear thing is that we want to create a division among the people in order to more easily lead to the planned disaster of the country and even in this case many fall into it as children and actively collaborate in their own ruin.
It is no coincidence that the vaccination passes were launched in the middle of summer where the "small economy" is more vibrantly prosperous and where a lot still needs to be "thinning out", as well as the more than justified doubts that recovery money really materializes or whatever it is called, one can very well imagine that the pandemic narrative is about to transform itself into an endemic narrative also connected to the pseudo-owner ecologism and therefore we must hurry to give a further blow to the economy and to establish the means to manage the new phase reset. The only way to save yourself is to close everything immediately, to suddenly find the void under the feet of the government and political parties, which act as a shield to those infamous were-rabbits of Berset & Co. Only by failing the pass and the vaccination campaign can you recover a bit of the future, sometimes you have to desert to win. Those who have ears to understand understand and those who have eyes to see see, otherwise a good funeral to the many Dumb people framed in a single thought, I certainly will not lay flowers on your own graves that you have self-dug, at most I will allow me to piss in them above.
 
 
Cuando el diablo viste de Prada, parodia al gobierno de Insulsa. “La pandemia existe y mata y no se combate con charla filosófica, sino con vacunas, salud pública y normas, anteponiendo la salud y en todo caso a los negocios”. Dependerá de actualizar el antiguo lema: pirómanos cuando eran jóvenes, bomberos como viejos, revolucionarios como jóvenes y cuidadores del gobierno como viejos para leer las declaraciones, que apuntan al tándem político-sanitario culpable de haberse expresado conscientemente en una mentira planificada, de los pensadores que se adentran en los caminos impermeables de la arriesgada comparación entre pase de salud y carné de conducir, copiando torpemente en la red el sinsentido que equipara vacunas experimentales y Viagra, de la misma empresa. También habrás notado que quienes se entregan con cautela a alguna crítica al gobierno en el contexto más amplio del análisis de la ideología neoliberal, inmediatamente exhiben sus credenciales de legalismo, invitando a la observancia de las leyes, de las cuales hace veinte años proclamaron la 'inequidad y hace una década impugnada como resultado de la colaboración de prestigiosos despachos de abogados internacionales al servicio de las multinacionales, con gobiernos y parlamentos esclavizados, recomendando todo el repertorio de medidas y productos que conforman el marco moral y comercial de la pandeconomía: vacunas, máscaras, salvoconducto, informar, sanciones, mostrando una concreción que recuerda las mociones legislativas de la política misma. Es que el despliegue de un sentido común dictado por un realismo clarividente frente al pensamiento visionario y por tanto impracticable y alucinado de los filósofos, recuerda la obsesión "scrapper" de la caravana de senadores petrolíferos que quiso borrar a eruditos, lechuzas, constitucionalistas y superintendentes que obstaculizan la libertad. empresa con controles insípidos y estériles, o la producción de valor de la traición pensadores incorporados a los grupos de trabajo del gobierno que propagan la comercialización de la rendición incondicional a la teocracia del mercado, así como las reformas y los planes de estudio escolares de los políticos educativos bipartidistas que han perseguido el plan de demolición de la cultura humanística, de un saber y saber orientado a favorecer la autodeterminación y la puesta en valor de talentos y vocaciones, para promover una formación especializada ante un trabajo que condena a tareas repetitivas, subordinadas y alienantes. No es de extrañar que los comedores de los illuminati que durante algún tiempo han admitido en el marquesado también a sindicalistas que alguna vez fueron fumadores y ahora educados en el bon ton de la corrección y la realpolitik, estén trabajando para enlistar a los escépticos, críticos y herejes en el ejército de contratistas populistas y soberanistas, para tildarlos de fascismo, sancionando así la dominación fatal e incontestable del "capitalismo", capaz de unir fuerzas para ganar la lucha de clases inversa con sus ejércitos y con el desarme de los intentos reformistas que se domestican y funcional al sistema. Dar y dar a fuerza de hablar de la distopía que ha confirmado la imposibilidad de proponer y traducir una alternativa en realidad, están convencidos de que así es, que las reglas del mercado se han convertido en leyes de la naturaleza, que las desigualdades no son más. efectos colaterales del Progreso que necesariamente debemos soportar, qué razones de seguridad, desde la defensa contra el terrorismo hasta la profilaxis, imponen la limitación de prerrogativas, derechos y libertades, que la revolución digital, ante una indeseada pérdida de privacidad en algunos casos imperativos y obligatorio, te salvará de la fatiga del trabajo manual. La explicación es simple, quién sería tan estúpido como para renunciar voluntariamente a las comodidades de un ingreso que no es solo ideal y moral, quién sería tan contraproducente como para salir de la acogedora guarida que los escombros de la política "parlamentaria" han Se equiparon en fundaciones, gremios convertidos mecenazgos, revistas, periódicos y talk shows, editoriales y despilfarro de partidos, ¿quién sería lo suficientemente tonto como para renunciar a la chatarra ideal que representó su repertorio del pasado y que se ha convertido en patrimonio del sistema? Porque es evidente que el triunfo triunfal de la ideología neoliberal que ha ocupado y posee la mente de la mayoría de los "intelectuales" ortodoxos occidentales consiste en haber introyectado los principios y consignas de la "contraparte".
Es particularmente evidente para nosotros: la expropiación de derechos, garantías, valores identitarios que ha conferido los contenidos de la lucha de los explotados en el vertedero de programas oligárquicos: tema de la mujer, empleo juvenil, medio ambiente, intervención estatal en la economía, La promoción del capital humano se convierten en los puntos del cronograma del gran reinicio del noantri, los nombres de las misiones de las empresas farmacéuticas, las etapas del camino de la cruz que deben llevar al país al apocalipsis de la destrucción creativa que Debe liberar la provincia remota del imperio de lo improductivo, lo inadecuado, de los indolentes que no conocen y quieren aprovechar las oportunidades del renacimiento. Algunos piensan que, oscurecidos por el miedo al virus y más aún por los que un sociólogo bajo el débil pensamiento del "retraimiento" llama a los fermentos de los márgenes para denigrar y criminalizar a quienes, envueltos en la espiral del silencio, luchan contra el vacuna, por los derechos laborales, sin los referentes, apoyo y protección del establecimiento, este círculo de "moralistas" que han ocupado el espacio público durante años no entiende, no ve, no se da cuenta, bajo narcosis y asfixiados como están por la máscara de autocensura. Temo en cambio que este no sea el caso, creo que ellos entienden, ven y se dan cuenta que la suya es una lucha de supervivencia para seguir llenando los intersticios y grietas del sistema para seguir garantizando un "rol" soportable por el establishment, visibilidad y algunos, aunque solo sean virtuales, la popularidad de algunos comentarios en Twitter, una columna de un periódico, una aparición en la televisión. Saben bien que la campaña de vacunación militar, el pase verde, la forma en que sus sistemas de poder están lidiando con la crisis pandémica y su gestión, revelan en lugar de un diseño pensado hace mucho tiempo, que ha soportado su envenenamiento y que yo quiero. colaborar en la persecución con la solidez de sus seguros privados y la tranquilidad de los individuos que les prometen la salvación a cambio del sacrificio de su propia vida. Por supuesto, también hay un movimiento de resistencia generalizado que se vuelve más consistente en proporción a las inconsistencias que se revelan en la narrativa oficial. Pero develar los indudables intereses económicos que maduran con el giro de la emergencia sanitaria y la conveniencia de las élites financieras para perpetuarla tendría un efecto válido sólo si pudiera hacerse con una diligencia comparable a la que utilizan los medios de comunicación para agitar sus espectros. Todo el mundo tiene la posibilidad de acceder con el mínimo esfuerzo a una lectura de la realidad diferente a la que hizo llover desde arriba, pero muchas veces más fundamental que la información es la frecuencia con la que se propone y la sensación de seguridad que la da por sentada. Lamentablemente, todavía hay algunos engañados que no han entendido una mierda, que de verdad piensan que pueden sobrevivir obedeciendo a un Berset y a los que como él cuando, por otro lado, la intención de sacar una buena tajada de la economía real es absolutamente clara. e incluso declaró. Pero para llevar a cabo este plan se necesita una cierta paulatina: una caída repentina de la economía lo desestabilizaría todo y realmente comenzaría a crear resistencias en el verdadero sentido de la palabra. Es precisamente por eso que desde hace año y medio se produce un continuo tira y afloja entre el palo de la segregación y la zanahoria de la falsa esperanza de que al hacerlo, al final, uno saldría del túnel. Obviamente esto no sucedió porque toda la pandemia se maneja con cuidado en cada etapa gracias a herramientas que paradójicamente ahora se declaran inútiles, pero mientras tanto se ha dado la ilusión de un posible regreso a la normalidad, evitando contragolpes demasiado abruptos y reacciones fuertes. Y con este verano queremos crear una herramienta de control que también se pueda utilizar posteriormente para cualquier ocasión, tanto es así que los pases ni siquiera tienen una referencia semántica a la vacunación. Es tan evidente, pero pocos parecen entenderlo. Además, otra cosa muy clara es que queremos crear una división entre la gente para poder conducir más fácilmente al desastre planeado del país y además en este caso muchos caen en él como niños y colaboran activamente en su propia ruina.
No es una coincidencia que los pases de vacunación se lanzaron a mediados del verano, donde la "pequeña economía" es más próspera y donde aún queda mucho por "adelgazar", así como las dudas más que justificadas de que el dinero de recuperación realmente se materialice. o como se llame, se puede muy bien imaginar que la narrativa pandémica está a punto de transformarse en una narrativa endémica también ligada al ecologismo pseudopropietario y por tanto hay que apresurarnos para dar un nuevo golpe a la economía y establecer los medios. para gestionar el reinicio de la nueva fase. La única forma de salvarse es cerrar todo de inmediato, para encontrar de repente el vacío bajo los pies del gobierno y los partidos políticos, que actúan de escudo a esos infames conejos de Berset & Co. Solo fallando el pase y la campaña de vacunación se puede recuperar un poco del futuro, a veces hay que desertar para ganar. Aquellos que tienen oídos para entender comprender y aquellos que tienen ojos para ver ver, de lo contrario un buen funeral para los muchos tontos enmarcados en un solo pensamiento, ciertamente no pondré flores en sus propias tumbas que usted mismo haya cavado, como mucho. Me dejaré orinar arriba.