18. gen, 2019

La Chiave Perfetta della vita.

La Chiave Perfetta della vita.
“Non smettere mai di cercare ciò che ami o finirai per amare ciò che trovi”
Questa penso sia una delle frasi che mi rappresenta di più in assoluto.
Ci avete mai fatto caso che la maggior parte della gente finisce per “amare” ciò che ha, finendo addirittura per disprezzare ciò che stava cercando, solo perché non lo ha trovato?
Forse è capitato anche a te che stai leggendo.
E’ vero che il grande DeAndrè disse: “Quello che non ho, è quel che non mi manca”, ma cerchiamo di non esagerare con questo concetto…..
Un lavoro, un partner, un amico.. Qualcosa che prima non ti andava giù, ma che con l’andare degli anni hai imparato a farti andare bene, solo perché non sei riuscito a trovare quel qualcosa che amavi davvero.
Questa è la più grossa presa in giro che un essere umano può fare a se stesso.
Partiamo volendo fare un determinato tipo di lavoro o volendo un determinato stile di vita, ci si pone un obiettivo, ma a volte raggiungerlo è davvero difficile, così ripieghiamo su qualcos’altro a malincuore;
all’inizio si disprezza dover optare su qualcos’altro, ma dando tempo al tempo finiamo per dire ” ma si, infondo non è poi così male“
“Lo schiavo non è quello che ha la catena al piede, ma chi non riesce più a immaginare la libertà.” ( Silvano Agosti )
La sottile differenza fra il piacere e il farsi piacere
Una volta qualcuno mi disse: le persone sono brave a raccontarsi storie per sentirsi meglio.
E’ difficile mantenere una coscienza perfetta sulla propria vita, e spesso le persone finiscono per raccontarsi delle belle storielle per potersi sentire meglio.
Di che storie sto parlando?
Parlo di quelle scuse che ci si racconta per non affrontare la verità, come quando non si è riusciti a trovare il lavoro dei propri sogni e si è finiti a fare tutt’altro, e ci si racconta che quel lavoro dei sogni, infondo, ti avrebbe tenuto lontano da casa per molto tempo, oppure era malpagato, ecc. ecc., insomma…… “storie”.
Si finisce così per farsi piacere qualcosa che in realtà non piace, ma allora, non sarebbe stato meglio non rinunciare?
Ci costringiamo a far andare bene un pezzo di un puzzle che in realtà non combacia per niente con la nostra vita, solo perché ci si è stancati di cercare il pezzo perfetto.
Non scordare che la vita è come un puzzle
Ti dicono che è da 1000 o 3000 o 5000 pezzi mentre in realtà ce ne sono sempre meno. Quindi inizi che ti hanno già fregato.
Cominci dal bordo.
I tasselli del bordo sono la tua famiglia, gli amici, le persone speciali, insomma le tue costanti, quelle persone che definiscono un po il tuo mondo, lo spazio entro cui ti muoverai, per evitare di cominciare a pisciare fuori dal vaso e a fare cazzate.
Poi si comincia a selezionare i tasselli e provare ad incastrarli l'un con l'altro. Cominci a costruire la tua vita. Ogni pezzo ha il suo posto e se non va vuol dire che non è quello giusto e allora si ricomincia a cercare. Alcuni tasselli si posso perdere, ma se hai culo che hai preso una buona marca di puzzle, te li spediscono in sostituzione.
Ci sono dei pezzi di puzzle più difficili degli altri a costruire, magari poi il risultato di tanta fatica non soddisfa neanche la vista, ma poco male, hai fatto quello che doveva essere fatto.
E quando cerchi quel tassello che non si trova e li provi tutti ma nessuno sembra combaciare, smetti di cercarlo e passa ad altro, non perderci troppo tempo. Quel tassello si troverà da solo quando avrai scremato il resto. 
Si può guardare il pezzo di un puzzle per tre giorni di seguito credendo di sapere tutto della sua configurazione e del suo colore, senza aver fatto il minimo passo avanti: conta solo la possibilità di collegare quel pezzo ad altri pezzi. 
Ma quando anche l'ultimo tassello è stato posizionato la figura appare in tutto il suo splendore e magnificenza e solo allora potrai dire: 
La vita è proprio come un puzzle, ognuno ha la sua tecnica, ognuno impiega il suo tempo. Non è importante quanto ci metti per finirlo, l'importante è che non smetti di inseguire il sogno di vederlo realizzato.

The Perfect Key of life.
"Never stop looking for what you love or you will end up loving what you find"
This I think is one of the phrases that represents me more than ever.
Have you ever noticed that most people end up "loving" what they have, even end up despising what they were looking for, just because they did not find it?
Maybe it happened to you that you're reading.
It is true that the great DeAndrè said: "What I do not have is what I do not miss", but let's not exaggerate with this concept ...
A job, a partner, a friend .. Something that you did not like before, but with the passing of the years you have learned to make you fit, just because you could not find that something you really loved.
This is the biggest joke that a human being can do to himself.
We start wanting to do a certain type of work or wanting a certain lifestyle, we set ourselves a goal, but sometimes reaching it is really difficult, so we fall back on something else reluctantly;
at the beginning you despise having to opt for something else, but giving time to the time we end up saying "but yes, it's not so bad"
"The slave is not the one who has the chain at his feet, but who can no longer imagine freedom" (Silvano Agosti)
The subtle difference between pleasure and pleasure
Once someone told me: people are good at telling stories to feel better.
It is difficult to maintain a perfect conscience about one's life, and often people end up telling themselves good stories to be able to feel better.
What stories am I talking about?
I'm talking about those excuses that are told to avoid facing the truth, like when you could not find the job of your dreams and you ended up doing something different, and it is said that that dream job, infuse, you he would have kept away from home for a long time, or he was badly paid, etc. etc., in short ...... "stories".
You end up doing something that you do not really like, but then, would not it be better not to give up?
We force ourselves to make a piece of a puzzle go that does not really fit in with our lives, just because we are tired of looking for the perfect piece.
Life is like a puzzle
They tell you that it is 1000 or 3000 or 5000 pieces while in reality there are less and less. So you start cheating you already.
Begin by the edge.
The pieces of the board are your family, friends, special people, in short your constants, those people who define a little your world, the space within which you move, to avoid starting to piss out of the jar and shit .
Then you start to select the pieces and try to fit them together. Begin to build your life. Each piece has its place and if it does not it means that it is not the right one and then it starts again to look. Some pieces can be lost, but if you have an ass that you have taken a good brand of puzzles, you will send them as a replacement.
There are pieces of puzzles more difficult than others to build, then maybe the result of so much effort does not satisfy even the sight, but not bad, you did what had to be done.
And when you look for that piece that is not found and try them all but nobody seems to fit together, stop looking for it and move on to another, do not waste too much time. That piece will be alone when you have skimmed the rest.
You can look at the piece of a puzzle for three days in a row believing you know everything about its configuration and its color, without having made the slightest step forward: only the possibility of connecting that piece to other pieces counts. (Georges Perec)
But when even the last piece has been positioned, the figure appears in all its splendor and magnificence and only then can you say:
Life is just like a puzzle, everyone has his own technique, everyone takes his time. It is not important how much you take to finish it, the important thing is that you do not stop chasing the dream of seeing it realized.

La clave perfecta de la vida.
"Nunca dejes de buscar lo que amas o terminarás amando lo que encuentres"
Creo que esta es una de las frases que me representa más que nunca.
¿Alguna vez has notado que la mayoría de las personas terminan "amando" lo que tienen, incluso terminan despreciando lo que estaban buscando, solo porque no lo encontraron?
Tal vez te haya pasado que estás leyendo.
Es cierto que el gran DeAndrè dijo: "Lo que no tengo es lo que no echo de menos", pero no exageremos con este concepto ...
Un trabajo, un compañero, un amigo ... Algo que no te gustaba antes, pero con el paso de los años, has aprendido a hacer que encajas, solo porque no pudiste encontrar algo que realmente amabas.
Esta es la broma más grande que un ser humano puede hacerse a sí mismo.
Empezamos a querer hacer un cierto tipo de trabajo o querer un cierto estilo de vida, nos fijamos una meta, pero a veces alcanzarla es realmente difícil, por lo que nos apoyamos en otra cosa de mala gana;
Al principio, desprecias tener que optar por otra cosa, pero dándoles tiempo hasta que terminamos diciendo "pero sí, no es tan malo".
"El esclavo no es quien tiene la cadena a sus pies, sino quien ya no puede imaginar la libertad" (Silvano Agosti)
La sutil diferencia entre placer y placer.
Una vez alguien me dijo: las personas son buenas para contar historias para sentirse mejor.
Es difícil mantener una conciencia perfecta acerca de la vida de uno y, a menudo, las personas terminan contándose buenas historias para poder sentirse mejor.
¿De qué historias estoy hablando?
Estoy hablando de esas excusas que se dicen para no enfrentar la verdad, como cuando no pudo encontrar el trabajo de sus sueños y terminó haciendo algo diferente, y se dice que ese trabajo soñado, inculque, se habría mantenido alejado de su hogar durante mucho tiempo o le pagaron mal, etc. etc., en fin ...... "cuentos".
Terminas haciendo algo que realmente no te gusta, pero entonces, ¿no sería mejor no rendirse?
Nos obligamos a hacer que una pieza de un rompecabezas no se ajuste a nuestras vidas, simplemente porque estamos cansados ​​de buscar la pieza perfecta.
No olvides que la vida es como un rompecabezas.
Te dicen que son 1000 o 3000 o 5000 piezas, mientras que en realidad hay cada vez menos. Entonces ya empiezas a engañarte.
Comienza por el borde.
Las piezas del tablero son tu familia, amigos, personas especiales, en resumen, tus constantes, aquellas personas que definen un poco de tu mundo, el espacio dentro del cual te mueves, para evitar comenzar a orinar en el frasco y la mierda. .
Entonces empiezas a seleccionar las piezas e intentas juntarlas. Empieza a construir tu vida. Cada pieza tiene su lugar y si no lo hace, significa que no es la correcta y luego comienza a mirar nuevamente. Algunas piezas pueden perderse, pero si tienes el culo por haber tomado una buena marca de rompecabezas, los enviarás como reemplazo.
Hay piezas de rompecabezas más difíciles de construir que otras, entonces tal vez el resultado de tanto esfuerzo no satisfaga ni siquiera la visión, pero no está mal, hiciste lo que había que hacer.
Y cuando busca esa pieza que no se encuentra y las prueba todas, pero nadie parece encajar, deje de buscarla y pase a otra, no pierda demasiado tiempo. Esa pieza estará sola cuando hayas rozado el resto.
Puede ver la pieza de un rompecabezas durante tres días seguidos creyendo que sabe todo sobre su configuración y su color, sin haber dado el menor paso hacia adelante: solo cuenta la posibilidad de conectar esa pieza a otras piezas.
Pero cuando incluso la última pieza ha sido colocada, la figura aparece en todo su esplendor y magnificencia y solo entonces puedes decir:
La vida es como un rompecabezas, cada uno tiene su propia técnica, todos se toman su tiempo. No importa cuánto demore en terminarlo, lo importante es que no deje de perseguir el sueño de verlo realizado.

La clé parfaite de la vie.
"Ne cessez jamais de chercher ce que vous aimez ou vous finirez par aimer ce que vous trouvez"
Je pense que c'est l'une des phrases qui me représente plus que jamais.
Avez-vous déjà remarqué que la plupart des gens finissent par "aimer" ce qu'ils ont, voire méprisent ce qu'ils cherchaient, simplement parce qu'ils ne l'ont pas trouvé?
Peut-être vous est-il arrivé que vous lisiez.
Il est vrai que le grand DeAndrè a dit: "Ce que je n'ai pas, c'est ce que je ne manque pas", mais n'exagérons pas avec ce concept ...
Un travail, un partenaire, un ami… Quelque chose que vous n'aimiez pas avant, mais au fil des ans, vous avez appris à vous mettre en forme, simplement parce que vous ne pouviez pas trouver ce que vous aimiez vraiment.
C'est la plus grosse blague qu'un être humain puisse se faire.
Nous commençons à vouloir faire un certain type de travail ou à adopter un certain style de vie, nous nous sommes fixé un objectif, mais il est parfois très difficile de l'atteindre. Nous avons donc recours à autre chose à contrecœur.
au début, vous méprisez devoir opter pour autre chose, mais en laissant du temps, on finit par se dire "mais oui, ce n'est pas si grave"
"L'esclave n'est pas celui qui a la chaîne à ses pieds, mais qui ne peut plus imaginer la liberté" (Silvano Agosti)
La différence subtile entre plaisir et plaisir
Une fois, quelqu'un m'a dit: les gens savent bien raconter des histoires pour se sentir mieux.
Il est difficile de garder une conscience parfaite de sa vie, et souvent les gens finissent par se raconter de bonnes histoires pour pouvoir se sentir mieux.
De quelles histoires est-ce que je parle?
Je parle de ces excuses qui disent de ne pas faire face à la vérité, comme lorsque vous ne pouviez pas trouver le travail de vos rêves et que vous finissiez par faire quelque chose de différent, et il est dit que ce travail de rêve, instillez-vous il serait resté longtemps loin de chez lui ou bien mal payé, etc. etc., bref ...... "histoires".
Vous finissez par faire quelque chose que vous n'aimez pas vraiment, mais alors, ne vaudrait-il pas mieux ne pas abandonner?
Nous nous efforçons de créer une pièce d'un puzzle qui ne correspond pas vraiment à notre vie, simplement parce que nous sommes fatigués de chercher la pièce parfaite.
Ne pas oublier que la vie est comme un puzzle
Ils vous disent qu'il s'agit de 1000 ou 3000 ou 5000 pièces alors qu'en réalité il y en a de moins en moins. Alors vous commencez déjà à vous tromper.
Commencez par le bord.
Les pièces du tableau sont votre famille, vos amis, des personnes spéciales, bref vos constantes, ces personnes qui définissent un peu votre monde, l’espace dans lequel vous vous déplacerez, pour éviter de commencer à pisser dans le pot et à vous faire chier .
Ensuite, vous commencez à sélectionner les pièces et essayez de les assembler. Commencez à construire votre vie. Chaque pièce a sa place et si elle ne le fait pas, cela signifie que ce n'est pas la bonne, puis elle recommence à chercher. Certaines pièces peuvent être perdues, mais si vous avez un âne pour lequel vous avez pris une bonne marque de puzzles, vous les enverrez en remplacement.
Il y a des morceaux de casse-tête plus difficiles que d'autres à construire, alors peut-être que le résultat de tant d'efforts ne satisfait même pas la vue, mais pas mal, vous avez fait ce qui devait être fait.
Et lorsque vous recherchez cette pièce introuvable et que vous la testez toutes mais que personne ne semble s’emboîter, arrêtez de la chercher et passez à une autre, ne perdez pas trop de temps. Ce morceau sera seul quand vous aurez écrémé le reste.
Vous pouvez regarder la pièce d'un puzzle pendant trois jours d'affilée en pensant tout savoir sur sa configuration et sa couleur, sans avoir fait le moindre progrès: seule la possibilité de relier cette pièce à d'autres pièces compte.
Mais quand même le dernier morceau a été positionné, la figure apparaît dans toute sa splendeur et sa magnificence et alors seulement, vous pouvez dire:
La vie est comme un puzzle, chacun a sa propre technique, chacun prend son temps. Peu importe combien vous prenez pour le terminer, l’important est que vous ne cessez pas de poursuivre votre rêve de le voir se réaliser.