9. lug, 2021

Riflettiamo.

Riflettiamo.
Appena cinque anni fa era stato pubblicato in Italia un saggio di Peter C. Gotzsche, un professore danese, noto per le sue revisioni sistematiche di studi clinici il cui titolo già da solo scoperchiava il vaso di Pandora della sanità occidentale: “Medicine letali e crimine organizzato. Come le grandi aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario” di cui consiglio vivamente la lettura a chi è tentato dalla vaccinazione, ignaro del cinismo senza limiti che avvolge l’universo del farmaco. . Dentro c’è una miniera di notizie suddivisa in vari filoni grazie alle quali si può capire come si sia arrivati ad allestire una mistificazione pandemica, nonostante l’apparente difficoltà nel mettere insieme tante complicità e fare in modo che un numero molto superiore di persone stesse al gioco senza svelarlo. Non si tratta di episodi e di aneddoti, ma di situazioni strutturali che si sono andate creando nel tempo all’ombra della filosofia della privatizzazione assoluta e che rendono perfettamente possibile qualsiasi piano pandemico.
Cominciamo col fatto che l’80% delle Università è disposto a cedere i diritti degli studi alle case farmaceutiche, pur di ricevere fondi che sono sempre più necessari visto il continuo taglio di quelli pubblici. Cosa vuol dire questo? Che se durante gli studi viene scoperto qualcosa che non piace alla multinazionale committente, lo studio può essere interrotto. E cosa ancora più importante, una volta finita e consegnata la ricerca, non si ha alcun diritto su quel lavoro, se la casa farmaceutica vuole divulgare dei dati bene, ma non è costretta a farlo: si chiama protezione del segreto industriale che di solito prevede multe stratosferiche in caso di violazione . Se uno studio risulta negativo per il farmaco che fa maggior profitto, non lo si pubblica e in effetti il 68% di tutti gli studi sui farmaci viene nascosto sotto il tappeto per evitare che vengano segnalati questi fastidiosi effetti collaterali. Oppure, grazie alle vaste complicità che questo sistema consente, si organizzano ricerche di scarsa qualità che arrivano a conclusioni opposte e generano qual tanto di confusione necessario a mantenere in ballo la questione. L’industria del tabacco ha giocato vent’anni in questo modo. Solo il 32% degli studi risulta positivo e molti di questi studi sono “accorciati” per limitare i risultati a lungo termine che potrebbero riservare spiacevoli sorprese: è stato riscontrato che gli studi abbreviati sovrastimano l’efficacia del farmaco in studio e non rilevano effetti collaterali e complicazioni pericolosi in media del 30%. In ogni caso qualsiasi carriera nella ricerca o accademica non può svolgersi al di fuori di questo contesto che è di per sé ormai lontano da qualsiasi ideale di scienza e si è via via allargato ormai da decenni.
Tutto questo si collega ad un altro elemento centrale che sono le linee guida che tutti i medici e le istituzioni sanitarie seguono. Ma chi scrive le linee guida? Da chi sono finanziati gli studi che permettono di redigere le linee guida? il 70 per cento dei gruppi che si occupano delle linee guida vengono dalle aziende farmaceutiche stesse senza però che nella maggior parte dei casi tali conflitti di interessi vengano denunciati, come pure sarebbe obbligatorio. E questo senza parlare poi della fase di prescrizioni dei farmaci che viene agevolata con “dazioni” di tutti i tipi e ad ogni livello, con il contributo per l’acquisto di un’apparecchiatura medica ( che comunque va vista sotto il profilo del maggior guadagno) fino alla crociera, tutte azioni che spesso sfociano nella prescrizione illegale, ossia per patologie per le quali il farmaco non è stato studiato. Infine i meccanismi di controllo che dovrebbero sorvegliare i farmaci, Ema , Cdc e via dicendo hanno bilanci che dipendono per gran parte da Big Pharma e un personale che va e viene attraverso le porte girevoli, rendendo di fatto improponibile qualsiasi controllo reale. Basti pensare che l’europea Ema ha annunciato che le segnalazioni di morti e reazioni avverse avevano saturato il proprio database, ridotto davvero a quello necessario per la contabilità di una drogheria, ma invece di espanderlo come sarebbe facilissimo fare, cancella via via i dati vecchi, così da poter tenere bassi i numeri visto che la documentazione precedente non è più disponibile al pubblico Non c’è dunque da stupirsi se in queste condizioni gli studi clinici non 

sempre, anzi quasi mai raccontano la storia completa sulla sicurezza dei farmaci e se gli effetti sulla salute spesso rimangono sconosciuti fino a quando il medicinale non viene distribuito al pubblico: gli esempi sono innumerevoli e vanno dal Vioxx, un antidolorifico che aumentava il rischio di infarto e ictus; ad antidepressivi che sembravano aumentare i tentativi di suicidio tra i giovani adulti; a un vaccino antinfluenzale utilizzato nell’epidemia di influenza suina 2009-10 che era sospettato di causare convulsioni febbrili e narcolessia nei bambini, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Spesso si ritiene che le multinazionali farmaceutiche siano comunque tenute in riga da legislazioni sui farmaci e sulla possibilità di essere costrette a pagare enormi multe in caso di medicinali che causano disastri sanitari. Ma non è così : se per esempio prendiamo il Vioxx della Merck che ha causato circa 100 mila infarti fatali l’azienda ha incassato 11 miliardi dalla vendita del farmaco e ha pagato sei miliardi di risarcimenti con un guadagno netto di 5 miliardi.
Il fatto che anche un farmaco sbagliato e mortale possa comunque garantire lauti guadagni non va sottovalutato anzi è centrale : se per i vaccini covid le aziende produttrici occidentali hanno preteso l’immunità totale, vuol dire che hanno messo in conto un tale numero di gravi reazioni avverse che anche potendo contare sulla totale complicità dell’ambiente medico avrebbero rischiato di essere cancellate dalla faccia di Wall Street. Ad ogni modo è assolutamente evidente che siamo di fronte a un intero sistema che si è instaurato nel tempo, pian piano senza che ce ne accorgessimo e che adesso è giunto a “maturazione” scoprendo interamente le proprie carte. Ed è un sistema molto vicino a qualcosa che si chiama mafia che a questo punto può produrre qualsiasi pandemia e qualsiasi strage a meno che le regole non vengano completamente cambiate e l’ambiente non sia sanificato dai potentati del farmaco così come dai quaquaraquà al loro servizio.

We reflect. Just five years ago an essay by Peter C. Gotzsche, a Danish professor, known for his systematic reviews of clinical studies, the title of which alone opened the Pandora's box of Western healthcare, was published in Italy: “Lethal medicines and crime organized. How the big pharmaceutical companies have corrupted the health system "which I highly recommend reading to those tempted by vaccination, unaware of the limitless cynicism that envelops the universe of the drug. . Inside there is a mine of news divided into various strands thanks to which it is possible to understand how a pandemic mystification came about, despite the apparent difficulty in putting together so many complicities and making sure that a much higher number of people themselves to the game without revealing it. These are not episodes and anecdotes, but structural situations that have been created over time in the shadow of the philosophy of absolute privatization and which make any pandemic plan perfectly possible. Let's start with the fact that 80% of universities are willing to sell study rights to pharmaceutical companies, in order to receive funds that are increasingly necessary given the continuous cut of public ones. What does this mean? That if something is discovered during the studies that the multinational client doesn't like, the study can be interrupted. And more importantly, once the research is finished and delivered, you have no right to that job, if the pharmaceutical company wants to disclose data well, but is not forced to do so: it is called industrial secret protection which usually provides stratospheric fines in case of violation. If a study turns out to be negative for the most profitable drug, it is not published and in fact 68% of all drug studies are hidden under the rug to prevent these annoying side effects from being reported. Or, thanks to the vast complicity that this system allows, poor quality research is organized that arrive at opposite conclusions and generate whatever confusion necessary to keep the issue at stake. The tobacco industry has played twenty years in this way. Only 32% of the studies are positive and many of these studies are "shortened" to limit the long-term results that could hold unpleasant surprises: it was found that the shortened studies overestimate the efficacy of the study drug and do not detect side effects and dangerous complications on average by 30%. In any case, any research or academic career cannot take place outside this context which is in itself now far from any ideal of science and has gradually expanded for decades. All this relates to another central element which are the guidelines that all doctors and health care institutions follow. But who writes the guidelines? Who is funding the studies that allow the guidelines to be drawn up? 70 percent of the guideline groups come from the pharmaceutical companies themselves, but in most cases these conflicts of interest are not reported, as it would also be mandatory. And this without talking about the drug prescribing phase which is facilitated with "donations" of all types and at every level, with the contribution for the purchase of medical equipment (which in any case must be seen in terms of greater earnings ) up to the cruise, all actions that often result in illegal prescriptions, i.e. for diseases for which the drug has not been studied. Finally, the control mechanisms that should monitor drugs, EMA, Cdc and so on have budgets that largely depend on Big Pharma and a staff that comes and goes through the revolving doors, making any real control impossible. Suffice it to say that the European Ema announced that the reports of deaths and adverse reactions had saturated its database, really reduced to what is necessary for the accounting of a grocery store, but instead of expanding it as it would be easy to do, it gradually deletes the old data. , so as to be able to keep the numbers down since the previous documentation is no longer available to the public always, indeed almost never, tell the full story about the safety of the drugs and whether the health effects often remain unknown until the drug is distributed to the public: examples are countless and range from Vioxx, a pain reliever that increased the risk of heart attack and stroke; to antidepressants that appeared to increase suicide attempts among young adults; to a flu vaccine used in the 2009-10 swine flu epidemic that was suspected of causing febrile seizures and narcolepsy in children, there is no shortage of choice. It is often believed that pharmaceutical multinationals are still kept in line by legislation on drugs and the possibility of being forced to pay huge fines for drugs that cause health disasters. But this is not the case: if for example we take Merck's Vioxx which caused about 100,000 fatal heart attacks, the company collected 11 billion from the sale of the drug and paid six billion in compensation with a net gain of 5 billion. The fact that even a wrong and deadly drug can still guarantee hefty earnings should not be underestimated, indeed it is central: if Western manufacturers have demanded total immunity for covid vaccines, it means that they have taken into account such a number of serious reactions. adverse events that, even if they could count on the total complicity of the medical environment, would have risked being wiped off the face of Wall Street. In any case, it is absolutely clear that we are dealing with an entire system that has been established over time, slowly without us noticing it and which has now come to "maturity" by fully uncovering its own cards. And it is a system very close to something called the mafia that at this point can produce any pandemic and any massacre unless the rules are completely changed and the environment is not sanitized by the potentates of the drug as well as by the quaquaraquà at their service. 

Reflexionamos. Hace apenas cinco años se publicó en Italia un ensayo de Peter C. Gotzsche, un profesor danés, conocido por sus revisiones sistemáticas de estudios clínicos, cuyo título por sí solo abrió la caja de Pandora de la atención médica occidental, en Italia: organizado. Cómo las grandes farmacéuticas han corrompido el sistema de salud "que recomiendo leer a los tentados por la vacunación, que desconocen el cinismo ilimitado que rodea al universo de las drogas. . En su interior hay una mina de noticias dividida en varios capítulos gracias a la cual es posible entender cómo surgió una mistificación pandémica, a pesar de la aparente dificultad para juntar tantas complicidades y asegurarse de que un número mucho mayor de personas al juego. sin revelarlo. No se trata de episodios y anécdotas, sino de situaciones estructurales que se han ido creando a lo largo del tiempo a la sombra de la filosofía de la privatización absoluta y que hacen perfectamente posible cualquier plan antipandémico. Empecemos por el hecho de que el 80% de las universidades están dispuestas a vender derechos de estudio a empresas farmacéuticas, para recibir fondos que son cada vez más necesarios dado el recorte continuo de los públicos. ¿Qué significa esto? Que si durante los estudios se descubre algo que no agrada al cliente multinacional, se puede interrumpir el estudio. Y lo que es más importante, una vez que la investigación está terminada y entregada, no tiene derecho a ese trabajo, si la compañía farmacéutica quiere divulgar bien los datos, pero no está obligada a hacerlo: se llama protección de secreto industrial que generalmente proporciona multas estratosféricas en caso de infracción. Si un estudio resulta negativo para el fármaco más rentable, no se publica y de hecho el 68% de todos los estudios de fármacos se esconden bajo la alfombra para evitar que se den a conocer estos molestos efectos secundarios. O, gracias a la vasta complicidad que permite este sistema, se organizan investigaciones de mala calidad que llegan a conclusiones contrarias y generan la confusión necesaria para mantener el tema en juego. La industria tabacalera lleva veinte años jugando así. Solo el 32% de los estudios son positivos y muchos de estos estudios están "abreviados" para limitar los resultados a largo plazo que podrían reservarse sorpresas desagradables: se encontró que los estudios abreviados sobrestiman la eficacia del fármaco en estudio y no detectan efectos secundarios. y complicaciones peligrosas en promedio en un 30%. En cualquier caso, cualquier investigación o carrera académica no puede desarrollarse fuera de este contexto que, en sí mismo, ya está lejos de cualquier ideal de ciencia y se ha expandido gradualmente durante décadas. Todo esto se relaciona con otro elemento central que son las pautas que siguen todos los médicos e instituciones sanitarias. Pero, ¿quién escribe las pautas? ¿Quién financia los estudios que permiten elaborar las directrices? El 70 por ciento de los grupos de guías provienen de las propias compañías farmacéuticas, pero en la mayoría de los casos estos conflictos de interés no se reportan, ya que también serían obligatorios. Y esto sin hablar de la fase de prescripción de medicamentos que se facilita con "donaciones" de todo tipo y a todos los niveles, con el aporte para la compra de equipo médico (que en todo caso hay que verlo en términos de mayores ganancias) hasta el crucero, todas las acciones que a menudo resultan en recetas ilegales, es decir, para enfermedades para las que no se ha estudiado el medicamento. Por último, los mecanismos de control que deben vigilar los medicamentos, EMA, Cdc, etc. tienen presupuestos que dependen en gran medida de las grandes farmacéuticas y de un personal que entra y sale por las puertas giratorias, imposibilitando cualquier control real. Baste decir que la Ema europea anunció que los reportes de muertes y reacciones adversas habían saturado su base de datos, realmente reducida a lo necesario para la contabilidad de una tienda de abarrotes, pero en lugar de expandirla como sería fácil de hacer, borra gradualmente los datos antiguos., para poder mantener los números bajos ya que la documentación anterior ya no está disponible para el público siempre, de hecho casi nunca, cuente la historia completa sobre la seguridad de los medicamentos y si los efectos sobre la salud a menudo se desconocen hasta que el medicamento se distribuye al público: los ejemplos son innumerables y van desde Vioxx, un analgésico que aumentó el riesgo de enfermedades cardíacas ataque y apoplejía; a los antidepresivos que parecían aumentar los intentos de suicidio entre los adultos jóvenes; a una vacuna contra la gripe utilizada en la epidemia de gripe porcina de 2009-10 que se sospechaba causó convulsiones febriles y narcolepsia en los niños, tiene muchas opciones para elegir. A menudo se cree que las multinacionales farmacéuticas siguen cumpliendo con la legislación sobre medicamentos y la posibilidad de verse obligadas a pagar enormes multas por medicamentos que causan desastres sanitarios. Pero este no es el caso: si, por ejemplo, tomamos el Vioxx de Merck, que causó alrededor de 100.000 ataques cardíacos mortales, la compañía recaudó 11 mil millones de la venta del medicamento y pagó seis mil millones en compensación con una ganancia neta de 5 mil millones. No debe subestimarse el hecho de que incluso un medicamento incorrecto y letal pueda garantizar grandes ganancias; de hecho, es fundamental: si los fabricantes occidentales han exigido inmunidad total para las vacunas covid, significa que han tenido en cuenta tantas reacciones graves. eventos adversos que, aun contando con la total complicidad del entorno médico, habrían corrido el riesgo de ser borrados de la cara de Wall Street. En cualquier caso, está absolutamente claro que estamos ante todo un sistema que se ha ido consolidando a lo largo del tiempo, lentamente sin que nos demos cuenta y que ahora ha llegado a la "madurez" destapando por completo sus propias cartas. Y es un sistema muy cercano a algo que se llama la mafia que a estas alturas puede producir cualquier pandemia y cualquier masacre a menos que las reglas se cambien por completo y el ambiente no sea higienizado por los potentados de la droga así como por los quaquaraquà a su servicio.