23. lug, 2021

Lo sterco del Diavolo.

Non c’è forse migliore sintesi della confusione, della superficialità e della mistificazione contemporanea di questo esimio dottore Merlani, benché si sappia benissimo che i vaccinati diffondono l’infezione come e forse anche più dei non vaccinati. Una discriminazione dunque odiosa e senza ragione, come del resto quasi tutto nella dittatura pandemica, salvo gli enormi profitti con cui vengono comperati i ceti politici. Del resto è ben noto che la Svizzera come tutti i Paesi direttamente collegati alle logiche imperiali si serve dei diritti i diritti umani come pretesto per esercitare pressioni indebiti o giustificare interventi di polizia o sanzioni, ma quanto a rispettarli dentro e fuori è tutt’altra musica. Francamente non riesco a capire come ci sia gente che riesce a vivere dentro questa ipocrisia così densa: forse non è abbastanza intelligente da accorgersene.
La verità è che noi negazionisti, complottisti, no vax, antiscientisti e misoneisti, ignoranti, barbari, oggetti privilegiati di ostracismo e Tso, volontariamente estranei al consorzio civile e ribelli ai suoi dogmi, in una parola, direbbe qualcuno, fascisti, facilmente riconoscibili dalla mancata ostensione di cerottino e pass, siamo invece dolcemente ingenui, teneramente sprovveduti a ci restiamo male davanti a certe defezioni, a quel disincanto reperibile in vecchi attrezzi della politica–parlo di quella antisistema – che si sono fatti possedere dai demoni della Task Force quelli che ricordano che non c’è, e non ci deve essere alternativa allo statu quo.
Che per quanto gramo, per quanto disuguale, potrebbe far piovere un po’ di polverina d’oro del benessere accumulato da pochi soggetti superiori per iniziativa e produttività, anche su tanti sia pure immeritevoli, in quanto pigri, inadeguati e disfunzionali.
Bisogna ammettere che lo status quo inanella un successo dietro l’altro, in nome della necessità provocata da una crisi pilotata, ha imposto stenti, privazioni, rinunce austere quanto doverose, per favorire l’occupazione ha decretato l’opportunità di licenziare, per promuovere la solidità economica ha imposto l’instabile precarietà e la cancellazione delle garanzie conquistate in anni di lotte dei lavoratori, per esaltare i valori della sicurezza ha prodotto censure, norme repressive, discriminazioni e la criminalizzazione degli ultimi per tranquillizzare i penultimi.
Ma il vero trionfo è aver soffocato qualsiasi forma di critica: il neoliberismo ha dimostrato di non limitarsi all’applicazione di teoremi economici per diventare una vera e propria ideologia che ha occupato i cervelli e l’immaginario di pensatori, intellettuali, filosofi.
Le ragioni sono più di una. La comodità ad esempio: una volta collocati in una tana calda di piccoli privilegi, rendite assicurate da case editrici, accademie e atenei, giornaloni, comparsate televisive, perché mai mettere a repentaglio il proprio tesoretto di moscerini cocchieri, con espressioni di antagonismo, quando invece si può esercitare il minimo sindacale di garbata critica in grazia del politicamente corretto? La disillusione, certo, diventata anche quella una professione che consente l’applicazione del mugugno a ogni contesto, con la certezza della sua totale ininfluenza.
O anche, l’apparentemente più nobile, adesione alla filosofia del ritiro (si chiama così), quella che persuade alla virtù dello stare appartati, di osservare il mondo e assistere alla corrida dal davanzale del poggiolo di casa e che nasce dalla convinzione che non c’è strada virtuosa né per il potere e nemmeno per la militanza, perché qualsiasi appartenenza o qualsiasi riconoscersi in una ideologia segue percorsi aberranti.
La lezione della storia, una volta tanto, avrebbe insegnato a alcuni che sono stati protagonisti o testimoni privilegiati della temperie politico ideologica, traumatizzati dai suoi “risvolti” negano il suo progetto emancipatore progetto emancipatorio, consegnandosi a una salvifica apatia, alla “resilienza” in luogo di una resistenza. Qualcuno giustamente ha definito questo atteggiamento “fascismo posturale”, perché produce accettazione e disincanto.
La narrazione/gestione della pandemia ha portato alla luce queste zone grigie e quelli che vi soggiornano che hanno tirato fuori il capino rafforzati dal riconoscersi dal sentirsi parte di una maggioranza “eloquente”, rivendicando di essere tornati all’azione grazie all’adesione obbediente a misure coercitive che dietro a provvedimenti di tutela e profilassi sanitaria, mirano a imporre atti di fede, sacrifici personali, rinunce alla libertà in nome di un malinteso senso civico e di responsabilità.

Scendono in campo quotidianamente sciorinando a pappagallo i paradigmi della comunità scientifica nei comodi compendi messi a disposizione dai giornaloni, aderiscono entusiasticamente alla campagna militar-vaccinale del generale di quella OMS. Si compiacciono degli stilemi bellici adottati nel caso di diserzione: stanare, dare la caccia, punire i renitenti, trasformando l’originaria “persuasione morale” in coercizione e dando ai Dpcm la doverosa natura di leggi marziali, si associano alle ipotesi del napoleoncino, autorizzato dal passato di rivoluzione e Comune, postulando l’equità della sospensione dello stipendio ai transfuga che lavorano nella sanità, la censura per i colpevoli di esibire dati altri rispetto alle statistiche ufficiali, si uniscono al coro di chi pretende che gli eretici paghino le prestazioni assistenziali e le cure ospedaliere.
Quelli che conservano un minimo di decenza, giustificano la sete di vendetta e sopraffazione con l’opportunità di tutelare gli interessi di tutti, perché i non vaccinati, che non sarebbero protetti degli unici effetti accertati del prodigio della farmacologia, il contrasto a effetti letali, intaserebbero irresponsabilmente gli ospedali rimasti fermi dopo un anno mezzo agli stessi standard di inefficienza criminale.
Eh si tocca assistere al crearsi di schieramenti inopinati. L’ala progressista e riformista, che si scopre legalitaria fino all’idolatria dell’obbedienza, in veste di poliziotto cattivo raccomanda penalizzazioni, confinamenti e discriminazione, aiutata dagli utili idioti che parlano di dittatura sanitaria, quando invece è palese che si tratta dei soliti vecchi strumenti e procedure di repressione, apartheid e censura politica e sociale, oggi aiutati dall’attrezzatura a disposizione dalla tecnologia al servizio del controllo e della sorveglianza.
Però c’è di peggio, ci sono quelli che si spingono a una critica a tutto campo dell’ideologia dominante, quelli che senza remore attribuiscono l’apocalisse in corso ai danni e agli effetti collaterali del totalitarismo economico e finanziario, quelli che mica si fanno prendere in giro: i decessi, le tremende conseguenze di una influenza più contagiosa sono da imputare alle condizioni del nostro sistema ospedaliero e assistenziale, quelli che sanno bene che i focolai e le geografie più colpite erano anche quelle più esposte, per concentrazione urbanistica, industriale, dove i tassi di inquinamento si sono combinati con l’egemonia del privato facendo cadere i già malati come mosche. Sono quelli che intravvedono la possibilità che l’esaltazione del rischio e la penetrazione del culto della paura altro non sia che un accorgimenti per introdurre uno stato di eccezione, incrementare disuguaglianze e divisioni, applicare misure volte a operare una selezione accurata e severa per favorire il capitale umano e produttivo utile, proponendo soluzioni finali per i parassiti.
Ne ho davanti un caso esemplare, il prodotto molto propagandato della coppia Bartolini-Demichelis, uno filosofo, uno sociologo, vezzeggiati, intervistati, blanditi dai salottini illuministi contemporanei, autori della Vita lucida dove consigliano come “mantenere la lucidità” nei passaggi caotici della storia, compresa la pandemia, per, cito, “riconnettere le istanze filosofiche, sociologiche psicologiche oscurate da una ipermodernità tragicamente unidimensionale”.
Sarà per paura del nichilismo che sempre minaccia che crede nella missione della critica, sarà per paura di quelle insurrezioni meno plausibili e realizzabili ormai dell’utopia, ma dopo essersi arrischiati come tanto ormai sul terreno impervio dell’analisi e della denuncia del pensiero che non permette alternativa, la conversione in pratica della lucidità si ferma opportunamente, sotto la mascherina e alla giusta distanza, per rassicurarci: si tratta di coincidenze, di processi naturali, non c’è un complotto dietro a questo incidente della storia, non è una cospirazione ad aver prodotto il cigno nero che naviga sullo stagno della contemporaneità.

E dire che di complotti ne abbiamo subiti a non finire, crisi manovrate per imporre i paradigmi del libero sfruttamento speculativo, austerità imposte per ridurre in volontaria servitù e per persuadere al sacrificio penitenziale, la fine dell’informazione dietro all’offerta di una comunicazione di massa controllata e somministrata da major private.
Ma pare sia preferibile chiudere gli occhi, narcotizzarsi con la narrazione e gli piscofarmaci e farmaci non solo virtuali, così non si deve corre il rischio di agire, di mettersi a fianco con i pochi che lottano per affrancarsi dalla necessità e conoscere la libertà, meglio farsi plasmare secondo i dogmi della teocrazia dietro al quale ci sono i soliti demoni col loro sterco.

https://www.bluewin.ch/it/attualita/regionali/merlani-i-ricoverati-non-sono-vaccinati-e-gli-infetti-hanno-meno-di-50-anni-808066.html

 

Quizás no haya mejor síntesis de la confusión, superficialidad y mistificación contemporánea de este distinguido doctor Merlani, aunque es bien sabido que las personas vacunadas propagan la infección como y quizás incluso más que las personas no vacunadas. Una discriminación por tanto odiosa y sin razón, como de hecho casi todo en la dictadura pandémica, salvo las enormes ganancias con las que se compran las clases políticas. Después de todo, es bien sabido que Suiza, como todos los países directamente conectados a la lógica imperial, utiliza los derechos humanos como pretexto para ejercer presiones indebidas o justificar intervenciones o sanciones policiales, pero en cuanto a respetarlos por dentro y por fuera, es otra música. . Francamente, no puedo entender cómo hay gente que se las arregla para vivir dentro de esta densa hipocresía: quizás no sean lo suficientemente inteligentes para darse cuenta. Lo cierto es que nosotros negadores, teóricos de la conspiración, no vax, anticientíficos y misoneistas, ignorantes, bárbaros, objetos privilegiados del ostracismo y del Tso, voluntariamente ajenos al consorcio civil y rebeldes a sus dogmas, en una palabra, dirían algunos, fascistas, fácilmente reconocibles por el hecho de no mostrar un parche y pasar, en cambio somos dulcemente ingenuos, tiernamente ingenuos y nos sentimos mal frente a ciertas deserciones, a ese desencanto que se encuentra en las viejas herramientas de la política, estoy hablando de ese antisistema, que los demonios de la Task Force se han permitido poseer, recuerdan que no hay, y que no debe haber alternativa al statu quo. Que por muy malo que sea, por desigual que sea, podría llover un poco de polvo de oro del bienestar acumulado por unos pocos sujetos superiores en iniciativa y productividad, incluso en muchos, aunque indignos, por perezosos, inadecuados y disfuncionales. Hay que admitir que el statu quo vincula un éxito tras otro, en nombre de la necesidad provocada por una crisis controlada, ha impuesto penurias, privaciones, renuncias austeras y obedientes, para favorecer el empleo ha decretado la oportunidad de despedir, de Promover la solidez económica ha impuesto la precariedad inestable y la anulación de las garantías ganadas en años de luchas obreras, para exaltar los valores de seguridad ha producido censura, normas represivas, discriminación y la criminalización de las últimas para tranquilizar a los penúltimos. Pero el verdadero triunfo es haber sofocado cualquier forma de crítica: el neoliberalismo ha demostrado que no se limita a la aplicación de teoremas económicos para convertirse en una verdadera ideología que ha ocupado el cerebro y el imaginario de pensadores, intelectuales, filósofos. Las razones son más de una. Confort, por ejemplo: una vez colocado en una cálida guarida de pequeños privilegios, alquileres asegurados por editoriales, academias y universidades, quioscos de prensa, apariciones en televisión, ¿por qué nunca poner en peligro el tesoro de las moscas de entrenador, con expresiones de antagonismo, cuando en cambio se puede ejercer el ¿Mínima unión de crítica cortés a favor de lo políticamente correcto? La desilusión, por supuesto, también se ha convertido en una profesión que permite la aplicación de la queja a cualquier contexto, con la certeza de su total falta de influencia. O incluso, la aparentemente más noble, adherencia a la filosofía del retiro (se llama así), la que persuade la virtud de estar recluido, de observar el mundo y contemplar la corrida de toros desde el alféizar del balcón de la casa y que surge. desde la convicción de que no hay camino virtuoso ni para el poder ni para la militancia, porque cualquier pertenencia o cualquier reconocimiento de una ideología sigue caminos aberrantes. La lección de la historia, por una vez, habría enseñado a algunos que han sido protagonistas o testigos privilegiados del clima político ideológico, traumatizados por sus "implicaciones" negando su proyecto emancipatorio, proyecto emancipatorio, entregándose a una apatía salvífica, a la "resiliencia". en lugar de una resistencia. Alguien llamó con razón a esta actitud "fascismo postural", porque produce aceptación y desencanto. La narrativa / manejo de la pandemia ha sacado a la luz estas zonas grises y los que se quedan ahí que han sacado la cabeza fortalecidos al reconocerse a sí mismos al sentirse parte de una mayoría "elocuente", que dice estar de vuelta a la acción gracias a la obediente adhesión a medidas coercitivas que, detrás de las medidas de protección y profilaxis de la salud, pretenden imponer actos de fe, sacrificios personales, renuncias a la libertad en nombre de un sentido de responsabilidad y responsabilidad cívica incomprendido.

Salen al campo todos los días repitiendo como loros los paradigmas de la comunidad científica en los convenientes compendios puestos a disposición por los periodistas, adhiriéndose con entusiasmo a la campaña de vacunación militar del general OMS. Están complacidos con los estilos de guerra adoptados en el caso de la deserción: expulsar, cazar, castigar a los reacios, transformar la "persuasión moral" original en coerción y otorgar al Dpcm la naturaleza necesaria de las leyes marciales, se asocian con las hipótesis. del Napoleón, autorizado desde el pasado de la revolución y la Comuna, postulando la equidad de la suspensión del salario de los desertores que laboran en el sector salud, la censura para que los culpables exhiban datos distintos a las estadísticas oficiales, se unen al coro de los que exigen que los herejes paguen las prestaciones sociales y la atención hospitalaria. Quienes conservan un mínimo de decencia justifican la sed de venganza y opresión con la oportunidad de proteger los intereses de todos, porque los no vacunados, que no estarían protegidos de los únicos efectos probados del prodigio de la farmacología, el contraste con los efectos letales, obstruirían irresponsablemente los hospitales que fueron cerrados después de un año y medio con los mismos estándares de ineficiencia criminal. Eh tenemos que presenciar la creación de alineaciones inesperadas. El ala progresista y reformista, que resulta legalitaria hasta el punto de la idolatría de la obediencia, como mal policía recomienda penas, encierros y discriminaciones, ayudado por útiles idiotas que hablan de dictadura de la salud, cuando en cambio está claro que son Antiguas herramientas y procedimientos de represión, apartheid y censura política y social, ahora ayudados por los equipos de que dispone la tecnología al servicio del control y la vigilancia. Pero se pone peor, hay quienes se empujan a una crítica amplia de la ideología dominante, quienes sin dudarlo atribuyen el apocalipsis en curso a los daños y efectos colaterales del totalitarismo económico y financiero, quienes no dudan en atribuir la apocalipsis en curso a los daños y efectos colaterales del totalitarismo económico y financiero. burlarse de: las muertes, las tremendas consecuencias de una gripe más contagiosa se deben atribuir a las condiciones de nuestro hospital y sistema de bienestar, los que saben bien que la mayoría Los brotes afectados y las geografías también fueron las más expuestas, debido a la concentración urbana, industrial, donde los índices de contaminación se han combinado con la hegemonía del sector privado haciendo caer como moscas a los ya enfermos. Son los que ven la posibilidad de que la exaltación del riesgo y la penetración del culto al miedo no sea más que un dispositivo para introducir un estado de excepción, aumentar las desigualdades y divisiones, aplicar medidas encaminadas a hacer una selección certera y severa a favor el capital humano y productivo útil, proponiendo soluciones finales para los parásitos. Tengo ante mí un caso ejemplar, el tan pregonado producto de la pareja Bartolini-Demichelis, un filósofo, un sociólogo, mimado, entrevistado, engatusado por los salones de la ilustración contemporánea, autores de la vida lúcida donde aconsejan cómo "mantener la lucidez". en los caóticos pasajes de la historia, incluida la pandemia, para, cito, "reconectar las demandas psicológicas filosóficas y sociológicas oscurecidas por una hipermodernidad trágicamente unidimensional". Será por miedo al nihilismo que siempre amenaza el que cree en la misión de la crítica, será por miedo a esas insurrecciones menos plausibles y alcanzables ahora que la utopía, pero después de haber arriesgado tanto ahora en el difícil terreno del análisis y la denuncia del pensamiento que no permite alternativas, la conversión en práctica de la lucidez se detiene oportunamente, bajo la máscara y a la distancia justa, para tranquilizarnos: son coincidencias, procesos naturales, no hay trama detrás de este incidente de la historia, es No es una conspiración haber producido el cisne negro que navega en el estanque de la contemporaneidad.
Y decir que hemos sufrido un sinfín de complots, crisis maniobradas para imponer los paradigmas de la libre explotación especulativa, austeridades impuestas para reducir la servidumbre voluntaria y persuadir al sacrificio penitencial, el fin de la información detrás del ofrecimiento de una comunicación de masas controlada y administrada por mayores privadas.Pero parece preferible cerrar los ojos, narcotizarnos con narraciones y piscofármacos y drogas no solo virtuales, para que no tengas que correr el riesgo de actuar, de ponerte al lado de los pocos que luchan por liberarse de la necesidad. y conocer mejor la libertad, para ser moldeados según los dogmas de la teocracia detrás de los cuales están los demonios habituales con su estiércol.
 
 
There is perhaps no better synthesis of the confusion, superficiality and contemporary mystification of this distinguished doctor Merlani, although it is well known that vaccinated people spread the infection as and perhaps even more than non-vaccinated people. A discrimination therefore hateful and without reason, as indeed almost everything in the pandemic dictatorship, except for the enormous profits with which the political classes are bought. After all, it is well known that Switzerland, like all countries directly connected to imperial logic, uses human rights as a pretext to exert undue pressure or justify police interventions or sanctions, but as for respecting them inside and out, it is quite another music. . Frankly, I can't understand how there are people who manage to live in this dense hypocrisy: perhaps they are not intelligent enough to notice. The truth is that we deniers, conspiracy theorists, no vax, antiscientists and misoneists, ignorant, barbarians, privileged objects of ostracism and Tso, voluntarily extraneous to the civil consortium and rebellious to its dogmas, in a word, some would say, fascists, easily recognizable by the failure to display a patch and pass, we are instead sweetly naive, tenderly naive and we feel bad in front of certain defections, to that disenchantment found in old tools of politics - I am talking about that anti-system - that the demons of the Task Force have allowed themselves to possess. they remember that there is no, and there must be no alternative to the status quo. That no matter how bad, however unequal, it could rain a little gold dust of well-being accumulated by a few superior subjects for initiative and productivity, even on many, albeit undeserving, as lazy, inadequate and dysfunctional. It must be admitted that the status quo links one success after another, in the name of the necessity caused by a controlled crisis, has imposed hardship, deprivation, austere and dutiful renunciations, to favor employment it has decreed the opportunity to dismiss, to promote the economic solidity has imposed the unstable precariousness and the cancellation of the guarantees won in years of workers' struggles, to enhance the values ​​of security it has produced censorship, repressive rules, discrimination and the criminalization of the last ones to reassure the penultimate ones. But the real triumph is to have stifled any form of criticism: neoliberalism has shown that it does not limit itself to the application of economic theorems to become a real ideology that has occupied the brains and imagery of thinkers, intellectuals, philosophers. The reasons are more than one. Comfort, for example: once placed in a warm den of small privileges, rents ensured by publishing houses, academies and universities, newsagents, television appearances, why never jeopardize your own treasure of coach flies, with expressions of antagonism, when instead can one exercise the minimum union of polite criticism in favor of the politically correct? Disillusionment, of course, has also become a profession that allows the application of grumbling to any context, with the certainty of its total lack of influence. Or even, the apparently noblest, adherence to the philosophy of retreat (it's called that), the one that persuades the virtue of being secluded, of observing the world and watching the bullfight from the windowsill of the balcony of the house and that comes from the conviction that not there is a virtuous path neither for power nor for militancy, because any belonging or any recognition of an ideology follows aberrant paths. The lesson of history, for once, would have taught some who have been protagonists or privileged witnesses of the political ideological climate, traumatized by its "implications" denying its emancipatory project, emancipatory project, surrendering themselves to a salvific apathy, to "resilience" in place of a resistance. Someone has rightly called this attitude "postural fascism", because it produces acceptance and disenchantment. The narrative / management of the pandemic has brought to light these gray areas and those who stay there who have pulled out their heads strengthened by recognizing themselves by feeling part of an "eloquent" majority, claiming to be back to action thanks to obedient adherence to coercive measures which, behind measures of protection and health prophylaxis, aim to impose acts of faith, personal sacrifices, renunciations of freedom in the name of a misunderstood sense of civic duty and responsibility.
 
 They take to the field every day parroting the paradigms of the scientific community in the convenient compendia made available by the journalists, enthusiastically adhering to the military-vaccination campaign of the WHO general. They are pleased with the war styles adopted in the case of desertion: flush out, hunt down, punish the reluctant, transforming the original "moral persuasion" into coercion and giving the Dpcm the necessary nature of martial laws, they are associated with the hypotheses of the Napoleon, authorized from the past of revolution and the Commune, postulating the fairness of the suspension of the salary of the refugees who work in the healthcare sector, the censorship for the guilty of exhibiting data other than the official statistics, join the chorus of those who demand that the heretics pay the welfare benefits and hospital care. Those who retain a minimum of decency justify the thirst for revenge and oppression with the opportunity to protect the interests of all, because the unvaccinated, who would not be protected from the only ascertained effects of the prodigy of pharmacology, the contrast to lethal effects, they would irresponsibly clog up the hospitals that were shut down after a year and a half to the same standards of criminal inefficiency. Eh we have to witness the creation of unexpected alignments. The progressive and reformist wing, which turns out to be legalitarian to the point of the idolatry of obedience, as a bad policeman recommends penalties, confinements and discrimination, aided by the useful idiots who speak of health dictatorship, when instead it is clear that they are the usual old tools and procedures of repression, apartheid and political and social censorship, now aided by the equipment available to technology in the service of control and surveillance. But it gets worse, there are those who push for a wide-ranging critique of the dominant ideology, those who without hesitation attribute the ongoing apocalypse to the damage and collateral effects of economic and financial totalitarianism, make fun of: the deaths, the tremendous consequences of a more contagious flu are to be attributed to the conditions of our hospital and welfare system, those who know well that the most affected outbreaks and geographies were also the most exposed, due to urban concentration, industrial, where pollution rates have combined with the hegemony of the private sector making the already sick fall like flies. They are those who see the possibility that the exaltation of risk and the penetration of the cult of fear is nothing more than a device to introduce a state of exception, increase inequalities and divisions, apply measures aimed at making an accurate and severe selection to favor the useful human and productive capital, proposing final solutions for parasites. I have before me an exemplary case, the much touted product of the Bartolini-Demichelis couple, a philosopher, a sociologist, pampered, interviewed, coaxed by the contemporary enlightenment parlors, authors of the lucid life where they advise how to "maintain lucidity" in the chaotic passages of history , including the pandemic, for, I quote, "reconnecting the philosophical, sociological psychological demands obscured by a tragically one-dimensional hypermodernity". It will be for fear of the nihilism that always threatens that believes in the mission of criticism, it will be for fear of those insurrections less plausible and achievable now than utopia, but after having risked as so much now on the impervious terrain of analysis and denunciation of thought that does not allows alternative, the conversion into practice of lucidity stops appropriately, under the mask and at the right distance, to reassure us: it is coincidences, natural processes, there is no plot behind this incident of history, it is not a conspiracy to have produced the black swan that sails on the contemporary pond.
 
 
And to say that we have suffered endless plots, crises maneuvered to impose the paradigms of free speculative exploitation, austerities imposed to reduce voluntary servitude and to persuade to penitential sacrifice, the end of information behind the offer of a communication of mass controlled and administered by private majors.But it seems preferable to close your eyes, narcotize yourself with narration and piscopharmaceuticals and drugs not only virtual, so you don't have to run the risk of acting, of putting yourself side by side with the few who struggle to free yourself from necessity and get to know freedom, better. to be molded according to the dogmas of the theocracy behind which there are the usual demons with their dung.
 
https://www.bluewin.ch/it/atuality/regional/merlani-i-ricoverati-non-sono-vaccinati-and-gli-infetti-hanno-min-di-50-anni-808066.html