23. lug, 2021

Sognando il diavolo.

Sognando il diavolo.
Ho fatto un sogno, il green pass era di carta come prima della “rivoluzione digitale” che in cambio del controllo di ogni nostro movimento, desiderio, prestazione e consumo dovrebbe risparmiarci dalla fatica fisica, salvo gli essenziali che lavorano nelle miniere di silicio, quelli che cuciono i nostri outifit, quelli che consegnano la nostra pizza e molti altri agli ultimi stadi della piramide del capitale umano.
Si vedeva una piazza dove i cittadini vaccinati convergevano per fare un falò del prezioso salvacondotto: finalmente si erano accorti del miserabile paradosso, che una costrizione dovesse essere accettata per aggiudicarsi una libertà fatta di normali comportamenti e piccole licenze trattate come privilegio esclusivo e meritato in virtù dell’obbedienza.
Era solo un sogno, di quelli che arrivano sul limitare del giorno, in quelle ore che dopo gli incubi notturni regalano un po’ di fiducia. E difatti è seguita la preghiera laica del mattino, la lettura delle voci libere e responsabili dell`Europa, come quella di un blogger molto seguito e citato perfino da MicroMega che si compiace dell’ossimoro di una destra matura e democratica e che io invece non cito se non come angusto simbolo del servilismo a qualsiasi regime in auge, che magnifica le virtù della persuasione morale in luogo della coercizione violenta. Usando però la dolce indulgenza che si riserva ai trastulli delle anime belle illuse e visionarie, per dimostrare che in casi estremi l’unica forma di convincimento lecito è l’obbligatorietà, sono le leggi marziali, è la mano di ferro, liberatasi dal guanto di velluto, del generale Stato cui è affidata la tutela della nostra salute.
Ammette a malincuore, è vero, che “ci sono mille ragionevoli e irragionevoli motivazioni per diffidare dei vaccini, considerando che si tratta di un virus di cui fino a due anni fa nessuno sapeva nulla, che studi e sperimentazioni sono stati condotti in tempi record, che conoscenze, prescrizioni e indicazioni della comunità scientifica sono cambiate più volte, spesso contraddicendosi”, ma, ammonisce, da vaccinato, quindi patentato e abilitato all’impiego dell’illuminata Ragione, che solo gente ignorante, irrazionale, barbara o mossa da opachi interessi, può mettere in dubbio i dogmi, le regole, le misure predisposte con avvedutezza e previdenza “dalla comunità scientifica, dalle autorità europee e internazionali” con il sostegno tutto della “stampa occidentale nel suo complesso”.
E tutti a far si con la testa al cospetto di tanto longanime buonsenso, quelli che nello stesso profilo social nel quale lo ripropongono, esibiscono la loro militanza contro i soprusi dell’avamposto occidentale in Palestina o deplorano l’acquisto di armi farlocche per dimostrare il proprio ossequio allo Stato quella dove esercitano i generali in carica; quelli che a intervallo regolare fanno bella mostra del cerotto simbolico o dell’app prontamente scaricata e delle lagnanze perché dai bugiardini che leggono, addirittura meno dell’impopolare informativa sul vaccino, si capisce che l’industria farmaceutica specula per lucrare sulle malattie e sul dolore; quelli che alternativamente reclamano il rispetto della privacy e denunciano le censure della rete e al tempo stesso plaudono al lasciapassare che aggiorna sulle loro condizioni di salute il barista, o al dispositivo collocato all’ingresso della Posta o di Sephora che denuncia il loro 37 e 4.
Deve proprio trattarsi del successo dell’immunità di gregge tanto decantata, che permette di non esporsi al contagio e agli effetti della libertà, della giustizia e della solidarietà.
I più accaniti fan del green pass, tutti piacevolmente circolanti nelle geografie del ceto signorile progressista e riformista ormai posseduto dall’ideologia neoliberista, possiedono tutta la strumentazione del tradimento del Parlamento e del consolidamento di valori e principi partitistici che non avrebbero mai dovuto far parte dell’arco costituzionale, nemmeno con indosso il doppiopetto.
E difatti di Hanna Arendt(la banalità del male) ricordano per sentito dire la definizione di vite nude impiegata per marchiare col disonore leggi razziali che hanno tolto patria identità documenti e diritti agli immigrati, che oggi vien buona per la riduzione a individui di serie B di concittadini che non accettano la violazione del loro libero arbitrio.

E dimenticano invece che la banalità del male, promossa grazie all’adesione a un pensiero comune indotto grazie alla propaganda e alla autorizzazione a dare sfogo a istinti primari e e bisogni animali, in contrasto con ragione e civilizzazione, definisce proprio la rinuncia a pensare e a decidere di conseguenza, a informarsi, riflettere e scegliere per stabilire la differenza e i confini tra giusto e ingiusto e tra lecito e illecito e illegittimo anche quando viene stabilito a norma di legge o Dpcm.
Sono gli stessi, anche focosi sindacalisti del passato e tremebondi sindacalisti di oggi, che dopo aver rinunciato da tempo alla battaglia contro le schedature del personale, pensano che sia accettabile quella dei cittadini, che adesso distingue tra potenziali portatori di Covid e “sani”, domani si estenderà all’aggiornamento sulle patologie che presentato controindicazioni al lavoro, al monitoraggio della prestanza e dunque dell’effettivo contributo del lavoratore alla valorizzazione del capitale umano e alla crescita del Paese.
Sono gli stessi che aborriscono la consegna alle lusinghe del commercio online, alla sostituzione dei luoghi della socialità doverosamente sanificati e rispettosi del necessario distanziamento con outlet e centri commerciali, ma che vedono di buon occhio la tessera punti che premia il consumatore e il frequentatore, sanitariamente equo e sostenibile, di pubblici esercizi, avendo già provato il brivido del concorso a premi vaccinale, siringa contro birretta, contro biglietto omaggio, contro sconto.
E quindi sfido i fanatici del lasciapassare meritato in cambio del rischio assunto per compiacere BigPharma, per il rispetto delle leggi marziali, per accedere al cosmopolitismo low cost, pronti a cedere alle minacce dei decisori che vogliono applicare discriminazioni su larga scala anche ai minori, in modo da mettere i buoni in classe e i cattivi non nell’ultimo banco a rotelle, ma in castigo a casa, ecco lo sfido a portarci le statistiche dei lavoratori che dopo aver accettato il diseguale trattamento nelle fabbriche, negli uffici, nel grandi magazzini, sui mezzi pubblici, oggi si assoggettano a un controllo in più, a una penalizzazione in più, a una disuguaglianza in più, pensata, come se non bastasse, proprio per stabilire che qualcuno “vale” di più, mentre loro non valgono e non sono un cazzo.

 

Dreaming of the devil. I had a dream, the green pass was made of paper as before the "digital revolution" which in exchange for controlling our every movement, desire, performance and consumption should save us from physical fatigue, except for the essentials that work in the silicon mines, those who sew our outfits, those who deliver our pizza and many others at the last stages of the pyramid of human capital. You could see a square where vaccinated citizens converged to make a bonfire of the precious safe-conduct: finally they realized the miserable paradox, that a constraint had to be accepted to win a freedom made up of normal behaviors and small licenses treated as an exclusive privilege deserved by virtue of obedience. It was just a dream, one of those who arrive at the edge of the day, in those hours that after nightmares give a little confidence. And in fact followed the secular morning prayer, the reading of the free and responsible voices of Europe, such as that of a blogger much followed and even cited by MicroMega who is pleased with the oxymoron of a mature and democratic right and that I do not I quote except as a narrow symbol of servility to any regime in vogue, which magnifies the virtues of moral persuasion in place of violent coercion. However, using the sweet indulgence reserved for the amusements of deluded and visionary beautiful souls, to demonstrate that in extreme cases the only form of legitimate velvet, of the general State which is entrusted with the protection of our health. He reluctantly admits, it is true, that "there are a thousand reasonable and unreasonable reasons to be wary of vaccines, considering that it is a virus that no one knew anything about until two years ago, that studies and experiments were conducted in record time, that knowledge, prescriptions and indications of the scientific community have changed several times, often contradicting each other ", but, he warns, as vaccinated, then licensed and enabled to use the enlightened Reason, that only ignorant, irrational, barbaric people or people moved by opaque interests , can question the dogmas, the rules, the measures prepared with prudence and foresight "by the scientific community, by the European and international authorities" with the full support of the "Western press as a whole". And all to do with their heads in the presence of such long-suffering common sense, those who in the same social profile in which they reproduce it, exhibit their militancy against the abuses of the western outpost in Palestine or deplore the purchase of fake weapons to demonstrate the proper deference to the State where the generals in office exercise; those who regularly display the symbolic patch or the promptly downloaded app and complaints because from the leaflets they read, even less than the unpopular information on the vaccine, it is understood that the pharmaceutical industry speculates to make a profit on diseases and pain ; those who alternatively claim respect for privacy and denounce the censorship of the network and at the same time applaud the pass that updates the bartender on their health conditions, or the device placed at the entrance of the Post Office or Sephora that denounces their 37 and 4 . It must really be the success of the much vaunted herd immunity, which allows us not to expose ourselves to contagion and to the effects of freedom, justice and solidarity. The most avid fans of the green pass, all pleasantly circulating in the geographies of the progressive and reformist noble class now possessed by neoliberal ideology, possess all the instrumentation of the betrayal of Parliament and the consolidation of party values ​​and principles that should never have been part of the constitutional bow, not even wearing a double-breasted suit. And in fact of Hanna Arendt (the banality of evil) they recall by hearsay the definition of naked lives used to brand with dishonor racial laws that have taken away homeland identity documents and rights from immigrants, which today is good for the reduction to second-class individuals of fellow citizens who do not accept the violation of their free will.

And they forget instead that the banality of evil, promoted thanks to the adhesion to a common thought induced thanks to propaganda and the authorization to give vent to primary instincts and animal needs, in contrast with reason and civilization, defines precisely the renunciation of thinking and deciding. consequently, to inquire, reflect and choose to establish the difference and the boundaries between just and unjust and between licit and illicit and illegitimate even when it is established by law or Dpcm. They are the same, even fiery trade unionists of the past and tremendous trade unionists of today, who after having given up for some time the battle against personnel filing, think that it is acceptable that of citizens, who now distinguish between potential carriers of Covid and "healthy", tomorrow it will extend to the update on the pathologies that presented contraindications to work, to the monitoring of prowess and therefore of the effective contribution of the worker to the enhancement of human capital and to the growth of the country. They are the same ones who abhor delivery to the lure of online commerce, to the replacement of places of sociality dutifully sanitized and respectful of the necessary distancing with outlets and shopping centers, but who look favorably on the points card that rewards the consumer and the visitor, healthily fair and sustainable, of public establishments, having already experienced the thrill of the vaccination prize competition, syringe against beer, against free ticket, against discount. And therefore I challenge the fanatics of the deserved pass in exchange for the risk taken to please BigPharma, for compliance with martial laws, to access low-cost cosmopolitanism, ready to give in to the threats of decision-makers who want to apply large-scale discrimination even to minors, in so as to put the good ones in the classroom and the bad ones not in the last wheeled bench, but in punishment at home, here is the challenge to bring us the statistics of the workers who, after accepting the unequal treatment in the factories, offices, department stores, public transport, today are subjected to an extra control, an extra penalty, an extra inequality, designed, as if that were not enough, precisely to establish that someone "is worth" more, while they are not worth and are not a fuck.

 

Soñando con el diablo. Tuve un sueño, el green pass estaba hecho de papel como antes de la "revolución digital" que a cambio de controlar cada uno de nuestros movimientos, deseos, prestaciones y consumos debería salvarnos del cansancio físico, salvo los imprescindibles que funcionan en las minas de silicio. , los que cosen nuestros atuendos, los que entregan nuestra pizza y muchos otros en las últimas etapas de la pirámide del capital humano. Se veía una plaza donde los ciudadanos vacunados convergían para hacer una hoguera del precioso salvoconducto: finalmente se dieron cuenta de la miserable paradoja de que había que aceptar una coacción para ganar una libertad compuesta por comportamientos normales y pequeñas licencias tratadas como exclusividad. privilegio merecido en virtud de la obediencia. Fue solo un sueño, uno de esos que llegan al final del día, en esas horas que después de las pesadillas dan un poco de confianza. Y de hecho siguió la oración secular de la mañana, la lectura de las voces libres y responsables de Europa, como la de un bloguero muy seguido e incluso citado por MicroMega que se complace con el oxímoron de una derecha madura y democrática y que yo no Cito excepto como un estrecho símbolo de servilismo hacia cualquier régimen en boga, que magnifica las virtudes de la persuasión moral en lugar de la coerción violenta. Sin embargo, utilizando la dulce indulgencia que se reserva para las diversiones de las almas bellas engañadas y visionarias, para demostrar que en casos extremos la única forma de legítima convicción es obligatoria, son las leyes marciales, es la mano de hierro, liberada del guante de terciopelo. , del Estado general al que se le ha confiado la protección de nuestra salud. Admite a regañadientes, es cierto, que "hay mil razones razonables e irracionales para desconfiar de las vacunas, considerando que es un virus del que nadie sabía nada hasta hace dos años, que los estudios y experimentos se realizaron en un tiempo récord". , que los conocimientos, prescripciones e indicaciones de la comunidad científica han cambiado varias veces, muchas veces contradiciéndose entre sí ", pero, advierte, como vacunados, por lo tanto licenciados y capacitados para usar la Razón ilustrada, que solo personas o personas ignorantes, irracionales, bárbaras movido por intereses opacos, puede cuestionar los dogmas, las reglas, las medidas preparadas con prudencia y previsión "por la comunidad científica, por las autoridades europeas e internacionales" con el pleno apoyo de la "prensa occidental en su conjunto". Y todo que ver con sus cabezas ante la presencia de un sentido común tan sufrido, aquellos que en el mismo perfil social en el que lo reproducen, exhiben su militancia contra los abusos del puesto de avanzada occidental en Palestina o deploran la compra de armas falsas. demostrar la debida deferencia al Estado donde ejercen los generales en ejercicio; aquellos que exhiben regularmente el parche simbólico o la aplicación descargada rápidamente y se quejan porque de los folletos que leen, incluso menos que la información impopular sobre la vacuna, se entiende que la industria farmacéutica especula para obtener ganancias de enfermedades y dolor; quienes alternativamente reclaman respeto a la privacidad y denuncian la censura de la red y al mismo tiempo aplauden el pase que actualiza al bartender sobre sus condiciones de salud, o el dispositivo colocado en la entrada de Correos o Sephora que denuncia su 37 y 4 . Realmente debe ser el éxito de la tan cacareada inmunidad colectiva, que nos permite no exponernos al contagio ya los efectos de la libertad, la justicia y la solidaridad. Los más ávidos seguidores del pase verde, todos circulando gratamente en las geografías de la clase noble progresista y reformista ahora poseída por la ideología neoliberal, poseen todos los instrumentos de la traición al Parlamento y la consolidación de valores y principios partidistas que nunca debieron. han sido parte del 'arco constitucional, ni siquiera vistiendo un traje cruzado. Y de hecho de Hanna Arendt (la banalidad del mal) recuerdan de oídas la definición de vida desnuda utilizada para calificar las leyes raciales de deshonra que le han quitado los documentos de identidad y los derechos de la patria a los inmigrantes, lo que hoy es bueno para la reducción a segunda. individuos de clase de conciudadanos que no aceptan la violación de su libre albedrío.

Y olvidan en cambio que la banalidad del mal, promovida gracias a la adhesión a un pensamiento común inducido gracias a la propaganda y la autorización para dar rienda suelta a los instintos primarios y las necesidades animales, en contraste con la razón y la civilización, define precisamente la renuncia al pensamiento y la civilización. decidiendo, en consecuencia, indagar, reflexionar y optar por establecer la diferencia y los límites entre lo justo y lo injusto y entre lo lícito y lo ilícito y lo ilegítimo aun cuando así lo establezca la ley o la Dpcm. Son los mismos, incluso fieros sindicalistas del pasado y tremendos sindicalistas de hoy, que después de haber renunciado durante algún tiempo a la batalla contra el archivo de personal, piensan que es aceptable la de los ciudadanos, que ahora distinguen entre potenciales Covid y " portadores sanos, mañana se extenderá a la actualización sobre las patologías que presentaban contraindicaciones para el trabajo, al seguimiento de la destreza y por ende del aporte efectivo del trabajador a la mejora del capital humano y al crecimiento del país. Son los mismos que aborrecen la entrega al señuelo del comercio online, a la sustitución de lugares de sociabilidad diligentemente higienizados y respetuosos del necesario distanciamiento con puntos de venta y centros comerciales, pero que miran favorablemente la tarjeta de puntos que premia al consumidor y al consumidor. visitante, sanamente justo y sostenible, de establecimientos públicos, habiendo vivido ya la emoción del concurso de premios de vacunación, jeringa contra cerveza, contra entrada gratis, contra descuento. Y por eso desafío a los fanáticos del merecido pase a cambio del riesgo que corren por complacer a BigPharma, por el cumplimiento de las leyes marciales, por acceder al cosmopolitismo de bajo costo, dispuestos a ceder ante las amenazas de los tomadores de decisiones que quieren aplicar grandes Escalar la discriminación incluso a los menores, para poner a los buenos en el aula y a los malos no en el último banco con ruedas, sino en castigo en casa, aquí está el desafío de traernos las estadísticas de los trabajadores que, después de aceptar el trato desigual en fábricas, oficinas, grandes almacenes, en el transporte público, hoy están sujetos a un control extra, una penalización extra, una desigualdad extra, diseñada, como si fuera poco, precisamente para establecer que alguien "vale" más , si bien no valen y no son un carajo.