12. feb, 2016

FA-RE-SI.

“Anche se in molti dei suoi aspetti questo mondo visibile sembra formato nell'amore, le sfere invisibili furono formate nella paura”.
Herman Melville

In qualsiasi momento l’essere umano è esposto al pericolo, nel bel mezzo della felicità può essere travolto dalla malattia o dalla morte, così come precari sono il suo successo in società e la fortuna economica. L’essere umano è un essere fragile, la cui vita costituisce un azzardo, un rischio continuo; il suo problema principale è quello di rendere più stabile la sua esistenza. Un primo tentativo di soluzione di questo problema sono la religione e la magia. L’uomo si illude di dominare il suo destino attraverso i cerimoniali religiosi e i rituali magici, facendo sacrifici agli dei, cercando di ingraziarsi le forze della natura. Una soluzione più raffinata è quella della filosofia. Fin dalla sua nascita, la filosofia cerca di rassicurare, di mitigare l’angoscia esistenziale, di costruire un mondo stabile in cui rifugiarsi. La vita umana naturalmente non è fatta solo di elementi di incertezza e di instabilità, ma anche di cose stabili, positive, solide. Nell’esperienza comune le due cose sono strettamente, indissolubilmente legate. La filosofia, al di là delle sue correnti e delle sue apparenti alternative, è caratterizzata da un procedimento di fondo: gli aspetti stabili e solidi dell’esistenza vengono separati da quelli instabili e vanno a costituire un mondo superiore, considerato l’unica vera, piena realtà; tutti gli elementi di instabilità ed incertezza vengono invece declassati ad apparenza, confinati in un livello inferiore di realtà (qualcosa di non troppo diverso accade con le filosofie del divenire, che da Eraclito a Bergson ed Hegel hanno reso stabile e razionale il divenire stesso). La filosofia costruisce dunque un mondo perfetto, pienamente buono, con tutti gli elementi positivi dell’esistenza, e proclama questo mondo perfetto quale realtà autentica. L’incertezza dell’esistenza non è apertamente combattuta; l’uomo viene piuttosto distratto da essa proponendogli l’orizzonte di un mondo perfetto, sia esso un mondo dei fini ideale o una realtà soprannaturale. Una tale separazione tra una realtà superiore ed una realtà inferiore, con il discredito che getta sull’esperienza quotidiana, ha conseguenze gravi. Esistono due forme di esperienza: un’esperienza grezza, primaria, che comprende ciò che gli uomini fanno nella loro vita quotidiana, ed un’esperienza secondaria, più raffinata, passata al vaglio della riflessione. Ora, la filosofia dovrebbe aiutare le persone ad orientarsi meglio nella loro vita quotidiana. Ciò non accade; al contrario: essa getta “una cappa di oscurità sulle cose dell’esperienza ordinaria”. La filosofia svaluta l’esperienza quotidiana come appartenente ad una dimensione inferiore, ed in questo modo rinuncia al ruolo stesso di guida e di orientamento della vita comune che dovrebbe avere. Questo è ciò che accade con quelle che si potrebbero chiamare filosofie non-empiriche. Le conseguenze negative di questo atteggiamento sono tre. La prima è che le conclusioni filosofiche non vengono verificate. La seconda è che l’esperienza quotidiana non viene arricchita ed ampliata grazie al contributo della filosofia. La terza conseguenza è che la filosofia, perso il contatto con l’esperienza, si fa astratta e fine a se stessa. “Come risultato netto di questi tre inconvenienti noi troviamo quello straordinario fenomeno che rende ragione dell’avversione nutrita da molte persone coltivate per ogni forma di filosofia.”
La filosofia che segue il metodo empirico si caratterizza per il ritorno all’esperienza primaria, ossia per il contatto costante con la vita quotidiana e le necessità dell’individuo e della società. Il problema di rendere più stabile l’esistenza è affrontato dalle filosofie non-empiriche su un piano teorico, e viene risolto costruendo una realtà avente tutti i caratteri della stabilità, che all’uomo non resta che contemplare. Da una filosofia empirica invece il problema viene correttamente posto come un problema pratico. Il pensiero deve contribuire a rendere concretamente più stabile l’esistenza, dando all’esperienza quotidiana il contributo dell’analisi razionale. Il pensiero ha dunque un carattere pratico e strumentale: per questo si adopera per indicare la propria filosofia il termine strumentalismo. Attraverso il pensiero, l’uomo riesce a rendere più stabile, meno incerta e pericolosa la sua realtà. Ma la realtà umana non è separata da quella naturale. L’uomo è immerso nella natura, ne fa parte pienamente, ed il suo stesso pensiero è un’espressione della natura. L’attività con la quale l’uomo rende meno incerta la sua esperienza è dunque, al tempo stesso, un’attività con la quale la natura stessa viene condotta ad un livello più alto di organizzazione E come l’esistenza, la natura può essere resa più stabile attraverso il pensiero e l’indagine razionale. L’esperienza umana comprende cose come l’arte, l’etica, gli ideali umani, che poco o nulla incidono sulla natura, vista ora come realtà indipendente dall’uomo e regolata da meccanismi propri. “Se l’esperienza presenta realmente tratti estetici e morali, allora questi tratti possono anche essere considerati depositari di un rapporto profondo con la natura e testimoni di qualche cosa che appartiene alla natura con la stessa verità con cui vi appartiene la struttura meccanica attribuitale nella scienza fisica”. Il che non vuol dire spiritualizzare o idealizzare la natura, ma considerarla aperta al contributo dell’esperienza umana, che è fatta anche di spiritualità e di ideali. Per questa visione unitaria dell’esperienza e della natura, che risente dell’influenza di vita e che, pur ritenendosi empirica, si allontana dal concetto di esperienza dell’empirismo classico poiché considera l’esperienza come la totalità della realtà umana nel suo rapporto con la natura, e non solo come pura conoscenza del mondo esterno, si potrebbe dare la definizione di umanismo naturalistico. Dell’umanismo ha le caratteristiche della ricerca razionale di migliori condizioni di vita, ma questo miglioramento non riguarda più solo la realtà umana, ma incide sulla natura stessa. Esiste una sola realtà, fatta di natura ed esperienza, di corpo e di mente, che cerca dinamicamente il proprio equilibrio. Non è possibile credere che il dinamismo che caratterizza l’universo debba sfociare in un equilibrio finale, condurre progressivamente ad una situazione di perfezione. Sarebbe anche questa una concezione consolatoria e mistificatrice del divenire Bisogna invece essere consapevoli della possibilità di rendere meno instabile la natura attraverso il contributo dell’esperienza umana, realizzando di volta in volta situazioni di equilibrio che non sono mai definitive, ma richiedono il costante intervento dell’esperienza e della riflessione.
L’indagine e i valori.
Se, come abbiamo visto, il pensiero non è pura attività teorica, ma ha un valore pratico, allora la logica, che tradizionalmente si occupa di formalizzare il ragionamento e stabilire le regole del pensiero, acquisterà un significato diverso. Essa riguarderà, cioè, il modo in cui gli esseri umani, attraverso il pensiero, possono rendere meno precaria la propria esistenza ed affrontare in modo razionale i propri problemi. Nella sua opera Logica. Teoria dell’indagine che considera l’indagine come quel procedimento che, partendo da una situazione di incertezza, giunge a trasformarla rendendola infine stabile. La considerazione di questa situazione consente di mettere a fuoco un problema, che è già un passo oltre la semplice confusione iniziale. Individuato il problema, si presenta già un’idea, ossia una anticipazione riguardo ciò che potrebbe accadere. Occorre tener presente che questa idea non è una semplice rappresentazione della realtà, ma ha a che fare con la trasformazione possibile delle cose; ha, in altri termini, un carattere operazionale. L’idea viene approfondita quindi attraverso il ragionamento, che evidenzia le conseguenze possibili dell’idea mettendola in rapporto con altre idee. Questo lavoro intellettuale mette capo ad una ipotesi di soluzione del problema, che tuttavia dovrà essere messa alla prova con l’osservazione e l’esperimento, dopo i quali soltanto è possibile giungere al giudizio finale, che ha un valore definitivo, rappresenta la soluzione non più discutibile della situazione problematica iniziale.
Così descritto, può sembrare un procedimento da laboratorio, avulso dalla concretezza della vita quotidiana e dei suoi problemi. L’intento come di un modo di affrontare l’incertezza che caratterizza la vita dei singoli e delle comunità nel modo più intelligente.
Ma se le idee hanno un carattere operativo, servono cioè a intervenire sulla realtà per trasformarla, che ne sarà dei valori? Le filosofie dei valori (ad esempio quella di Max Scheler) tendono a considerarli delle realtà immutabili, compiute, non sottoposte alla ricerca ed all’indagine umane, ma cogliendoli con un semplice atto di intuizione. Per definizione, i valori sono assoluti, non negoziabili, non riducibili. La creazione di un regno dei valori, separato dal mondo naturale e ad esso sovraordinato, è un momento di quel procedimento che già abbiamo visto di separazione degli aspetti solidi dell’esistenza da quelli incerti. Una volta separati dal mondo i valori diventano assoluti. Se si supera la distinzione artificiosa tra le due realtà, quella naturale e quella dei valori, questi ultimi appaiono come sono: non degli assoluti, ma in realtà “instabili come le forme delle nuvole”. Questo non vuol dire che i valori non siano importanti. Vuol dire invece che, come tutto, i valori non possono essere sottratti all’indagine razionale e critica. I valori non vanno adorati con una sorta di fede etica o estetica, ma considerati attentamente nella loro origine e nelle loro conseguenze. “Ogni teoria del valore è necessariamente un ingresso nel campo della critica”, in Esperienza e Natura. Questa critica dei valori, questa considerazione dall’alto dei beni e dei fini, è il compito della filosofia. Essa analizza i singoli valori nelle loro cause e nelle loro conseguenze, li mette alla prova, li passa al vaglio della riflessione. Sembra che in questo modo la filosofia rinunci al suo carattere teoretico per svilirsi nella pratica. La filosofia di Etica e con Etica conquisti in questo modo una nuova responsabilità ed importanza, perché diviene la via maestra per conseguire “lo scopo comune di tutti gli uomini”, che è “la migliore, più ricca e più piena esperienza”.
Purificare l’ambiente, eliminando tutti quegli aspetti dell’ambiente sociale che sono negativi o pericolosi, e valorizzando invece quelli positivi; consentire ad ognuno di avere rapporti che vadano oltre la sua ristretta cerchia sociale, favorendo l’equilibrio tra classi e gruppi sociali, ed offrendo possibilità di scambio umano e culturale che altrove non sono possibili mettendo l`uomo al centro (Persona) come Asimmetria perfetta di Lusso Francescano in quanto a Cultura Cre-Ativa di Ben-Essere.
"Although in many of its aspects this visible world seems formed in love, the invisible spheres were formed in fright."
Herman Melville

At any time, the human being is exposed to danger, in the midst of happiness may be overwhelmed by the illness or death, as well as temporary workers are his success in society and the economic fortune. The human being is a fragile being, whose life is a gamble, a continuous risk; its main problem is to make his life more stable. A first attempt at solving this problem are religion and magic. The man is an illusion to control his fate through religious ceremonies and magical rituals, making sacrifices to the gods, trying to ingratiate himself with the forces of nature. A more elegant solution is to philosophy. Since its inception, philosophy tries to reassure, to mitigate the existential angst, to build a stable world in which to take refuge. Human life is of course not only made of the elements of uncertainty and instability, but also to stable things, positive, solid. Common experience the two are closely, inextricably linked. The philosophy, beyond its currents and its apparent alternatives, is characterized by a background process: the stable and solid aspects of existence are separate from those unstable and go to constitute a higher world, considered the only true, full reality; all of instability and uncertainty are instead downgraded to appearance, confined in a lower level of reality (something not too different happens with the philosophies of becoming, that from Heraclitus to Hegel and Bergson have made stable and rational becoming the same). The philosophy thus builds a perfect world, fully good, with all the positive elements of existence, and proclaims this perfect world where authentic reality. The existence of uncertainty is not openly fought; the man is rather distracted from it by proposing the horizon of a perfect world, be it a world of perfect order or a supernatural reality. Such a separation between an upper and a lower reality reality, with the disrepute that throws daily experience, has serious consequences. There are two forms of experience: raw experience, primary, which includes what people do in their daily lives, and experience secondary, more refined, ungraded of reflection. Now, the philosophy should help people to orient themselves in their daily lives. This does not happen; on the contrary: it throws "a cloak of darkness on the things of ordinary experience." The philosophy devalues ​​the daily experience as belonging to a smaller size, and thus renunciation of the very role of leadership and guidance of the common life that should have. This is what happens with those who might be called non-empirical philosophies. The negative consequences of this attitude are three. The first is that the philosophical conclusions are not checked. The second is that the daily experience is enriched and enlarged with the help of philosophy. The third consequence is that philosophy, lost contact with the experience, becomes abstract and an end in itself. "As a net result of these three incidents, we find that extraordinary phenomenon which accounts nourished aversion by many people planted for every form of philosophy."
The philosophy that follows the empirical method is characterized by the return to the experience primary, ie for constant contact with daily life and the individual's needs and the company. The problem of making existence is faced by non-empirical philosophies more stable on a theoretical level, and is solved by building a reality which has all the characters of stability, that man can only contemplate. From an empirical philosophy instead the problem is properly placed as a practical problem. Thought must help to achieve a more stable concrete existence, giving the daily experience the contribution of rational analysis. Thought has therefore a practical and instrumental: for this endeavor to indicate its philosophy the term instrumentalism. Through thought, man is able to achieve a more stable, less uncertain and dangerous its reality. But the human reality is not separated from the natural one. Man is surrounded by nature, it is part of it fully, and his own thought is an expression of nature. The activity with which the man makes less uncertain his experience is, therefore, at the same time, an activity with which nature itself is conducted at a higher level of organization and as the existence, nature can be made more stable through thought and rational inquiry. Human experience includes things such as art, ethics, human ideals, which have little or no impact on nature, seen now as a reality independent of man and regulated by its own mechanisms. "If the experience really presents aesthetic and moral traits, then these traits can also be considered as depositories of a profound relationship with nature and witnesses of something that belongs to nature with the same truth which belongs to the mechanical structure conferred in science physical ". Which is not to say spiritualize or idealize nature, but consider it open to the contribution of human experience, which is also made of spirituality and ideals. For this unitary vision and the experience of nature, influenced by life and who, while considering themselves empirical, it moves away from the concept of experience of classical empiricism as it considers the experience as the totality of the human reality in its relationship with nature, and not only as a pure knowledge of the outside world, it might give the definition of naturalistic humanism. Humanism has the features of rational search of better living conditions, but this improvement is no longer only the human reality, but affects the nature itself. There is only one reality, made of nature and experience of body and mind, which seeks its balance dynamically. You can not believe that the dynamism that characterizes the universe must lead to a final equilibrium, gradually lead to a situation of perfection. This would also be a comforting and mystifying conception of becoming must instead be aware of the possibility of making less volatile nature through the contribution of human experience, realizing from time to time to balance situations that are never definitive, but require constant intervention of 'experience and reflection.
The survey and values.
If, as we have seen, the thought is not purely theoretical, but has practical value, then the logic, which is traditionally responsible to formalize the reasoning and establish the rules of thought, acquire a different meaning. It will cover, that is, the way in which human beings, through thought, may make it less precarious its own existence and to face their own problems in a rational way. In his work Logica. survey theory that considers the survey as the process which, starting from a situation of uncertainty, in turn making it finally reaches stable. The consideration of this situation allows them to focus on a problem, which is already a step beyond the simple initial confusion. Identified the problem, it already has an idea, or an anticipation about what might happen. It should be noted that this idea is not a simple representation of reality, but it has to do with the possible transformation of things; It has, in other words, an operational character. The idea is deepened so through reasoning, which highlights the possible consequences of the idea by putting it into relation with other ideas. This intellectual work puts end to a possibility of solving the problem, which, however, must be tested by observation and experiment, after which it is only possible to arrive at the final judgment, which has a final value, is not the solution the most controversial of the initial problem situation.
Thus described, it may seem a lab procedure, divorced from the reality of everyday life and its problems. The intent as a way of dealing with the uncertainty that characterizes the lives of individuals and communities in the most intelligent way.
But if the ideas have an operational nature, that is, they serve to intervene on reality to transform it, what will become of the values? The philosophies of values ​​(such as that of Max Scheler) tend to consider the immutable realities, accomplished, not subject to human research and investigation, but to pick them with a simple act of intuition. By definition, the values ​​are absolute, non-negotiable, non-reducible. The creation of a realm of values, separated from the natural world and with it the higher-level, is a moment of that process which we have already seen the separation of solids from those aspects of existence uncertain. Once separated from the world the values ​​become absolute. If you exceed the artificial distinction between the two realities, the natural and the values, they appear as they are not absolutes, but in fact "as unstable as the shapes of the clouds." This is not to say that the values ​​are not important. Instead it means that, like everything, the values ​​can not be subtracted rational and critical inquiry. The values ​​are not to be worshiped with a kind of faith ethics or aesthetics, but carefully considered in their origin and in their consequences. "Every theory of value is necessarily an entry into the field of criticism," in Experience and Nature. This criticism of values, this consideration from the goods and purposes, it is the task of philosophy. It analyzes the individual values ​​in their causes and their consequences, tests them, passes them to the test of reflection. It seems that in this way the philosophy renounce its theoretical character to debase in practice. Philosophy of Ethics and Ethics conquer in this way a new responsibility and importance, because it becomes the main way to achieve "the common goal of all mankind", which is "better, richer and fuller experience."
Purify the environment by eliminating all those aspects of the social environment that are negative or dangerous, and instead emphasizing the positive ones; allow everyone to have relationships that go beyond its narrow social circle, favoring the balance between social classes and groups, and providing opportunities for human and cultural exchange that are not possible anywhere else putting l`uomo the center (person) as a perfect Asymmetry Luxury Franciscan as a Cre-Ativa Culture of Well-Being.