18. lug, 2021

Povera Società....4 Risate sull`imbecillità mediatica.

Povera Società....4 Risate sull`imbecillità mediatica.
Ci sono diversi tipi di pensiero, quello scientifico, quello filosofico, quello artistico, quello letterario e poi c’è il pensiero banale che mette la propria sagacia nell’imitarli tutti parendo intelligente, profondo e originale, ma non essendo altro che un collage del già detto e dunque un prodotto assolutamente inautentico. Questo è anche il pensiero che piace al potere perché è cortigiano senza darlo a vedere ma è anche falsamente ribelle o alternativo, rappresenta insomma l’ideologia dominante appena uscita dal chirurgo plastico e per gli stessi motivi piace agli uomini senza fantasia come avrebbe detto Proust.
C’è un nuovo filone di successo del gossip. Potete monitorarlo attraverso le news che vi somministra Google sul cellulare e rappresenta una finestra sulla realtà davvero significativa.
Intanto perché ci vuol dimostrare che anche i ricchi piangono, che anche i segnati dalla Fortuna hanno le loro disgrazie, che anche a chi eccelle per talento e capacità, e meriterebbe il meglio, capita qualche iattura. Ma visti i tempi che corrono non viene pretesa dal fugace lettore sorellanza per le corna, solidarietà per gli imbrogli dell’agente, comprensione per l’eclissi cui è condannata la star cui è stato preferito un taglio di carne più fresca, compassione per via di improvvidi botulini: adesso invece la pietas da suscitare dal basso verso l’alto viene riscossa dai Vip, come si diceva una volta, per via dell’ostensione pubblica, senza riserve e senza pudore, di una illimitata varietà di patologie.
E c’è la ballerina con l’endometriosi e c’è l’attrice folgorata dalla rivelazione della vitiligine e c’è il divo depresso e la presentatrice allergica ai raggi di sole condannata a spettrale pallore. E c’è la giovane promessa che confessa i suoi trascorsi di bulimica e quell’altra con una passato di anoressia, e l’interprete di soap svegliatosi coperto di pustole e via con intolleranze, effetti indesiderati di idiosincrasie, voluttuosamente e apertamente dichiarate con condimento di particolari che farebbero inorridire le signore che pensavano che sui giornali ci si doveva finire due volte, alla nascita e alla dipartita. Addirittura una trasmissione settimanalmente ospita le confessioni di personaggi che vengono promossi a influencer grazie alla condivisione di disturbi, eruzioni, borborigmi, e varie manifestazioni che un tempo sarebbero state oggetto di vergognoso pudore e di verecondo ritegno.
Cercare consenso, appoggio e perfino affetto esibendo debolezze umane non è certo abitudine nuova: ce ne sono stati di candidati alle elezioni che hanno elemosinato la preferenza per garantire la pensioncina ai propri cari, vantando un prossimo trapasso postelettorale, e ce ne sono stati di scrittori che reclamavano un appoggio compassionevole per via di malattie incurabili, scomparse appena usciti dal Ninfeo.
Adesso poi tutti possono sentirsi autorizzati a dismettere riservatezza e discrezione dopo che hanno spopolato le immaginette di festosi vaccinandi, tra i quali ha registrato successo di critica e di pubblico quella di autorevole quanto nerboruto presidente di regione, a torso nudo con evidenti finalità morali, proprio come le parlamentari che tirano giù lo sbuffo della vezzosa camicetta per rivelare maliziosamente il fatidico cerotto, o per via della festosa pubblicazione in diretta su Instagram delle ecografie dei futuri rampolli di influencer, cui potrebbe far seguito il dente del giudizio estratto fortunosamente o le pietruzze che criticatissimi avi tenevano nel boccaccio a rammentare la loro trincea contro i calcoli.
E’ probabile che anche questo aspetto faccia parte di un nuovo costume, nato quando la salute fisica è diventata una priorità assoluta, la sua tutela un diritto talmente fondamentale da persuadere alla rinuncia di tutti gli altri, e la sua salvaguardia una preminenza indiscutibile tanto da smuovere costituzionalisti, pensatori, filosofi impegnati nel dimostrare che trattasi di bene personale ineguagliabile che richiede perfino la privazione di altri, comuni e collettivi.

E infatti assistiamo a una trasformazione del “ruolo del malato” che ne cambia la tradizionale concezione di fase temporanea, da superare, per diventare tratto identitario e carattere duraturo, tanto che espressioni come “sopravvissuto al cancro” o ex alcolista”, traggo lo spunto da un recente libro davvero straordinario: I confini contano di Frank Furedi, testimoniano di una inclinazione a rappresentare la patologia come un’esperienza che incide sulla personalità e, appunto, l’identità di una persona, addirittura legittimando delle inusuali permissività all’interno non solo della relazione terapeutica, estendendolo al di fuori dello studio medico, condizionando addirittura l’interpretazione delle “leggi” e incoraggiando una sospensione del comune senso morale, D’altra parte ci basterebbe guardare alla cifra eroica che hanno assunto le gesta dei pazienti per Covid, in qualità di testimoni, magistralmente raccontati dall’inviato in corsia grazie a pennellate plastiche e sonore quando raccontava le urla degli intubati, o di superstiti incaricati di ammaestrare i renitenti e i disertori.
Se vi pareva una innocua moda passeggera quella di informare il pubblico sulle foruncolosi celebri, le pustole esimie e le ernie insigni,
per esempio da quella di Craxi che una giornalista televisiva aspirava a baciare come la reliquia del santo a quella, Google mi ha appunto avvisata in tempo reale, di Gassman, conquistata audacemente in scena, sappiate che invece è una gran brutta avvisaglia.
Ci mostra una società di domani nella quale le etnie e i popoli non saranno più composti da cittadini, ma da potenziali o aspiranti malati a cui far consumare farmaci, perennemente impegnati a monitorare sintomi con indagini e diagnostica sempre più costose, contrastarli con medicine e vaccini, scrutarli sui volti e i corpi degli altri dei quali è doveroso più che salutare diffidare in quanto possibili portatori e untori. L’isolamento verrà presentato come condizione ideale oltre che salvifica, perché qualsiasi contatto potrà essere conduttore e latore di rischi, per accreditare la minaccia invisibile e legittimare la guerra a malattie create in laboratorio per creare negli stessi laboratori sedicenti antidoti che producono nuove patologie.
L’intento è il controllo e il dominio mediante la medicalizzazione dei cittadini per tenerli sotto osservazione e custodia dei potentati della “ricerca applicata” e dei suoi sacerdoti pronti a fare i piazzisti in tv, divenuta un dispensario di imperativi e ordini contraddittori che devono condurre a un unico comportamento obbediente, civico e responsabile, l’assunzione di veleni.
Ormai la distinzione tra malati e sani diverrà sempre più labile e indistinguibile in modo da convertire ognuno in paziente da assoggettare per il suo bene a procedure, protocolli, controlli, somministrazione, sancendo il trionfo del dominio commerciale, politico e morale dell’industria del farmaco, combinata con la paura e collusa con la scienza, svenduta e comprata, e con i decisori anche quelli svenduti e comprati.

Poor Society .... 4 Laughter on media imbecility. There are different types of thought, the scientific, the philosophical, the artistic, the literary and then there is the banal thought that puts its sagacity in imitating them all by appearing intelligent, profound and original, but being nothing more than a collage of the already mentioned and therefore an absolutely inauthentic product. This is also the thought that the power likes because it is a courtier without showing it but it is also falsely rebellious or alternative, in short, it represents the dominant ideology that has just emerged from the plastic surgeon and for the same reasons men without imagination like it as Proust would have said. There is a new successful streak of gossip. You can monitor it through the news that Google gives you on your mobile phone and it represents a truly significant window on reality. First of all, because he wants to show us that even the rich cry, that even those marked by Fortune have their misfortunes, that even those who excels in talent and ability, and deserves the best, have some misfortunes. But given the current times, the fleeting reader is not expected to be sisterhood by the horns, solidarity for the agent's cheating, sympathy for the eclipse to which the star who preferred a fresher cut of meat is doomed, compassion because of improvised botulins: now instead the pietas to arouse from the bottom up is collected by the VIPs, as they once said, due to the public display, without reserve and without shame, of an unlimited variety of pathologies. And there is the dancer with endometriosis and there is the actress struck by the revelation of vitiligo and there is the depressed star and the presenter allergic to sunlight condemned to ghostly pallor. And there is the young promise who confesses her bulimic past and the other one with a past of anorexia, and the soap interpreter woke up covered in pustules and away with intolerances, undesirable effects of idiosyncrasies, voluptuously and openly declared with condiment details that would horrify the ladies who thought that the newspapers had to end up twice, at birth and death. Even a weekly broadcast hosts the confessions of characters who are promoted to influencers thanks to the sharing of disturbances, eruptions, borborygmi, and various manifestations that once would have been the object of shameful modesty and verecond restraint. Seeking consent, support and even affection while exhibiting human weaknesses is certainly not a new habit: there have been some candidates in the elections who have begged for the preference to guarantee the pension to their loved ones, boasting an upcoming post-electoral passing, and there have been writers who claimed compassionate support because of incurable diseases, which disappeared as soon as they left the Nymphaeum. Now then everyone can feel authorized to give up confidentiality and discretion after they have depopulated the images of festive vaccinators, among which the authoritative as well as beefy president of the region, shirtless with evident moral purposes, has recorded critical and public success. like the parliamentarians who pull down the puff of the charming blouse to maliciously reveal the fateful patch, or because of the festive publication live on Instagram of the ultrasound scans of the future scions of influencers, which could be followed by the wisdom tooth extracted fortunately or the stones that highly criticized ancestors kept in the mouth to remember their trench against the calculations. It is probable that this aspect is also part of a new custom, born when physical health has become an absolute priority, its protection such a fundamental right as to persuade everyone else to renounce, and its safeguarding an indisputable pre-eminence so much that to stir constitutionalists, thinkers, philosophers committed to demonstrating that it is an unparalleled personal good that even requires the deprivation of others, common and collective.

And in fact we are witnessing a transformation of the "patient's role" which changes the traditional conception of a temporary phase, to be overcome, to become an identity trait and a lasting character, so much so that expressions such as "cancer survivor" or former alcoholic ", I draw the cue from a recent truly extraordinary book: Borders count by Frank Furedi, testify to an inclination to represent pathology as an experience that affects the personality and, precisely, the identity of a person, even legitimizing unusual permissiveness within non only of the therapeutic relationship, extending it outside the doctor's office, even conditioning the interpretation of the "laws" and encouraging a suspension of the common moral sense, On the other hand, it would be enough for us to look at the heroic figure that the deeds of the patients have assumed for Covid , as witnesses, masterfully told by the envoy in the ward thanks to plastic and sound brushstrokes when or he would tell the screams of the intubated, or of survivors charged with teaching the dodgers and deserters. If it seemed a harmless passing fashion to inform the public about the famous boils, the prominent pustules and the prominent hernias, for example, from that of Craxi that a television journalist aspired to kiss like the relic of the saint to that, Google warned me in real time, of Gassman, boldly conquered on stage, know that instead it is a great bad sign. It shows us a society of tomorrow in which ethnic groups and peoples will no longer be composed of citizens, but of potential or would-be sick people to be consumed with drugs, perpetually committed to monitoring symptoms with increasingly expensive investigations and diagnostics, counteracting them with medicines and vaccines, scrutinize them on the faces and bodies of others of which it is more than a duty to be wary of them as possible carriers and greasers. Isolation will be presented as an ideal condition as well as a salvific one, because any contact can be a conductor and bearer of risks, to credit the invisible threat and legitimize the war on diseases created in the laboratory to create self-styled antidotes that produce new pathologies in the same laboratories. The intent is the control and domination through the medicalization of citizens to keep them under observation and custody of the potentates of "applied research" and its priests ready to be marketers on TV, which has become a dispensary of contradictory imperatives and orders that must conduct to a single obedient, civic and responsible behavior, the taking of poisons. By now the distinction between sick and healthy will become more and more blurred and indistinguishable in order to convert everyone into a patient to be subjected for his own good to procedures, protocols, controls, administration, sanctioning the triumph of the commercial, political and moral domain of the drug industry. , combined with fear and colluding with science, sold out and bought, and with decision makers even those sold out and bought.
 
Pobre sociedad .... 4 Risa sobre la imbecilidad de los medios. Hay diferentes tipos de pensamiento, el científico, el filosófico, el artístico, el literario y luego está el pensamiento banal que pone su sagacidad en imitarlos a todos apareciendo inteligentes, profundos y originales, pero no siendo más que un collage de la ya mencionado y, por lo tanto, un producto absolutamente falso. Este es también el pensamiento que le gusta al poder porque es un cortesano sin mostrarlo pero también es falsamente rebelde o alternativo, en fin, representa la ideología dominante que acaba de surgir del cirujano plástico y por las mismas razones hombres sin imaginación. como hubiera dicho Proust. Hay una nueva racha exitosa de chismes. Puedes monitorearlo a través de las noticias que te brinda Google en tu teléfono móvil y representa una ventana verdaderamente significativa a la realidad. En primer lugar, porque quiere mostrarnos que hasta los ricos lloran, que hasta los marcados por la Fortuna tienen sus desgracias, que hasta los que sobresalen en talento y habilidad, y se merecen lo mejor, tienen algunas desgracias. Pero dados los tiempos actuales, no se espera que el lector fugaz sea hermandad por los cuernos, solidaridad por las trampas del agente, simpatía por el eclipse al que está condenada la estrella que prefirió un corte de carne más fresco, compasión por botulinas improvisadas: ahora en cambio, la pietas para despertar de abajo hacia arriba es recogida por los VIP, como decían alguna vez, debido a la exhibición pública, sin reservas y sin vergüenza, de una variedad ilimitada de patologías. Y está la bailarina con endometriosis y está la actriz impactada por la revelación del vitíligo y está la estrella deprimida y la presentadora alérgica a la luz solar condenada a una palidez fantasmal. Y está la joven promesa que confiesa su pasado bulímico y la otra con un pasado de anorexia, y la intérprete de telenovelas se despertó cubierta de pústulas y alejada de intolerancias, efectos indeseables de idiosincrasia, declarados voluptuosa y abiertamente con detalles condimentados que horrorizarían. las señoras que pensaban que los periódicos tenían que acabar dos veces, al nacer y al morir. Incluso una transmisión semanal presenta las confesiones de personajes que son promovidos a influencers gracias al intercambio de disturbios, erupciones, borborigmos y diversas manifestaciones que alguna vez habrían sido objeto de vergonzosa modestia y moderación de veregundos. Buscar el consentimiento, el apoyo e incluso el cariño mientras exhibe debilidades humanas ciertamente no es un hábito nuevo: ha habido algunos candidatos en las elecciones que han pedido la preferencia de garantizar la pensión a sus seres queridos, presumiendo de una próxima aprobación postelectoral, y Ha habido escritores que exigieron un apoyo compasivo a causa de enfermedades incurables, que desaparecieron nada más dejar el Ninfeo. Ahora todos pueden sentirse autorizados a renunciar a la confidencialidad y la discreción después de haber despoblado las imágenes de los vacunadores festivos, entre los que la de autoritario y rechoncho presidente regional, sin camisa y con evidentes propósitos morales, ha registrado un éxito de crítica y público, como los parlamentarios. que tiran hacia abajo el puño de la encantadora blusa para revelar con malicia el fatídico parche, o por la publicación festiva en vivo en Instagram de las ecografías de los futuros vástagos de influencers, que podrían ser seguidas por la muela del juicio extraída afortunadamente o las piedras que ancestros muy criticados se mantuvieron en la boca para recordar su trinchera frente a los cálculos. Es probable que este aspecto sea también parte de una nueva costumbre, nacida cuando la salud física se ha convertido en una prioridad absoluta, su protección un derecho tan fundamental como para persuadir a todos a renunciar, y su salvaguarda de una preeminencia indiscutible tanto como para conmover a constitucionalistas, pensadores, filósofos comprometidos en demostrar que se trata de un bien personal inigualable que requiere incluso la privación de los demás, comunes y colectivos.
Y de hecho estamos asistiendo a una transformación del "rol del paciente" que cambia la concepción tradicional de una fase temporal, a superar, para convertirse en un rasgo de identidad y un carácter perdurable, tanto que expresiones como "sobreviviente de cáncer" o ex alcohólico ", me inspiro en un libro reciente verdaderamente extraordinario: Las fronteras cuentan de Frank Furedi, atestiguan una inclinación a representar la patología como una experiencia que afecta la personalidad y, precisamente, la identidad de una persona, incluso legitimando una permisividad inusual dentro no solo de la relación terapéutica, extendiéndola fuera del consultorio médico, condicionando incluso la interpretación de las "leyes" y fomentando una suspensión del sentido moral común, por otro lado, nos bastaría con mirar la figura heroica que las hazañas de los pacientes han asumido para Covid, como testigos, contadas magistralmente por el corresponsal en el pabellón gracias a pinceladas plásticas y sonoras cuando o contaba los gritos de los intubados, o de los supervivientes encargados de enseñar a los reacios y desertores. Si le pareció una moda pasajera inofensiva informar al público sobre los famosos furúnculos, las pústulas prominentes y las hernias prominentes, por ejemplo, desde la de Craxi que un periodista de televisión aspiraba a besar como la reliquia del santo a eso, Google me advirtió en tiempo real, de Gassman, conquistado audazmente en el escenario, saber que en cambio es una gran mala señal. Nos muestra una sociedad del mañana en la que los grupos étnicos y los pueblos ya no estarán compuestos por ciudadanos, sino por personas potenciales o potenciales enfermas para ser consumidas con drogas, comprometidas perennemente a monitorear los síntomas con investigaciones y diagnósticos cada vez más costosos, contrarrestandolos. con las medicinas y las vacunas escudriñarlas en los rostros y cuerpos de otras personas de las que es más que un deber desconfiar de ellas como posibles portadores y engrasadores. El aislamiento se presentará como una condición ideal además de salvífica, porque cualquier contacto puede ser conductor y portador de riesgos, para acreditar la amenaza invisible y legitimar la guerra contra las enfermedades creada en el laboratorio para crear antídotos autodenominados que produzcan nuevas patologías en los mismos laboratorios. La intención es el control y dominación a través de la medicalización de los ciudadanos para mantenerlos bajo la observación y custodia de los potentados de la "investigación aplicada" y sus sacerdotes dispuestos a ser comercializadores en la televisión, que se ha convertido en un dispensario de imperativos y órdenes contradictorios que deben llevar a cabo. a un solo comportamiento obediente, cívico y responsable, la toma de venenos. A estas alturas la distinción entre enfermo y sano se volverá cada vez más difusa e indistinguible para convertir a cada uno en un paciente a ser sometido por su propio bien a procedimientos, protocolos, controles, administración, sancionando el triunfo de lo comercial, político y moral. dominio de la industria farmacéutica, combinado con el miedo y la colusión con la ciencia, vendido y comprado, y con los tomadores de decisiones incluso los vendidos y comprados.