11. lug, 2021

L`Arte del "Diavolo" nell`Ingannare gli stupidi.

L`Arte del "Diavolo" nell`Ingannare gli stupidi.
Sarebbe ingenuo pensare che la menzogna radicale da cui siamo stati investiti sia stata preparata da qualche grande potentato economico in accordo con Big Tech, Big Pharma e un livello politico subalterno, al chiuso di qualche stanza. O meglio è fin troppo chiaro che sia stata preparata o colta al volo un’occasione, ma per quanto potenti siano i protagonisti della mistificazione essa non avrebbe potuto funzionare sa da decenni non fosse stato preparato il terreno per una crisi democratica eliminando alla radice qualsiasi idea di alternativa politica, conquistando totalmente i media, costruendo giorno per giorno un’antropologia del futile e della passività incapace di sviluppare capacità critiche, se ogni angolo della società non fosse stato permeato dalla logica del profitto e della disperata competizione fra individui. E se non si fossero convinte le persone che tutto questo era il migliore dei mondi possibili o comunque l’unico possibile. Così si sono potute imporre narrazioni mistificanti e per giunta incoerenti di ogni tipo a cominciare dall’economia per finire alle guerre a cui oggi si è aggiunta la pandemia che anche un bambino delle elementari potrebbe indicare come nuda, tanto evidenti e grossolane sono le contraddizioni con cui è stata messa assieme.
Facendo seguito a diverse analisi di ricerca, in quanto a linee guida di corruzione sanitaria nel quale ho mostrato in che palude giaccia il settore sanitario voglio dire che c’è stata un’enorme mutazione a cominciare dagli anni ’80 del secolo scorso la quale è andata accelerandosi man mano che le risorse e il soldi andavano concentrandosi in poche mani, senza che la gente ne avesse il minimo sentore: le persone hanno continuato a fidarsi dei medici, a fidarsi della scienza, a fidarsi della ricerca non intuendo che le cose stavano drammaticamente cambiando. Già nel 2005, John Ioannidis professore di epidemiologia alla Stanford ha scritto il documento peraltro molto citato, ma forse non ben compreso “Perché la maggior parte dei risultati della ricerca pubblicata sono falsi”.Egli osserva che “per molti campi scientifici attuali, i risultati della ricerca dichiarati possono spesso essere semplicemente misure accurate del pregiudizio prevalente”. E non si fa fatica a comprenderlo se si fa caso all’intreccio tra ricerca, industria farmaceutica, università, editoria scientifica, un coacervo ormai indistricabile dominato dal profitto. Infatti pareri analoghi sono espressi da molti altri, da Marcia Angell per esempio , che ha curato per vent’anni il New England Journal of Medicine: “Semplicemente non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica pubblicata o fare affidamento sul giudizio di medici di fiducia o su linee guida mediche autorevoli.” Oppure Peter Gotzsche il cui fondamentale saggio ho citato nel post precedente: “Il motivo principale per cui assumiamo così tanti farmaci è che le aziende farmaceutiche non vendono farmaci, vendono bugie sui farmaci…praticamente tutto ciò che sappiamo sui farmaci è ciò che le aziende hanno scelto di dire a noi e ai nostri medici…ecco perché i farmaci sono la terza causa di morte”.
Le medesime cose ha detto Richard Smith ha curato per molti anni il British Medical Journal dunque un’altra persona a stretto contatto con i flussi di ricerca: “Lo statistico Doug Altman ha pubblicato un editoriale sul BMJ sostenendo che gran parte della ricerca medica era di scarsa qualità e fuorviante. Nel suo editoriale intitolato “Lo scandalo della ricerca medica scadente”. Altman ha scritto che molte ricerche erano gravemente imperfette attraverso l’uso di progetti inappropriati, campioni non rappresentativi, campioni piccoli, metodi di analisi errati e interpretazioni errate… e le cose non vanno meglio, ma peggio…
In sostanza, la ricerca medica si è inesorabilmente trasformata in un’industria molto redditizia. Molte riviste mediche ora addebitano agli autori migliaia di dollari per pubblicare le loro ricerche. Ciò garantisce che sia molto difficile per qualsiasi ricercatore, non supportato da un’università o da un’azienda farmaceutica, oppure non sponsorizzato da industrie o gruppi di pressione agroalimentari, permettersi di pubblicare qualsiasi cosa, a meno che non sia benestante. Spinta da imperativi finanziari, anche la ricerca stessa è, inevitabilmente, diventata distorta: oltre a tutta la pressione finanziaria e di revisione tra pari, se si osa nuotare contro le opinioni tradizionali approvate sempre legate comunque a considerevole giro d’affari si sarà attaccati e messi in disparte. Un esempio clamoroso è quello del colesterolo dove nessuna delle idee nate alla fine tra gli 

anni ’70 e i primi ’80 riguardo al suo ruolo ha ricevuto conferma dalla ricerca, ma intanto il giro d’affari attorno a farmaci, alimenti, diete e quant’altro ha superato i 60 miliardi l’anno solo in occidente ed quindi è ormai una verità intoccabile, almeno fino a quando una verità più redditizia non la soppianterà.
Poi è arrivata la pandemia e la distorsione è diventata sfacciata e persino oltraggiosa per l’intelligenza: basti pensare che sono stati attaccati e zittiti coloro che proponevano cura immediate con vitamina C e vitamina D che da molti decenni sono conosciute per avere un ruolo importante nella difesa immunitaria e nella difesa contro i virus . Ma la pandemia esiste, oltre che i suoi obiettivi sociali, anche per vendere i vaccini e dunque ogni cura doveva essere proibita. La cosa importante da comprendere è che non si tratta di uno sbandamento o di una vergognosa parentesi: questa è ormai la struttura delle cose e fino ache non verrà ribaltata non si potrà sperare di ritornare alla medicina come la si dovrebbe intendere: i camici bianchi non potranno ritornare a una corretta pratica se possono o essere citati in giudizio e perdere il lavoro se non seguono le linee guida che sono di fatto messe a punto dalle aziende farmaceutiche sulla base del profitto. Né la ricerca rientrerà nell’alveo del metodo scientifico finché sarà legata in via diretta e in molti modi al profitto...Su questo non bisogna farsi illusioni: il sistema è marcio nel suo complesso e pensare che le nostre libertà possano essere salvate puntellando qui e là, è un’illusione.

The Art of the "Devil" in deceiving stupid people. It would be naive to think that the radical lie with which we have been invested was prepared by some great economic potentate in agreement with Big Tech, Big Pharma and a subordinate political level, inside some room. Or rather, it is all too clear that an opportunity has been prepared or seized on the fly, but no matter how powerful the protagonists of the mystification are, it could not have worked because for decades the ground had not been prepared for a democratic crisis by eliminating any idea at its root. of political alternative, totally conquering the media, building day by day an anthropology of the futile and passivity incapable of developing critical skills, if every corner of society had not been permeated by the logic of profit and desperate competition between individuals. And if people had not been convinced that all this was the best of all possible worlds or the only one possible. Thus it was possible to impose mystifying and incoherent narratives of all kinds starting with the economy and ending with the wars to which today the pandemic has been added that even an elementary school child could indicate as naked, so evident and coarse are the contradictions with which it was put together. Following on from several research analyzes, in terms of health corruption guidelines in which I have shown what swamp the health sector lies in I mean that there has been a huge mutation starting from the 80s of the last century which is accelerated as resources and money were concentrated in a few hands, without people having the slightest inkling: people continued to trust doctors, to trust science, to trust research, not realizing that things were dramatically changing. As early as 2005, John Ioannidis professor of epidemiology at Stanford wrote the much-quoted but perhaps misunderstood paper “Why Most Published Research Results Are Fake.” He notes that “for many current scientific fields, the results research claims can often be simply accurate measures of prevailing bias. " And it is not hard to understand it if you notice the interweaving of research, the pharmaceutical industry, universities, scientific publishing, an indestructible hodgepodge dominated by profit. In fact, similar opinions are expressed by many others, by Marcia Angell for example, who edited the New England Journal of Medicine for twenty years: "It is simply no longer possible to believe much of the published clinical research or rely on the judgment of doctors of trust or on authoritative medical guidelines. " Or Peter Gotzsche whose seminal essay I quoted in the previous post: “The main reason we take so many drugs is that drug companies don't sell drugs, they sell lies about drugs ... pretty much everything we know about drugs is what companies have. chose to tell us and our doctors… that's why drugs are the third leading cause of death ”. The same things said Richard Smith has edited the British Medical Journal for many years so another person in close contact with the research streams: “Statistician Doug Altman published an editorial on the BMJ claiming that much of the medical research was from poor quality and misleading. In his editorial entitled "The scandal of poor medical research". Altman wrote that many researches were seriously flawed through the use of inappropriate designs, unrepresentative samples, small samples, incorrect analysis methods and misinterpretations ... and things are not better, but worse ... In essence, medical research has inexorably turned into a very profitable industry. Many medical journals now charge authors thousands of dollars to publish their research. This ensures that it is very difficult for any researcher, not supported by a university or a pharmaceutical company, or not sponsored by industries or agri-food pressure groups, to afford to publish anything, unless he is well off. Driven by financial imperatives, even research itself has, inevitably, become distorted: in addition to all the financial and peer review pressure, if you dare to swim against approved traditional opinions always linked to considerable turnover, you will be attacked set aside. A resounding example is that of cholesterol where none of the ideas finally arose among the 70s and early 80s regarding its role has received confirmation from research, but in the meantime the turnover around drugs, foods, diets and anything else has exceeded 60 billion a year only in the West and therefore it is now an untouchable truth, at least until a more profitable truth supplants it. Then the pandemic arrived and the distortion became brazen and even outrageous to intelligence: just think that those who proposed immediate treatment with vitamin C and vitamin D that for many decades have been known to play an important role in immune defense and defense against viruses. But the pandemic exists, in addition to its social objectives, also to sell vaccines and therefore any treatment had to be prohibited. The important thing to understand is that it is not a confusion or a shameful parenthesis: this is now the structure of things and until it is overturned, we cannot hope to return to medicine as it should be understood: white coats do not they will be able to return to good practice if they can either be sued and lose their jobs if they do not follow the guidelines that are in fact developed by pharmaceutical companies on the basis of profit. Nor will research be part of the scientific method as long as it is linked directly and in many ways to profit ... We must not be under any illusions about this: the system is rotten as a whole and think that our freedoms can be saved by propping up here and there, it is an illusion.

El Arte del "Diablo" en engañar a la gente estúpida. Sería ingenuo pensar que la mentira radical con la que estamos investidos fue preparada por algún gran potentado económico de acuerdo con Big Tech, Big Pharma y un nivel político subordinado, dentro de alguna sala. O más bien, está muy claro que se ha preparado o aprovechado una oportunidad sobre la marcha, pero por muy poderosos que sean los protagonistas de la mistificación, no podría haber funcionado porque durante décadas no se había preparado el terreno para una crisis democrática. eliminando cualquier idea en su raíz. de alternativa política, conquistando totalmente los medios de comunicación, construyendo día a día una antropología de la inutilidad y la pasividad incapaz de desarrollar habilidades críticas, si cada rincón de la sociedad no hubiera sido permeado por la lógica del lucro y la desesperación competencia entre individuos. Y si la gente no hubiera estado convencida de que todo esto era el mejor de todos los mundos posibles o el único posible. Así, se podrían imponer narrativas desconcertantes e incoherentes de todo tipo, comenzando por la economía y terminando con las guerras a las que hoy se ha sumado la pandemia que hasta un niño de primaria podría señalar como desnudas, tan evidentes y toscas son las contradicciones con las que fue armado. A raíz de varios análisis de investigación, en términos de pautas de corrupción en salud en las que he mostrado en qué se encuentra el pantano en el sector de la salud, quiero decir que ha habido una gran mutación a partir de los años 80 del siglo pasado que se acelera como recursos y dinero. se concentraron en unas pocas manos, sin que la gente tuviera el menor indicio: la gente seguía confiando en los médicos, confiando en la ciencia, confiando en la investigación, sin darse cuenta de que las cosas estaban cambiando drásticamente. Ya en 2005, el profesor de epidemiología John Ioannidis en Stanford escribió el artículo muy citado pero quizás incomprendido "Por qué la mayoría de los resultados de investigación publicados son falsos". Señala que "para muchos campos científicos actuales, los resultados de las investigaciones a menudo pueden ser simplemente precisos medidas de sesgo predominante ". Y no es difícil de entender si se mira el entrelazamiento de la investigación, la industria farmacéutica, las universidades, las publicaciones científicas, una mezcolanza indestructible dominada por las ganancias. De hecho, muchos otros expresan opiniones similares, por ejemplo, Marcia Angell, quien editó el New England Journal of Medicine durante veinte años: "Simplemente ya no es posible creer en gran parte de la investigación clínica publicada o confiar en el juicio de médicos de confianza o según pautas médicas autorizadas ". O Peter Gotzsche, cuyo ensayo fundamental cité en la publicación anterior: “La razón principal por la que tomamos tantos medicamentos es que las compañías farmacéuticas no venden medicamentos, venden mentiras sobre los medicamentos ... prácticamente todo lo que sabemos sobre los medicamentos es lo que las compañías han elegido decirnos a nosotros ya nuestros médicos… por eso los medicamentos son la tercera causa de muerte ”. Lo mismo dijo que Richard Smith ha editado el British Medical Journal durante muchos años, por lo que otra persona en estrecho contacto con las corrientes de investigación: “El estadístico Doug Altman publicó un editorial en el BMJ afirmando que gran parte de la investigación médica era de mala calidad y engañosa. En su editorial titulado "El escándalo de la mala investigación médica". Altman escribió que muchas investigaciones tenían serias fallas debido al uso de diseños inapropiados, muestras poco representativas, muestras pequeñas, métodos de análisis incorrectos y malas interpretaciones ... y las cosas no son mejores, sino peores ... En esencia, la investigación médica se ha convertido inexorablemente en una industria muy rentable. Muchas revistas médicas ahora cobran a los autores miles de dólares por publicar sus investigaciones. Esto asegura que es muy difícil para cualquier investigador, no apoyado por una universidad o una empresa farmacéutica, o no patrocinado por industrias o grupos de presión agroalimentarios, permitirse publicar cualquier cosa, a menos que esté acomodado. Impulsada por imperativos financieros, incluso la investigación misma se ha distorsionado inevitablemente: además de toda la presión financiera y de revisión de pares, si te atreves a nadar en contra de las opiniones tradicionales aprobadas siempre vinculadas a una rotación considerable, serás atacado y apartado. Un ejemplo contundente es el del colesterol donde ninguna de las ideas surgió finalmente entre los Los años 70 y principios de los 80 con respecto a su papel ha recibido la confirmación de la investigación, pero mientras tanto el volumen de negocios en torno a las drogas, los alimentos, las dietas y cualquier otra cosa ha superado los 60 mil millones al año solo en Occidente y, por lo tanto, ahora es una verdad intocable, al menos hasta el momento. una verdad más provechosa la suplanta. Luego llegó la pandemia y la distorsión se volvió descarada e incluso escandalosa para la inteligencia: basta pensar que aquellos que propusieron un tratamiento inmediato con vitamina C y vitamina D que durante muchas décadas se sabe que tienen un papel importante en la defensa inmunológica y frente a los virus. Pero la pandemia existe, además de sus objetivos sociales, también para vender vacunas y por tanto tenía que prohibirse cualquier tratamiento. Lo importante de entender es que no es una confusión ni un paréntesis vergonzoso: esta es ahora la estructura de las cosas y hasta que no se revierta, no podemos esperar volver a la medicina como se debe entender: las batas blancas no serán capaces de volver a las buenas prácticas si pueden ser demandados y perder sus puestos de trabajo si no siguen las directrices que de hecho han desarrollado las empresas farmacéuticas sobre la base de los beneficios. Tampoco la investigación será parte del método científico siempre y cuando esté vinculada directamente y de muchas maneras al lucro ... No debemos hacernos ilusiones sobre esto: el sistema está podrido en su conjunto y pensar que nuestras libertades pueden salvarse. apoyándose aquí y allá, es una ilusión.