26. giu, 2021

I produttori di vaccini.

Da sei mesi a questa parte si discute se i benefici della vaccinazione superino i danni che provoca. I produttori di vaccini, l’Oms, l’Ema e molte autorità sanitarie nazionali sostengono, sulla base degli studi di approvazione fatti dalle stesse case produttrici, che la presunta protezione relativa dei preparati vaccinali è molto elevata e va dal 60 al 90 per cento il che naturalmente rappresenterebbe un grande beneficio in relazione a rischi che pure si sono rivelati tutt’altro che piccoli vista l’enormità di decessi e di reazioni avverse che vengono segnalate. In realtà siamo di fronte a una sorta di miraggio statistico che non prende in considerazione il rischio assoluto per il quale i vaccini rappresentano un vantaggio che va dall’ 1 al 2 per cento, ma in ogni caso la deformazione dei fattori di rischio ha ricevuto due giorni fa uno colpo formidabile da uno studio di Harald Walach, Rainer Klement e dell’analista di dati olandese Wouter Aukema: basandosi sui dati dell’Ema, sull’analogo database olandese e su un’ ampia ricerca israeliana su quante vaccinazioni sono necessarie per prevenire un morto di Covid ( o presunto tale, bisognerebbe aggiungere) si giunge a una conclusione sorprendente e inquietante: ci sono 2 morti da vaccino per prevenirne 3 da covid. Il discorso è semplice, mediamente ( a seconda delle aree) occorrono 16.000 mila vaccinazioni per evitare un decesso da covid, mentre le morti post vaccino sono mediamente di 4,11 ogni 100.000 vaccinati. Il tutto è focalizzato sul preparato della Pfizer e con qualche piccolo calcolo si vede che la vaccinazione potrebbe statisticamente evitare 6,2 morti ogni centomila “punture”, ma ne provoca 4,11.
La cosa è clamorosa non solo perché con queste cifre il rapporto rischio beneficio si riduce in maniera drammatica, ma perché è ben noto che le segnalazioni di reazioni avverse gravi e di decessi è molto inferiore al reale, cosa che si deduce anche dalla differenza di segnalazioni che arrivano dalle varie aree del continente e si va dalle 701 per 100 mila abitanti dell’Olanda ai 15 della Polonia (l’Italia è a quota 199) numeri che evidentemente dipendono da molti fattori sociali più che biologici a cominciare dal livello di ricatto a cui sono sottoposti medici e i sanitari nel segnare i fallimenti vaccinali, nonché dalla disponibilità alla sudditanza rispetto al potere. Quindi di fronte a numeri molto incerti per difetto, potrebbe anche essere più pericoloso vaccinarsi che non vaccinarsi, tanto più che mentre i decessi con covid o per covid avvengono in persone con una media di due anni superiore all’aspettative di vita, quelli post vaccino riguardano anche età molto più giovane.
La cosa principale è però un’altra più evidente, ma allo stesso tempo anche più celata dietro le cifre: il numero delle persone salvate dal Covid grazie al vaccino non è numero reale e accertato , ma deriva da un calcolo astratto gran parte del quale risente degli assurdi protocolli delle diagnosi di morte e anche dalla valanga di false positività dovute ai tamponi Pcr, mentre i numero dei morti dopo la vaccinazione è una quantità certa. Si potrà anche dire che non c’è correlazione tra la puntura e il decesso, ma i 15.472 morti dopo il vaccino sono una certezza, non una illazione statistica fatta peraltro in base a dati del tutto incerti. E questo senza considerare eventuali effetti a medio e lungo termine che potrebbero essere davvero drammatici. Come si faccia a creare una strage per impedire le cure che sono assai più efficaci dei vaccini è qualcosa che a che fare con la mente criminale non con la medicina. Del resto se un ex vicepresidente della Pfizer come Michael Yeadon dice : “Tutto quello che i tuoi governi ti dicono sul virus e sulle misure adottate è una bugia. Penso che siamo alle porte dell’inferno” una qualche ragione ci sarà. . Se è pazzo allora vol dire che un pazzo ha determinato per un trentennio le politiche delle più grandi multinazionali farmaceutiche. Da ogni parte la si guardi al fondo di questa vicenda c’è davvero la follia.

For six months now, it has been debated whether the benefits of vaccination outweigh the damage it causes. Vaccine manufacturers, WHO, EMA and many national health authorities claim, on the basis of the approval studies carried out by the same manufacturers, that the alleged relative protection of vaccine preparations is very high and ranges from 60 to 90 percent which of course would represent a great benefit in relation to risks that have proved anything but small given the enormity of deaths and adverse reactions that are reported. In reality we are faced with a sort of statistical mirage that does not take into account the absolute risk for which vaccines represent an advantage ranging from 1 to 2 percent, but in any case the deformation of the risk factors has received two days ago a terrific shot from a study by Harald Walach, Rainer Klement and Dutch data analyst Wouter Aukema: based on EMA data, the Dutch analogue database and extensive Israeli research on how many vaccinations are needed to prevent one death from Covid (or presumed one, it should be added) we reach a surprising and disturbing conclusion: there are 2 deaths from vaccine to prevent 3 from covid. The speech is simple, on average (depending on the area) it takes 16,000,000 vaccinations to avoid a death from covid, while post-vaccine deaths are on average 4.11 per 100,000 vaccinated. Everything is focused on Pfizer's preparation and with some small calculations it can be seen that vaccination could statistically avoid 6.2 deaths per hundred thousand "bites", but causes 4.11. The thing is sensational not only because with these figures the risk-benefit ratio is dramatically reduced, but because it is well known that the reports of serious adverse reactions and deaths are much lower than the real one, which can also be deduced from the difference in reports. that come from various areas of the continent and range from 701 per 100 thousand inhabitants in Holland to 15 in Poland (Italy is at 199) numbers that obviously depend on many social rather than biological factors, starting with the level of blackmail to to which doctors and health professionals are subjected in marking vaccination failures, as well as by the willingness to subjection to power. So in the face of very uncertain numbers by default, it could also be more dangerous to get vaccinated than not to get vaccinated, especially since deaths with covid or covid occur in people with an average of two years higher than life expectancy, those after vaccination they also concern much younger age. The main thing, however, is another more evident, but at the same time also more hidden behind the figures: the number of people saved from Covid thanks to the vaccine is not a real and ascertained number, but derives from an abstract calculation much of which is affected. of the absurd protocols of the diagnosis of death and also of the avalanche of false positivity due to PCR swabs, while the number of deaths after vaccination is a certain quantity. It can also be said that there is no correlation between the bite and death, but the 15,472 deaths after the vaccine are a certainty, not a statistical inference made on the basis of completely uncertain data. And this without considering any medium and long-term effects that could be truly dramatic. How do you create a massacre to prevent treatments that are far more effective than vaccines is something to do with the criminal mind, not medicine. After all, if a former Pfizer vice president like Michael Yeadon says: “Everything your governments tell you about the virus and the measures taken is a lie. I think we are at the gates of hell "there will be some reason. . If he is crazy then it means that a madman has determined the policies of the largest pharmaceutical multinationals for thirty years. From every side you look at the bottom of this story there is really madness.