7. lug, 2021

Fate una Riflessione.

Fate una Riflessione.
Pare incredibile, ma Big Pharma e si suoi vaccini appaiono ormai come un mondo angelicato dove gli interessi, le combine, le truffe, le spartizioni il lavoro di lobby che coinvolge la ricerca, i farmaci pericolosi, ma ugualmente distribuiti e venduti, le prebende date ai medici in cambio di prescrizioni, le false dichiarazioni sono stati cancellati dal ricordo tanta è la gratitudine per averci salvato dal raffreddore narrativo con vaccini totalmente sperimentali e aver proibito ogni cura perché non sufficientemente remunerativa. Eppure fino a qualche anno fa la sola idea di essere obbligati a fare da cavia avrebbe suscitato scandalo e disgusto, mentre ancora qualche tempo prima era scontato che Big Pharma facesse gli affari più sordidi del mondo oerché condotti sulla salute delle persone. Così pubblico qui gli stralci di un articolo apparso su Repubblica nel 2014 e segnalatomi da un amico, sull’affare Novartis – La Roche per mostrare come in pochi anni l’atmosfera e la narrazione siano completamente cambiate e da notare non è tanto la notizia, ma il modo e il tono con cui viene data:
” Big Pharma pensa a incassare miliardi, non a guarire i malati. Due colossi mondiali del farmaco, Roche e Novartis, si sono messi d’accordo per spartirsi i miliardi dalla vendita di due farmaci identici ma con nomi diversi (Avastin e Lucentis) e soprattutto a prezzi diversi. A danno dei malati, del servizio sanitario pubblico, delle assicurazioni private. All’inizio c’è la scoperta di uno scienziato italiano, Napoleone Ferrara, che nei laboratori della California della Genentech (prima che questa venisse rilevata al 100% dalla Roche) individua un principio che blocca il fattore della crescita dei vasi sanguigni. Un principio attivo che con Avastin serve per la cura di alcuni tumori molti gravi, mentre con Lucentis serve per guarire dalla degenerazione maculare senile, malattia che conduce alla cecità e che nei Paesi industrializzati minaccia un over 60 su tre. Il farmaco è lo stesso ma mentre una dose di Avastin ha un prezzo tra i 15 e gli 80 euro, Lucentis costa più di 900 euro a dose. Cosa fanno Roche e Novartis? Si mettono d’accordo per spartirsi il mercato. La Roche (che controlla Genentech) non registra il farmaco per la cura della malattia agli occhi e incassa alte royalties dalla Novartis per la commercializzazione del Lucentis. E siccome Novartis controlla oltre il 33% del capitale di Roche incassa, oltre ai proventi dalle vendite, la propria quota di utili.
Uno scandalo senza esclusione di colpi: le due multinazionali (ci sono incontri, scambi di mail, telefonate collusive che lo documentano) si sono spartite i compiti per creare l’allarme presso i pazienti sull’uso di Avastin nelle cure oftalmiche, e per sabotare il valore di ricerche indipendenti che dimostrano invece l’assoluta equivalenza terapeutica dei due farmaci. Poi c’è il lavoro di lobby sulla stampa specializzata, sulle commissioni parlamentari, sugli organismi del ministero.”
Qui la vicenda specifica non ha importanza, ciò che conta e che sorprende dopo aver vissuto un anno e mezzo di informazione completamente inginocchiata vero la Mecca della farmacologia, è di non trovare traccia di quella ottusa reverenza dell’informazione nei confronti di Big Pharma e dei personaggi come Gates che si aggirano attorno ad essa come catalizzatori di affari, ma anche portatori di inquietanti distopie. Tutto sembra meno sordido e meno inquinato, prova ne sia che un altro pezzo questa volta dell’Espresso, sempre nel 2014, riguardante un traffico di virus nella quale era implicata anche Ilaria Capua, è abbastanza duro nei toni contro questo “mercato” della salute.
E dire che adesso abbiamo contrati secretati sui vaccini che una volta non sarebbero stati tollerati, ricerche incomplete, frettolose, disoneste e per giunta malfatte per fornire risultati che permettano ai governi di firmarli e di imporli: nemmeno la più piccola critica incrina questo arcadico mondo. Anzi se compare qualche critica è per la scarsità delle magiche pozioni che fino ad ora hanno fatto oltre 15 mila morti ma probabilmente tre volte di più. Dunque Il declino nella libera informazione non si è presentato come un piano inclinato, ma come un precipizio che in pochi anni ha completamente trasformato i media in meri megafoni del potere in tutte le sue articolazioni e in tutte le sue deviazioni. Adesso in apertura di pezzo sarebbero capaci di scrivere che Big Pharma pensa a guarire malati, non a incassare miliardi.

Take a Reflection. It seems incredible, but Big Pharma and its vaccines now appear as an angelic world where interests, combine, scams, divisions, lobbying involving research, dangerous drugs, but equally distributed and sold, the prebends given. to doctors in exchange for prescriptions, the false declarations have been erased from memory such is the gratitude for having saved us from the narrative cold with totally experimental vaccines and having prohibited any treatment because it is not sufficiently profitable. Yet until a few years ago the very idea of ​​being forced to be a guinea pig would have caused scandal and disgust, while even some time before it was taken for granted that Big Pharma was doing the most sordid business in the world or because it was conducted on people's health. So I publish here the excerpts of an article that appeared in Repubblica in 2014 and reported to me by a friend, on the Novartis - La Roche affair to show how in a few years the atmosphere and the narrative have completely changed and not so much the news is to be noticed, but the way and the tone in which it is given: “Big Pharma thinks of making billions, not healing the sick. Two global drug giants, Roche and Novartis, have agreed to share the billions from the sale of two identical drugs with different names (Avastin and Lucentis) and above all at different prices. To the detriment of the sick, the public health service, private insurance. At the beginning there is the discovery of an Italian scientist, Napoleone Ferrara, who in the California laboratories of Genentech (before this was 100% detected by Roche) identifies a principle that blocks the growth factor of blood vessels. An active ingredient that with Avastin is used for the treatment of some very serious tumors, while with Lucentis it is used to cure age-related macular degeneration, a disease that leads to blindness and that in industrialized countries threatens one over 60 out of three. The drug is the same but while a dose of Avastin is priced between 15 and 80 euros, Lucentis costs more than 900 euros per dose. What do Roche and Novartis do? They agree to divide the market. La Roche (which controls Genentech) does not register the drug for the treatment of the eye disease and collects high royalties from Novartis for the marketing of Lucentis. And since Novartis controls over 33% of Roche's capital, it collects its share of profits in addition to the proceeds from sales. A no-holds-barred scandal: the two multinationals (there are meetings, exchanges of e-mails, collusive phone calls that document it) have shared the tasks to create the alarm among patients on the use of Avastin in ophthalmic treatments, and to sabotage the value of independent research that demonstrates the absolute therapeutic equivalence of the two drugs. Then there is the lobbying work on the specialized press, on parliamentary committees, on the ministry's bodies. " Here the specific story does not matter, what counts and surprises after having lived a year and a half of information completely kneeling in the Mecca of pharmacology, is to find no trace of that obtuse reverence of information towards Big Pharma and the characters like Gates who hang around it as business catalysts, but also bearers of disturbing dystopias. Everything seems less sordid and less polluted, proof of this is that another piece of the Espresso this time, also in 2014, concerning a virus trafficking in which Ilaria Capua was also involved, is quite harsh in terms of this "market" of health . And to say that now we have secret contracts on vaccines that once would not have been tolerated, incomplete, hasty, dishonest and, moreover, badly done research to provide results that allow governments to sign and impose them: not even the slightest criticism damages this Arcadian world. Indeed, if some criticism appears, it is due to the scarcity of magical potions that have killed over 15,000 so far but probably three times more. Therefore, the decline in free information has not presented itself as an inclined plane, but as a precipice that in a few years has completely transformed the media into mere megaphones of power in all its articulations and all its deviations. Now at the opening of the piece they would be able to write that Big Pharma thinks about healing the sick, not making billions.

Reflexiona. Parece increíble, pero las grandes farmacéuticas y sus vacunas aparecen ahora como un mundo angelical donde intereses, combinan, estafas, divisiones, cabildeo que involucran investigación, drogas peligrosas, pero igualmente distribuidas y vendidas, las prebendas entregadas a los médicos a cambio de prescripciones, la Se han borrado de la memoria declaraciones falsas tal es el agradecimiento por habernos salvado del resfriado narrativo con vacunas totalmente experimentales y haber prohibido cualquier tratamiento por no ser suficientemente rentable. Sin embargo, hasta hace unos años, la sola idea de verse obligado a ser un conejillo de indias habría despertado escándalo y disgusto, mientras que incluso algún tiempo antes se daba por sentado que las grandes farmacéuticas estaban haciendo el negocio más sórdido del mundo o porque se realizó sobre la salud de las personas. Así que publico aquí los extractos de un artículo que apareció en Repubblica en 2014 y que me informó un amigo, sobre el asunto Novartis - La Roche para mostrar cómo en unos años la atmósfera y la narrativa han cambiado por completo y no tanto el La noticia es de notarse, pero la forma y el tono en que se da: “Las grandes farmacéuticas piensan en ganar miles de millones, no en curar a los enfermos. Dos gigantes farmacéuticos mundiales, Roche y Novartis, han acordado compartir los miles de millones de la venta de dos medicamentos idénticos con nombres diferentes (Avastin y Lucentis) y sobre todo a precios diferentes. En detrimento de los enfermos, el servicio público de salud, las compañías de seguros privadas. Al principio está el descubrimiento de una científica italiana, Napoleone Ferrara, quien en los laboratorios californianos de Genentech (antes de que esto fuera detectado al 100% por Roche) identifica un principio que bloquea el factor de crecimiento de los vasos sanguíneos. Un ingrediente activo que con Avastin se usa para el tratamiento de algunos tumores muy graves, mientras que con Lucentis se usa para curar la degeneración macular asociada a la edad, una enfermedad que conduce a la ceguera y que en los países industrializados amenaza a uno de más de 60 de cada tres. El fármaco es el mismo pero mientras que una dosis de Avastin tiene un precio de entre 15 y 80 euros, Lucentis cuesta más de 900 euros por dosis. ¿Qué hacen Roche y Novartis? Acuerdan dividir el mercado. La Roche (que controla Genentech) no registra el medicamento para el tratamiento de la enfermedad ocular y cobra derechos elevados de Novartis por la comercialización de Lucentis. Y dado que Novartis controla más del 33% del capital de Roche, recauda su participación en los beneficios además de los ingresos de las ventas. Un escándalo sin límites: las dos multinacionales (hay reuniones, intercambios de correos electrónicos, llamadas telefónicas colusorias que lo documentan) han compartido las tareas para crear la alarma entre los pacientes sobre el uso de Avastin en tratamientos oftálmicos, y para sabotear el valor de las investigaciones independientes que, en cambio, demuestran la equivalencia terapéutica absoluta de los dos fármacos. Luego está el trabajo de cabildeo en la prensa especializada, en las comisiones parlamentarias, en los órganos del ministerio ". Aquí no importa la historia concreta, lo que cuenta y sorprende después de haber vivido un año y medio de información completamente arrodillado en la Meca de la farmacología, es no encontrar rastro de esa obtusa reverencia de la información hacia Big Pharma y los personajes como Gates que merodean por él como catalizadores comerciales, pero también portadores de perturbadoras distopías. Todo parece menos sórdido y menos contaminado, prueba de ello es que otro trozo del Espresso esta vez, también en 2014, relativo a un tráfico de virus en el que también estuvo involucrada Ilaria Capua, es bastante duro en cuanto a este "mercado" de la salud. Y decir que ahora tenemos sellados contratos sobre vacunas que antes no hubieran sido toleradas, incompletas, apresuradas, deshonestas y, además, investigaciones mal hechas para dar resultados que permitan a los gobiernos firmarlas e imponerlas: ni la más mínima crítica daña esto. Mundo arcadio. De hecho, si hay alguna crítica es debido a la escasez de pociones mágicas que han matado a más de 15.000 hasta ahora, pero probablemente tres veces más. Por tanto, el declive de la información libre no se ha presentado como un plano inclinado, sino como un precipicio que en pocos años ha transformado por completo a los medios de comunicación en meros megáfonos del poder en todas sus articulaciones y todas sus desviaciones. Ahora, en la apertura del artículo, podrían escribir que las grandes farmacéuticas piensan en curar a los enfermos, no en ganar miles de millones.